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Emma, il racconto di una vita in movimento è Sbagliata Ascendente Leone

di MARCO LATINI

Sbagliata Ascendente Leone, è il titolo del docufilm dedicato ad Emma in uscita il 29 Novembre in esclusiva su Prime Video. Colonna sonora del progetto è l’omonimo brano sbagliata ascendente Leone, scritto dalla stessa Emma insieme ad Alessandro La Cava e Francesco Catitti disponibile sempre allo stesso giorno. Le riprese nascono da un’idea di Emma, e mostrano senza filtri o censure due anni e mezzo della vita dell’artista. L’intimo progetto è diretto da Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra.

Foto di Nicole Verzaro, abiti di Gucci

“Ho scelto di vivere la mia vita in movimento. Sotto brillanti luci colorate, sempre a ritmo di musica. Sono pronta a condividerla tutta, anche quando la giostra si ferma e le luci si spengono, ma la musica resta sempre”, commenta Emma. Il docufilm è un susseguirsi di eventi e persone, di gioie e dolori, che intrecciandosi come pezzi di un puzzle mostrano al meglio la complessa ma cristallina personalità di Emma. Un viaggio a perdifiato tra le diverse tappe del percorso che l’hanno resa l’artista ma soprattutto la donna che è oggi. Sbagliata ascendente Leone è profondamente Emma. Sono montagne russe con lo stomaco in gola. Vittorie e sconfitte della vita vera. Ma quali presentazioni e smancerie, si parte all’Arena di Verona, durante la dedita preparazione di Emma al concerto. I brividi sono montagne. Le persone arrivano ed i problemi non si fanno attendere. Prima che l’ansia prenda il sopravvento siamo in cucina con Emma e la sua famiglia, a cantare sulle note del padre che per lei era ossigeno e porto sicuro. Gli occhi si fanno gonfi e lo stomaco pesante, alla malattia non si può scoprire il fianco né mostrare debolezza ed Emma non ha certo finito di lottare. Campo Volo, X Factor, Vasco Rossi. La gioia dell’artista che riconosce ed abbraccia il suo valore. Amici, la fuga da casa, la malattia che non molla. L’inseguimento di un sogno con i piedi nel vuoto. Sbagliata ascendente Leone è Emma Marrone come mai prima d’ora. È la calma dell’impulso. La forza nel poter mostrarsi fragili. Sbagliata ascendente leone è grandine nel deserto e nebbia a Milano, perché racconta la storia di uno mostrandoci la vita di tutti.

Sbagliata ascendente leone, è il brano che accompagna questo progetto. Ho notato che nel Docufilm c’è scritto “sessione di scrittura per l’album”. Vorrei sapere se effettivamente stai lavorando ad un disco.
Si, confermo che sto lavorando al mio nuovo album. Dopo la morte di mio padre ho voluto allontanarmi e stare con la famiglia. Ho ripreso da poco a lavorarci e spero di non avere troppe pressioni poiché in questo momento sento di dover ricominciare a camminare da zero. Ho tante canzoni pronte, mi si è aperta una vena artistica enorme ed ho scritto tantissimo in questo periodo. La qualità per me resta la precedenza e finché non avrò un prodotto degno dei miei dodici anni di carriera starò zitta.
Dallo schermo, si ha l’impressione di avere davanti una ragazza determinata che va avanti a ogni prova e difficoltà. Il titolo sembra inesatto, non dovrebbe essere giusta ascendente leone?
Sbagliata ascendente leone è un titolo ironico. Io non mi sento sbagliata, anche se nel tempo e negli anni tanti hanno provato a farmici sentire. Questo Docufilm vorrei fosse una rivincita per tutti gli sbagliati. Una
rivincita per chi non si sente incluso ed ha dei disagi che ha imparato a mascherare molto bene. Io ancora oggi non mi sento mai nel posto giusto, ma penso sia bello sentirsi sbagliati, imperfetti e fuori tempo. Questo ci rende unici. Il titolo è il contrario di quello che è, un po’ come me.
Emma, ti vedremo a San Remo quest’anno?
No, non andrò a San Remo. Ho già dato l’anno scorso e non voglio forzare il mio progetto per andarci. Avessi avuto il disco pronto ci avrei forse ripensato, non voglio essere ipocrita, in Italia lo spazio per la musica si fa sempre più ristretto e noi artisti abbiamo bisogno di andare a San Remo. È un ottimo modo per promuovere la nostra musica e vendere biglietti. ’anno scorso andai per esaudire un sogno di papà, quest’anno preferisco trattenermi per tornare al meglio. Magari il prossimo anno.
In questo progetto sembra spesso che l’emotività ti conduca e prenda il sopravvento togliendoti controllo, è impressione o verità?
È la pura verità nonostante io cerchi sempre di controllare tutto quello che succede intorno a me. Sono un’artista e per questo sono empatica ed a volte pazza (ride). L’importante è che si riesca ad indirizzare questa emotività. Senza di lei non potrei scrivere le mie canzoni e donarmi pura e senza scudo alla mia gente. È una dualità che c’è dentro di me nella mia musica. L’emotività mi permette ancora di stupirmi di quello che mi succede e restare viva.
Quanto è stato difficile scrivere questo Docufilm? Avevi voglia di raccontarti così nel profondo?
È stato profondamente liberatorio. Scelgo di fare questo progetto dopo un lungo lavoro su me stessa di accettazione. Ho fatto questo Docufilm una volta sicura di potermelo permettere. Ho sentito una profonda liberazione e spero che molte persone si ritrovino e possano sentirsi come me. Dopo questo lavoro non ho più segreti né scheletri nell’armadio, ho davvero detto tutto.
Emma ti mostri sempre forte nonostante le difficoltà. Quale è il tuo segreto per rialzarti ogni volta?
Non nascondo di sentirmi una privilegiata. Faccio il lavoro che ho sempre sognato grazie al mio talento, alla fortuna e al caso. Tante persone non riescono e questo mi fa sentire sempre immensamente grata alla vita. Continuo sempre dritta perché mi sento il capitano di una nave. In questi anni, intorno a me ho creato una ciurma di persone che devono lavorare ed io non le lascio a Terra. Ho fatto un Tour in un momento disastroso per la musica, correndo dei rischi e non accettando di non poter suonare. Mi sono adattata e sono orgogliosa di aver potuto dare lavoro a tante persone in difficoltà. Io vado avanti e non mollo per chi si sbatte più di me per permettermi di essere dove sono. Io vado a picco sulla nave piuttosto che scendere.
Il Docufilm si chiude con una te molto piccola e tante immagini forti. Quanto di quella bambina è in questa sala oggi?
Voglio proteggere e preservare il più possibile la bambina che è in me. La proteggo poiché penso che restare infantili e bambineschi significhi rimanere puri. Crescendo possiamo diventare freddi e cinici davanti
a tante situazioni, ma i bambini ci ricordano di scegliere il giusto senza smettere di emozionarci. In questo lavoro parli del fatto che la tua vita è un insieme di sliding doors.
Quali sono state le porte più significative che la vita ti ha mostrato e quali quelle rimaste chiuse?
La prima porta veramente fondamentale per me l’aprì Maria de Filippi. Lei ha creduto in me dal primo giorno ed ancora oggi riesce ad insegnarmi moltissimo. È parte della mia vita e non so dove sarei senza di lei. Tante altre porte ti assicuro che è stato molto difficile aprirle, nessuno mi ha mai dato le chiavi e ho dovuto arrangiarmi lavorando più di tutti. Nessuna porta è rimasta chiusa, e se lo è, vuol dire che sono stata io a sceglierlo (ammicca) Per le persone che si sentono sbagliate, spesso c’è difficoltà a comprendere di chi fidarsi nella vita di tutti i giorni. Come sei riuscita a capire chi tenere vicino dopo il successo?
L’ho capito grazie alla fedeltà. Lavoro con le stesse persone dal primo giorno, credo nella costruzione più che nel cambiamento repentino. Sono un animale fedele che predilige mantenere con le stesse persone un rapporto duraturo e solido. Nella vita mi pongo sempre gentile ed ingenua ma ho molto fiuto per chi vuole ferirmi.
Emma dopo questo lavoro così personale mi viene spontaneo chiederti; che ruolo ha la famiglia nella tua vita?
La famiglia è tutto. Se non sai da dove vieni non saprai mai dove andare. Le radici ti permettono di fare dei viaggi enormi con la consapevolezza di poter sempre tornare da chi ti ama. La mia famiglia è sempre stata la mia ancora e riesce ancora ad oggi a darmi coraggio per affrontare qualsiasi situazione.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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