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The Bloody Beetroots, è The Great Electronic Swindle li nuovo disco: l’INTERVISTA

The Bloody Beetroots (Sir Bob Cornelius Rifonon vuole limitarsi ad intrattenere il suo pubblico, a lui interessa coinvolgere e sfidare emozionalmente ed intellettualmente i suoi fan; vuole condividere delle storie con loro. I tanti cambiamenti, sia nella sua vita personale che nel resto del mondo lo hanno ispirato a parlare con maggiore franchezza e ad ascoltare le parole e le idee degli altri con più attenzione. Questa nuova fase creativa e personale hanno permesso a Rifo, uno dei più interessanti producers nel panorama della musica elettronica nonché talentuosissimo cantautore e ideatore dei The Bloody Beetroots, di lavorare ad ancor più stretto contatto con una miriade di artisti. Il linguaggio gioca un ruolo fondamentale nell’album The Great Electronic Swindle, in uscita il 20 Ottobre su Last Gang Records.

The Bloody Beetroots

The Bloody Beetroots


di Carlotta Sorrentino

Quale è la storia dell’album?
Ho lasciato trascorrere un periodo di gestazione di quattro anni, come avvenuto anche per l’album precedente: anche lì ne sono passati quattro.
E’ un’album molto intenso, ricco di featuring.
In questo album ho voluto raccontare varie storie, avevo bisogno di dilungarmi.
Ti senti più punk, pirata o politico? E’ la trilogia del singolo.
Tutti e tre, la politica ti aiuta ad andare avanti nella vita. Le mie radici sono legate al punk, non ho nessuna regola da seguire. Pirata perché le regole le prendo e le rompo, saccheggiando gli anagrammi popolari.
I suoi thunder possono essere definiti una scossa sociale?
Credo di si, e credo che ce ne sia bisogno. Con i miei thunder voglio dare e prendere una posizione rispetto alla musica nel 2017.
Come è l’Italia vista dall’America? Come è la sua Italia?
La mia Italia è bellissima, lo è sempre stata. La nostra cultura è ricca e densa, il problema è che l’italiano non la valorizza nel modo giusto. L’italiano non si prende la briga di portare fuori le bellezze dell’Italia per tantissimi problemi.
Cosa resta del punk? Secondo lei è vero che il punk è stata l’ultima rivoluzione musicale?
Non credo che il punk sia stata l’ultima rivoluzione. Dopo il punk c’è stato molto altro per la musica, oggi il mondo va così veloce che le rivoluzioni hanno tempi diversi.
Molti dei tuoi featuring in Italia sono poco conosciuti. Come li ha scelti?
Conosciamoli, impariamo qualcosa di diverso!! A volte ci sono cose che culturalmente non arrivano, c’è però la possibilità di scoprirli e renderli popolari anche qui. Equilibriamo il mercato italiano a quello mondiale.
Qual è il suo rapporto con Tanino Liberatore?
E’n un rapporto di amore e odio, ci lasciamo e ci prendiamo di continuo. Nei primi due album ci siamo confrontati molto, per la creazione di quest’ultimo ci siamo influenzati indirettamente.
Quando sarà il tour in Italia?
In Italia farò solo una data a dicembre, al Fabrique a Milano. Parlando a tutto il mondo dobbiamo per forza adattarci a fare un percorso più a ragnatela. Tornare a dicembre per un’altra data italiana è già una piccola conquista!!

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Dalla Cenere germogliano Iza&Sara: guarda il VIDEO

Arriva in radio Dalla Cenere il singolo di Iza&Sara prodotto da Raffaele Montanari (PMS Studio). Il singolo anticipa il primo EP del duo in uscita la prossima primavera, tracciando un filo conduttore, un manifesto che rappresenta il primo lavoro inedito scritto e composto dalle due cantautrici. Si parla di nuovi inizi, ripartenze, di sapersi reinventare, riscoprire. Si parla di coraggio e motivazione, di forza e libertà. Dalla Cenere è un incoraggiamento, un inno all’ottimismo che mette in luce le infinite possibilità di rinnovamento che la vita ci mette di fronte ogni giorno.

Iza & Sara

Iza & Sara

GUARDA IL VIDEO

Il video è stato girato presso l’Officina52 di Forlì, centro di aggregazione giovanile che si propone come spazio aperto per i ragazzi del quartiere, con la regia di Andrea Bosi, direttore e fondatore di FLATMIND. “L’idea nasce dalla voglia dalla nostra voglia – afferma il duo – di mettere in risalto in modo ironico e leggero, le nostre differenze che ci collocano agli opposti, non solo dal punto di vista vocale. Iza ha uno spirito più riflessivo e “nerd”, Sara invece è più gioiosa e iperattiva. Nelle differenze troviamo la nostra sinergia, e la nostra forza. La forza con cui siamo ripartite, dalla cenere”. Il duo ha seguito completamente e personalmente la sceneggiatura del video, costruito con due piano sequenze uniche registrate separatamente, che interagiscono tra loro grazie all’entrata e uscita di scena di diversi oggetti.

Iza&Sara è un progetto musicale composto da Elisa Babini, contralto con anomalia congenita ovvero ipoplasia delle false corde vocali, e Sara Valgimigli, soprano con peculiari caratteristiche da mezzo soprano. Formatosi nel 2012 a Faenza, sotto la guida del maestro Gabriele Bertozzi, il duo è in grado di dare una personalissima chiave di lettura a un genere musicale vasto e ibrido che combina l’indie al pop, sia grazie all’uso di strumenti non comuni come il vibrafono e l’occasionale assenza di batteria, ma soprattutto grazie alla combinazione elegante tra le timbriche molto particolari e calde di Iza e la predisposizione naturale per il falsetto coniugata all’estrema facilità di passaggio tra i registri vocali di Sara. La provenienza delle due cantautrici da un percorso formativo molto diverso ha permesso loro di creare uno stile personale e riconoscibile preservando allo stesso tempo la propria identità artistica, reinventando così il tradizionale duo femminile in chiave moderna. Negli anni, il duo si divide tra musica dal vivo e partecipazioni a contest, con esibizioni in locali e festival della Romagna, presentando inizialmente la propria personalissima interpretazione di cover riarrangiate. E’ così che attirano i consensi non solo del pubblico ma anche degli esperti del settore, conquistando risultati importanti come il primo posto nella categoria pop al Festival Delle Arti di Bologna (direzione artistica di Andrea Mingardi) nel 2013, e il primo posto al concorso nazionale Musica è nel 2014, segnalate da giuria e pubblico come autentica rivelazione della manifestazione. Sempre nel 2014 matura un passo piccolo per il mondo della musica ma grande per Iza&Sara: l’incontro con Giuseppe Anastasi (autore di Arisa), che ha influenzato profondamente l’approccio musicale delle due cantautrici e che le ha spronate a produrre melodie e testi profondamente autentici e personali. Nascono i primi brani inediti. In questi anni, Iza&Sara continuano a esibirsi in tutta Italia, e degne di nota sono la partecipazione a “Hey Joe!” in Piazza Maggiore a Bologna, la “Sfilata sul Pentagramma” sul palco del Pistoia Blues e l’apertura del MEI 2015 presso il MIC di Faenza. Inoltre, il duo conquista il primo posto del Premio Poggio Bustone dedicato a Lucio Battisti, il terzo posto al Premio Franco Reitano e la finale del Premio Bruno Lauzi. Nel 2016 arriva la vera svolta: il contratto con l’etichetta discografica indipendente PMS Studio. Iza&Sara sono ora interamente dedite al processo creativo, passando le giornate in studio a comporre l’EP di esordio, al debutto nel 2018 e anticipato da tre singoli, in uscita nei prossimi mesi. Nel mentre, continuano le esibizioni dal vivo, che anticipano il tour ufficiale del nuovo anno.

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Umberto Tozzi, 40 anni che ti amo all’Arena di Verona: la RECENSIONE

Dopo la data di settembre annullata per problemi di salute appare finalmente all’Arena di Verona Umberto tozzi con 40 anni che ti amo (su Canale 5 a Novembre in prima serata). Il racconto della serata.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

di Irene Venturi

É una Notte Rosa che esplode tra giochi di luce, musiche epiche che aprono il sipario e un dolce dialogo tra chitarra e sax. Grande festa per il quarantennale di carriera di Umberto Tozzi, una delle colonne portanti della musica italiana, in uno dei luoghi che ha segnato e lanciato la carriera del cantautore torinese: “Grazie per l’affetto di questi ultimi 40 anni. Non vi nascondo l’emozione di ritrovarmi su questo palco, palco dove nel ’77 cominciò la mia carriera quando ho vinto il primo Festivalbar, sotto la regia di Vittorio Salvetti”. E allora Ti Amo sia, per rompere il ghiaccio nel migliore dei modi. Telefoni accesi per rendere immortale e infinito questo breve momento. Nella data di settembre, spostata per i problemi improvvisi di salute, era previsto il duetto doveva essere con Anastacia, stasera non presente per un impegno in Germania per la promozione del suo nuovo album Evolution.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

Undicimila le voci che urlano Ti amo al cielo, due sole parole per un grandissimo successo. Gli Altri Siamo Noi, in trepidante attesa e desiderosi di cantare tutti i successi del cantante. Questa sera c’è chi vuole tornare per qualche minuto giovane, e chi la gioventù la sta vivendo ora e vuole provare a essere un ragazzo degli anni ’80. Lo sappiamo, Si può dare di più. Non ci fanno aspettare, standing ovation per il grande trio Morandi, Tozzi, Ruggeri che portano Sanremo in Arena: “Davvero sono passati 30 anni? Quando si è sul palco si percepiscono anime non volti” dice Ruggeri. Cominciano i ricordi, le risate, le foto, attimi che portano un po’ di nostalgia ma anche tanta soddisfazione nel poter cantare dopo 30 anni di nuovo tutti insieme con la stessa forza e unione. Dagli amici di avventura Tozzi viene paragonato a Baggio quando giocavano nella nazionale cantanti. Anche se il campo verde è stato abbandonato da anni, non potrà mai essere
lo stesso per il palco. Ci si saluta dandosi appuntamento tra altri 30 anni, a cantare.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

I grandi successi vengono intervallati da reinterpretazioni di grandi classici tra cui The Sound of Silence, lasciando Tozzi unico protagonista del palco, per portare con sé anche quelle canzoni che suonava quando cominciò a fare musica. Entra un altro grandissimo ospite, Al Bano, ed è ancora standing ovation perché quando sentiamo “Nel Sole” ci sentiamo tutti protagonisti desiderosi di far sentire la propria voce. Era il 1967, e anche se stasera è stata riarrangiata, Nel Sole regala sempre le stesse emozioni. Finalmente è sceso dal taxi Raf, con cui Tozzi ha partecipato ad un Eurofestival. Era il 1987 e Gente di Mare arriva terza: “Il nostro problema era che eravamo vestiti male” dice Tozzi, mentre Raf risponde: “i tuoi capelli biondi ci hanno fatti confondere con gli irlandesi che poi hanno vinto”. Momento che vorremmo fosse Infinito con Raf. Tozzi torna poi in versione acustica con il primo singolo della sua carriera “Donna amante mia”
contenuto nell’album che definisce “il più invenduto della storia del rock”. Dopo Morandi, Ruggeri e Raf sul palco entra Fausto Leali che portò al successo una canzone scritta da Umberto Tozzi “Io camminerò”. É un duetto emozionante, emozione che va in crescendo con il tributo all’amico e artista Lucio Dalla con Vita.

C’è un altro ragazzo che a 19 anni ebbe la fortuna di incontrare il cantante torinese che lo portò al Royal Albert Hall: “mi hai insegnato a stare in posti meravigliosi, ti spiavo” confessa Marco Masini. Ti innamorerai e ci innamoreremo altre 100 volte. “Si cresce, ci si accorge degli errori e di non aver dedicato abbastanza tempo a chi se lo meritava davvero ma non è mai troppo tardi”, Masini ci incanta con il suo tocco magico sul pianoforte e la sua voce graffiante mentre ci regala “Caro Babbo”. Si sente il dolore, l’amore e la rabbia per un rapporto a tratti deludente quanto pieno di affetto e rimorsi. Il concerto si conclude con un medley di My Sharona e Un Corpo e Un’Anima. Le luci si spengono. Il pubblico non ci sta, richiama il cantante a gran voce per pretendere i due successi mancanti, Tu e Gloria. Veniamo tutti accontentati, siamo in piedi e ancora giovani, stanotte. 40 anni che ti amo, quando gli anni non passano.