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Il batterista Tommaso Cappellato vola negli Stati Uniti

Il batterista, polistrumentista e produttore Tommaso Cappellato dal 16 Ottobre in tour negli Stati Uniti. 8 concerti con tappe a New York, Brooklyn, Portland, Seattle, diverse altre nella West Coast, vari radio shows e altre attività per presentare il suo più recente lavoro intitolato “Butterflyng” beat-tape pubblicato il 21 Maggio 2019 via Mother Tongue Records. Concettualmente diverso dal lavoro precedente, l’ultimo materiale di Cappellato mantiene inalterate i suoni di riferimento: dall’improvvisazione jazz al beat hip hop fino, fino alla freeform techno.

Tommaso Cappellato

Tommaso Cappellato


Tommaso Cappellato è produttore, musicista, DJ e compositore. Un anticonformista della scena musicale, capace di spaziare dalla free-form techno alle produzioni hip hop e all’improvvisazione jazz. Un autentico artista “new school”, eclettico, attratto dai suoni fuori dai confini del jazz, capace di muoversi dentro un ampio range musicale. Cresciuto sotto l’ala dei visionari Harry Whitaker (Black Renaissance) e Michael Carvin (Pharoah Sanders), collaboratore di Rabih Beaini, artista dell’elettronica sperimentale e della leggenda del broken-beat Mark De Clive-lowe, arriva alla presentazione del progetto solista drums & synths “Aforemention” e del gruppo spiritual jazz “Astral Travel” dopo una lunga esperienza a NYC.  
Protagonista di escursioni hip hop al fianco di Brooklyn MC Yah Supreme e di lunghi viaggi in Africa, collaboratore del maestro della techno romana Donato Dozzy e del visionario produttore egiziano Maurice Louca, Tommaso è l’uomo del moderno rinascimento, riuscito, grazie all’esplorazione artistica, a creare il proprio concetto di jazz elettronico sperimentale. Nel corso degli anni si e’ esibito con Michael Blake, Fabrizio Bosso, Don Byron, Nicola Conte, Steve Grossman, Jon Hendricks, Shabaka Hutchings, Debbie Harry & The Jazz Passengers, DJ Khalab, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Kurt Rosenwinkel, Marc Ribot, Lew Soloff, Bill Ware’s Vibes, Underground Resistance ed Harry Whitaker. Nel 2014 è stato insignito del premio JAJ Award dal DJ Shuya Okino (Kyoto Jazz Massive) come miglior nuovo artista dell’anno. Si e’ esibito in festivals e clubs ed e’ stato ospite di trasmissioni radiofoniche in Europa, Giappone, Cina, Stati Uniti, Australia, Sud America e Medio Oriente.

 

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Piero Pelù e il suo “Picnic all’inferno” con Greta Thunberg

Cosa succede se il diavolo della musica italiana invita per un “Picnic all’inferno” l’icona green più discussa di  sempre? Ho incontrato Piero Pelù per raccontarvi questa incredibile e sorprendente “coppia”.

Piero Pelù (foto Riccardo Bagnoli)

Piero Pelù (foto Riccardo Bagnoli)

di Alberto Dotti

Forte del suo animo sensibile alle tematiche dell’ambiente e del clima, Piero Pelù ha ripreso in modo musicalmente inaspettato il discorso che Greta Thunberg fece nel dicembre 2018 a Katowice (Polonia) in occasione del COP24. Estrapolandone i concetti più importanti, Pelù ha elaborato un brano in cui la sua eclettica voce s’incontra e si alterna con quella della giovane attivista svedese in una sorta di originalissimo duetto. La potenza e il ritmo del rock, del blues e del gospel si fondono per creare un brano assolutamente innovativo, in cui il rocker conferma la sua eterna voglia di sperimentare e di allargare gli orizzonti della sua musica, senza mai perdere il suo marchio di fabbrica. “Picnic all’inferno” sarà in radio – e disponibile in digital download e streaming – dal 18 ottobre. Il 13 novembre partirà da Roma il “Benvenuto al mondo Tour”: sei concerti per sei importanti città italiane (Roma, Bologna, San Biagio di Callalta (TV), Milano, Torino, Firenze) che vedranno esplodere la leggendaria energia live dell’artista fiorentino. Pelù sarà accompagnato sul palco dai Bandidos, pronti ad infiammare il pubblico in un live show che si preannuncia sorprendente.

La questione ambientale è fondamentale: ti ha avvicinato Greta a queste tematiche?
Sono sempre stato sensibile al tema del clima. Ogni giorno cerco di avere impatto zero sull’ambiente e di lasciarlo migliore di come l’ho trovato. Ho un’anima ambientalista, anche se le parole in “-ista” non mi sono mai piaciute. Credo ci sia un rapporto ancestrale tra ogni essere umano e la terra in cui esso vive: avere un bel rapporto con l’ambiente significa avere un bel rapporto con l’umanità.
Credi che l’Italia stia facendo abbastanza in ambito green?
Secondo me non si può mai fare abbastanza. Bisogna andare sempre avanti.
Com’è nata l’idea di inserire la voce di Greta nel brano?
È stato assolutamente spontaneo, quando ho ascoltato il suo discorso ho notato che il suo modo di parlare sembrava un rap, aveva una cadenza precisa, una sua musicalità. Così ho provato a metterci sotto una base e… cavolo, ha funzionato! Ho estrapolato le frasi più importanti, soprattutto quella del “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”. Ho fuso il groove, il mio canto gospel e la sua determinazione. Ma c’è anche il blues, l’elettronica. È un mix riuscitissimo a mio parere.
Questa non è la tua prima canzone ambientalista, cosa ti hanno trasmesso e dove ti stanno portando questi brani?
Hanno portato l’esigenza di scriverle. Per quel che mi riguarda, la scrittura delle canzoni deve arrivare da un’esigenza interna. Non faccio canzoni su commissione, non mi adeguo al mercato (il che mi ha creato spesso dei problemi). Mi ha portato alla sensibilità ambientalista, sono entrato in contatto con Legambiente, Greenpeace, WWF. Ne sono molto orgoglioso.
Greta ha ascoltato questo brano? Vi siete sentiti?
Purtroppo il rapporto con Greta è stato abbastanza formale e tecnico. Tramite gli editori sono entrato in contatto con il suo staff che ci ha chiesto di ascoltare la sua canzone e di avere la traduzione del testo. Dopo un po’ qualche tempo i suoi stessi genitori mi hanno dato l’okay ed è finita lì. Ora però sono in contatto con i ragazzi di Fridays for Future Italia.
Lei è nel video?
No, non abbiamo avuto il permesso di usare le sue immagini.
Se tu fossi un accademico di Svezia, daresti il Nobel a una ragazzina di 16 anni?
Non lo so, credo sarebbe troppo provocatorio. Mi spiace che si stiano creando tante discussioni a riguardo, ma è anche vero che Greta non ha mai avuto la presunzione di avere la soluzione a tutti i problemi ambientali. Che i cambiamenti climatici ci siano veramente lo sappiamo da tempo, ma la sensibilità che lei ha suscitato nel mondo è una novità assoluta. Ha scatenato una reazione virtuosa che spero possa crescere.
Date del tour?
I 6 concerti saranno delle bombe atomiche pronte a esplodere. C’è una scaletta formidabile, canzoni mie e dei Litfiba. Sarà un live show memorabile. Sto chiedendo ai vari locali che mi ospiteranno di usare meno plastica possibile, anche se in Italia non è così semplice. Ma ho molta speranza.
La tua sensibilità a questo tema è legata alla tua esperienza da scout? Che ricordo hai?
Con ogni probabilità, sì. L’esperienza scout mi ha aiutato un sacco. Ricordo che pioveva sempre: la pioggia era una costante nello scautismo.

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Damme na carezza di Nicole Riso rende attuale lo stornello romano: il video

A un anno esatto dalla vittoria di Donna Roma al concorso “Dallo Stornello al Rap” di Elena Bonelli su Rai Radio Live, esce Damme na carezza il terzo singolo della cantautrice cantastorie Nicole Riso. Ora considerarla una stornellata mi sembra riduttivo. Qui entriamo nel profondo mistero delle ballad dove l’amore si interseca con la quotidianità. La complicità vera è nella musica e nelle parole di Nicole. Sembra di sentirla la carezza mentre la voce scivola lungo l’ansa del Tevere sotto Ponte Milvio. E poi c’è, sul finale, quel tocco di talking, di parlato dove la carezza diventa una certezza: finché Nicole Riso saprà stupirci con la sua poetica non verrà mai l’ultimo giorno d’amore.

Nicole Riso

Nicole Riso


Damme na carezza: il video

Dopo il brano dedicato alle bellezze artistiche della sua città e la storia della mamma precaria suicida “Fortunella”, arriva “Damme na  carezza” la struggente storia d’amore di due innamorati vissuta sulle  sponde del Tevere con una intensità talmente forte che Nicole ha  racchiuso nella frase finale “come se davvero fosse l’ultimo giorno d’amore”. Un nuovo pezzo disponibile dal 18 ottobre nei digital store e in radio,  ma che il pubblico ha già potuto apprezzare questa estate nel ‘Donna  Roma Live Tour’, lo spettacolo sulla storia della tradizione musicale romana che Nicole Riso sta portando nelle piazze, nei club e nelle feste dedicate di Eataly. L’operazione di Nicole è perfetta per fare conoscere soprattutto ai più giovani la tradizione della Roma popolare, perché la città non è solo le modaiole indie, trap e rap degli ultimi tempi, ma è soprattutto quello stornello (paragonabile per importanza alla musica popolare napoletana) che omaggia simboli immortali quali Gabriella Ferri, Anna Magnani, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Franco Califano. Il tutto ad 1 anno esatto dalla consacrazione del suo repertorio e della sua vena musicale, allorquando vinse il prestigioso concorso “Dallo Stornello al Rap” di Elena Bonelli su Rai Radio Live. Nel brano hanno suonato: Samuel Stella alle chitarre, Ruggero Giustiniani alla batteria, Martina Bertini al basso e Stefano Costantini  alla tromba con il missaggio finale di Francesco Tosoni per Noise Symphony e la produzione di Radio L’Olgiata Media Group. Per la copertina, ancora un’opera dell’artista graphic designer 3D Riccardo Paro che questa volta ha voluto rappresentare con dei tratti minimali tutto l’amore presente in Damme Na Carezza.