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Vincenzo Incenzo, debutta con Credo, prodotto da Renato Zero

“Scrivo per provare ingenuamente a volare, per ristabilire un equilibrio con il mondo in cui viviamo. Credo ancora che le canzoni possano avere un compito, parlare alla gente, sollecitare coscienze”, così Vincenzo Incenzo, autore di Cinque Giorni (con Michele Zarrillo) descrive la sua musica, pura e vera, tanto da lasciarci quasi interdetti in un panorama musicale spesso troppo sterile. C’è ancora chi ha qualcosa da dire, per fortuna. C’è ancora chi non si nasconde
dietro ai filtri, per fortuna.

Vincenzo Incenzo (foto di Roberto Rocco)

Vincenzo Incenzo (foto di Roberto Rocco)

di Irene Venturi

Autore affermato, Vincenzo Incenzo ha collaborato con artisti del calibro di Armando Trovajoli, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, Michele Zarrillo e tanti altri. Una collaborazione in particolare è stata determinante per la realizzazione del suo primo album. “Renato Zero ha avuto la sensibilità di capire un disco da cantautore. Per me è un riferimento molto forte, mi fido molto di lui. Da una canzone pensata per il suo disco è nato questo album
sotto la sua produzione”. L’album, dal titolo Credo, è uscito il 19 ottobre ed è stato anticipato dal singolo Je Suis. Uno slogan, un manifesto all’esserci, alla partecipazione, sull’onda di una tragedia o di un’ingiustizia; slogan che però troppo spesso finisce per diventare solo il riflesso di uno sterile narcisismo fatto di like, di hashtag e di selfie, piuttosto che di reale e sincero interesse verso la causa. Un album vero, che non ha paura di parlare perchè “si muore di dolore anche dentro un condominio / ma l’immagine virale è il salvataggio del pinguino”. Spiazzano le parole pungenti quanto vere, e ci spiazza pensare come la musica riesca ancora a metterci davanti alle nostre responsabilità, a volte perse di vista.

“Ora è come tornare al punto di partenza, al primo credo”. Quanta paura c’è ora che ci si mette la faccia?
Paura no, c’è molto entusiasmo. Non è l’ansia di un ventenne ma ci arrivo con una maturità diversa. Chiudo un cerchio iniziato molti anni fa.
É successo solo ora però.
L’avrei fatto anche prima ma non c’è stato il tempo, questi 25 anni sono volati e avrei dovuto dire no a grandi artisti per concentrarmi su me stesso.
Sarebbe stato diverso?
Anni fa ci sarebbe stata più attenzione alla musica, ora ci sono codici diversi, però forse non ci sarei arrivato con questa maturità. Ora ho una soglia di autocritica molto alta, mi chiedo sempre se a Lucio Dalla o Sergio Indrigo sarebbero piaciute le canzoni che sto creando.
Autore musicale, teatrale, direttore artistico per “Zerovskij, solo per amore”, autore di libri… ora cantautore.
Arte è libertà ed è comunicazione, c’è amore e rispetto. Non importa come si arriva alla gente ma l’importante è arrivare. L’arte dovrebbe ristabilire la pace ed è per questo che forse fa paura al sistema, perché non è prevedibile. “Il pensiero non è recintabile” diceva Lucio Dalla.
Sente l’esigenza di fare arte?
L’arte è sparita. c’è un processo di normalizzazione inquietante per far restare la gente in uno stato di dormiveglia per poterla manipolare. L’arte è necessaria.
Grande amicizia e collaborazione con Renato Zero. Glielo avranno detto più volte, c’è anche una certa somiglianza fisica.
Sarà la vicinanza continua che ci sta plasmando. Emotivamente c’è una grande sintonia che genera grande fiducia, tanto che non è mai intervenuto nella scrittura di questi brani. É sempre stato molto rispettoso.
Nella musica di oggi non vedo lo stesso coraggio che leggo nei suoi testi.
Purtroppo oggi l’ascolto avviene in solitudine. La ragione sociale della canzone in questo momento non c’è, è tutto un colossale selfie. I rapper che potevano raccogliere l’eredità dei cantautori oggi si perdono nelle discoteche o nei temi futili.
Ci sarà qualcuno che si salva.
Maneskin, Diodato.. ascolto tutto, non sono un nostalgico. Mi dispiace che chi fa le denunce lo faccia in modo generalista, si ha paura di fare male a qualcuno. I testi si possono cantare sia in parrocchia che nei centri sociali di frangia estrema.
Nell’album lei parla di Duemilaeniente, cosa ci manca di vero e puro per dare un nome a questo millennio?
La sincerità, anche con noi stessi. Siamo ipocriti in nome della comodità.

TRACKLIST
1. Je suis
2. La mia canzone per te
3. L’elefante e la farfalla
4. Prima di qualunque amore
5. Pensiero unico
6. Il primo giorno dell’estate
7. La canzone che sta passando
8. Cinque giorni guest Renato Zero
9. I nemici dell’amore
10. L’acrobata
11. Dal paese reale
12. Salutami l’amore intro
13. Salutami l’amore

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Shade declina l’anima con il suo nuovo album Truman

Famoso a tutte le generazioni per i suoi singoli ironici e divertenti diventati ormai delle hit. Shade  esce venerdi 16 novembre con il suo album Truman. In ogni canzone del disc,o il rapper, racconto uno stato d’animo differente da quelle più divertenti e scanzonate a quelle più cupe e introspettive rispettando sempre la verità e la coerenza dell’artista.

Shade

Shade

di Carlotta Sorrentino

Tantissimi i featuring presenti nell’album da J Ax e Grido, idoli per Shade, a Nitro, Emma Muscat, Bouchra e Federica Carta: “Tutte le persone che hanno partecipato al mio album sono prima di tutto persone che stimo e cui voglio bene. Con Nitro c’è stata una sfida incredibile ma anche quando i nostri fan si scannavano sui social noi siamo rimasti amici. Secondo me lui è il più bravo a scrivere della sua generazione.” Insieme all’album, il 16 novembre, uscirà anche il singolo Figurati noi con Emma Muscat anticipato da un ironico video nei quali i due cantanti interpretano i personaggi della Disney. Tra la simpatia dei testi dell’album troviamo sempre messaggi sociali come l’utilizzo ossessivo dei
social network nella società di oggi e il personaggio “stupidotto” che fa da filo conduttore in tutto l’album. Il titolo è un omaggio al film The Truman show, perché come Jim Carrey nel film, anche scade si sente una persona vera tra tanti falsi, l’unico sincero e se stesso in uno show infinito: “Io cerco di essere sempre me stesso, senza filtri, anche sui social. Quest’ultimi possono essere usati bene ma possono sfuggire di mano. Ne è un’esempio l’episodio di goliardia successo di recente, che ci ha fatto vedere la vera faccia delle persone”.

All’interno dell’album è presente anche l’altra faccia del rapper, ovvero il doppiatore, altro lavoro che Shade porta avanti in parallelo e che ama molto, infatti il brano La Festa Di Stacy è un parlato che collega due tracce: “Come doppiatore mi capita spesso di recitare la parte di completi idioti. Ne ho creata una ad hoc e ho farcito i dialoghi con espressioni in “doppiaggese” quelle che nessuno di noi userebbe mai nella vita reale: Da Sballo Ci Puoi Scommettere…in fondo è un Truman Show, non poteva mancare qualche scena recitata”. Con l’uscita dell’album, Shade incontrerà i suoi fan negli store delle principali città italiane, ecco l’elenco:

16 novembre TORINO Feltrinelli  Stazione Porta Nuova h 17.00

17 novembre  FROSINONE Mondadori Bookstore Via Aldo Moro 223 h 15.00  – ROMA Discoteca Laziale – Via Giovanni Giolitti  263 h 17.30

18 novembre   SALERNO  Feltrinelli Corso Vittorio Emanuele h 15.00  – NAPOLI Feltrinelli Stazione Piazza Garibaldi h 18.00

19 novembre   LUCCA    Sky Stone & Songs – Piazza Napoleone h 15.00  – FIRENZE Galleria Del Disco – Piazza della Stazione  h 18.00

20 novembre  MILANO  Mondadori Duomo h 15.00 – VARESE Mondadori Bookstore – Via Emilio Morosini, 10 – h 18.00

21 novembre  GENOVA Mondadori Bookstore Via XX Settembre 27 h 15.00

22 novembre   PADOVA h 15.00 Mondadori Bookstore Piazza Insurrezione 3 – BOLOGNA h 18.00 Mondadori  Bookstore Via Massimo D’Azeglio 34/A

23 novembre ANDRIA Mondadori Bookstore Corso Cavour 132 h 15.00 – LECCE Feltrinelli Via Dei Templari 9 h 18.00

24 novembre  MESSINA Feltrinelli Via Ghibellina 32 h 15.00 – CATANIA CC Centro Sicilia h 18.00

25 novembre  PALERMO   Mondadori Bookstore Via Filippo Pecoraino Località Roccella CC Forum h 14.30

26 novembre   BRESCIA Mondadori Corso Palestro 18 h 15.00 – STEZZANO BG Mediaworld CC Le Due Torri h 18.00

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Giorgia e il suo Pop Earth: un viaggio affascinante negli anni Ottanta

Giorgia, la grande voce italiana, torna con il suo nuovo album Pop Heart in uscita il 16 novembre. L’abbiamo incontrata a Milano nella cornice pop di Espinasse 31 Residenza D’Artista, location che fa da filo conduttore con la meravigliosa copertina dell’album creata da Marco Bettini, artista pop romano. In questo album Giorgia sceglie di reinterpretare alcune tra le canzoni che più ha amato nella sua vita da ascoltatrice.

Giorgia

Giorgia

di Carlotta Sorrentino

Come è stata scelta la tracklist di questo album?
Ho fatto una scelta da ascoltatrice, non da cantante. La tracklist è composta da grandi successi sia internazionali che nazionali, che hanno scaldato il cuore di molte generazioni. Ho selezionato personalmente i brani, sono tutti brani che mi sono sempre piaciuti sia da ascoltare che da cantare. In questo album ho dato peso alle parole, ai testi delle canzoni che ho scelto di reinterpretare. Molte canzoni sono anni 80, un po’ per rivivere la mia adolescenza perduta! Una adolescenza totalmente pop.
Cosa significa per te il titolo Pop Heart?
Il titolo è venuto alla fine di tutto, una volta che abbiamo concluso l’album ho notato che tutte le scelte che ho fatto erano totalmente di cuore e ho scoperto di avere un cuore pop. L’ispirazione è il gioco del pop, dell’arte e del cuore.
Come è stato mettersi nei panni dei cantanti che un tempo ammiravi e che ora conosci?
Quello che ho cercavo era l’interpretazione, ho cercato di rispettare al massimo il brano originale. Non è facile cantare le canzoni degli altri perché devi rispettare chi l’ha cantata la prima volta. Mi sono riascoltata tutte le canzoni molto attentamente per rispettare l’originale facendole mie. Mi sono concentrata tantissimo nel dare la voce a servizio delle parole. In questo album i testi sono la cosa importante.
Perché nel titolo c’è scritto volume 1?
Al momento non c’è pronto un volume due, però è una possibile strada che mi sono lasciata aperta. Diciamo che vediamo come va il primo!
Per quale motivo gli anni novanta sono assenti nell’album?
In quegli anni io già lavoravo e avevo già un ascolto rovinato, dalle canzoni cercavo di assorbire e imparare sempre qualcosa, era un ascolto con un secondo fine. Non era un lo ascolto perché mi piace e lo sento. Invecchiare mi ha fatto tornare un po’ come ero prima, per questo motivo nell’album ci sono canzoni della mia giovinezza e canzoni attuali.
Ci sono tanti cammeo in questo album, sai già se qualcuno verrà a farti una sorpresa durante il tour?
Non so cosa succederà, sicuramente qualcuno lo inviterò ma ho scelto tutti artisti in giro…Sicuramente sarà un tour molto bello e più giocoso perché non ci sarà l’ansia di cantare il nuovo album, ma solo pezzi che tutto il pubblico conosce.
Cosa accadrà il 23 novembre nel Duomo di Milano?
Un progetto bellissimo, insieme a Caritas Ambrosiana ed il comune di Milano si creerà questo concerto all’interno del Duomo di Milano per raccogliere fondi per i bambini disabili. Sarà tutto documentato in maniera chiara e visibile. Io sarò elegantissima in Dior e canterò insieme alla mia band e all’Orchestra Roma Sinfonietta, suonare con ‘orchestra è meraviglioso, ora ci stiamo impegnando a riadattare i miei brani pop per essere cantati all’interno del Duomo, oltre ai miei brani farò anche l’Ave Maria di Schubert e due brani estratti da Pop Heart.