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MarraGuè, il racconto di un tour trionfale…e a luglio si riparte!

Si conclude all’Alcatraz di Milano, Santeria live, il tour di Marra e Gué che ha fatto il giro d’Italia e termina con una terza data a Milano.

Marracash e Gué Pequeno

Marracash e Gué Pequeno

di Carlotta Sorrentino

Alcatraz sold out, come molte altre tappe del tour, per concludere al meglio questa loro avventura. Durante lo spettacolo gli artisti si esibiscono in tutte le canzoni dell’album Santeria,  scherzando con il pubblico e con immagini ironiche e irriverenti, proprio come i due protagonisti. Ad arricchire i pezzi ci sono i video che introducono le canzone: Emoziona, e un po’ commuove, un piccolo album di foto dove vediamo i due rapper da giovani, amici da una vita. A seguire le performance dell’album Santeria MarraGuè tornano rispettivamente Marracash e Gué Pequeno e inventano un concerto nel concerto nel quale si esibiscono singolarmente con i loro successi.

Scenografie e luci impeccabili, accompagnano i racconti dei cantanti. Il pubblico pronto a seguire ogni parola dei testi non si è tirato indietro nemmeno per un secondo, dalle urla per vedere quante ragazze erano presenti, allo “sgasare” con le mani durante il brano “scooteroni” molto amato dai fan. Dalle canzoni più “rappate” a quelle più melodiche gli artisti sono riusciti a tenere il palco come due veri campioni, trasformato la loro ultima data in uno show privato per gli amici.

Il tour congiunto di Marracash e Gué Pequeno riparte:
13 luglio 2017
ROMA – POSTEPAY SOUND ROCK IN ROMA

14 luglio 2017
MILANO – CARROPONTE

27 luglio 2017
SOVERATO (CZ) – SUMMER ARENA

29 luglio 2017
GALLIPOLI (LE) – SOTTOSOPRA FEST – PARCO GONDAR

Annunciati i primi nuovi appuntamenti live in estate per MARRACASH e GUÈ PEQUENO, che porteranno l’album Disco di Platino “SANTERIA” sui palchi di importanti festival italiani tra cui, dopo le migliaia di presenze registrate con le tre date soldout all’Alcatraz, il Carroponte a Milano. Si conferma anche dal vivo, con il grande successo di pubblico del recente tour tutto esaurito, la combinazione vincente di due delle più figure più carismatiche della scena rap italiana. Santeria Live è un tributo al loro stile e gusto musicale, nei suoni, nelle immagini e fotografa il momento più alto delle loro carriere. La scaletta del live, la cui scenografia e visual sono come per l’album curate da Armando Mesias, vedrà una serrata performance di brani dal loro primo progetto discografico tra cui: MONEY / SENZA DIO / SALVADOR DALI / MALEDETTO ME / CANTANTE ITALIANA / INSTALOVA / PURDI / SCOOTERONI / NULLA ACCADE etc., prendo alle loro singole produzioni, così a comporre il loro intero percorso artistico.

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Popolo del Rock, a lezione dai Green Day!

Un viaggio di due ore e mezzo in un oceano di energia. I Green Day hanno dato a tutti una lezione di rock. Alla faccia di chi li dava per finiti. Non per nulla Billie Joe Armstrong, il frontman, un paio di volte ha urlato “Siamo ancora vivi”.

Green Day a Bologna

Green Day a Bologna

Ho scelto Bologna per seguire il loro ritorno. Ed è stata una sorpresa. Non era la prima volta che mi trovavo di fronte a quell’onda d’urto di energia che si chiama Green Day. Billie Joe Armstrong ha trascinato i 16mila dell’Unipol Arena in un viaggio nella loro storia, che va da Jesus of Suburbia ad American Idiot fino a Working Class Hero e Boulevard of Broken Dreams. Si sono conservati il momento acustico per il finale ma hanno allentato leggermente il ritmo con un omaggio a George Michael e accenni acustici a Satisfaction dei Rolling Stones e Hey Jude dei Beatles. Hanno invitato fan sul palco, a condizione che per scendere si gettassero sulla folla; a un chitarrista dodicenne Billie Joe Armstrong ha regalato una chitarra. Si è rivisto il pogo violento degli anni Ottanta, si sono rivisti gli accendini. Una serata surrelmente moderna.

Green Day pirotecnici

Green Day pirotecnici

I Green Day non hanno mancato di sottolineare la loro avversione a Donadl Trump, con grande ironia il frontman si è presentanto come Billie Donny Trump. Il gelo esterno ha fatto reazione col caldo sprigionato dentro l’Arena creando una foschia affascinante. Chi non ha avuto la fortuna di vivere il loro concerto in queste quattro date nei palazetti tutte esaurite potrà recuperare il 14 giugno sul palco del Lucca Summer Festival nella serata che aprirà la ventesima edizione della manifestazione. Per la prima volta con loro ci saranno i Rancid, band simbolo del punk rock californiano che torna su un palco italiano dopo ben quattordici anni. Oppure il 15 giugno all’Autodromo di Monza. Sarà comunque uno spettacolo, ma certo che vederli nel centro storico di Lucca…potrebbe avere un sapore unico e speciale.

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Pooh l’ultimo concerto: c’ero e ve lo racconto

E’ giunto il momento. Dopo 50 anni di storia i Pooh hanno chiuso il loro percorso artistico e da oggi, ma è bello dire dal primo gennaio 2017 saranno ex ma mai ex della loro musica.

Il saluto finale dei Pooh

Il saluto finale dei Pooh

Hanno scelto, Roby, Red, Dodi, Stefano e Riccardo, l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno per salutare i fan: a Bologna tutto cominciò 50 anni fa ed era giusto chiudere lì il cerchio. Per chi non ha potuto esserci, e vi assicuro che sono arrivati da tutta Italia per questa band che solo nel farewell tour ha portato negli stadi e nelle arene oltre 400mila persone, c’erano a trasmettere l’evento in diretta oltre 200 cinema per un totale di più di 35mila spettatori (record!) e RTL 102.5. Quindi il pubblico che ha partecipato all’ultimo abbraccio è stato sterminato. Come sempre.

I Pooh a Bologna

I Pooh a Bologna

Il concerto, durato oltre tre ore, si è svolto in un clima surreale. I Pooh hanno provato a impostarlo come una serata normale, una delle migliaia fatte negli anni, ma è bastato che il pubblico sfoderasse le migliaia di palloncini a cuore per far partire il…batticuore. Solo quando comandava la musica, e ce ne è stata tanta, si viaggiava sulle ali dei ricordi con una parvenza di normalità. Ma tra un brano e l’altro, tra Piccola Katy e Parsifal, Pronto buongiorno è la sveglia e Uomini soli l’emozione, la voce grossa, da momento storico, sovrastava i decibel. Così come quando sui due schermi laterali al palco è apparsa la fotografia di Valerio Negrini, il vero, unico papà dei Pooh scomparso il 3 gennaio 2013: sono stati loro stessi a dire che se lui (ritiratosi presto dalla band perché alla musica preferiva la poesia ed è l’autore di tantissimi brani della band) non avesse gettato il seme, oggi di quella magia che si chiama Pooh non esisterebbe nulla.

Uno dei mmenti più intimi dell'ultimo concerto dei Pooh

Uno dei mmenti più intimi dell’ultimo concerto dei Pooh

E’ finita con pioggia di coriandoli e abbracci, con l’ultimo giro di palco dei gladiatori Pooh. Poi, mentre la gente che tornava a casa, con qualche lacrima a segnare il viso e la consapevolezza di essere stata parte di una serata storica, ho raggiunto il backstage per un saluto più intimo. Ognuno dei Pooh è stato abbracciato dai famigliari…i figli c’erano praticamente tutti, cito, solo perché li conosco, Francesco e Valentina Facchinetti e Daniele Battaglia. Per Roby, Dodi; Stefano, Red e Riccardo si tratta davvero di tornare in famiglia, di dedicare a mogli, compagne, figli e nipoti quel tempo che la musica gli ha sottratto negli anni. E prima che anche io chiudessi quel sipario è stato bello vederli brindare a Prosecco bevendo dal collo della bottiglia. Come vecchi amici. Perché si possono dividere le strade ma si deve restare…amici per sempre!