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Gué Pequeno al Forum di Assago: una notte magica. L’intervista e la recensione

É iniziato al Forum di Assago di Milano, il Sinatra Tour di Gué Pequeno. Lo abbiamo visto e abbiamo incontrato il rapper milanese.

Gué Pequeno al Forum di Assago

Gué Pequeno al Forum di Assago

di Carlotta Sorrentino

Questo concerto è un grande traguardo per il rapper perché è la sua prima volta al Forum, e festeggia una serie di successi con un meraviglioso Sold Out! Luci spente al forum e il pubblico inizia a scandire il nome del rapper G U E G U E a
interrompere i fan è il grosso schermo sopra al palco che illuminandosi, mostrando un racconto sotto forma di manga, che vede il rapper milanese protagonista. E sulle note di Sinatra ecco che arriva il rapper. Al centro del palco troviamo la consolle camuffata da bar con i lati la band, si prospetta un concerto pieno di sorprese. Gué decide di aprire questo importante concerto con il singolo Giù Il Soffitto uno dei suoi primi pezzi da solista datato 2011, non poteva fare scelta migliore, tutto il pubblico conosceva il testo e grazie a questo ingresso trionfale del rapper in vestaglia di seta rossa e nera, si è scaldato per bene. Le grafiche di Alvaanq, lo stesso artista che ha creato il cartoon cortometraggio iniziale, ci
accompagnano per tutta la durata del concerto intervallandosi ed intrecciandosi con quello che accade sul palco. Di seguito Gué si toglie la vestaglia e rimane solo al centro del palco con una tuta da ginnastica che lo fa brillare per tutto il forum, e ci canta velocemente varie delle sue hit più di successo: Squalo, Tuta di Felpa, Business, trinità, Le Bimbe Piangono e Ragazzo D’Oro. A interrompere questa sequenza di “pezzi del cuore” del cantante e del suo pubblico sono una serie di suonerie, le più popolari da sempre, a farci capire che il concerto sta cambiando e stiamo entrando in una nuova fare della musica di Guè. A farci anche capire che il brano in arrivo è proprio Trap Phone. Ovviamente tutti i nostri “trap phone” si sono alzati al cielo per immortalare questo momento e l’arrivo sul palco del primo di una serie di ospiti Luché. Per proseguire il filone: telefoni alla mano! Il rapper, insieme al suo ospite, cantano Modalità Aereo con l’arrivo del secondo importante ospite, Marracash che resterà sul palco per i brani successivi estrapolati dal loro album insieme uscito un paio di anni fa. I due insieme sono sicuramente una forza della natura ed è brutto quando Marracash abbandona il palco. Ma il protagonista della serata è Gué che con tanta energia continua a farci ballare e cantare con Oro Giallo Bling Bling e Guersace. Per cambiarsi d’abito e fare cose che noi non sapremo mai, Gué esce dal palco ma lo spettacolo non si ferma nemmeno un secondo e il forum viene travolto dalla irrefrenabile energia di Izi che ci canta il brano 6AM saltando da una parte all’altra del palco fino al ritorno di Gué che scandito da
un orologio sopra alla sua testa prosegue con i brani Fuori Orario e ultimi giorni. Gué ha già tenuto il parco per un’ora in maniera coinvolgente e strepitosa, con un repertorio come il suo è anche difficile sbagliare, il pubblico è su di giri e i tanti ospiti sono pronti a salire sul palco creando così una sorta di festival del rap che vede tutta la nuova scena (e quella un po’ meno) ruotare sul palco del Sinatra Tour. Ad aprire questa ricca scaletta è Noyz Narcos con il brano Bastarsi Senza Gloria, segue Rkomi con al polso un importante orologio d’oro esibendosi nel brano Pezzi. Il tempo per un piccolo dissing è arrivato anche in questo concerto, ricordando il suo passato all’interno dell’etichetta Tanta Roba chiama Gemitaiz per cantare l’omonimo singolo. A seguire Claro feat. la Dark Polo Gang e Gucci Ski Mask feat. Lazza IL Dj Jay-K ci regala qualche minuto di musica no stop per far rilassare tutti quanti, i featuring sono ancora parecchi e il concerto sta entrando in un’altra era del rapper milanese, quella un po’ più pop, e romantica che anche il rude Gué ha dentro di se, cantandoci Eravamo Re e Rose Nere. Arriva sul palco il cantante Carl Brave per cantare Spunte Blu, di seguito torna sul palco il King Marracash per cantare uno dei pezzi più belli che i rapper abbiano mai fatto (secondo me ovviamente) Brivido. A questo punto del concerto i telefono si stanno iniziando a scaricare e probabilmente qualcuno del pubblico aveva veramente il cellulare al 2% proprio come cantano Gué e Frah Quintale. Dopo tanti uomini su questo palco è il momento di una bella ragazza, Elodie che Gué reputa la sua cantante preferita e l’ha voluta sul suo palco per cantare Ruggine e Ossa un del 2013 presente nell’album Bravo Ragazzo reinterpretato da Elodie regalandoci la sua voce meravigliosa. Il re del rap dopo quasi due ore di musica no stop ha bisogno di bere e si avvicina alla consolle allestita da bar e chiede Jay-K un Whisky che sfortunatamente ha solo bicchieri da birra e quindi gli prepara un doppio Whisky, questo simpatico sketch fa capire a tutto il pubblico che è proprio Doppio Whisky il prossimo brano in arrivo, e neanche a dirlo sulla sua strofa arriva Mahmood. I due insieme cantano, come abbiamo già visto sul palco di Sanremo, Soldi. Il concerto sta finendo e a calcare il palco mancano ancora i suoi beniamini della Billion Headz Money Gang. Chiama sul palco Sfera Ebbasta e DrefGold per duettare nel singolo Borsello. Alla frase “chi di voi non vorrebbe andarsene in giro in Lamborghini?” Tutto il pubblico impazzisce ed è con Lamborghini REMIX insieme a Sfera Ebbasta e alla mitica Elettra Lamborghini che Gué in una pioggia dorata saluta e ringrazia il suo pubblico, i suoi fan, tutti coloro che hanno partecipato. Che dire, il Forum di Assago per Gué Pequeno è stato un premio meritatissimo e dopo uno spettacolo così bello spero di rivederlo presto su un palco così importante!

L’INTERVISTA A GUE’ PEQUENO

Gué Pequeno inizia il suo Sinatra Tour dal tanto desiderato Forum di Assago di Milano, Grande inizio per il rapper che sbanca tutto e conquista uno storico sold out! Abbiamo incontrato il rapper nei camerini del Forum di Assago, per farci raccontare cosa cosa si aspetta da questo tour.

Emozionato per la tua prima data ad Assago?
Siamo qui! É una meta tanto sognata e duramente conquistata, come dissero Roma non è stata costruita in un giorno, sono felice di esserci arrivato dopo un bel percorso, penso che il lavoro mi abbia premiato portandomi fino a qui a Milano che è la mia città, quindi per me è un doppio successo.
Perché dici che questo forum è stato conquistato duramente?
Duramente perché comunque non arrivo dall’altro ieri ma sono contento perché comunque è la vittoria di un percorso, è come se ti compri subito una Ferrari, che gusto c’è? Se prima guidi delle macchine più modeste poi quando avrai una Ferrari te la godi di più perché sai che è frutto di un lavoro. Siamo qui a celebrare questo percorso che mi ha accompagnato per tutta la vita, è un modo anche per me di ripercorrere tutta la mia musica.
Tanti invitati, come li hai scelti?
Ho pensato di chiamare gli artisti che stimo di più, con cui ho collaborato, dalle generazioni nuovissime a quelle un po’ meno. Ci saranno anche incursioni nel pop. Li ho scelti in base ai miei pezzi più attuali e non solo, in questo concerto farò tanti brani anche del mio album Vero, che è un album molto particolare perché ha ricevuto ora il disco di platino, in ritardo di qualche anno, però alla fine è stato premiato.
Quando li hai contattati per invitarli al concerto temevi che qualcuno potesse non venire?
Immodestamente ho detto ho dato tanto per questa musica, ho dato gas per questo business che in un modo o nell’altro ho pensato che gli artisti avrebbero avuto piacere a partecipare e dimostrarmi il loro affetto e la loro stima accettato di buon cuore questo invito.
Siamo abituati a vederti uscire con un nuovo disco ogni anno, ora che inizi questo percorso a The Voice dobbiamo preoccuparci?
No, la cosa più bella di The Voice è che ci sarà Gigi D’alessio, ho scambiato un intero pomeriggio di messaggi con lui per dirgli quanto fossi felice.
La tua canzone preferita di Gigi D’alessio?
Ma Che Donna Sei!
Il concerto sarà aperto da un video, di chi è questa idea?
Grazie a Shablo abbiamo contattato questo artista, Alvaanq, che ci ha fatto delle grafiche pazzesche per l’intero concerto. Visto che io sono un grande fan dei manga e dei cartoni animati abbiamo pensato questo filmato in cui si mischiano i ninja con l’hip hop in un modo un po’ strano, per fare anche una cosa un po’ ironica. Che mi seguirà per tutto il tour.

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Zen Circus: esempio di coerenza artistica. La recensione

Per celebrare il ventennale della carriera e dieci album in studio, gli Zen Circus si sono regalati la prima raccolta di successi più due inediti, il primo dei quali, L’amore è una dittatura, presentato in gara a Sanremo 2019.

Zen Circus

Zen Circus

di Camilla Battista

Brano molto acclamato dalla critica, complesso, non immediato e privo di tradizionale refrain sanremese: testo affilato e curato, perfettamente calato nella realtà odierna, che muove velatamente critiche nei confronti della società, definendo il concetto di amore in termini di empatia con gli altri e non inteso nel senso romantico del termine (pochi sono gli esempi di brani propriamente romantici nella poetica Zen). Brano, questo, che riassume piuttosto  coerentemente il lungo percorso artistico del gruppo toscano, che vanta la classica gavetta dei gruppi di musica indipendente: un nutrito gruppo di fan al seguito, tanti chilometri di asfalto macinati, migliaia di concerti, tour premiati e collaborazioni italiane e straniere di tutto rispetto. Gli Zen negli anni si sono evoluti, trovando una loro precisa dimensione nella lingua italiana, usata sapientemente in modo lucido, ironico, sardonico, a volte un po’ crudo, che si sposa con le inconfondibili sonorità rock punk folk rimaste sempre riconoscibili, ricoprendo pertanto il ruolo di unici esponenti italiani di un disturbante rock anni ’80. Vivi si muore, totalmente autoprodotto, tocca tutti i temi cari agli Zen Circus: la politica, i disagi sociali ed esistenziali, storie di provincia, gioie e dolori che fanno la vita vera. La disposizione delle tracce del disco segue una linea temporale inversa, partendo dai nuovi brani, L’amore è una dittatura e La festa, passando per quelli tratti dai lavori della maturità artistica (Canzoni contro la natura, La terza guerra mondiale e Il fuoco in una stanza), fino ai brani degli album che hanno segnato il passaggio alla lingua italiana e quelli con cui hanno raggiunto la notorietà (Andate tutti a fanculo e Nati per subire). Andate tutti a fanculo (a me caro perché rievoca ricordi liceali) è il brano con il quale hanno raggiunto la notorietà nel 2009 ed è sicuramente manifesto del loro modo di intendere la musica: “Al cinismo più bieco e posato/ Tipo quello da cantautorato/ Esser stronzi è dono di pochi/ Farlo apposta è roba da idioti”. Ma i pezzi più belli son sicuramente quelli degli album più recenti: Viva e Postumia (Canzoni contro la natura); una frase finale del primo brano dà titolo alla raccolta, mentre il secondo è uno dei migliori, sembra quasi un ironico testo di denuncia dell’attuale società scritto da De André ma suonato dalle inconfondibili chitarre dei REM. Da La terza guerra mondiale, l’album più sofferto, forse più pop, e lavorato, sono tratte Non voglio ballare, L’anima non conta e Ilenia, tutte potenziali hit radiofoniche che funzionano e che scandagliano a fondo i sottili dispiaceri di un’anima inetta che fa fatica a relazionarsi col mondo e a valutare i suoi comportamenti con occhio obiettivo. Il fuoco in una stanza e Catene, tracce più morbide, con un sound molto più a fuoco e più simile agli Zen stessi e a nessun altro, sono scelte a rappresentanza di questa sorta di concept (Il fuoco in una stanza) sulla dicotomia tra individualità e mondo esterno. Si sottolinea l’assenza dei brani del primo periodo di composizione inglese, fatta eccezione per Mexican Requiem, ultima traccia della raccolta, brano ironico molto rock ‘n’ roll, un mix di più lingue, tra cui un finto spagnolo, che rispecchia l’album dell’esordio del ’99, About thieves, farmers, tramps and policemen. Probabilmente perché le velleità artistiche del leader, Appino, che strizzavano l’occhio al sound, per citarne alcuni, di REM, Pixies, Talking Heads, hanno poi trovato piena espressione, credibilità e nitida identità proprio nella lingua italiana, connubio unico che ha garantito loro un posto di spicco nell’ambito della musica indipendente italiana. Peraltro i Pixies hanno collaborato ai cori della traccia Punk Lullaby, presente nella raccolta. In attesa del concerto evento quasi sold out al Paladozza del 12 aprile a Bologna, consiglio fortemente l’ascolto di questa prima antologia di un gruppo che non si è mai snaturato ma che anzi continua a portare alta la bandiera dell’indie made in Italy.

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Riccardo Sinigallia e il Ciao Cuore Tour: la recensione

Siamo a Bari nel quartiere Libertà, precisamente in uno spazio culturale che da un po’ di anni propone musica e varie attività che hanno un ruolo importante nella promozione di eventi in un quartiere che potremmo definire una periferia nel centro della città.

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Iovino)

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Iovino)

di Gegé Cifinelli

Qui ho assistito al concerto di un artista a me poco noto, forse per la mia giovane età o forse per il carattere poco commerciale della sua musica, la quale attira un pubblico di nicchia e realmente interessato all’autore. Ci ritroviamo dunque all’Officina degli Esordi alle 21 in attesa dell’inizio del concerto, in un ambiente estremamente rilassato in cui le chiacchiere sono accompagnate da un calice di vino e qualcosa da stuzzicare. Il pubblico è composto quasi totalmente da trentenni con tratti comuni, un pò bohemienne al quale poco importa dei clichè sociali. In questo clima tranquillo inizia l’esibizione di Riccardo Sinigallia il quale rompe il brusio di fondo con So delle cose che so, brano che ti trasporta in una nuova dimensione grazie al lungo incipit strumentale a tratti psichedelico, subito accompagnato da quella sembra essere a tutti gli effetti una breve poesia, che ben si presta ad essere cantata, subito l’artista attacca con      Lontano da ogni giorno un suo pezzo non trai più famosi che però risulta in grado di coinvolgere i presenti. Il concerto entra nel vivo con Backliner che risulta essere un autoritratto professionale dell’artista, il quale si immedesima in questa figura tecnica ( da cui il titolo della canzone) fondamentale per la riuscita di uno spettacolo musicale. Come è stato Sinigallia per la produzione di molti artisti che sono emersi negli anni 2000, questo seguito da Le donne di destra brano che sembrerebbe descrivere la vita di tante signore piccolo-borghesi schiacciate dai luoghi comuni e dalla società patriarcale che le vede come brave mogli e brave madri, senza concedere loro una tregua da questo tipo di vita. Continua la serata con al centro di una canzone sempre una donna, si tratta di  Bella quando vuoi, canzone cantata a squarciagola e con un ritornello che subito ti entra in testa dopo averlo ascoltato anche solo una volta. Il brano successivo è Dudù che vede ancora una volta una figura femminile al centro della storia, questa risale forse a dei ricordi di Riccardo, il quale viene accompagnato in questo viaggio nel passato da tutto il pubblico presente. Piccola interruzione e Riccardo Sinigallia prende possesso del piano e via con Se potessi incontrarti ancora canzone dai risvolti malinconici e che ci racconta di una donna che ha lasciato una ferita aperta nell’autore e in chi, come lui, vorrebbe ritrovare una persona perduta. Sempre con il suo piano l’artista parla in maniera intima con il piccolo pubblico presente, se prima ci raccontava di una storia di mancanza ora ci parla di una storia di condivisione e di amore profondo con la canzone Niente mi fa come mi fai tu. Il concerto avanza e con questo anche la partecipazione degli spettatori, i quali sembravano attendono il brano Ciao cuore, da cui prende il titolo il suo album, comprendo il motivo di tanta attesa infatti mi ritrovo di fronte una canzone dal sapore agrodolce, in cui ci si lascia e ci si prende ma che alla fine termina con un addio. Amici nel tempo è il pezzo con cui si va avanti e  in questa fase del concerto il tema centrale si trasforma e diventa l’amicizia in tutte le sue sfaccettature. Improvvisamente sento provenire dal palco delle melodie a me note, ecco che Riccardo propone una sua interpretazione di La descrizione di un attimo dei Tiromancino, brano e gruppo legati con la figura di Sinigallia per il loro successo dovuto anche al lavoro del produttore/cantautore, il pubblico è caldo e allora ecco che arriva il momento di Prima di andare via dove l’autore ci racconta delle difficoltà della vita e di come forse un sorriso può aiutare a superarle, ma tali difficoltà emergono in modo tragico nelle successive canzoni Che male c’è e Per tutti dedicate al giovane ragazzo ferrarese ucciso dalle forze dell’ordine ormai più di un decennio fa, Federico Aldrovandi, e l’intensità con cui tali brani sono eseguiti è stata in grado di trasmettere a tutti i presenti la rabbia contro tali soprusi e tali ingiustizie. Il successivo brano E invece io risulta essere malinconico e riesce a creare un collegamento emotivo con il pubblico a tal punto da far scoppiare in lacrime una ragazza di fianco a me. Si va avanti con Bellamore altra canzone che mi ha sorpreso positivamente per le belle sonorità e per il bel testo, in grado di trasmettere tutta la voglia di non abbattersi e di ricominciare nonostante le sfide e le sconfitte che si è soliti affrontare nella vita. Il concerto si conclude con Una rigenerazione che sembra essere la tappa finale del viaggio durato tutto il concerto, in cui sembra quasi che l’autore voglia invitarci a vivere la vita e a farsi trascinare dalle emozioni che questa ci offre, nonostante tutto. Devo ammettere di essere stato sorpreso dalla serata e dalla bravura dell’artista, la domanda è come mai questa musica d’autore fatichi a conquistare spazi.