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Luana Corino canta che…Non ti piacevo abbastanza: guarda il video

Esce oggi Vertigini, il nuovo EP di Luana Corino, cantante urban già conosciuta come LaMiss. 
Luana Corino

Luana Corino


NON TI PIACEVO ABBASTANZA: IL VIDEO

Veneta classe 1984, Luana Corino scrive le proprie canzoni curando, con il suo staff di fiducia, tutte le fasi artistiche e produttive: dalla ricerca di sonorità RnB o trapsoul che ben si sposino con l’italiano fino all’attenzione per tutta la parte estetica (dal look alle immagini dei videoclip), ogni dettaglio non è lasciato al caso. “Vertigini” è un EP di 5 tracce in cui si parla di donne e del loro modo di affrontare l’amore. Ogni brano rappresenta donne diverse, di età e con storie differenti, ognuna con le proprie fragilità, insicurezze, il proprio coraggio e la propria forza.

 
Insieme all’EP, oggi esce un nuovo video, quello di “Non ti piacevo abbastanza”, brano che racconta la separazione di una ragazza dal suo compagno e convivente: dopo il dramma iniziale, la protagonista di questa storia inizia a vedere con occhi diversi il rapporto concluso e ricomincia a prendere in mano la propria vita… “Ho scritto questo testo di getto – racconta Luana Corino – dopo aver visto ‘Insecure’, la serie tv che racconta le esperienze difficili e spesso imbarazzanti dell’autrice e protagonista Issa Rae sia durante una crisi con il suo compagno sia dopo la separazione: è una specie di ‘Sex & The City’ ma contemporaneo, più ironico, scurrile e black”.
 
Il video di “Non ti piacevo abbastanza” vede in scena, oltre a Luana Corino, diverse ragazze che, davanti allo specchio, interpretano il pezzo. Piccola apparizione anche per Yazee e Larry Joule (i due produttori musicali dell’EP). Regia e scenografia sono della stessa Luana Corino che, dal 2014, con il team Scripta Manent Visual cura personalmente la direzione artistica dei suoi videoclip.
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Nuovo brano per Angelica, è Beviamoci

Beviamoci” è il nuovo singolo di ANGELICA disponibile da oggi 15 febbraio su Spotify, Apple Music e tutte le principali piattaforme streaming per Carosello Records.

Angelica Schiatti fotografata da Riccardo Vimercati

Angelica Schiatti fotografata da Riccardo Vimercati

ANGELICA al secolo Angelica Schiatti è una cantautrice originaria di Monza che si è fatta conoscere al grande pubblico come leader dei Santa Margaret, band con la quale ha registrato un disco, due colonne sonore, suonato al primo maggio di Roma, fatto un tour di due anni, raggiunto la finale del Premio Tenco per la categoria miglior opera primasuonato in Piazza Duomo per Ema’s prima dei Duran Duran e vinto gli Mtv Awards New Generation.

Amante dei colori pastello, dei suoni leggeri e della pellicola vintage che applicherebbe volentieri anche alla retina dei suoi occhi, ANGELICA è pronta a capitalizzare l’esperienza di questi ultimi due anni in un’ avventura solista.

Con “Beviamoci” la cantautrice esplora il suo lato più pop e ritmato: attraverso un gioco di parole, ANGELICA descrive la sensazione di incontrare di nuovo una persona che non fa più parte della propria vita ma che, in passato, ha rapprestanto qualcosa di importante. Quando passa un po’ di tempo ci si può ritrovare e vedersi per bere un caffè che però nonostante lo zucchero, resterà sempre un po’ amaro. “Beviamoci” parla esattamente di quel momento dolce-amaro, dove i racconti cercano di colmare le distanze, dove non ci sono più sofferenza e rabbia e si scopre che l’immaginazione viaggia più veloce della realtà.

“Vi é mai capitato di risentire una persona con cui avete condiviso un pezzetto di vita dopo mesi o anni e accordarvi per bere una cosa insieme, per poi una volta seduti uno di fronte all’altro cercare di mostrare il meglio di voi, di quello che “nel frattempo” é successo, scoprendo che la vostra immaginazione aveva lavorato troppo ed era completamente scollegata dalla realtà?
A me sí.”

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Riccardo Sinigallia e il Ciao Cuore Tour: la recensione

Siamo a Bari nel quartiere Libertà, precisamente in uno spazio culturale che da un po’ di anni propone musica e varie attività che hanno un ruolo importante nella promozione di eventi in un quartiere che potremmo definire una periferia nel centro della città.

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Iovino)

Riccardo Sinigallia (foto di Fabio Iovino)

di Gegé Cifinelli

Qui ho assistito al concerto di un artista a me poco noto, forse per la mia giovane età o forse per il carattere poco commerciale della sua musica, la quale attira un pubblico di nicchia e realmente interessato all’autore. Ci ritroviamo dunque all’Officina degli Esordi alle 21 in attesa dell’inizio del concerto, in un ambiente estremamente rilassato in cui le chiacchiere sono accompagnate da un calice di vino e qualcosa da stuzzicare. Il pubblico è composto quasi totalmente da trentenni con tratti comuni, un pò bohemienne al quale poco importa dei clichè sociali. In questo clima tranquillo inizia l’esibizione di Riccardo Sinigallia il quale rompe il brusio di fondo con So delle cose che so, brano che ti trasporta in una nuova dimensione grazie al lungo incipit strumentale a tratti psichedelico, subito accompagnato da quella sembra essere a tutti gli effetti una breve poesia, che ben si presta ad essere cantata, subito l’artista attacca con      Lontano da ogni giorno un suo pezzo non trai più famosi che però risulta in grado di coinvolgere i presenti. Il concerto entra nel vivo con Backliner che risulta essere un autoritratto professionale dell’artista, il quale si immedesima in questa figura tecnica ( da cui il titolo della canzone) fondamentale per la riuscita di uno spettacolo musicale. Come è stato Sinigallia per la produzione di molti artisti che sono emersi negli anni 2000, questo seguito da Le donne di destra brano che sembrerebbe descrivere la vita di tante signore piccolo-borghesi schiacciate dai luoghi comuni e dalla società patriarcale che le vede come brave mogli e brave madri, senza concedere loro una tregua da questo tipo di vita. Continua la serata con al centro di una canzone sempre una donna, si tratta di  Bella quando vuoi, canzone cantata a squarciagola e con un ritornello che subito ti entra in testa dopo averlo ascoltato anche solo una volta. Il brano successivo è Dudù che vede ancora una volta una figura femminile al centro della storia, questa risale forse a dei ricordi di Riccardo, il quale viene accompagnato in questo viaggio nel passato da tutto il pubblico presente. Piccola interruzione e Riccardo Sinigallia prende possesso del piano e via con Se potessi incontrarti ancora canzone dai risvolti malinconici e che ci racconta di una donna che ha lasciato una ferita aperta nell’autore e in chi, come lui, vorrebbe ritrovare una persona perduta. Sempre con il suo piano l’artista parla in maniera intima con il piccolo pubblico presente, se prima ci raccontava di una storia di mancanza ora ci parla di una storia di condivisione e di amore profondo con la canzone Niente mi fa come mi fai tu. Il concerto avanza e con questo anche la partecipazione degli spettatori, i quali sembravano attendono il brano Ciao cuore, da cui prende il titolo il suo album, comprendo il motivo di tanta attesa infatti mi ritrovo di fronte una canzone dal sapore agrodolce, in cui ci si lascia e ci si prende ma che alla fine termina con un addio. Amici nel tempo è il pezzo con cui si va avanti e  in questa fase del concerto il tema centrale si trasforma e diventa l’amicizia in tutte le sue sfaccettature. Improvvisamente sento provenire dal palco delle melodie a me note, ecco che Riccardo propone una sua interpretazione di La descrizione di un attimo dei Tiromancino, brano e gruppo legati con la figura di Sinigallia per il loro successo dovuto anche al lavoro del produttore/cantautore, il pubblico è caldo e allora ecco che arriva il momento di Prima di andare via dove l’autore ci racconta delle difficoltà della vita e di come forse un sorriso può aiutare a superarle, ma tali difficoltà emergono in modo tragico nelle successive canzoni Che male c’è e Per tutti dedicate al giovane ragazzo ferrarese ucciso dalle forze dell’ordine ormai più di un decennio fa, Federico Aldrovandi, e l’intensità con cui tali brani sono eseguiti è stata in grado di trasmettere a tutti i presenti la rabbia contro tali soprusi e tali ingiustizie. Il successivo brano E invece io risulta essere malinconico e riesce a creare un collegamento emotivo con il pubblico a tal punto da far scoppiare in lacrime una ragazza di fianco a me. Si va avanti con Bellamore altra canzone che mi ha sorpreso positivamente per le belle sonorità e per il bel testo, in grado di trasmettere tutta la voglia di non abbattersi e di ricominciare nonostante le sfide e le sconfitte che si è soliti affrontare nella vita. Il concerto si conclude con Una rigenerazione che sembra essere la tappa finale del viaggio durato tutto il concerto, in cui sembra quasi che l’autore voglia invitarci a vivere la vita e a farsi trascinare dalle emozioni che questa ci offre, nonostante tutto. Devo ammettere di essere stato sorpreso dalla serata e dalla bravura dell’artista, la domanda è come mai questa musica d’autore fatichi a conquistare spazi.