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Sono un album i Buoni Spropositi di Micol Martinez

Da oggi, mercoledì 18 marzo, è disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “I BUONI SPROPOSITI”(www.micolmartinez.it/2020/01/04/acquista/), il nuovo album di inediti della cantautrice MICOL MARTINEZ.

Micol Martinez (credit Marco Salom)

Micol Martinez (credit Marco Salom)

Fin da bambina Micol Martinez inizia a sviluppare una passione per la scrittura, all’età di 6 anni con la poesia e a 18 con il suo primo romanzo mai pubblicato. Studia recitazione al Teatro Libero di Milano e decide di fare della musica il suo lavoro. Nel 2010 si fa promotrice del movimento culturale “Milano l’è bela” ed è parte attiva nell’organizzazione di iniziative culturali sul territorio. “I BUONI SPROPOSITI” raccoglie pezzi di vita, riflessioni sul mondo, fotografie di stati d’animo e spezzoni dell’universo dell’artista. Micol Martinez in qualche brano confessa i suoi sentimenti più reconditi, in altri denuncia problemi della nostra società e in altri ancora racconta storie di vita altrui.

«La nostra voce cambia a seconda del momento della giornata, della persona con cui parliamo, dello stato emotivo in cui siamo: per un album, se scritto con sincerità, è lo stesso – racconta la cantautrice – In questo disco ci sono canzoni per riflettere, per gioire, per giocare, per fluttuare nell’aria, per commuoversi, per ricordare. Amo la diversità, sempre, di qualunque diversità si tratti, e amo la complessità resa semplice».

Il nuovo album di inediti arriva dopo “COPENHAGEN” (2010) che le fa guadagnare l’appellativo di “artigiana della musica” e il suo secondo album “LA TESTA DENTRO” (2012).

L’artista è da sempre protagonista della scena musicale milanese, per circa 7 anni si cimenta come dj in noti locali milanesi (La Casa 139, Goganga per citarne alcuni) e e ancora oggi è parte attiva nell’organizzazione del Cafè Bandini di Milano, rassegna di musica, poesia e teatro capitanata daVincenzo Costantino Cinaski dove artisti di ogni genere salgono sul palco portando la loro sensibilità artistica. Il Cafè Bandini ha ospitato anche artisti del calibro di Vinicio CaposselaMauro Ermanno Giovanardi e Simone Cristicchi, ma anche la magia di Walter Maffei e giovani talenti come Di Martino e Virginiana Miller. Micol sta attualmente concludendo la stesura di un nuovo romanzo e sta preparando uno spettacolo teatrale che tratterà in chiave comico-ironica temi quali il maschilismo, l’arte, la famiglia, la femminilità e la psicologia. Lo spettacolo conterrà le canzoni del nuovo disco.

 

 

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Ilenya pubblica #cipensoioame e alle donne dice non arrendetevi mai

La cantautrice milanese Ilenia Smedile, in arte Ilenya, pubblica il nuovo singolo #cipensoioame e lancia un messaggio forte e chiaro alle donne: non arrendetevi mai.

Ilenya

Ilenya

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La cantautrice Ilenya (all’anagrafe Ilenia Smedile) torna sulle scene musicali con #cipensoioame, un brano pop-elettronico, disponibile negli store digitali, in radio e youtube dal 6 marzo 2020. Il singolo, interamente autoprodotto ed indipendente, è stato scritto dalla stessa Ilenya, in collaborazione con Daniele Piovani Massimo TorneseIl brano, volutamente pubblicato in prossimità della festa della Donna, trasmette un chiaro messaggio rivolto all’universo femminile, troppo spesso bersaglio facile di questa società, un invito a trovare la forza ed il coraggio di reagire e a non arrendersi mai. Un messaggio mai come in questo momento esteso a tutti noi. #cipensoioame racconta una storia, quella di una ragazza che ha deciso di smettere di inseguire illusioni e false promesse, nella vita come nella musica, dove il talento, se sei una bella ragazza, arriva sempre dopo…

Ecco come Ilenya presenta il suo pezzo“Una notte difficile da dimenticare… Troppi cuori infranti, troppe anime distrutte in quella sera. È bastato un post su Instagram per darmi il coraggio di scrivere senza pensare. Il post citava semplicemente quattro parole: “ci penso io a me”, citazione dello scrittore John Blauer. Quella sera decisi di sfogare tutta la mia rabbia, tirando fuori quello che da troppo tempo tenevo dentro e promettendo a me stessa che non avrei più sofferto. Ho reagito, mi sono tolta la maschera, che per me era solo un’illusione di difesa, forse l’ho capito tardi, ma l’ho capito. Non ho più paura di nulla, non mi vergogno di come sono. Da quella sera ho deciso di gridare e rialzarmi, di sorridere e volare, di sognare e decidere, pensando solo alla mia felicità. Donne, non abbiamo bisogno di nessuno, soltanto di noi stesse”.

Il singolo #cipensoioame è stato arrangiato da Manuel Bongiorni presso MBStudio a Piacenza, mentre il videoclip è stato realizzato da Alessandro Pelegatta.

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ThinkAboutIt, si alza da Bari la Marea della musica

In una calda mattina di fine inverno e in piena emergenza sanitaria mi ritrovo a fare quattro chiacchiere con i ThinkAboutIt, collettivo musicale originario della mia città, Bari, che ha pubblicato l’album Marea.

ThinkAboutIt fotografati da Martina Amoruso

ThinkAboutIt fotografati da Martina Amoruso

di Gegé Cifinelli

Ragazzi la prima domanda che vi faccio è su come nasce l’idea di questo collettivo?
L’idea di questo progetto musicale nasce e si sviluppa a partire dal 2013 con i segni che l’hip hop e la vita ci hanno lasciato, nei primi anni il nostro collettivo ha un’impronta chiaramente rap con influenze jazz. Dopo i nostri primi due lavori abbiamo cambiato la struttura del gruppo e questo ha influenzato l’idea stessa che si aveva del progetto, da qui nasce “Marea” album più strumentale rispetto agli altri in cui ruolo importante ha avuto Claudio new entry del gruppo.
Come mai la scelta di questo nome alquanto inusuale e se magari ha un particolare significato per voi?
Per essere sinceri la scelta del nome è alquanto casuale, avevamo un gruppo su facebook con il nome Dobbiamo pensarci, alla vigilia del nostro primo live non avevamo ancora un nome con cui presentarci e allora è nata spontanea l’idea del nome, ThinkAboutIt.
Inizialmente vi ho chiesto come nasce il progetto in se, ma ora proviamo ad andare più a fondo , qual è stata la vostra evoluzione dal punto di vista artistico-musicale e come mai la scelta dell’inglese nell’ultimo lavoro?
Beh allora come si accennava prima l’evoluzione che abbiamo avuto come gruppo è stata una chiara conseguenza dei percorsi di vita di ognuno di noi, vi sono stati dei cambiamenti nella composizione del gruppo e questo emerge dalle differenze fra i lavori fatti fino al 2016 e l’ultimo, Marea, che è frutto dei cambiamenti subiti. In Marea l’ingresso di Claudio ci ha portato ad avere una maggiore influenza dell’electro music rispetto al passato. Dopo l’addio di Gabriele Poliseno frontman del gruppo fino all’album “In secondo Piano”, ci siamo resi conto di come il mercato fosse saturo e questo ci ha portato a vivere un paio di anni di difficoltà come gruppo. La risposta che ci siamo dati è stata quella di non farsi influenzare solo dalla musica anglofona come fatto fino ad allora ma provare a riavvicinarsi alle sonorità e alle tradizioni del territorio di origine, portando i colori della nostra terra nell’album. Questo ci ha portato ad un interessante mix tra gli influssi musicali d’oltreoceano e quelli del territorio. Quanto alla scelta della lingua per l’album “Marea” è stato quasi naturale realizzarlo in inglese  vista la musicalità le la tendenza della voce del gruppo, Claudio, a preferirla.
Ragazzi prima mi parlavate della volontà di trasmettere i colori della nostra terra attraverso la musica per questo ora vi chiedo come il territorio pugliese, il contatto con il mare  hanno influenzato il vostro lavoro?
Sicuramente le peculiarità del territorio pugliese ci hanno fortemente influenzato, innanzitutto il mare, il mediterraneo con ciò che rappresenta oggi ci ha influenzato nel profondo, abbiamo provato a mettere assieme le immagini e i suoni del mediterraneo a noi più vicino con quelle dell’altra sponda del mare, il Nord Africa per unirle. Abbiamo fatto questa scelta cosmopolita che emerge sopratutto nel brano “We are all Doro” che ci racconta del dramma che purtroppo oggi migliaia di persone vivono nell’attraversare il nostro mare. Vogliamo sottolineare che anche le scelte dei featuring sono figlie del nostro rapporto con il territorio, sono tutti artisti legati al Sud Italia e al mare.
Restringiamo un po’ il campo d’indagine e vi chiedo come la città di Bari e la sua scena abbia inciso sulla vostra opera?
Innanzitutto quando parliamo di Bari e della sua scena musicale non possiamo riferirci solo alla città, ma occorre riconoscere il giusto peso alla sua provincia con i molteplici eventi e artisti che la animano,Bari come città è povera musicalmente. All’inizio del nostro percorso fra gli artisti della scena territoriale vi era un maggiore scambio di idee, oggi questi “scambi” vengono meno, per questo si sta riprovando a costruire una rete fra artisti e progetti del territorio, ecco spiegata la scelta di includere nel nostro album quasi tutti artisti autoctoni diversi nel genere. Non è casuale che “Marea” sia frutto di un contatto con i più disparati generi musicali dal classico al post-rock al funk. La varietà di stili è sicuramente un’immagine dell’eterogeneità del nostro territori, prima raccontavamo di voler racchiudere in un’album la puglia e la sua quotidianità, forse con quest’album ci siamo riusciti.
Arriviamo all’album “Marea” vostro ultimo lavoro, qual è il brano simbolo dell’intera opera e come nasce l’opera complessiva?
E’ difficile per noi scegliere un brano unico che possa rappresentare l’album,ogni pezzo è un figlio per chi lo ha prodotto, tutti hanno contribuito in egual modo alla realizzazione, per noi è stato centrale lavorare come collettivo, ma forse per ciò che volevamo trasmettere “We are all Doro” è simbolico di tutto il lavoro svolto. Il disco è un vero e proprio tetris, dove il lavoro di ognuno si incastra perfettamente con quello degli altri.
Arriviamo alla fine e vi chiedo quali sono le prospettive future che vi siete dati, con questo lavoro verso quali orizzonti siete diretti?
Purtroppo non è un momento semplice, non lo è un pò per tutti, il 7 Marzo avremmo dovuto presentare il nostro album ma non è stato possibile data la situazione emergenziale che si vive. Però siamo convinti che nonostante ciò, tornati alla normalità, vorremmo poter raccontare e far vivere il disco nei live, ci piacerebbe sviluppare un esperienza 360° con il pubblico, non fermandosi solo al live ma superandolo e approfondendo il rapporto che ci deve legare al nostro pubblico. Crediamo sia difficile dire quali siano gli orizzonti verso cui siamo diretti ora, dopo 4 anni senza suonare davanti al pubblico ci sarebbe bastato questo per renderci felici, abbiamo un’esigenza fisica di tornare in LIVE e sicuramente da qui ripartiremo verso il futuro.
Piccolo off topic ragazzi, proveniamo dalla stessa città e io ho personalmente un ricordo di voi nello spazio studentesco di cui faccio parte, Zona Franka, vorrei chiedervi appunto che ricordi vi legano a quell’esperienza?
A Zona Franka ci lega il ricordo di  uno dei live piu belli che abbiamo fatto in un ambiente  colmo di gente e con un’atmosfera fantastica, una serata difficile da dimenticare.