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Roadhouse Crow fanno Sugar Rain: il video

Una musica meno ruvida ma che non tradisce le origini. Roadhouse Crow dei…Roadhouse Crow e la prova che si può cambiare, maturare senza stravolgere la propria filosofia. Basta guardare il video del singolo Sugar Rain

Roadhouse Crow

Roadhouse Crow

di Roadhouse Crow

Roadhouse Crow è un ep che abbiamo prodotto nel corso un anno di lavoro ed è frutto di tante esperienze che abbiamo vissuto. Al suo interno sono contenuti brani meno recenti e altri di più fresca scrittura, ciò ha permesso alle nostre diverse sfaccettature di emergere in modo più evidente. Ci piace dipingere visivamente questo progetto come un quadro dalle immagini costiere, dalle diverse vie sabbiose che s’incanalano in una strada principale. È un disco di canzoni pop e rock vagamente patinate. La scelta di “Sugar Rain” come singolo apripista è dipesa dal fatto che si tratta di una delle canzoni più recenti, un brano che presenta sfumature pop diverse, prima assenti nel nostro stile, una delle piccole deviazioni che ci è piaciuto prendere e che abbiamo sentito più nostre. Il titolo “Roadhouse Crow”, che prende il nome dalla nostra band, è sicuramente la chiusura di un cerchio, una stampa diretta di ciò che siamo e delle situazioni che ci hanno e lo hanno plasmato durante la lavorazione. Al di là di tutte e parole, in ultimo, ci teniamo a racchiudere “Roadhouse Crow” in un’unica immagine finale, quella di un disco che, al termine del suo ascolto, lasci un ricordo di labbra salate e immagini mediterranee. Ci saremo riusciti?

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Eman, il cantore della contemporaneità

Arriva dalla Calabria e con le sue storie in musica è riuscito a raccontarci la quotidianità in modo ironico e disincantato. Il suo disco si chiama Amen…lui si chiama Eman (alias Emanuele Aceto) ve lo racconto.

Eman

Eman

Eman canta Amen: il video

Eman lei fa parte di quella generazione di coraggiosi che ha rilanciato il cantautorato.
Fa parte della cultura italiana, forse c’è stato un periodo buio ma lui non se ne è mai andato. E ora è un’onda che cresce.
Lei è parte di questa onda.
Voglio essere al passo con i tempi. Il testo deve essere social e profondo. Se si trova l’alchimia giusta si possono mandare bei segnali.
I social fanno smarrire il senso della comunicazione vera.
Gli esseri umani comunicano attraverso ogni cosa. Certo la comunicazione globale ha impoverito il linguaggio e io credo che il lavoro grosso è quello nascosto. Per me è naturale essere ermetico.
Un ermetismo pieno di simboli.
Il mio lavoro sul testo è lunghissimo. L’ispirazione quando arriva finisce su una moleskine. Poi ho un telefonino che funziona anche da computer. L’italiano è un linguaggio armonicamente difficile.
E lei come lo doma?
Cavalco il ritmo.
Usa anche una bella elettronica.
La amo. Bisogna essere aperti al nuovo. Non si può fingere che non esista. Bisogna cercare suoni nuovi.
Lei è spesso spiazzante.
Bisogna esserlo. Tutti guardano da una parte e tu vai dall’altra. Lo ho sempre fatto. Il popolo calabro è ostico da convincere.
Amen è stata la svolta?
Devo tanto a quell’album. Mi ha fatto maturare.
Prossimamente come ci spiazzerà?
Il nuovo sarà ancora più cantautorale ma vestirà di nuove sfumature. E sparirà le radici reggae che sono state importanti per molto tempo.
I suoi live sono ipnotizzanti.
E’ la mia dimensione. E poi è il pubblico che decreta se e quanto vali.
Che sentiero prende?
Quello che mi assicura più libertà.

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SeiOttavi affrontano Le Rane di Aristofane

E’ stato presentato 53mo ciclo di rappresentazioni classiche del Teatro Greco di Siracusa, organizzato dalla Fondazione Inda Onlus.

SeiOttavi

SeiOttavi

Dal 6 maggio al 9 luglio 2017 andranno in scena I Sette Contro Tebe di Eschilo, Fenice di Euripide, e dal 29 giugno Le Rane di Aristofane, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Tra i protagonisti di quest’ultimo spettacolo i noti attori comici Salvo Ficarra e Valentino Picone e l’orchestra vocale SeiOttavi, che, per la prima volta in assoluto per un gruppo a cappella in una opera teatrale classica, interpreta un ruolo in scena. La formazione siciliana, infatti, non solo firma tutte le musiche originali e dirige il coro dell’Accademia d’arte del dramma antico, ma veste anche in panni delle Rane e dei Capi degli Iniziati. “Per le musiche de Le Rane mi sono avvalso del gruppo vocale dei SeiOttavi – ha dichiarato Giorgio Barberio Corsetti -, poiché avevo già apprezzato la loro grande versatilità, avendo collaborato con loro l’anno scorso al Teatro Massimo di Palermo. Sono infatti molto abili nello scrivere e interpretare con estrema semplicità musiche e stili diversi: dall’opera al jazz, dalla musica sacra al rock, dalla canzone moderna a quella tradizionale. Una mescolanza di generi musicali – ha proseguito il regista – come ci capita di ascoltare a tutti durante la giornata; un’attitudine quindi molto contemporanea quella dei SeiOttavi, che perfettamente si adatta allo spirito della messa in scena che stiamo allestendo per Le Rane.” I SeiOttavi sono un gruppo di sei voci che hanno fatto del contemporary a cappella il loro modo di esprimersi. Formano una vera e propria orchestra vocale, che riesce a mettere insieme polifonia, riproduzione di effetti strumentali, sonori, onomatopeici e di mouth-drumming e beat-box, tutto con le soli voci: un concerto virtuosistico e molto coinvolgente. I SeiOttavi sono: Alice Sparti, Germana Di Cara, Kristian Andrew Thomas Cipolla, Ernesto Marciante, Vincenzo Gannuscio, Massimo Sigillò Massara.