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Nicolas Michaux, A la vie A la mort: la recensione

L’essenza del polistrumentista. Nicolas Michaux irrompe nell’empireo della musica con un disco che dalle radici folk stende i rami per l’elettro-pop, la balld, un rock lieve. Il disco è A la vie A la mort.

Nicolas Michaud

Nicolas Michaux

E’ quello che non ti aspetti. L’album di debutto di Nicolas Michaux si intitola A la vie A la mort e racconta gli incontri e i momenti che hanno segnato la sua vita. Sono dieci brani in levare che portano alla luce quanto oggi sia importante la parola. In una epoca dove i suoni sono spesso invadenti e dove più che cantare si urla, il cantautore belga restituisce alle parole una dolcezza d’altri tempi che cui dona una spessa patina di attualità. Gli arrangiamenti sono minimali e le sonorità intime, da club. Il richiamo agli chansonnier degli anni Settanta è evidente ma la differenza sta nel come lui tratta il suono poiché ci mette carezze di synth, fa incursioni pop e questo rende il suo sound unico. Un disco da ascoltare con particolare attenzione perchè è stratificato…nasconde sempre qualcosa che nobilita ogni ascolto. E più A la vie A la mort si consuma più mostra tutte le sue sfumature.