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Il pop e il rock hanno una nuova casa: il dizionario di Gentile e Tonti

DJ Ringo, Enzo Gentile e Alberto Tonti, affiancati da Alberto Fortis, Carlot-ta, Peppe Servillo e Marco Ferradini,si sono dati appuntamento al Teatro del Verme a Milano per presentare l’edizione aggiornata del Dizionario del Pop-Rock 2015 di Enzo Gentile e Alberto Tonti, il più grande e completo volume italiano che ripercorre la storia dei due generi musicali.

Alberto Fortis

Alberto Fortis è intervenuto alla presentazione del Dizionario del Pop e Rock

di Matteo Rossini

L’avventura editoriale inizia nel 1999, quindici anni dopo l’opera contiene 2.300 schede di artisti e gruppi e le recensioni di 35.000 dischi di artisti italiani e stranieri. Gentile, moderatore dell’incontro, ha individuato l’inizio del rock nel 1954, anno di pubblicazione di Rock around the clock, brano che mescola blues e country e che avrebbe dato vita a quel genere musicale portato successivamente in auge dai Rolling Stones, sempre contrapposti da ai Beatles, massima espressione del pop.

Dj Ringo, presente in qualità di ambasciatore del rock, ha parlato del suo rapporto di odio e amore con il pop che “è come un dado Knorr, serve per miscelare la musica, ma alcune volte è anche un rischio”. Servillo ha espresso apprezzamento per il dizionario Zanichelli: “Lo trovo ammirevole, già solo per l’impossibilità di farlo. Trovarsi in un contesto così ampio e vario vuol dire che il redattore ha messo in relazione il tuo lavoro con quello di altri”.

L’incontro ha mostrato al pubblico, seppur in minima parte, la musica presa in considerazione dal volume. Carlot-ta ha presentato al pianoforte due pezzi del suo album, Alberto Fortis l’ha seguita dopo aver espresso la sua opinione sulla musica di oggi: “E’ obbligatorio e naturale avere dei generi nel dna perché siamo in un momento artistico di forte crisi. Oggi si vive la musica in modo diverso, il distinguo diventa l’artista e quello che fa con la sua intensità. Il rock è trascurato, ma siamo alla fine di questo momento orribile”.

Il Dizionario del Pop-Rock 2015 si pone l’obiettivo di tracciare la storia di due grandi generi musicali prendendo in considerazione artisti distanti anni luce, come Lady Gaga e i Lacuna Coil, per dare al pubblico un libro in cui ritrovare, o scoprire, la storia della musica.

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Alberto Fortis ci mette sempre l’anima

Torna Alberto Fortis, una icona degli anni Ottanta, quello de “Il duomo di notte”, “La sedia di Lillà”, “La nena del salvador” e “Milano e Vincenzo”. Oggi, 2014, torna con Do l’anima. L’intervista.

Alberto Fortis

Alberto Fortis

Fortis ci presenta Do l’anima?
Undici canzoni in parte intime, in parte ritratti di persone e quotidianità ma tutte molto ballad.
La sua voce ha sfumature nuove.
Ci siamo arrivati con coscienza. Si voleva una rotondità della voce maggiore rispetto ad altri momenti della mia carriera.
Che cercava?
Volevo premiare una godibilità di ascolto generazionale.
E’ tornato a lavorarecon Lucio Fabbri,
Sono arrivato da lui con circa 40 canzoni e abbiamo fatto un lavoro di scrematura mirato a premiare l’aspetto melodico.
Scrive molto?
Sono poliedrico. Ho un’anima da batterista molto rock’n’roll eppure mi piace variare così riesco a essere il più veritiero possibile.
Come vive la crisi discografica?
La crisi e il successivo momento di adattamento alle nuove logiche lo ho metabolizzato qualche anno fa.
Oggi?
Tolleriamo il saccheggio della musica. Sono favoriti i colossi della discografia.
E la democrazia di internet?
Va esaminata. E’ democratico per i ragazzini che usciti dalla cantina sono approdati nella rete ma ora siamo in una giungla.
Tutto è indefinito.
Vero e in questo scenario “Do l’anima” si pone come una scommessa che racconta il piacere di oggi.
Duetta con Biagio Antonacci in Tu lo sai e con Roberto Vecchioni in Mi fa strano.
Entrambi sono parte della mia vita artistica.
Partiamo da Vecchioni?
Va bene. A 16 anni cantavo in una band a Domodossola, dove sono nato, e facevamo sue cover. Lo conobbi in gioventù, è venuto a casa mia a Domodossola, è nato un legame affettivo forte.
Come è nata la collaborazione?
Ci siamo trovati per caso in studio di registrazioni. Io registravo Mi fa strano e ricordando i tempi passati gli ho chiesto di intervenire, è stata una scelta spontanea.
Invece Antonacci?
Era un mio fan della prima ora, lo ha anche ammesso lui in varie circostanze. Pensi che una volta mi diede una sua musicassetta con scritto “canzoni del ragioniere Biagio Antonacci” perché era ancora un ragioniere con ambizioni artistiche.
Tour?
A inizio 2015. Ma sarà preceduto da una data speciale il 6 ottobre a Milano al Piccolo Teatro Studio Mariangela Melato.

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Alberto Fortis ci mette l’anima. Di nuovo

A distanza di otto anni dall’ultimo progetto discografico, Alberto Fortis torna con il nuovo album Do L’Anima, su etichetta Formica distribuito da Sony Music.

Alberto Fortis

Alberto Fortis

Nel disco, in uscita martedì 30 settembre, undici nuove canzoni che rappresentano al meglio l’attuale momento personale e artistico del cantautore. Attraverso un linguaggio poetico, sia musicale sia letterario, le canzoni rivelano una grande forza melodica ed emotiva. Un manifesto dei valori più cari all’artista e la sua voglia di condividerli con il pubblico.

L’album è stato prodotto da Alberto Fortis con Lucio Fabbri e vede la partecipazione di Biagio Antonacci, Roberto Vecchioni e Carlos Alomar. Do L’Anima sarà anche un concerto-evento che si terrà il 6 ottobre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (Via Rivoli, 6). Un’occasione da non perdere per ascoltare dal vivo in prima assoluta i brani del nuovo progetto e ripercorrere la carriera discografica dell’artista attraverso le sue canzoni più celebri, come “Milano e Vincenzo”, “Settembre” e “La Sedia di Lillà”.