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Giuni Russo, infinita fonte d’amore

Esce oggi, venerdì 18 novembre, Fonte d’amore, l’esclusivo progetto musicale che celebra i più grandi successi, e non solo, della straordinaria cantautrice Giuni Russo, contenente 4 dischi mai pubblicati in versione CD, tra cui uno di inediti, arricchiti da un libretto fotografico.

Giuni Russo

Giuni Russo

In uscita per l’etichetta GiuniRussoArte e distribuito da Artist First, Fonte D’amore accompagna l’ascoltatore in un viaggio nel tempo, attraversando i meravigliosi anni ’80 con i dischi “Giuni” (1986) e “Album” (1987), di cui si celebrano i 30 anni dalla loro prima pubblicazione, per poi passare agli anni ‘90, rappresentati al meglio con l’album “Il ritorno del soldato russo”, pubblicato solo in versione vinile nel 2014 e contenente, tra gli altri, il brano “Le tue parole” e il provino originale del brano “Morirò d’amore”, struggente canzone che Giuni portò a Sanremo nel 2003 e diventata in seguito suo testamento spirituale. La vera sorpresa di Fonte d’amore è il quarto e ultimo disco contenuto nel cofanetto: “Sharazād”! Si tratta di un album composto da 8 inediti, frutto della produzione di Maria Antonietta Sisini di alcuni brani registrati da Giuni Russo in demo versions e mixati nel 2016 da Pino Pinaxa Pischetola.

Di seguito la tracklist del disco di inediti “Sharazād”: “Sharazād”, “Giochi di nuvole”, “Vestale”, “Fonte d’amore”, “E si perde”, “Fonti mobili”, “Senza ragione” e “Maria Guadalupe”. A corredo dell’esclusivo cofanetto, un libretto fotografico di oltre 30 scatti inediti che ritraggono l’artista in fasi diverse della sua esistenza, cogliendola in momenti personali, in solitudine o insieme ad amici, artisti e compagni di vita. Fonte d’amore è dedicato alla memoria di Carlo Bixio, editore, produttore e caro amico di Giuni Russo, colui che è stato determinante per la sua carriera artistica e che ha reso possibile nella seconda metà degli anni ‘80 il suo ritorno sulle scene discografiche con la pubblicazione dei dischi “Giuni” e “Album”. GiuniRussoArte è un’associazione, senza fini di lucro, fondata da Maria Antonietta Sisini nel 2005 per salvaguardare e promuovere il patrimonio artistico e culturale della cantautrice Giuni Russo, scomparsa nel 2004.

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Il Sud Africa dei Medicine Boy conquista Forlì

Difficile immaginare qualcosa di più lontano dal calore delle contaminazioni afro-beat e jazz del Sudafrica. I Medicine Boy sono in due, arrivano da Città del Capo e si autodefiniscono dream noise. Saranno in concerto l’8 settembre al Diagonal Loft Club di Forlì.

Medicine Boy

Medicine Boy

Molto più semplicemente, Lucy Kruger e Andre Leo, si inseriscono in quel filone cantautorale dal gusto Americana che dal folk psichedelico degli albori arriva ai Mazzy Star: voci ipnotiche e ipnotizzate, decadenti liturgie notturne da discepoli degli Spiritualized, improvvisi scossoni desert-rock. Dopo il tormentato EP More Knives e i tour di spalla a Black Lips, Allah Las, Night Beats e Golden Animals, il duo sudafricano presenta l’atteso LP d’esordio Kinda Like Electricity, uscito a ferragosto. Non esattamente un disco solare. Da quelle parti, siamo ancora nel bel mezzo dell’inverno australe.

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Mimes of Wine tornano con La Maison Verte

A tre anni di distanza dal precedente ”Memories for the unseen” ecco tornare i Mimes of Wine di Laura Loriga con un album nuovo di zecca, La Maison Verte, in uscita in italia ed Europa il prossimo 21 Ottobre ma che grazie alla collaborazione di Adam Moseley (produttore e sound engeneer dell’album precedente dei Mimes e che tra gli altri ha lavorato con personaggi del calibro di John Cale, Nick Zinner, Beck, The Cure, Scott Walker)è stato già pubblicato negli Stati Uniti dalla sua Accidental Muzik rec lo scorso giugno, riscuotendo consensi da parte dei media e del pubblico davvero calorosi avendo Laura Loriga tenuto la scorsa primavera una serie di concerti tra Los Angeles e New York.

Mimes of Wine

Mimes of Wine

In Italia l’album è stato anticipato da un ep di tre brani (La Maison Verte ep) lo scorso 15 aprile anche attraverso il suggestivo video di  ”Birds of a feather”, brano che verrà ripresentato nell’album. Realizzato dal videomaker statunitense Drew Pearson e lanciato in Italia da Indie-Eye. L’ep è disponibile su tutte le piattaforme streaming quali deezer apple music spotify etc etc etc.  In una dimensione musicale eterea, sognante ma ricca di momenti accesi, le voci calde ed emozionanti di Laura e del suo pianoforte sono sempre in primo piano, forti e fragili al contempo ma pienamente incastonati in una suggestione che definire semplicemente ”folk” potrebbe essere forse riduttivo, abbracciando contemporaneamente elementi di classicità e modernità che mantengono costantemente elevato un’attitudine musicale solenne, austera, quasi sacra. Teatrale e cinematografica come lo erano i Devics di Dustin O’Halloran e Sara Lov, conturbante come le migliori Cat Power e Lisa Germano, inclassificabile come i Dead Can Dance, intensa nella voce come Joni Mitchell di ”Ladies of the canyon”, ma assolutamente personale nell’espressione del suo bagaglio musicale.