0

Andersen Festival, il coro della Maddalena è una…favola

Quello che non conosci lo scopri quando meno te lo aspetti. Edizione 2015 dell’Andersen Festival a Sestri Levante: tante le magie, molte attese, ma una, di certo sperata non attesa a priori: si chiama Coro Popolare della Maddalena ed è un caleidoscopio di voci multietniche e di sogno. E’ l’ottavo colore dell’arcobaleno, quello che meno si vede ma più stordisce ed emoziona!

Il Coro Popolare della Maddalena

Il Coro Popolare della Maddalena

Un coro di oltre settanta persone (anche più in certi periodi) anche se in rappresentanza a Sestri Levante erano poco più che venti. Con un repertorio che va da Fabrizio de Andrè ai Queeen perché tante sono le regioni e le nazioni rappresentate. Difficile raccontarli. Perchè la loro musica è tanta e varia ma va sentita. Il mio consiglio? Andateli a trovare, non basta ascoltarli. Troverete ogni genere di umanità e non vi verrà negato un pezzo di focaccia e un “gottu de vin”. Si ritrovano ogni lunedì nel tardo pomeriggio. Ci sono due capitani, Giua e Flavia Barbacetto, e tanti comprimari, tra cui la mia amica (e collega) Elena Nieddu, che mi ha fatto scoprire questa realtà. Mi ha raccontato quel che fanno e che sarebbero stati all’Andersen Festival: e dunque era per me impossibile disertare. Anche perché disertare sarebbe da punizione esemplare. Nella cornice, unica e speciale, della Baia del Silenzio di Sestri Levante Il pinguino innamorato, We will rock you e Sinan Capudan Pascià hanno il gusto del cappon magro davanti al mare. Per quel che si può…cercate e sostenete il Coro Popolare della Maddalena.

0

Arisa racconta la sua estate in tour

Arisa vola per l’Italia con un tour che oscilla dall’acustico a rock. Ma importa poco in quale delle due versioni ci si imbatta quel che conta è lei, Arisa, energia pura! Il debutto è all’Andersen Festival di Sestri Levante sabato 7 giugno.

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Rosalba (questo il vero nome,ndr) sfatiamo una volta per tutte la sua nascita a Genova?
Mia mamma ha avuto una gravidanza impegnativa e dunque mi ha partorita al Gaslini. Ma ho rischiato di non vedere la luce.
Una avvio di vita difficile.
Pensi che lei ha rischiato di non poter mai scrivere di me.
In versione acustica, per restare a Genova, è accompagnata dai…genovesi Gnu Quartet.
Con Francesca Rapetti, Stefano Cabrera, Roberto Izzo e Raffaele Rebaudengo, cui si aggiunge al piano Giuseppe Barbera, compositore e arrangiatore che mi accompagna dagli esordi, dagli esordi mi trovo benissimo.
Che scaletta propone?
Al centro delle serate c’è l’ultimo nato, <Se vedo te>. Ma non mancano brani dei precedenti “Amami”, “Malamoreno” e “Sincerità”.
Qual è il valore agginto dei Gnu Quartet?
Danno sensazioni uniche e raffinate. Abbiamo fatto delle prove per il tour ma quando hai a che fare con teste di serie bastano poche modifiche.
Come lavora?
Si parte da una base di piano e voce e poi arriva la reinterpretazione dei musici. Io rispetto il loro gusto. Solo alla fine ci confrontiamo ma va sempre bene>.
Lo scorso febbraio con “Controvento” Arisa ha vinto il Festival di Sanremo…
E’ stata una bella serata, dentro di me sono ancora in festa.
Chissà che festeggiamenti.
Guardi l’ultima volta che ho festeggiato è stato per i miei 18 anni. In generale non esterno molto i miei successi, li vivo come uno stimolo interiore che mi deve spingere a fare meglio, a continuare su questa strada. Sa quale è la mia gioia?
No.
I sorrisi e gli abbracci della gente, l’empatia che si crea tra loro e me. Questo è il motivo primario per cui amo questo lavoro al di là di tutto.
Perché ha vinto “Controvento”?
E’ una canzone scritta per la gente e così è stata recepita.
Sta scrivendo?
Sempre perché l’ispirazione va colta, altrimenti è persa per sempre.
Una delle bellezze di “Se vedo te” è la varietà di stili che contiene.
La ringrazio. Arrivo dal piano bar e ho assorbito tanti stili che poi ho elaborato e ripropongo ora nella mia carriera da interprete. E’ questa la mia passione. Ed è per questio che sono felice quando mi si dice che ma mia musica è colma di stili e sfumature.