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Il Festival delle Radio? Sta tornando…Radio City

Dopo il successo della Prima Edizione di Radio City, il festival che nel 2015 ha riunito le maggiori emittenti radiofoniche nazionali e locali, torna anche quest’anno con un’importante collaborazione con il noto International Radio Festival di Zurigo creato e ideato da Darryl von Daniken.
Gabbani1@Daniele Barraco copia
L’unione di questi due importanti festival ha dato vita a IRF INTERNATIONAL RADIO CITY MILANO 2016, da venerdì 8 a domenica 10 aprile all’interno dell’UniCredit Pavilion in Piazza Gae Aulenti.  Sotto la direzione artistica di Filippo Solibello si riuniranno le grandi radio nazionali e internazionali per la prima volta. Tantissimi gli appuntamenti tra incontri, interviste, concerti, workshop, con conduttori, attori, giornalisti, artisti e dj. Tra gli speaker radiofonici più amati ci saranno Emanuela Falcetti, Giorgio Zanchini, Gianluca Nicoletti, Giuseppe Cruciani, Linus & Nicola Savino, Petra Loreggian, Pif, Vladimir Luxuria e Tony Prince.  Ma non solo, tanti artisti si alterneranno all’interno del Pavilion tra cui Stefano Bollani, Francesco Gabbani, C+C=Maxigross, Zero Assoluto, Andrea Mirò e tanti altri ancora da annunciare.  L’evento è prodotto da Punk for Business con il Patrocinio del Comune di Milano.

 

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I Perturbazione arrivano dritti all’anima di Milano

I Perturbazione hanno presentato il nuovo album “Le storie che ci raccontiamo” alla Salumeria della Musica di Milano. Il gruppo ha dimostrato, ancora una volta, la grande capacità di raccontare amori, emozioni e turbamenti umani in modo unico e semplice arrivando dritti all’anima come la lama di un coltello che trafigge la carne fresca.

Perturbazione live

Perturbazione live

di Matteo Rossini

Il concerto è stato aperto da una straordinaria Andrea Mirò che si è esibita prima di unirsi alla nuova formazione a quattro per tutto il resto del concerto dando vita a una collaborazione molto affiatata. I Perturbazione hanno proposto sia i brani del nuovo disco che le canzoni che li hanno resi tra le realtà più affascinanti della scena musicale italiana. La serata è stata un saliscendi di emozioni grazie alla voce calda e avvolgente di Tommaso Cerasuolo che ha saputo cogliere alla perfezione tutte le sfumature dei testi. Il brano “Trentenni” ha coinvolto i presenti dipingendo con pennellate melodiche le passioni e le inquietudini di chi vive in quella fascia anagrafica, mentre “Diversi dal resto”, scritta dal leader “per fare i conti con l’omologazione”, è stata la prova della grande sensibilità dei testi della band. Il concerto ha visto anche alcuni duetti tra Tommaso e Andrea tra cui quello su “Luci e ombre”, brano che il leader, a distanza di anni, ha reputato importante per compiere un passaggio nella sua vita. Le migliori esibizioni sono state quelle di “Buongiorno, Buonafortuna”, “Le storie che ci raccontiamo” e la magica “L’Unica”. I Perturbazione sono riusciti a superare se stessi, se infatti i loro album sono sempre una garanzia di musica ricercata e di qualità, nel live hanno dato ancora di più mettendo in piedi un’esecuzione perfetta sia dal punto di vista canoro che per quanto riguarda gli arrangiamenti, da brividi. La serata ha comprovato ulteriormente come il marchio distintivo del gruppo sia l’abilità di descrivere le nostre storie ed emozioni come se al momento della scrittura dei testi, fossimo lì con loro.

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Segni (e) Particolari per la coppia Mirò-Patrucco

Il 25 febbraio, esce Segni (e) particolari, l’album che racconta l’emozionante percorso di Alberto Patrucco tra le parole e la musica di  martedì 25 febbraio, esce Segni (e) particolari, l’album che racconta l’emozionante percorso di Alberto Patrucco tra le parole e la musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso.

Alberto Patrucco e Andrea Mirò

Alberto Patrucco e Andrea Mirò

 

Il disco racchiude tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano e preservati da una trasposizione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, ed è l’espressione della necessità di far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.

Segni (e) particolari contiene alcune collaborazioni eccezionali con esponenti della grande canzone d’autore come Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e Ricky Gianco oltre a Enzo Iacchetti, profondo conoscitore e interprete del teatro canzone, e Ale e Franz, rappresentanti della miglior comicità di classe.

La lettura musicale è affidata ad Andrea Mirò, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra, che con Daniele Caldarini, musicista di riferimento di Patrucco che da anni affianca il percorso brassensiano, che grazie ad arrangiamenti freschi e originali, restituiscono ai brani la loro profondità musicale.

Un insieme di suoni e colori inusuale, che raccontano un viaggio alla ricerca di quei piccoli tesori presenti nell’opera di Brassens. Un percorso che mette in risalto una sorprendente sintonia col presente, nonostante alcuni brani siano stati scritti più di mezzo secolo fa. Un punto d’equilibrio individuato nell’immutabile incongruenza della società.

, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso. Il disco racchiude tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano e preservati da una trasposizione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, ed è l’espressione della necessità di far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.

Segni (e) particolari contiene alcune collaborazioni eccezionali con esponenti della grande canzone d’autore come Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e Ricky Gianco oltre a Enzo Iacchetti, profondo conoscitore e interprete del teatro canzone, e Ale e Franz, rappresentanti della miglior comicità di classe.

La lettura musicale è affidata ad Andrea Mirò, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra, che con Daniele Caldarini, musicista di riferimento di Patrucco che da anni affianca il percorso brassensiano, che grazie ad arrangiamenti freschi e originali, restituiscono ai brani la loro profondità musicale. Un insieme di suoni e colori inusuale, che raccontano un viaggio alla ricerca di quei piccoli tesori presenti nell’opera di Brassens. Un percorso che mette in risalto una sorprendente sintonia col presente, nonostante alcuni brani siano stati scritti più di mezzo secolo fa. Un punto d’equilibrio individuato nell’immutabile incongruenza della società.