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Carlot-ta, rivelazione pop che sogna Battiato

Carlot-ta (foto di Lorenzo Maria Colombo)

“Non so per quale motivo, ma in qualche comunicato stampa leggo che provengo da Palermo, ma sono piemontese, non siciliana”.  Carlotta Sillano, in arte Carlot-ta, è il nuovo astro nascente della musica pop italiana. Ospite all’Agrigantus per la rassegna Palermononscema, la cantante e compositrice 22enne critica il mondo dei talent show e guarda attenta alla tradizione. Finalista al Premio Tenco, vincitrice al Ciampi e della targa giovani al Mei (Meeting delle etichette indipendenti), la giovane artista vercellese ha aperto, lo scorso luglio, i due concerti italiani di Gilberto Gil. Il suo brano “Pamphlet”, quello dal famoso fischiettio, è stato scelto come spot pubblicitario dalla Ford per la campagna sugli ecoincentivi.

Il suo primo album “Make me a picture of the Sun” è stato definito dalla critica come il miglior debutto discografico dell’anno: un risultato aspettato?
Assolutamente no.  Per me è il primo disco ufficiale, e anche l’etichetta con cui è uscito il disco, la toscana Anna the Granny Records è un’etichetta neonata. La percentuale di rischio era altissima. Tutto quello che è arrivato dopo l’uscita del disco è stato sorprendente.

Parafrasando un famoso cantante siciliano potremo dire “Niente è come sembra”?
Esatto. Si, Battiato è un grande, lo amo molto. Non ascolto molta musica italiana, ma sicuramente è il mio cantautore preferito.

Non ascolta musica italiana?
No. Troppo peso alla parola e meno alla musica.  Cerco più gli aspetti compositivi che quelli testuali o poetici, quindi preferisco la musica straniera che è improntata sulla suggestione, sulla percezione.

Le piaciono Palermo e la Sicilia?
La scena palermitana indipendente è molto vivace, c’è un certo fermento e poi ho suonato tante volte in Sicilia: a Palermo, Catania, Enna.  Arrivare a suonare in Sicilia non è semplice, per motivi logistici e anche economici, ma, quando qualcosa arriva in Sicilia, il pubblico è sempre pronto. C’è più entusiasmo che in una città come Milano dove c’è tutto e magari si fa meno attenzione a quello che sta succedendo».

Perché dopo Franco Battiato, Carmen Consoli, Mario Biondi non si sentono più grandi nomi nel panorama musicale siciliano?
Non ci sono grandi nomi nel panorama italiano. E’ molto difficile costruirsi una carriera senza passare dai talent show. Farei fatica a individuare un’artista che, con meno di 30 anni, sia riuscito a ottenere un successo effettivo e duraturo, senza dover citare necessariamente Emma Marrone o Alessandra Amoroso. In Sicilia, come nel resto d’Italia, è difficile arrivare a un grande pubblico e avere una carriera nella musica pop.

Con chi condividerebbe il palco?
Con Franco Battiato.  Mi piacerebbe incontrarlo un giorno, parlare con lui.

Carlot-ta (foto di Emanuele Marchese)

Cantare meditando?
No, non lo so, se canteremo, mediteremo, o chissà che.

Ha mai pensato di suonare qualche strumento della tradizione?
Ogni tanto mi diletto a suonare la fisarmonica a Borgo Vercelli, una cittadina dove ci sono diverse produzioni artigianali di fisarmoniche ben conosciute a livello internazionale.

Nella sua pagina facebook scrive di “Sentirsi come un cammello in una grondaia”…
Non so se l’ho scritto. Non ho mai pensato a questa situazione, ma ci rifletterò. Quell’album di Battiato l’ho ascoltato più volte, ma quello che amo di più è La voce del padrone, anche se può sembrare scontato. Le canzoni preferite sono  “Gli uccelli” e “Prospettiva Nievsky”.

Apparenza o realtà?
Realtà, perché è quella che manca oggi, anche nel mondo musicale.  La televisione in Italia rappresenta il massimo comunicatore anche per la musica che è considerata una qualunque fonte di intrattenimento.  Ci vorrebbero un po’ più realtà e spontaneità.

(Intervista di Alessandro Puglia)