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Giorgia Nicoli, musica e parole per inseguire un sogno: l’intervista

Vent’anni, bolognese, cantautrice e autrice. Giorgia Nicoli è il vessillo del nuovo cantautorato: idee, voce, spirito di collaborazione e un lavoro nel ristorante di famiglia. Il meglio delle mie parole è il disco in arrivo, il singolo che lo presenta è Primo Amore. Cammina (anche) sotto lo sguardo attendo dell’anima nomade di Beppe Carletti.

Giorgia Nicoli in concerto

Giorgia Nicoli in concerto

Giorgia quando inizia la sua relazione con la musica?
Avevo 12 anni e facevo un karaoke personale.
Ovvero?
Cantavo davanti allo specchio, su basi vere ma senza pubblico.
E i suoi genitori?
Quando hanno capito che potevo avere delle qualità mi hanno iscritto a lezioni di canto e poi sono arrivati i primi concorsi.
Le prime soddisfazioni?
Un incontro casuale in spiaggia con Sergio Vinci e le canzoni Per ogni momento e Qualcosa rimane. Con quest’ultima sono entrata tra i primi dieci di un concorso di Radio Latte e Miele.
Poi?
L’incontro con Serenella Occhipinti, in arte Sara 6. Con lei ho sviluppato il mio progetto. Io scrivo ma ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a sviluppare le idee.
Ha sempre scritto?
Da tempo. Ma avevo una sorta di timidezza che limitava la mia espressività. A volte mi tremava la voce.
Ora si direbbe che tutto sia perfetto.
Raccontarmi in musica mi dà sicurezza, è quasi una seduta psicanalitica.

Giorgia Nicoli

Giorgia Nicoli

Si capisce ascoltando Primo Amore.
Racconta un fase importante della mia vita.
E’ riuscita a scriverla in modo tale che ognuno possa, con varie sfumature, riconoscersi.
Sono felice di ciò. Io parlo di me ma l’amore è inteso in senso ampio. Può anche essere per un figlio.
Prossimo obiettivo?
Mi piacerebbe provare ad arrivare a Sanremo Giovani attraverso Area Sanremo.
Cosa ascolta?
Tutto, da Whitney Houston e Celine Dion. Fedez magari faccio un po’ fatica. Tra i nuovi mi piacciono Gabbani e Sylvestre.
L’incontro con Beppe Carletti?
Anche quello casuale. Mio padre ha dato un mio demo a un amico e di mano in mano è arrivato a Beppe. Ma non credevo me lo presentassero davvero.
Cosa le ha detto?
Non si è espresso ma mi ha invitato ad aprire qualche data dei Nomadi e spero lo faccia ancora.
Quando non fa la musicista?
Lavoro nel ristorante di famiglia, l’Osteria Duse a Bologna.
Che fa?
Tutto. Sala, cucina, chef…anche la baby sitter per il pizzaiolo se serve.
Il piatto che le riesce meglio?
La tagliatelle alla romagnola.
Ovvero?
Con prosciutto crudo e limone. Buonissime!

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Ylenia Lucisano, un riverbero lungo tutto il 2017

Il sogno si chiama Sanremo, ma anche se dovesse non materializzarsi, per la giovane artista Ylenia Lucisano si preannuncia un 2017 a tutta velocità.

Ylenia Lucisano

Ylenia Lucisano

Ylenia a breve sappiamo se arriverà all’Ariston.
Mancano pochi giorni. Siamo in otto per due posti.
Il suo valore aggiunto?
Sono l’unica arrivata allo sprint finale che non proviene da un talent.
Perché ha scelto Riverbero?
Il disco che sto preparando per il 2017 ha uno stile più elettronico rispetto al passato. Riverbero è il meno spinto e ha una bella melodia. E bisogna anche pensare al dopo.
Cioè?
Sanremo è una settimana ma la musica continua. Bisogna pensare a un brano che le radio possano passare, che abbia appeal.
Il tema di Riverbero?
Parlo delle occasioni che si trovano in una coppia. Nel lavoro e nella vita possono tornare ma in una coppia non si dovrebbe tornare indietro
Soddisfatta del suo percorso?
Sì. Forse qualche occasione mi è sfuggita per timidezza e inesperienza.
Cosa si attende da Sanremo?
E’ una bella occasione per farsi notare. E’ la sola finestra se si escludono i talent.
Come nasce la svolta elettronica?
Ho nuovi arrangiatori. All’inizio mi sono opposta, poi mi hanno invitata ad ascoltare le loro idee e ho fatto pace con questa nuova strada.
La sua vena cantautorale?
E’ viva. Non rinuncio al mio dialetto calabrese. Cercherò di renderlo in chiave più moderna. Nei live sono più libera di esprimermi.
Cosa raccontano le sue canzoni?
Il mondo visto da me. Racconto storie che ho vissuto. Da piccola ero una adorabile bugiarda: inventavo storie per far felici i compagni di classe.
E ora?
Non posso più permettermelo nella realtà. Ma nelle canzoni…sì! Lì c’è il mondo che immagino.
Il disco?
Dipende da Sanremo. Può uscire a febbraio come nel corso del 2017. Presto lo scoprirò anche io!

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Carmen Alessandrello vive un giorno dopo l’altro

La giovane cantante siciliana Carmen Alessandrello è una degli otto vincitori di Area Sanremo 2016.

Carmen Alessandrello

Carmen Alessandrello

Da oggi, lunedì 14 novembre, è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming Un giorno dopo l’altro (Fonoprint/Artist First), brano con cui Carmen Alessandrello omaggia Luigi Tenco, a pochi mesi dal cinquantesimo anniversario della morte dell’indimenticato cantautore. Il brano è prodotto e arrangiato da Bruno Mariani, che annovera collaborazioni con Lucio Dalla, Ron, Luca Carboni e molti altri.  «Non c’è luogo dove, prima o poi, non si crei abitudine – racconta Carmen Alessandrello - Il brano evidenzia un’apatia data da giorni tormentati che si susseguono come secondi tra le lancette di un orologio, nel mezzo di una vita che si logora. Ma, per me, un giorno dopo l’altro, scegliamo noi se essere la nave o chi la guarda»Carmen Alessandrello, giovane cantante scoperta da FONOPRINT, lo storico studio di registrazione da cui sono passati i più grandi artisti della storia della musica italiana, è attualmente al lavoro su una raccolta di cover in italiano riarrangiate in chiave moderna, di cui “Un giorno dopo l’altro” è il primo estratto.

Carmen nasce a Comiso (Ragusa) nel 1994. Inquieta e poliedrica, nella vita come nella musica cerca una spiritualità autentica e profonda, al di là di religioni ed etichette. Vero talento musicale, inizia a cantare giovanissima. Prendendo a modello la potenza canora della cantante Whitney Houston e la veracità di Domenico Modugno, predilige il soul, il blues e il jazz contemporaneo. Ama alcune tipologie di rock melodico, ma è attratta in particolare dalla “musica nera” che prende ad esempio per la libertà e l’istintività espressiva. Nei suoi live emergono chiaramente le qualità canore, la carica interpretativa e il rapporto empatico e speciale con il pubblico. Nel 2016 partecipa alle selezioni di “The Voice” e collabora con la compagnia di ballo Nu’Art, esibendosi nello spettacolo “Tentazioni” a Venezia e riscuotendo grande successo.