0

Con LiveOnSofa la musica che germoglia conquista internet

LiveOnSofa  è un progetto ideato da Stefano Scuderi, Nicholas de Pasquale ed Edoardo  Pernotti, tre amici che da sempre lavorano in campo televisivo e che condividono l’amore per la musica.

Un momento di LiveOnSofa

Un momento di LiveOnSofa

Lo scopo del programma/contenitore è di promuovere e dare spazio a band emergenti e non, attraverso il mezzo di comunicazione più accessibile: internet. In che modo? Creando un concerto in cui l’intimità della sala prove si fonde con l’energia del live show, trasmettendo in diretta la performance che viene condotta da un duo unico: Sarah, una stylist e manager musicale, e Andrea, musicista poliedrico e preparato. Insieme accolgono il gruppo, che verrà presentato ed  intervistato sul divano simbolo di LiveOnSofa… si tratta di un vero e proprio concerto ma in diretta dalla sala prove!hiunque potrà godersi lo spettacolo attraverso le piattaforme convenzionali come pc, smartphone e tablet e seguire  i nostri canali social, Facebook, Twitter, ma soprattutto  il nostro  sito web www.liveonsofa.com e il canale  www.youtube.com/liveonsofa  per restare aggiornati! Tutto questo è LiveOnSofa…get cozy and Just Push Play!

0

The Ghibertins, un mistero folk-rock

Folk-Rock originale, quello di The Ghibertins, band milanese che ormai vanta cinque anni di storia. Il loro primo EP si intitola Square The Circle. Chi sono, sove vogliono arrivare, la loro magia lo raccontano loro stessi in questo articolo per Note Spillate.

The Ghibertins

The Ghibertins

di The Ghibertins

Ancora oggi, nonostante 5 anni di attività ci risulta difficile spiegare chi sono i The Ghibertins. Incominciamo nel dire che siamo un gruppo folk/rock milanese che canta in inglese. Possiamo aggiungere che siamo profondamente influenzati da gruppi come Mumford & Sons, John Mayer, Ben Harper, Paul Simon, Ryan Adams & Pearl Jam. Chiudiamo presentandoci: Alessio (cantante, chitarra, percussioni), Lorenzo (chitarra), Alessandro (basso, chitarra, percussioni). Abbiamo fatto sicuramente una presentazione breve e sintetica, ma forse non troppo precisa, perché la voce “percussione” merita una piccola precisazione. Non potendoci “permettere” un batterista utilizziamo come strumento la custodia rigida della chitarra, sia nei nostri live, sia in studio. Certo che avremmo potuto trovare un batterista, ma la verità è che una volta che inizi a tenere il ritmo e “picchiare” su quella custodia, non si riesce più a smettere. Da poco abbiamo pubblicato il nostro primo EP Square The Circle. Potremmo raccontarvi dell’espressione di chi ha mixato il nostro EP quando, per la prima volta , ha dovuto microfonare la custodia appoggiata su un porta pianola, ma preferiamo raccontarvi come grazie al nostro primo singolo Round Trip siamo riusciti a rimanere per 4 settimane nella classifica degli artisti emergenti di iTunes.

Square The Circle parla di amore e odio e della sottile linea che spesso li divide, due sentimenti che nel bene e nel male fanno girare il mondo. E’ stato registrato presso il T.Rex Studio di Milano, mentre il mastering è stato fatto presso gli Sterling Studio di New York da Greg Calibi sound engineer di pietre miliari come Born to Run di Bruce Springsteen e Graceland di Paul Simon ai più recenti “Lost in a Dream” dei War On Drugs e “I Love You Honeybear” di Father John Misty.

0

Il sole nudo degli Alcova

L a band di Francesco Ghezzi torna con un nuovo album. Impegnato, ricco, sontuoso in alcuni punti. Frutto di un percorso personale del frontman necessità di qualche ascolto per essere compreso nella sua interezza. Ma poi diventa una seconda pelle. E’ lo stesso Franesco che lo presenta con una suo articolo in esclusiva per Note Spillate.

Gli Alcova

Gli Alcova

di Francesco Ghezzi

Questo nuovo disco, “Il sole nudo”, è stato influenzato molto dal viaggio, anche spirituale, che ho affrontato attraverso il mondo contemporaneo, seguendo un itinerario che mi ha portato dalle braci sotto la cenere, che ancora lanciano vampe, seppur ignorate o nascoste, nei paesi dell’ex Yugoslavia – dove il ricordo della guerra è vicino, nitido, ancora travolgente, mentre noi a pochi chilometri ci illudiamo che sia dimenticato – ai fermenti mediterranei, sia quelli che divampano in maniera dirompente dei paesi dall’altro lato del Mediterraneo, sia quelli che hanno solo l’apparenza di essere meno brucianti ma che in realtà stanno crescendo piano ma senza fermarsi, nella “nostra” Sardegna.
Mi ha colpito la povertà che non riuscivo nemmeno a immaginare prima, quella senza speranza e senza sogni, quella che appare una condanna a vita senza possibilità di riscatto; mi ha colpito la superficialità con cui noi andiamo a divertirci o rilassarci in posti “esotici”, in cui ogni bisogno elementare viene soddisfatto, quando viene soddisfatto, a fatica.
Queste esperienze e queste riflessioni hanno modificato ancora di più il mio modo di percepire la realtà e di confrontarmi con il mondo che ho intorno. Ti accorgi che la violenza è ovunque e che quella sottile, quella che si insinua nella quotidianità, è ancora più diffusa di quella eclatante.
In questo nuovo lavoro ho lasciato che tutte queste riflessioni trovassero una loro collocazione, senza censurare o interrogarmi troppo su come sarebbe sembrato: ho seguito interamente il mio istinto e il mio gusto, la necessità che avevo di dire certe cose e di fermarle in un progetto.
E credo che se il disco stia avendo anche dei riscontri così positivi, che in alcuni casi mi hanno letteralmente colto di sorpresa, è anche perché si percepisce che è sincero, senza filtri.
Anche musicalmente lo sento più vicino, più simile a quello che sono in questo momento.