0

In mezzo al Mondo è il nuovo singolo di Biagio Antonacci

In mezzo al Mondo è il nuovo singolo di Biagio Antonacci che sarà in rotazione video e radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 29 settembre. Il brano anticipa il nuovo attesissimo disco di inediti del cantautore, Dediche e Manie, che uscirà il 10 novembre su etichetta IRIS distribuito da SONY MUSIC ITALIA, a più di tre anni di distanza dal successo del multiplatino L’amore comporta, e che sarà disponibile sempre dal 29 settembre in pre-save su Spotify ed in pre-order su iTunes, Amazon e in tutti gli store.

La cover di In Mezzo al Mondo di Biagio Antonacci

La cover di In Mezzo al Mondo di Biagio Antonacci

Il brano, scritto da Biagio e arrangiato e prodotto insieme a Fabrizio Ferraguzzo, è caratterizzato da atmosfere anni 80/90 e tiene fede al lato cantautorale tipico dell’artista milanese. “Se coraggio portasse il tuo nome lo pronuncerei” è la frase che rappresenta nel miglior modo il tema della canzone, che ci spiega come ogni giorno possiamo innamorarci della vita nonostante non siamo in grado di sapere cosa ci aspetta. Firmato da Niccolò Celaia e Antonio Usbergo per YouNuts!, il video è ambientato in una videoteca degli anni ’90: protagonista del videoclip è il commesso del negozio che trascorre le ordinarie giornate di lavoro ad immaginarsi di essere il protagonista dei film che vengono affittati dalle clienti. Spettatore dei suoi sogni e delle sue illusioni è lo stesso Biagio che interpreta con un cameo l’inserviente della videoteca. Continuano nel frattempo le vendite del nuovo tour: a poche settimane dall’annuncio sono state raddoppiate le date di Acireale e Padova  e triplicata quella di Bari. Il nuovo viaggio live di Biagio Antonacci debutterà il 15 Dicembre dal Nelson Mandela Forum di Firenze e vedrà il cantautore esibirsi sui palcoscenici dei palazzetti più importanti d’Italia.

0

Wind Music Award 2017, l’Arena in piedi per Renga, Antonacci e la sorpresa Thomas

Al via la seconda serata dei Wind Music Awards tra le urla e i fischi della folla rimasta fuori dall’Arena ancora in attesa di entrare alle 20.40 a causa dei meticolosi controlli. Ancora da fuori, in sottofondo, sentiamo gli Imagine Dragons, con Believer, nuovo singolo uscito che ha già riscosso un successo mondiale. In lontananza si sentono anche i Modà annunciare un nuovo progetto che li vedrà lontano dai palchi e più vicini agli schermi per un anno.

Wind Music Awards 2017

Wind Music Awards 2017

di Irene Venturi

Stesso posto, stessa ora (o quasi) e stesso spettacolo. Vanessa Incontrada e Carlo Conti, entrambi in total black, danno il via all’ultima serata che li vede protagonisti immersi nella magia della cornice areniana. L’eterno ragazzo Max Pezzali inizia a scaldare l’Arena mentre una catena umana tenta ancora di entrare e sedersi. La stessa catena che Max porta ai pantaloni e di cui non fa mai a meno. Premio musica live. Torna Nek, dopo il successo di ieri sera con J Ax. Questa volta ci rimanda al 1997 mentre tutti noi, come lui, cerchiamo ancora Laura. Per Nek premio speciale EarOne perché è l’artista più suonato nelle radio con 100000 passaggi. Coro unanime che urla “sei bellissimo” per Filippo, e noi ci uniamo. Torna anche Fiorella Mannoia in una veste inedita che ci lascia piacevolmente sorpresi. Noi “siamo ancora qui” ad ascoltare un progetto più elettronico e fresco. Sul palco con lei anche Emma, Elisa e Alessandra Amoroso per ritirare il premio per il progetto Amiche in Arena che ha visto lo scorso 19 settembre 16 artiste unite per la raccolta fondi contro la violenza sulle donne. Tutti in piedi per la Nuova Luce di Francesco Renga: quando sale lui sul palco è come aprire un libro di poesie e leggere, in versi e musica, pezzetti di storie di vita.

“Io vengo da un altro posto, un altro blues” dice una voce inconfondibile fuori palco. Il nostro artista per eccellenza, il nostro “black cat”, Zucchero Sugar Fornaciari. Tutti in piedi, tutti partigiani reggiani per questa iniezione di puro Blues.Entra una consolle e con lei la rocker italiana, la meravigliosa creatura Gianna Nannini che riflette di luce propria, merito della maglietta a paillettes argento. Live oro per la rocker. Si continua con la positività di Alessandra Amoroso, anche lei vestita di luce e paillettes questa volta dorate. L’Arena urla “fidati di me” e Alessandra risponde forte e chiaro. Ricomincia a piovere e l’anfiteatro ritorna a riempirsi di colori sgargianti, tra ombrelli e spolverini. Altro cantante di casa all’Arena di Verona è Ligabue, protagonista dell’evento 7 notti in Arena. Ci alziamo in piedi primi che il Liga cominci a cantare perché lo sappiamo, siamo quelli là, quelli tra palco e realtà. Non ha da insegnare a nessuno, ogni volta è un grande successo. Liga vorrebbe viverci sui palchi, e noi lo vorremmo nelle nostre case per un intramontabile “happy hour”. Ad ognuno i propri sogni.

La nostra artista internazionale, Elisa, viene presentata direttamente dal pubblico senza che i conduttori, Vanessa Incontrada e Carlo Conti, abbiano il tempo di annunciarla. Passaggio dal pop all’elettronica per la ragazza di Monfalcone che non rinuncia mai a sperimentare. Lo denotano anche le tre date, il 12 13 e 15 Settembre in Arena, che la vedranno in tre vesti diverse: una data pop-rock, una data in acoustic, e una data con orchestra. Scatenata sul palco insieme al corpo di ballo ci racconta le sue cattive abitudini (Bad Habits il singolo). A metà serata arriva il momento comico con il trio toscano formato da Panariello, Pieraccioni e Carlo Conti questa volta ospite. Una serata all’insegna dell’ilarità grazie alla loro simpatia. Pieraccioni richiama il pubblico all’ordine perché “l’applauso o si fa o non si fa”, mentre Panariello rischia di cadere tra palco e realtà. Annunciano orgogliosi la data del loro spettacolo a New York ma i mancati applausi sembrano dire “non ci si crede mica”.

Wind Music Awards 2017

Wind Music Awards 2017

Una Emma rock con You don’t love me saluta in modo regale mentre due ballerini la legano con delle funi e la tirano a sé. Gioco di corde anche sullo sfondo ed Emma provocante con tacco in vernice. Live platino per Emma che lo dedica a tutti gli amanti della musica e dei concerti. Ritorno Blues, per colpa di chi? Zucchero ovviamente. Arena in piedi al grido di “chichichirichi”. Numerosi i premi, tra cui il premio SIAE con lo spartito della prima canzone depositata e il premio live, quando in realtà Zucchero afferma che gli sarebbe bastata una caciotta. L’invito che fa è quello di non svilire questo meraviglioso posto e continuare a fare concerti e buona musica. Non c’è due senza tre, e dopo le due proposte di matrimonio di Pintus e Fedez, anche Stefano D’Orazio annuncia la sua proposta alla futura moglie Tiziana, tra lo stupore di tutti i Pooh, dicendole di tenersi libera il 12 Settembre. Standing ovation e congratulazioni. Biagio Antonacci, acclamatissimo, ci riporta con i piedi per terra con Se io se lei. Piano e voce, semplice come è stata scritta. Dopo tutta questa elettronica siamo contenti di sentire delle semplici note accarezzate sul piano accompagnate sullo sfondo dalle immagini dell’acqua che scorre lenta. Armonia e amore nell’Arena tinta di rosso e decorata con le luci dei telefoni accese. Atmosfera intima come solo Biagio sa fare. Premio dedicato al coraggio di chi ha ancora voglia di frequentare i luoghi felici nonostante i “cattivi”. Grande applauso dall’Arena che appoggia la voglia di vivere a pieno. Non c’è risposta più bella.

Wind Music Awards 2017

Wind Music Awards 2017

Momento internazionale con gli Ofenbach, progetto francese che spopola in Italia con l’ultimo singolo Be Mine. Duo amatissimo e folla in piedi. Il cantante è il primo ed unico ad affrontare il palco bagnato in scivolata come un surfer. Secondo momento internazionale con Lenny, la cui voce graffiata riesce a rendere un semplice Hello un grido al cielo. Questa sera la grafica appare meno raffinata rispetto a ieri e più carica. Tra tutti i big della musica si staglia un ragazzino 17enne, vicentino, uscito da Amici. Thomas debutta all’Arena di Verona con “normalità”, la sua semplicità ma allo stesso tempo la sua personalità. Non si fa mancare i suoi passi di danza che ormai lo contraddistinguono. Scenografia coloratissima per Thomas che dopo pochi secondi riesce a rendere suo il palco. Lo troviamo completamente a suo agio. Come un vero rocker sale sulla cassa spia e balla. Sembra essere il vincitore morale di Amici secondo le seguaci del formato televisivo. Disco d’oro che spera sia il primo di una lunga serie. Le urla sembrano garantire che forse qualcosa di grande lo aspetta. Non possiamo che fare un grande in bocca al lupo. “Attention” .. in arrivo Charlie Puth che si scontra con dei problemi tecnici con il microfono. The show must go on e si ricomincia. E allora “Vadi, vadi” Charlie direbbe un nostro caro amico. Carlo si aggrappa al fatto che anche alla premiazione degli Oscar si sbaglia ad annunciare i vincitori. Errore perdonato. Rigorosamente live, scopriamo le doti da pianista del ragazzo che stasera vince grazie a 5 dischi di platino per See you again, 4 per We don’t talk anymore, 3 per Marvin Gaye, e 1 per l’ultimo singolo uscito. Serata internazionale stasera. In chiusura gli Imagine Dragons con “Thunder”. Saranno ospiti in concerto in Arena il 10 Luglio. Seconda serata conclusa per i Wind Music Awards. Carlo Conti e Vanessa Incontrada si salutano con un vero “beso”. Conduzione impeccabile, lo dimostrano anche i numeri. Ci rivediamo al prossimo anno.

0

Ron, stavolta le parole sono di carta…chissà se lo sai

Chissà se lo sai è il libro in cui il bambino Rosalino Cellamare racconta Ron, il cantante, attore e autore che tutti conosciamo. Lo abbiamo incontrato al Teatro dal Verme di Milano dove ha alternato racconti del libro a brevi esibizioni live di alcuni brani tra cui “Il gigante e la bambina”, “Pà diglielo a mà” e “Occhi di ragazza”.L’autobiografia edita da Piemme Spa è un’opera profonda, curiosa e divertente in cui conoscere aspetti inediti della sua vita. Lo abbiamo intervistato.

Ron

Ron

di Matteo Rossini

Per chi non lo sapesse, perché questo titolo?
Il titolo è quello di una canzone importante del 1986 che ho cantato anche in duetto con Lucio Dalla.
Di cosa parla in questo libro?
Si parte da un Rosalino bambino che fin dagli 8 anni voleva fare musica anche se timido. Una personalità un po’ doppia, timido e buffone allo stesso tempo. Rosalino racconta nel libro il Ron che diventerà.
Un episodio di quando era piccolo?
Quando vedevo qualcosa di strano mi venivano in mente idee folli come quando spinsi il mio miglior amico in una grande buca nel giardino di casa che serviva per il petrolio con cui scaldare la nostra abitazione. Mia madre me ne diede tante.
Ogni capitolo ha il nome di un vino.
Il vino è un dono meraviglioso, non mi sono mai ubriacato con il vino, sono sempre riuscito a pensare che la vita è quella che è.
Nel libro ha scritto “Sono come appaio. Sono come la gente mi vede”.
Non ho mai cercato di imporre qualcosa di me che non sono, per me c’era la musica e a me bastava. È come il vino, una condivisione con gli altri.
Dopo la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo, è tornato a Garlasco e ha continuato a suonare con il gruppo “Amleto & his Brothers”.
Il locale ci aveva ingaggiato per 38.000 lire in otto e nonostante dopo Sanremo valessi 300.000 lire, avevamo ancora un mese di contratto.
Negli anni ’70 avviene l’incontro con Lucio Dalla.
Venni notato quando feci il provino per “Occhi di ragazza”, Lucio e Bardotti divennero i miei produttori.
Poco dopo nasce Ron.
Sì, Lucio decise che mi sarei chiamato Ron. A dir la verità lui già da tempo mi chiamava così, lo usai per la prima volta durante il tour di Banana Republic.
Ne “Il gigante e la bambina” parla di uno stupro.
A quei tempi non fu una cosa semplice, eravamo negli anni ’70 e parlare di uno stupro era molto forte. A quel tempo c’era solo Mamma Rai che decise di tagliere in modo brutale una frase del testo ma il pericolo che un gesto del genere venisse emulato era troppo alto quindi si preferì procedere in quella direzione.
Il rapporto con Lucio.
Lucio è sempre stato affascinato dal mio modo di fare musica, le parole per me arrivavano sempre dopo. Io e Lucio eravamo diversi e non voglio assolutamente paragonarci a Mogol e Battisti, ma a nostro modo anche noi avevamo un rapporto molto stretto, forse proprio perché così diversi tra noi.
Perché diversi?
Ho sempre seguito un mondo molto esterofilo e cercavo sempre di inserire le parole all’interno della musica che scrivevo mentre Lucio voleva che le parole non venissero troncate e faceva in modo di inserirle tutte in una canzone. Io ero più legato alla musica, Lucio alle parole.
Dopo essere stato scoperto anche lei è stato un talent scout.
C’era un carabiniere alto che mi seguiva, mi veniva sempre dietro fin quando un giorno riuscì a strappare un appuntamento a mia madre. Dopo tanti anni sono ancora legatissimo a Biagio Antonacci.
Dopo esser diventato un cantante, un attore cinematografico e aver scritto brani hai deciso di provare anche il teatro.
Sono abbastanza poliedrico, sono sempre stato uno che si adatta ai diversi posti in cui viaggia, se andavo in Veneto prendevo subito l’accento, stessa cosa in Toscana e ovunque andassi, a scuola facevo già le imitazioni perfette dei professori che scappavano quando mi vedevano, quindi, fare l’attore a teatro mi viene abbastanza facile, sono molto fortunato in questo.
Negli ultimi anni sta sostenendo una battaglia molto importante.
In ognuno di noi c’è un’anima che esce nei momenti in cui capisci che qualcuno ha la necessità di averti accanto e per questo mi sono avvicinato alla battaglia contro la Sla. Loro hanno davvero il coraggio di non smettere mai di lottare.