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Irene e Mimosa, la canzone d’autore va a Teatro

È in programma un doppio concerto per l’ultima data della rassegna Mente acustica, organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano: venerdì 31 marzo (dalle ore 21.30 in poi; ingresso 10-13 euro), infatti, sul palco dell’auditorium milanese di via Fratelli Zoia 89 si alterneranno Irene Ghiotto e Mimosa Campironi, due talenti in ascesa della canzone d’autore italiana.

Irene Ghiotto

Irene Ghiotto


Il set d’apertura è affidato alla vicentina Irene Ghiotto
, classe 1984, che si è messa in luce nel 2013 al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”: con il brano “Baciami?” si è posizionata al secondo posto della classifica “Miglior Arrangiamento”, mentre nel 2015 ha vinto il Premio Bianca D’Aponte, aggiudicandosi anche la targa “Miglior Composizione” e il premio “Musica e Dintorni” del blog di Antonio Salerno e Mara Maionchi. Allo Spazio Teatro 89 di Milano, Irene Ghiotto presenterà le canzoni – ora più leggere, ora più introspettive – di “Pop simpatico con venature tragiche”, il suo primo album, uscito all’inizio del 2016, in cui lo stile cantautorale si mescola a sonorità pop e nel quale emergono con forza le qualità vocali, la capacità di scrittura e le doti interpretative dell’artista veneta.

Mimosa Campirosi

Mimosa Campirosi


La protagonista del secondo set sarà Mimosa Campironi, in arte Mimosa, non solo musicista e cantante ma anche attrice (ha recitato in teatro, cinema e tv). Pavese di nascita, Mimosa, 31 anni il prossimo ottobre, ha studiato canto e pianoforte al Conservatorio di Milano e, nel 2015, ha pubblicato il suo primo album, dal titolo “La Terza Guerra”. Un disco ricco di storie di donne, dai ritmi incalzanti e con testi graffianti e ironici. Proprio come lei. Con il brano “Fame d’aria”, nel 2016 l’artista lombarda ha vinto il Premio Siae “Miglior Musica” e il “Premio della Critica” a Musicultura. Inoltre, con il videoclip di “Terza Guerra” Mimosa è stata candidata agli MTV Awards nella categoria Best New Generation Artist. 

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Cercasi cantante o cantautrice…idea Farn Music

La label internazionale Farn Music, con sede in Svizzera e in Italia, ricerca una cantante e/o cantautrice a cui proporre un contratto per un importante progetto discografico.

Farn Music

Farn Music

L’artista deve avere un’età compresa tra i 17 e i 25 anni: l’occasione è ghiottissima per le tante giovani alla ricerca di una via per emergere nel panorama della musica nazionale e internazionale. Dopo aver seguito progetti di artisti internazionali e aver messo sotto contratto alcuni artisti italiani, infatti, la Farn Music ora ricerca una ragazza da seguire e curare artisticamente. Entro il 15 maggio, tutte le aspiranti alla selezione potranno inviare via email la propria scheda artistica (corredata di foto) all’indirizzo dedicato dalla struttura di Comunicazione della casa discografica: farnmusic@danielemignardi.it

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La metà mancante di noi ce la svela Eleuteria

“Mi chiamo Eleuteria, il mio nome significa Libertà e sono una cantautrice e violoncellista”. Si presenta così Eleuteria, songwriter-violoncellista autrice di “A metà”, nuovo brano che arriva come videoclip su YouTube a tre anni dall’omonimo ep d’esordio (2012) e anticipa a sua volta un futuro lavoro discografico previsto per i prossimi mesi.

Eleuteria

Eleuteria

“A metà” è una pop ballad leggiadra e vorticosa che rappresenta al meglio lo stile di Eleuteria e viene accompagnato da un suggestivo videoclip da oggi su YouTube per la regia di Alessandra Pescetta realizzato in un hotel dismesso a Riva del Garda. Il brano è stato suonato insieme a un piccolo gruppo di valenti musicisti bresciani che si muovono agilmente fra musica classica e pop formato da Ottavia Marini (Karenina) al pianoforte, Laura Masotto al violino, Francesco Zini (Karenina) al basso ed Enrico Brugali (Karenina, Le Capre a Sonagli) alla batteria. “Credo che ‘A metà’ – spiega Eleuteria – rappresenti bene la condizione umana. E’ quella sensazione che ci fa muovere gli uni verso gli altri, che genera desiderio, ma anche paura, moto e stasi. Ognuno ha in sé una metà mancante, un vuoto che ci sembra incolmabile, e magari lo è davvero… cerchiamo di dimenticarcene, ma spesso ci risuona dentro, come la canna vuota di uno strumento musicale. Solo nel vuoto può nascere il nostro Suono, che per me è la musica, ma potrebbe essere qualsiasi altra cosa. Anche se ‘brucia come il sole lasciarti andar via’ questa mancanza a volte è necessaria”.

Una sensazione di mancanza che si ritrova anche nelle immagini del videoclip di “A metà”, che fa da ideale completamento visivo delle atmosfere del brano grazie alla scelta di un’ambientazione modificata dal trascorrere del tempo, un hotel non più in funzione a Riva del Garda che ha un ruolo da co-protagonista insieme alla stessa Eleuteria. E’ così che il buco nel pavimento delle prime scene è proprio il ‘pavimento che affonda tra le parole’ della canzone, mentre le foglie e gli elementi naturali che si trovano nelle stanze spoglie di un’anima decadente sono l’unico conforto, quella linfa vitale che a un certo punto inizia a scorrere sul braccio di Eleuteria come un presagio positivo. “A metà”, in altre parole, è un brano che evidenzia tutte le caratteristiche di una vera distillatrice di luce e battiti cardiaci quale è Eleuteria. Nelle sue canzoni si trova sempre un qualcosa di magico che non è mai gioco di prestigio, ma un’inquietudine che si libera e diventa cielo, terra, aria e quanto di incanto e mistero essi si portano dietro. Le sue melodie sono architetture volatili, il suo violoncello dice di quel piccolo grande fuoco che a tutti brucia dentro, le sue parole e la sua voce parlano di lei, ma con quella tensione verso un oltre assoluto che è di tutti.