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Caparezza: il 15 settembre il nuovo disco, a novembre il tour

A tre anni di distanza da “Museica”, Caparezza torna con un nuovo album il 15 settembre e un nuovo tour nei palazzetti che partirà a novembre di quest’anno.

Per Caparezza disco e tour

Per Caparezza disco e tour

Di seguito le dieci date confermate del 2017:
17.11 ANCONA, PalaPrometeo Estra
18.11 BARI, PalaFlorio
24.11 FIRENZE, Mandela Forum
25.11 BOLOGNA, Unipol Arena
28.11 NAPOLI, Palapartenope
29.11 ROMA, Palalottomatica
01.12 MONTICHIARI (BS), PalaGeorge
02.12 PADOVA, Kioene Arena
06.12 MILANO, Mediolanum Forum
07.12 TORINO, Pala Alpitour

Prezzo del biglietto in prevendita: a partire da €25,00+d.p.
Biglietti in vendita su ticketone.it a partire dalle ore 10.00 di venerdì 12 maggio.

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I suoni “acrobati” di Daniele Silvestri

Acrobati è il titolo del nuovo album di Daniele Silvestri in uscita il 26 febbraio, un album straordinariamente ricco di contenuti e di musica, da cui emergono l’entusiasmo e l’urgenza creativa di Silvestri. Un sound potente, che spazia agilmente tra generi di musica diversi (dal rock al funky, dalla canzone d’autore all’elettronica). Tutta la lavorazione a questo disco è raccontata dallo stesso Daniele Silvestri nel Diario di Bordo”, visibile sul sito web www.danielesilvestri.it. Il tour partirà il 10 marzo a Genova e girerà a lungo per l’Italia. Lo abbiamo inctrato e intervistato.

Daniele Silvestri

Daniele Silvestri

di Carlotta Sorrentino

Nel disco ci sono varie collaborazioni come è nata quella con collaborazione con Caperezza?
E’ da una vita che entrambi volevamo collaborare, mi sembrava di avere per le mani un giro strumentale adatto a Caparezza e ho pensato nessuno, meglio di lui per giocare può giocare con una parola, sale: il brano è La guerra del sale. Lui era perfetto. Io sono particolarmente felice di questa collaborazione.
Ci sono due canzoni con Diodato.
Sicuramente per una vicinanza nei fatti di questo disco. Le scelte con le persone con cui lavorare gravitano tutte intorno a un mondo in cui Antonio Diodato centra parecchio. Il suo intervento in questo disco è molto delicato, il suo è più un contributo d’anima. Non mi vengono in mente molte altre persone che lo avrebbero potuto sostituire.
Quanto parla di attualità Acrobati?
Ho cercato di evitare l’attualità però è comunque presente, ad esempio nella canzone Bio-boogie. Mi sento meno predisposto e con meno diritto di raccontare il presente anche per l’età che ho, 47 anni: quello che mi sembrava di poter fare alla mia età era quello di cercare di raccontare storie e mettere l’ascoltatore in un’identità più fanciullesca. E’ un disco più poetico che politico ma politico in maniera meno esplicita.
E’ il suo primo tour nei teatri come lo affronterà?
E’ stato deciso molto tempo prima di registrare il disco, ora a posteriori ho capito che è un’idea perfetta. Cercherò di coinvolgere gli spettatori e entusiasmarli con delle acrobazie e a un certo punto svelerò i tutti trucchi come alcuni maghi fanno, per svelare come nascono certe cose.
Certe sue canzoni sono difficili da ascoltare stando seduti in poltrona: come si dovrà comportare il pubblico?
Sto cercando di studiare lo spettacolo facendo si che a un certo punto ci si alzi.
Questo album nasce da appunti su un iPhone: che significa?
E’ stato registrato in presa diretta, non ci sono stati montaggi o studi sui brani in precedenza, ho lasciato molto all’improvvisazione. Si può dire che i brani sono stati creati negli studi di registrazione.
Ha parlato di un disco registrato live, le canzoni rimarranno tali o cambieranno con il tempo?
Sicuramente cambieranno ancora, ogni canzone dovrebbe cambiare di continuo. Già dal vivo prenderanno varie strade ancora. Alcune sono l’accenno di frasi ancora da esplorare.
E poi?
Stavo lavorando ad altre canzoni oltre a queste, è come se questo disco non fosse esaurito qui.

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Chiara Dello Iacovo e il suo Sanremo tutt’altro che…Introverso

Tra pochi giorni Chiara Dello Iacovo salirà sul palco del Festival di Sanremo con Introverso, brano in gara nella sezione delle Nuove  Proposte. La giovanissima artista, classe 1995, è un uragano di simpatia, genuinità e tanta voglia di fare. La abbiamo intervistata.

Chiara Dello Iacovo

Chiara Dello Iacovo

di Matteo Rossini

La sua passione per la musica inizia da piccola?
Nasco come musicista cominciando a suonare il pianoforte, poi all’età di 13/14 anni mi avvicino al canto scrivendo quasi esclusivamente in inglese.
Quindi già da piccola le sue influenze musicali sono state inglesi?
Purtroppo non sono mai stata una persona ossessionata dalla musica, avrei voluto esserlo, ma non lo ero. Gran parte della mia infanzia l’ho trascorsa ascoltando musica in modo passivo, cioè quello che sentivano i miei genitori: dal rock progressivo inglese di mio padre al cantautorato italiano di mia madre passando dai Beatles e Pink Floyd a Ivano Fossati, Fiorella Mannoia ed Edoardo Bennato.
Sulla sua pagina Facebook ha indicato molti cantati italiani come artisti preferiti.
Quelli in realtà sono mondi musicali ai quali mi sono approcciata quando ho iniziato a scoprire la musica italiana da sola, quindi a partire dai 16 anni.
Durante il liceo è partita per l’America, come mai questa meta?
Uno dei miei cantautori preferiti dice che “Dalla giusta distanza la vista migliora”, infatti è andata così perché da lontano è possibile rivalutare molti aspetti del tuo paese che non puoi focalizzare quando nei sei completamente immerso. Quest’esperienza mi ha anche permesso di sfatare il mito americano e lì ho conosciuto la noia e la solitudine, due elementi essenziali per iniziare a porti delle domande.
Tra pochi giorni salirà sul palco del Festival di Sanremo con “Introverso”, com’è nato questo brano?
È nato durante l’ultima settimana di The Voice of Italy ed è sostanzialmente lo sfogo di tutta la frustrazione e la sofferenza accumulate in quell’ambiente che ti spinge a ostentare continuo entusiasmo. Io ho patito molto questa cosa nonostante fosse controproducente all’interno dell’esperienza facendo si che mi arrabbiassi con me stessa per come la stessi vivendo poiché sapevo anche che fuori tantissime persone avrebbero voluto essere al mio posto.
Parteciperebbe a un altro talent?
Credo che nella vita un talent basti e avanzi.
Il video di Introverso è molto teatrale.
Io scrivo tutti i miei video insieme alla videomaker Alice Bulloni che si occupa di riprese, montaggio e fotografia. Lei è l’anima didattica e razionale, io vado più a intuito. Il video presenta elementi teatrali perché sono propri del mio modo di essere sia fuori che sul palco, quindi questo fattore non può non riversarsi in tutti i miei approcci creativi.
Come si sta preparando per il Festival?
Per quanto riguarda il lato emotivo cerco di non pensarci troppo, per il resto continuo con la mia disordinata routine in cui suono, leggo e faccio esercizi per la voce. Cerco anche di dormire più di quattro ore!
Quale messaggio vorrebbe che ricevesse il pubblico?
Partecipando a The Voice ho capito che in realtà il tuo margine d’azione sul palco è molto limitato perché qualunque cosa tu faccia viene filtrata e interpretata dall’occhio dello spettatore in modo soggettivo, quindi non so cosa aspettarmi. L’unica cosa che mi sono prefissata è di essere il più spontanea possibile rimanendo coerente con il mio modo di fare musica, per il resto starà agli spettatori.
Tra poco uscirà il suo album.
Si, l’album uscirà il 12 febbraio e dal 15 partirò con l’instore tour in vari punti Mondadori e Feltrinelli, abbiamo già un bel piano d’azione post Sanremo.
Oltre l’In store anche un tour?
Sì, certamente. Dopo l’in store ci sarà il tour vero e proprio ma non so ancora nulla di preciso perché è tutto in evoluzione.
In futuro con chi le piacerebbe collaborare?
Cercando di restare nella mia area musicale, adorerei collaborare con Caparezza ma onestamente non so cosa ne verrebbe fuori e se ci siano dei punti d’incontro tra la sua e la mia musica.