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Continua CeleBBration, il tour del ventennale di The Bluebeaters

Un anno in tour. Ecco cosa si regalano i Bluebeaters che sono pronti a festeggiare la loro nuova vita. Perché è vero che ci sono due decenni da celebrare ma è altrettanto vero che ripartono senza Giuliano Palma, il loro uomo più rappresentativo. Ma non c’è alcun timore ad affrontare questo nuovo futuro. Ce lo racconta Ferdinando “Bombodrummer One-Drop” Masi per tutti Ferdi, Bluebeaters da sempre.

The Bluebeaters

The Bluebeaters

Ferdi è disorientato?
Ripartiamo in cinque, con venti anni di storia e dopo aver trascorso gli ultimi due a riorganizzarci dopo l’uscita di Giuliano. Per altro io lo conosco da 28 e suonavamo insieme da 27.
Come vi siete riorganizzati?
Ci siamo dedicati a definire il nostro suono, un suono preciso cesellato stagione dopo stagione.
Avete pensato di mollare?
Ci siamo guardati e detti che era stupido fermarsi col nostro bagaglio di esperienza. Portiamo in giro un genere nato in Giamaica negli anni Sessanta.
Può dire ciò che vuole, ma Palma non c’è.
Il fatto che non ci sia fa la differenza anche se bisogna dire che ultimamente era più attento alla sua carriera solista che a quella del gruppo.
E voi che avete fatto?
Abbiamo recuperato qualche ex elemento e anche senza un singolo in giro abbiamo deciso di ripartire dal luogo dove ci sentiamo più a nostro agio: il palco.
Il genere è sempre lo stesso?
Certo ma i brani sono diversi. Quel che resta uguale fa parte di un patrimonio collettivo.
Quando siete ripartiti?
Lo scorso dicembre. Abbiamo puntato sulla coralità.
Un esempio?
E’ rientrato Pat Cosmo che è sempre stato una seconda voce: di Palma, di Neffa, di Alioja dei Casino Royale: ora ha una visibilità diversa, più evidente.
Le voci a disposizione saranno quattro.
Oltre a Pat ci sono Mr T-Bone, Lady Soul Maya e Bunna. Quest’ultimo non ci sarà sempre ma solo quando potrà, il suo principale progetto sono gli Africa Unite. Mentre Lady Soul Maya è la prima donna che condivide il palco con noi.
Il biglietto da visita dei nuovi Bluebeaters?
Più corali. E con una più dinamica presenza sul palco.
Il repertorio?
Le nostre basi sono soul, ska, punk, pop anni Ottanta, rhytm & blues. Ora ci innestiamo Britney Spears, i Krafterwerk e il Franco Micalizzi di “E lo chiamavano Trinità”. Ai nostri cavalli di battaglia aggiungiamo qualche brano storico meno noto ma per noi rappresentativo.
Una bella scommessa.
Eccome. Abbiamo convogliato nel progetto tutte le nostre energie. Siamo paritari, se ci dovesse essere una personalità che emerge valuteremo sul momento e insieme come valorizzarla.
Ma a un disco ci pensate?
Eccome. Uscirà un singolo a breve e poi un altro prima dell’estate. Il disco speriamo a ottobre. Siamo alla ricerca del tempo perduto.
Stile?
Senza tradire quello dei Bluebeaters cercheremo di uscire un po’ dagli schemi classici. Una modernizzazione sensata, la definirei.
Dove potremo essere aggiornati sulle novità sul gruppo?
Siamo operativi su tutti i social mentre il sito lo stiamo ristrutturando e sarà operativo a breve. Quindi cercateci su twitter e soprattutto facebook.