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Milano per Gaber: ci sono Paolo Conte e Cesare Cremonini

Il 2019 coincide con gli ottant’anni della nascita del Signor G e ospita un’edizione di Milano per Gaber particolarmente ricca di eventi. Come tradizione, consolidata da tanti anni di stretta collaborazione, sarà ancora una volta il Piccolo Teatro di Milano il principale punto di riferimento per le iniziative in programma.

Festival Gaber

Festival Gaber

Milano per Gaber è, insieme al Festival Gaber in Versilia, la principale iniziativa di livello nazionale organizzata dalla Fondazione e costituisce da sempre il principale punto di riferimento per tutti gli approfondimenti teatrali e culturali legati a vario titolo a Giorgio Gaber e alla sua opera.

Il Piccolo Teatro Strehler ospiterà due incontri di altissimo livello con due tra i più acclamati protagonisti della scena musicale italiana: Paolo Conte, venerdì alle ore 19, e Cesare Cremonini, sabato alle ore 15.

Paolo Conte, onorerà con la sua prestigiosa presenza la manifestazione, dialogando con Massimo Bernardini al Piccolo Teatro Strehler e raccontando, anche a partire da alcuni spunti gaberiani, la sua straordinaria avventura artistica che lo ha consacrato come uno dei più importanti protagonisti della scena musicale internazionale.

Cesare Cremonini, intervistato da Marinella Venegoni, dopo la straordinaria partecipazione a Viareggio al Festival Gaber nel 2005 in cui interpretò una sorprendente versione de “L’Orgia”, racconterà per la prima volta al pubblico milanese, il suo rapporto con l’opera di Gaber – Luporini e l’importanza che Giorgio Gaber ha avuto nella sua formazione musicale, culturale e artistica. Sarà l’occasione per ripercorrere una straordinaria carriera che ha portato l’artista bolognese ai massimi livelli di qualità musicale e importanza culturale.

Terzo appuntamento della rassegna al Piccolo Teatro Strehler, Lo Stallo (domenica, ore 20.30). Unico e autentico spettacolo di Teatro-Canzone realizzato dopo la scomparsa di Giorgio Gaber e interamente scritto da Sandro Luporini, l’opera è interpretata da David e Chiara Riondino.

Proseguono con grande successo le attività della Fondazione coordinate da Lorenzo Luporini e destinate al pubblico più giovane. Sono infatti più di 100 le lezioni spettacolo proposte negli istituiti superiori con la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano e che hanno coinvolto ed entusiasmato migliaia di ragazzi. Due gli appuntamenti attesi al Piccolo Teatro Studio Melato. Lorenzo, intervisterà infatti Coma Cose, venerdì alle ore 20.30, e Willie Peyote, sabato alle ore 19.30, protagonisti di prestigio della musica cosiddetta Indie alla quale la Fondazione Gaber pone da sempre particolare attenzione. Clamoroso il successo che ha avuto già nel 2016 la serata Io ci sono organizzata dalla Fondazione alla Santeria di Milano con Brunori Sas, Lodo Guenzi de Lo stato sociale, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti e Andrea Appino dei The Zen Circus e che prosegue con due nuovi appuntamenti nel 2019 con artisti ancora una volta particolarmente vicini alle nuovissime generazioni e che, dichiaratamente, hanno in Giorgio Gaber un solido punto di riferimento.

Inoltre la programmazione al Piccolo Teatro Studio Melato prevede, domenica alle ore 16.30, la presentazione di Gaber-Brel. Dialogo. un libro di Micaela Bonavia (Arcana Edizioni 2019).  Quest’opera preziosa e rigorosa, mette in luce le affinità artistiche tre due grandi protagonisti della canzone e del teatro europeo.

Il 6 maggio alle 18.30 al Chiostro Nina Vinchi ci sarà la presentazione del libro Giorgio Gaber di Luciano Ceri: sette interviste inedite e una discografia, per la prima volta commentata, per approfondire la storia artistica di Gaber dagli anni ’60 fino alla consacrazione del Teatro-Canzone e del Teatro di prosa. Con l’autore interverrà Ricky Gianco, collega e amico del Signor G.

Sempre il 6 maggio, alle 20.30 al Piccolo Teatro Grassi ci sarà l’incontro con Elio, protagonista il prossimo autunno de Il Grigio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini diretto da Giorgio Gallione e prodotto dal Teatro Nazionale di Genova. Ancora una volta, un grande protagonista dello spettacolo italiano, eclettico e intelligente come Elio, si cimenta con il repertorio del Signor G.

Inoltre, l’auditorium di Palazzo Pirelli intitolato a Giorgio Gaber torna dopo qualche anno ad ospitare Milano per Gaber. Promosso con la collaborazione di Regione Lombardia, la Fondazione proporrà, giovedì 9 maggio ore 20.30, Gaber e Guccini: onestà e coraggio. Un omaggio a due amici che tanto hanno in comune, attraverso le testimonianze di Teresa Guccini, figlia di Francesco e di Lorenzo Luporini, nipote di Giorgio Gaber.

Nel foyer del Piccolo Teatro Strehler dal 26 aprile sarà allestita la mostra Dolly, dedicata a Dolores Redaelli e realizzata in collaborazione con il GRADE di Reggio Emilia. Storica collaboratrice del Piccolo Teatro e ideale  ‘sorella’ di Giorgio Gaber, Dolly è stata per anni  anima del Piccolo Teatro prima e della Fondazione poi.  Anche a lei si deve la nascita del Teatro Canzone quando, insieme a Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Nina Vinchi convinse Gaber a lasciare il mondo della canzone e della TV dove aveva raggiunto una assoluta eccellenza, a favore del rapporto esclusivo con il Teatro che dal 1970 diventò il centro della sua esistenza.

 

La dodicesima edizione di Milano per Gaber è prodotta dalla Fondazione Gaber e organizzata con il Piccolo Teatro di Milano, con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e in collaborazione con Regione Lombardia e Comune di Milano.

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Cesare Cremonini in concerto a Milano: una notte fantastica a San Siro

Una data storica, quella del 20 giugno 2018.  Cesare Cremonini ha debuttato sul palco di San Siro abbracciato da 57 mila spettatori. Il nostro racconto.

Cesare Cremonini a San Siro

Cesare Cremonini a San Siro

di Antea Morbioli

L’attesa del pubblico nel buio viene interrotta dall’accensione dei maxi schermi laterali al palco, che mostrano i piedi di Cesare Cremonini avanzare lungo un corridoio; poi, con un ingresso degno di un mago, appare da una botola: giacca bianca, pantaloni neri, scarpe e maglia dorate. Si percepisce l’adrenalina, lui si posiziona in mezzo al palco e, grazie all’intro di Cercando Camilla, parte a cantare Possibili Scenari, brano che dà il titolo al suo ultimo album. Al ritornello una vera e propria esplosione: si accendono tutte le luci sul palco, volano stelle filanti colorate e delle barre utilizzate come schermi alle spalle dell’artista si riempiono di macchie rosse, gialle e azzurre. Quando poi queste barre si posizionano in diagonale sembra quasi di essere dentro la copertina di Possibili Scenari. Cremonini prosegue con la scatenata Kashmir Kashmir, sempre del nuovo album e poi racconta come la paura di esibirsi in un luogo simile sia stata spazzata via dal sentirsi come se si stesse tornando a casa. Perciò si lascia andare a qualche pezzo del passato, come Padre Madre, Il comico (Sai che risate) introdotto da una parte strumentale, La nuova stella di Broadway, che conta con l’accompagnamento delle luci di tutti i cellulari e Latin Lover, brano che utilizza per la sua prima uscita di scena.

Si sente il rumore di un elicottero in decollo che viene di seguito sostituito con delle luci da discoteca, in aggiunta a un remix che si scopre poi appartenere a Lost in the weekend e così torna sul palco Cesare, vestito adesso con una giacca rossa leopardata e dei grandi e buffi occhiali da sole, che corre sul palco mentre dietro la sua figura si deforma come se il pubblico stesse guardando in un caleidoscopio. Suona e canta con Un uomo nuovo, per poi farsi  accompagnare dalla tromba per Buon Viaggio, mentre dietro compare il firmamento e il nostro pianeta che ruota, sempre in viaggio. Il trombettista non cessa di suonare anzi, prosegue con un assolo mentre la sua figura nera si staglia sullo sfondo multicolore dello schermo, lasciando così il tempo a Cesare di avvicinarsi al lato sinistro del palco dove si trova un pianoforte argentato. L’ex Lunapop si lascia andare a una versione più intima piano e voce di Figlio di un re, per poi passare invece a Una come te in stile vagamente jazz. Con Vieni a vedere perché fa cantare l’intero stadio che canta appassionato tutto il brano insieme a lui e infine, sulle note della profonda Le sei e ventisei, si ritira nuovamente dietro le quinte.

Come in precedenza, durante il cambio d’abito si accendono le luci colorate e una musica elettronica anticipa Mondo, con tanto di apparizione, seppur solamente video, di Jovanotti. Con il suo completo argentato Cesare è ormai inarrestabile e si continua a scatenare con Logico, che tra la vivacità sul palco e i fuochi d’artificio è letteralmente scoppiettante. Dopodiché si accendono come dei raggi infrarossi che sempre più velocemente puntano il pubblico per fare
strada a Greygoose, altro pezzo che vuole sfidare chiunque a stare fermo. L’atmosfera torna più tranquilla, stavolta sul lato destro del palco ci sono due sgabelli e due chitarre, Cesare ha quella acustica, e canta Dev’essere così. Gli schermi poi si fanno subito tutti rossi e, sulle note de Il pagliaccio, il cantante bolognese avanza a passi robotici sfidando con la sua sagoma nera il colore che c’è di sfondo. Appena finito il brano chiama vicino a sé l’amico di una vita e il bassista che lo segue quasi sempre, Ballo, perché vuole dedicargli un vero e proprio coro da stadio per il suo compleanno e, in onore dei vecchi tempi con i Lunapop, si divertono con l’intramontabile 50 Special.

Ci si avvicina ormai alla fine e quindi Cremonini decide di lasciarsi andare con alcuni brani malinconici come Marmellata #25 e Poetica, accompagnata da uno sfondo pieno di lampadine che vengono poi sostitute da una cascata di fuochi d’artificio. È la volta del pezzo del momento, Nessuno vuole essere Robin, che si conclude con un’esplosione di coriandoli e con l’ultima sparizione di Cesare. Torna poco dopo, con una giacca blu, dicendo che il sogno di cantare negli stadi lo accompagna fin da quando era piccolo e forse ancora non ci crede che questa sera è riuscito a tener testa ad una location così importante. Dopo i doverosi ringraziamenti a tutta la band e al pubblico, il concerto si conclude con una delle canzoni che la maggior parte di noi portano nel cuore, con la speranza di Un giorno migliore. Un concerto in cui Cesare, anche attraverso un’invidiabile scenografia, ha saputo calibrare la giusta dose di vivacità e ballo con il suo lato più riservato, quel suo essere narratore che intimamente ci racconta storie d’amore.

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Cremonini va negli stadi: sarà un 2018 a tutto campo!

Partirà a giugno il nuovo tour di Cesare Cremonini“Stadi 2018”, che segnerà il ritorno del cantautore bolognese dopo due anni di incessante lavoro di scrittura e produzione in studio. Un tour che lo porterà per la prima volta ad esibirsi sul palco di quattro importanti stadi italiani: il 15 giugno a Lignano (Stadio Teghil), 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e in chiusura a Bologna il 26 giugno allo Stadio Dall’Ara.

Cremonini negli Stadi 2018

Cremonini negli Stadi 2018

Quattro concerti in cui Cesare ripercorrerà i 18 anni di carriera, durante i quali ha scritto e pubblicato canzoni diventate patrimonio collettivo della musica pop italiana. Anni in cui ha percorso strade artistiche e discografiche mai scontate, facendo emergere i tratti caratteristici che da sempre lo rendono un musicista, un autore e un performer unico per stile e talento in Italia.

Il tour “Stadi 2018” è prodotto e organizzato da Live Nation Italia. Radio Italia è media partner ufficiale del tour “Stadi 2018”.

Il 24 novembre uscirà il nuovo album di inediti “POSSIBILI SCENARI”, il decimo della discografia di Cremonini (dal 1999 ad oggi) che sarà anticipato il 3 novembre dall’uscita – nei digital store e in radio – del primo singolo estratto “POETICA”.  “Poetica” non è “un pezzo”. Ma una canzone. È stata scritta, suonata e cantata senza paura. Scelta come primo singolo perché rispetto alle altre canzoni che compongono l’album è priva di difese. La sua armatura sono la sua struttura, la sua melodia, la sua armonia, le sue parole umane e dirette. Non cerca facili scorciatoie e non si nasconde dietro alle mode del momento per piacere. La quiete nella canzone accompagna la tristezza. L’inquietudine del silenzio accompagna la paura. “Poetica” è una ballad ma ha il sound di una band, una ritmica ossessiva e comunicativa che richiama l’eco di un accompagnamento jazz. Non è una canzone d’amore: il «…sei bellissima…» gridato nel ritornello è urlato alla vita. È un cocktail di benvenuto per il nuovo album, ricco di serotonina e dopamina: gli ingredienti della felicità e dell’unione tra gli esseri umani.  È un brano che vuole essere cantato, ma allo stesso tempo non pretende di insegnare a cantare. È una canzone per chi ama la musica ed è, ancora una volta, una canzone per tutti. Da domani, venerdì 27 ottobre, “Poetica”sarà disponibile in preordine su iTunes e in pre-save su Spotify attraverso questo link https://lnk.to/poetica. Tutti gli utenti che pre-salveranno “Poetica”su Spotify lo troveranno aggiunto nella propria libreria al momento della pubblicazione.