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Coez all’Arena di Verona: E’ Sempre Bello Tour è decollato

La prima volta di Coez all’Arena di Verona è anche la prima data del suo E’sempre bello Tour 2019 e bisogna dire che come debutto non è niente male, considerando anche che l’Arena è piena.

Coez all'Arena di Verona (foto di Elena Di Vincenzo)

Coez all’Arena di Verona (foto di Elena Di Vincenzo)

di Antea Morbioli

Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, le tende dorate che celano il palco dell’anfiteatro cadono all’improvviso e lasciano posto alla band storica del cantante, al completo per l’occasione. Coez però inizia a cantare alle spalle del pubblico con un po’ di Mal di gola e si fa largo in mezzo alla platea scalpitante, raggiungendo infine la band. Sul piano rialzato spiccano il dj, le tastiere e la batteria mentre in basso ci sono chitarra, basso e ovviamente lui, Coez, in tenuta denim jeans e occhiali da sole a specchio. Con delle immagini proiettate di giostre per bambini, il cantautore intona Gratis e poi sono subito cori con Faccio un casino, accompagnata invece da onde che si infrangono su una spiaggia sabbiosa. L’artista prosegue con Catene, Vai con Dio e Forever Alone, trovando anche qualche secondo per dichiarare al pubblico: “Questa sera si scrive un pezzo di storia, o almeno della mia storia”. Si torna indietro di qualche anno grazie a Siamo morti insieme, accompagnata da effetti psichedelici sugli schermi, per poi passare a Domenica, cantata da tutti grazie al testo comparso sugli schermi a mo’ di istruzioni per l’utilizzo di una slot machine. Con Niente che non va sullo schermo appare anche un timer, come se il pezzo fosse ripreso al momento da una grande videocamera, ma poi l’atmosfera si addolcisce alla grande con un brano che, a detta dello stesso Coez, è dedicato a tutte le mamme: E yo Mamma. Dopo Ninna Nanna, Silvano Albanese (questo è il suo vero nome) torna a parlare al suo pubblico, questa volta annunciando il brano che è in assoluto il suo preferito, scritto anni fa ma con una strofa che faceva fatica ad uscire: si tratta di Fuori di me, e per l’occasione si leva pure gli occhiali. Ciao, La tua canzone, Lontano da me, Jet… I pezzi vanno lisci uno dietro l’altro, si vede che sul palco c’è voglia di fare musica per il gusto di suonare in compagnia e di ricordare tempi passati. Il cantautore si rivolge ancora al pubblico, questa volta a quella parte che si è avvicinata alla sua musica più recentemente, per spiegare il contesto del brano in arrivo, ovvero Ali sporche, poiché per lui rappresenta proprio un passaggio, un’apertura dal rap che aveva sempre fatto alla canzone pop, quindi la sua necessità di rivolgersi a un numero più vasto di persone. E’ giunta l’ora del cambio d’abito e il vuoto del palcoscenico viene colmato con un video riguardante l’importante lavoro di Open Arms, l’organizzazione non governativa che si impegna a condurre operazioni di ricerca e soccorso in mare; l’artista vuole lanciare un messaggio di supporto a chi nel suo piccolo vuole fare qualcosa di grande e che quindi non lascia che le cose scivolino nel baratro. Serata di festa e allegria che trova però anche il tempo di dedicare qualche parola a ciò che accade ogni giorno nei nostri mari, ricordandoci quanto possiamo ancora fare per aiutare altri esseri umani. Si torna a cantare insieme a Vorrei portarti via, Le parole più grandi e Le luci della città e proprio con quest’ultima dietro la band appare una città illuminata di notte, punteggiata da mille fuochi d’artificio. Un
po’ come l’Arena, che è punteggiata da tutte le lucine dei telefoni e crea un’atmosfera senza tempo. Ma questa scia romantica dura poco dato che il palco si accende d’energia con Occhiali scuri, quelli indossati adesso da Coez che canta con una voce tendente alla trap, trasformando così l’anfiteatro in una sorta di discoteca pure con E invece no che, anche se dalla carica non si direbbe, è il pezzo più vecchio presente in scaletta. Per riprendere fiato Silvano presenta la sua band: Gaspare, con il quale ha arrangiato l’album “From the Rooftop” nel suo studio casalingo; Valerio, new entry della band; Banana, il dj storico; Passerotto alla batteria e Orange, il vero capo di tutta la band che lo tiene sott’occhio anche durante le prove. Parte la carrellata finale di brani: Aeroplani, La musica non c’è cantata a squarciagola da tutta l’arena e forse anche da Verona intera, E’ sempre bello ed infine il pezzo con cui chiude ogni suo concerto, La strada è mia. Dunque si può confermare che hai ragione Coez, è sempre bello.

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Emis Killa campione sul ring dell’Alcatraz

Il 20 aprile 2017 il palco dell’Alcatraz di Milano si è trasformato in un ring: si esibisce Emis Killa. Emis Killa era accompagnato dalla crew di Blocco Recordz e per l’occasione ha deciso di portare con sé sul palco una band tutta al femminile: Silvia Ottanà al basso, Fiamma Cardani alla batteria e Beatrice Antolini alle tastiere. Noi c’eravano per assistere a La Terza Stagione Tour e ve lo raccontiamo.

Emis Killa sul ring dell'Alcatraz

Emis Killa sul ring dell’Alcatraz

di Carlotta Sorrentino

Emis Killa sale sul ring e apre il concerto con Dal basso brano estratto dall’ultimo disco Terza Stagione uscito il 14 ottobre. Prosegue con Non era vero e Uno come me, sempre estratti dal nuovo album. Ma i fan del rapper non si limitano a conoscere e cantare a squarcia gola le ultime uscite, sono preparati su tutto il suo repertorio. Emis Killa lo sa e li mette alla prova con brani di album passati quali Erba cattiva tratto dall’omonimo disco del 2012 e Soli dall’album Mercurio uscito l’anno dopo. Il pubblico ha risposto bene, non si è trovato impreparato e ha saputo placare le ansie dell’artista che ha confessato di fare incubi in cui i suoi fan compravano i biglietti ma poi non si presentavano al concerto. Come promesso dall’artista il palco, o meglio il ring, ha ospitato tantissimi ospiti che hanno partecipato al suo disco, come Jamil in Vecchia maniera e Maruego (con l’album in uscita in estate) sulle note di Buonanotte. Tra le performance di questi due primi ospiti Emis Killa decide di far cantare fa saltare l’Alcatraz con Parole di ghiaccio. Le sorprese non sono finite e l’artista si esibisce con Vegas Jones in Gucci benz un brano di cui Emis Killa era il featuring. La festa esplode sul ring con Laioung e i suoi denti d’oro e i The RRR Mob e a seguire Coez. Gli ospiti non sono finiti ma c’è bisogno di ballare un po’ ed ecco che Emis canta Cult e a seguire Maracana dove tutto il pubblico inizia a muovere le braccia come fosse allo stadio. Sulle note di Non è facile arriva Jake La Furia, ospite speciale, osannato da Killa e da tutto il pubblico. Il finale è con Vestiti Sporchi proprio come si conclude l’album.

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Beck’s Unacademy Live, è la sera di Coez

Giovedì 9 luglio Coez, uno dei rappresentanti più amati e apprezzati del nuovo cantautorato italiano, sarà protagonista sul palco del Beck’s Unacademy Live.

Coez sulla cover di "Non erano fiori"

Coez sulla cover di “Non erano fiori”

Con il primo album Non erano fiori entra direttamente in top10 delle classifiche ufficiali di vendita. Il nuovo album in uscita nelle prossime settimane ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento per la musica italiana che non esce dai talent. Beck’s UNacademy Live non è solo concerti di artisti affermati: in calendario ci sono infatti anche le esibizioni delle crew selezionate nei mesi scorsi attraverso la piattaforma dedicata, pronte a offrire uno spettacolo in cui le diverse discipline artistiche confluiscono in uno show integrato; la chiatta ospiterà inoltre delle mostre dedicate all’aspetto fotografico e urbano di Beck’s UNacademy.