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Arriva James Bay e il concerto è subito sold out!

Lunedì 14 marzo James Bay sarà protagonista di una data già sold out all’Alcatraz di Milano e, con l’occasione, presenterà ai suoi fan il singolo If you ever want to be in love, in programmazione radiofonica dal 4 marzo.

James Bay

James Bay

Il brano strizza l’occhio agli immaginari emotivi e melodici degli artisti amati da James, da Bruce Springsteen a Ryan Adams, con una preponderanza di chitarre e cori molto accattivanti. E’ una storia di nostalgia e ritorno a casa. Il video del brano è stato diretto dalla regista Sophie Mueller e vede James Bay esibirsi in un piccolo locale, proprio come succedeva 18 mesi fa. Ora James è uno degli artisti più apprezzati che porta la sua musica in tutto il mondo. Sono state annunciate due nuove date italiane previste il 3 e il 4 giugno a Firenze e ad Ancona.

Il suo album di debutto Chaos and the Calm ha conquistato la Gran Bretagna fin dalla prima settimana di uscita, conquistando subito la posizione #1, per arrivare in pochi mesi alla conquista del Disco di Platino. Ad oggi Chaos and the Calm è l’album più venduto dell’anno in UK, con oltre 31 settimane consecutive di permanenza in Top 15 e più di 300 milioni di streaming su Spotify. Parte di questo successo è dovuto alla hit mondiale Hold back the river che ha scalato le classifiche mondiali a partire dal 1mo posto in Gran Bretagna dandogli la possibilità di farsi conoscere in tutto il mondo.

 

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A Milano e Bologna il mondo perfetto dei Kodaline

Il loro album di debutto In A Perfect World, con oltre 350.000 copie vendute, è arrivato nella Top 3 in Gran Bretagna, rimasto alla numero 1 per 9 settimane in Irlanda, loro terra d’origine, ed ha conquistato Europa e Stati Uniti. Lo scorso febbraio i Kodaline hanno fatto ritorno sulla scena musicale con un secondo lavoro, Coming Up For Air: l’album ha conquistato in breve tempo la vetta della classifica dei dischi più venduti in Irlanda ed è entrato nella Top 5 in UK. Anticipato dai singoli Honest e Ready, con Coming Up For Air i Kodaline hanno fatto un passo avanti a livello musicale mantenendo però inalterata la qualità della loro musica dal vivo e la capacità di entrare subito in sintonia con il pubblico durante i loro concerti.  Saranno a Milano e a Bologna rispettivamente lunedì 22 e martedì 23 febbraio. Tutte le informazioni sul sito di Comcerto.

Kodaline

Kodaline

I Kodaline erano ancora in tour per promuovere il loro album di debutto quando hanno ricevuto un invito a trascorrere una settimana a Los Angeles con il produttore Jacknife Lee: “Non avevamo considerato l’invito come una sessione per il nuovo album”, insiste il chitarrista Mark Prendergast. “Pensavamo che ci saremmo divertiti e saremmo rimasti a vedere quello che sarebbe successo. Jacknife è irlandese e la sua esperienza è incredibile. Non volevamo perdere questa occasione”. “Jacknife ci ha aperti ad un nuovo modo di lavorare”, spiega il bassista Jason Boland. “Ci disse che dovevamo sperimentare. Il suo modo di lavorare è sorprendente. Il suo studio è sottosopra, synths sparsi in tutta la stanza e strumenti ovunque. Se si vuole suonare qualcosa, basta prenderlo”. “Ci chiese se ci sentivamo fuori dalla nostra zona sicura”, continua il batterista Vinny May “Se si, allora siete sulla buona strada. Non avevamo mai pensato di fare musica elettronica. Ci sono sempre synths nel nostro studio; questa volta abbiamo deciso di usarli. Abbiamo messo nuovi suoni in modi che non eravamo sicuri funzionassero, li abbiamo riascoltati il giorno dopo scoprendo che erano la chiave del pezzo”. Ritornati in Gran Bretagna subito dopo la fine dei Festival, i Kodaline iniziano a lavorare all’album. L’elettronica gioca una parte importante, aggiungendo profondità, e nuove dimensioni al sound della band. Come nell’album di debutto, Steve ha scritto la maggior parte dei testi, ma tutto il gruppo ha partecipato al processo creativo. L’intraprendenza, il coraggio e l’ambizione abbondano in Coming Up For Air. Il senso di avventura in Coming Up For Air proviene dalla sua mancanza di pianificazione. Nulla è stato scolpito nella pietra. Ogni canzone ha dettato la sua direzione. Coming Up For Air potrebbe risultare totalmente inaspettato, ma la sua essenza è sempre la stessa: la capacità dei Kodaline di creare una connessione profonda ed immediata con il pubblico, per condividere le emozioni delle loro canzoni e far entrare l’ascoltatore nel proprio mondo. È un album sofisticato, elegante e brillante, che proviene da una band che sta appena scoprendo quello ci cui sono capaci.

 

 

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Speedy Ortiz, benvenuti in Italia

Così li presenta Pitchfork: “Gli Speedy Ortiz non sono solo una band molto buona, ma anche un antidoto al mormorio senza personalità della gran parte dell’indie rock sentito fin’ora. Anche se sembrano un po’ troppo casual per sembrare dei salvatori, è difficile non tenere in considerazione le cose che stanno facendo bene. Real Hair prende gli Speedy Ortiz gloriosamente sciatti, e intricati di Major Arcana per trasformarli in qualcosa di ancora più affilato senza smussarne gli angoli”. E ora arrivano in Italia grazie a Comcerto: saranno il 4 giugno al Circolo degli Atisti di Roma e il 5 allo sPAZIO 211 di Torino.

Speedy Ortiz

Speedy Ortiz

Gli Speedy Ortiz nascono nel 2011 e trovano presto una calda accoglienza nel rock underground del Bay State, a Boston e nella scena sperimentale del Massachusetts occidentale. Nel marzo 2012 la band registra e autoproduce due singoli, Taylor Swift e Swim Fan, con la collaborazione di Paul Q. Kolderie (Pixies , Hole) e Justin Pizzoferrato (Chelsea Light Moving, Dinosaur Jr.)

Il loro album di debutto, Major Arcana, uscito nel Luglio del 2013 per Carpark Records, è stato nominato Best New Music da Pitchfork. Questo lavoro permette agli Speedy Ortiz di evolversi da un progetto lo-fi ad uno molto più collaborativo, caratterizzato dalle linee di basso di Darl Ferm, dai riempimenti chiassosi del batterista Mike Falcone, e dall’equilibro tra il chitarrista Matt Robidoux, con i suoi giochi anti melodici, e il riff angolare della frontwoman Sadie Dupuis. Il risultato finale è una band capace di filtrare le loro influenze e impulsi in qualcosa di dissonante e allo stesso tempo melodico.

Real Hair, uscito il 12 Febbraio per la Carpark Records, è il loro ultimo lavoro. Il nuovo EP, registrato e mixato da Paul Q. Kolderie (Pixies, Radiohead), incrementa il songbook della band con nuove tecniche: Sadie Dupuis e Matt Robidoux aggiungono nuovi effetti e colori alle chitarre, mentre il bassista Darl Ferm e il batterista Mike Falcone ben consegnano il senso di urgenza presente nell’Ep e in American Horror, in particolare. Il nuovo lavoro è più intimo: nelle canzoni Sadie Dupuis sostiene le preoccupazioni circa la sua identità, la sua immagine, e il rapporto d’incoerenza tra loro. In questo nuovo EP questa tematica è affrontata da un nuovo punto di vista: mentre l’album Major Arcana era una specie di marmellata di rottura, le canzoni presenti qui sono molto più introspettive: affrontano, parlano e descrivono pienamente l’essenza della cantante.