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Si chiama NaNaNa ed è il nuovo singolo di Conse: l’INTERVISTA

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di ascoltare il nuovo brano di Conse, “NANANA”. Dopo aver sentito il brano abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con questo emergente duo della provincia di Perugia.

conse

di Gegé Cifinelli

Come nasce l’idea di questo progetto?

Il nostro progetto nasce nel 2018, fino ad allora abbiamo suonato per 5-6 anni con una band rock-blues con altri amici. Un giorno durante le prove gli altri amici si allontanano per mangiare e a noi viene in mente questa idea. Jacopo tira fuori i primi 4 accordi, io (giacomo) ho iniziato a scrivere il testo, cosi è uscito la nostra prima canzone, abbiamo registrato con il cellulare, dopo averla fatta sentire agli amici ci siam resi conto che sarebbe potuta piacere a molte persone.

Nel 2019 abbiamo avuto il coraggio di uscire con il primo brano “Va bene cosi”, che però non è il primo composto, ed a livello locale ha suscitato grande clamore visti anche gli scarsi mezzi a disposizione, con i quali siamo stati però in grado di produrre il nostro primo album.

 

Quale influenza musicale vi ha spinto dal rock-blues all’indie-pop?

Nella band tutti ascoltavano musica diversa, c’era chi ascoltava il rock, chi la classica, insomma il gruppo era molto sfaccettato sotto questo punto di vista, abbiamo sempre avuta una concezione poliedirca della musica. Poi in quel periodo l’indie-pop italiano iniziava ad affermarsi e abbiamo provato a dare a tale genere una nostra interpretazione, ha funzionato e ci siamo buttati a capofitto in questo progetto.

 

Venendo da una grande città son curioso di sapere com’è  il fare musica in un piccolo centro, e come la vita in un piccolo centro ha influenzato il vostro modo di fare musica?

Forse iniziare in un piccolo centro, com’è Todi, aiuta passare meno inosservato, nel nostro caso l’interesse del pubblico è stato sin da subito molto alto, abbiamo portato una ventata di aria fresca ed è stato piu semplice farsi conoscere come una novità.

Noi non ci siamo mai confrontati con una grande città, quindi non saprei se il nostro lavoro è influenzato direttamente dalla provincia. Naturalmente nella scrittura dei testi prendiamo spunto da ciò che quotidianamente viviamo o osserviamo e questo sicuramente traspone nei brani quelle immagini di vita quotidiana del nostro piccolo centro.

 

In questo percorso avete avuto contatti con altre realtà che vi hanno potuto aiutare nella crescita artistica, avete provato a spostarvi anche nella provincia o verso Perugia?

Diciamo che l’Umbria non è un ambiente troppo stimolante sotto questo punto di vista, la musica live è difficile da realizzare e poco valorizzata. Anche in precedenza con la vecchia band non si era mai riusciti a superare un certo limite. Ad oggi purtroppo non abbiamo trovato nella nostra regione altri progetti interessanti con cui collaborare.

Del genere Indie-pop ad oggi risultiamo essere forse l’unico progetto, c’è qualcosa sulla trap ma sull’Indie e sul Pop la nostra esperienza rappresenta un unicum

 

Prima avete fatto cenno al vostro primo album , “L’anno scorso”, ma cosa ha significato per voi e cosa vuol significare oggi quel tipo di lavoro?

Per noi è il primo tassello di questo progetto, che però ha trovato la sua vera concretizzazione con l’ultimo singolo “NANANA” e quindi con la collaborazione con Labella Dischi, perchè noi fino allo scorso anno abbiamo sempre prodotto tutto in casa e anche qualitativamente il lavoro era piu basso. In un ambiente come quello di Labella dischi il nostro progetto si sia elevato al livello da noi sempre sognato. “L’anno scorso” è un modello di lavorare che ancora seguiamo, i brani nascono ancora nella camera di Giacomo prima di portarli in studio per perfezionarli e costruire la canzone completa, per noi è come assistere alla nascita di un figlio.

 

Naturale per me chiedervi dunque com’è nata l’idea del brano “NANANA”?

Il brano è nato in modo naturale, noi eravamo in camera e jacopo aveva portato degli accordi ed una chitarra acustica e a me (Giacomo) in un quarto d’ora è venuto fuori il testo. La genesi dei brani varia, ogni tanto è Giacomo che da vita ai testi su cui io ricamo la base  altre volte sono io (Jacopo) che porto una base in grado di ispirare la scrittura.

Siamo un binomio che funziona, ci completiamo a vicenda.

 

Vi chiedo ora se “NANANA” può essere il punto di partenza per costruire un album nel futuro prossimo?

Si noi abbiamo già in mente dei brani da far uscire, sono gia inizate le registrazioni con Labella Dischi, la pubblicazione di un album è un’idea piu che concreta, restano da definire le tempistiche chiaramente. L’uscita di “NANANA” ci fa ben sperare, tanto per quanto riguarda i risultati su spotify, quanto per la qualità del prodotto finito e questo fa capire come anche le altre canzoni potrebbero per noi risultare molto soddisfacenti.

 

Con questo progetto che avete in laboratorio proverete ad ampliare il vostro bacino di ascoltatori da un piano piu locale ad un piano piu nazionale, anche considerando gli stream ottenuti su Spotify?

Sicuramente la prospettiva è quella, da subito abbiamo deciso di puntare tanto su questo progetto, l’obiettivo è fare ancora meglio degli attuali 34.000 stream e farsi riconoscere anche sul piano nazionale.

 

Proverete a rilanciare anche i Live?

Stando qui comunque su un piano locale ed essendo artisti emergenti possiamo ritenerci soddisfatti per quanto fatto finora, chiaramente con questo nuovo album proveremo a fare nuovi live o nuove aperture. dovremo però aspettare un pò vista la situazione che non rende semplice l’organizzazione di Live.

 

Questa situazione qui, la quarantena, vi sta fornendo ulteriori ispirazioni per i vostri lavori, anche guardando al futuro.

in realtà meno, non ci sono input esterni, scrivendo su ciò che si vive diventa complesso farsi venire ispirazioni, si rischia di tirar fuori una plasticata e le persone se ne accorgerebbero e questo non sarebbe positivo. Forse in futuro porterà ispirazioni, perchè comunque è un’esperienza complessa che ci lascerà qualcosa.