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E’ di platino il 2018 di Cristina D’Avena e dei suoi Duets

Duets - Tutti cantano Cristina, l’album di Cristina D’Avena, la regina indiscussa delle sigle dei cartoni animati, raggiunge la certificazione Platino per vendite dopo aver debuttato al n. 1 della classifica di vendita e rimanendo stabile nella top 15 a due mesi dalla sua pubblicazione.

Cristina D'Avena

Cristina D’Avena

“Questo disco di Platino è un traguardo meraviglioso, sono felicissima e orgogliosa di averlo raggiunto – racconta Cristina D’Avena – Ringrazio i 16 grandi artisti che hanno interpretato i brani dell’album e tutti coloro che amano e condividono con me questo mondo magico e spensierato che ci fa tornare tutti un po’ bambini dentro”. Duets - Tutti cantano Cristina”  contiene i  brani dei cartoni animati più famosi che l’hanno resa celebre al grande pubblico, diventati cult per tutte le generazioni , presentati per la prima volta in duetto con  16 big della musica italiana. Le canzoni  assumono in questa forma una veste nuova adattandosi ai diversi generi musicali, dal pop, al rap al cantautorato.  Duets – Tutti cantano Cristina nasce da una collaborazione tra Crioma e Warner Music.

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La Magia di Natale di Cristina D’Avena

Aveva tre anni e mezzo quando ha partecipato allo Zecchino d’Oro, decima edizione della rassegna canora per bambini che le regalò il terzo posto con Il valzer del moscerino, e da quel giorno non ha mai smesso di cantare. Il suo repertorio conta quasi settecento canzoni, quasi tutte sigle dei cartoni animati. Il 18 novembre è uscito l’album Magia di Natale (Deluxe Edition). Lei è Cristina D’Avena.

Cristina D'Avena

Cristina D’Avena

di Milly Abrusci

Come mai la scelta di pubblicare, anche se in versione Deluxe, un disco di cinque anni fa?
E’ stata una richiesta da parte dei fan che avevano il desiderio di comprare il mio cd di Natale. Volevano che io facessi un singolo natalizio e, a quel punto, ho pensato di ripubblicare, con una veste nuova, il disco Magia di Natale che contiene tre brani nuovi: la versione rivisitata di Noi vorremmo tratta dalla serie televisiva Cristina, Dio fa qualcosa tratta dal film Il gobbo di Notre Dame e infine l’Alleluja di Leonard Cohen.
Che effetto le fa rivedere lo Zecchino d’Oro, programma che l’ha fatta conoscere al grande pubblico?
E’ sempre estremamente emozionante rivedere quella trasmissione e farne anche parte, considerando che qualche anno fa ci sono tornata in qualità di co-conduttrice. Se mi chiedessero di tornare ancora, lo farei molto volentieri perché è un programma che mi appartiene molto. Mi fa tornare indietro nel tempo, mi fa pensare alla Signorina Mariele che non c’è più e ai tanti momenti della mia infanzia.
C’è qualcosa che non ha ancora fatto e le piacerebbe fare?
Un musical, perché mi piace molto il teatro e poi sarebbe un modo diverso di interagire con il pubblico.
Qualcosa che non rifarebbe?
In realtà no, perché ho sempre fatto tutto quello che desideravo.
Lei continua a girare l’Italia e a registrare sold out in tutte le date. Qual è il segreto del suo successo?
Penso la semplicità e l’umiltà. Sono una persona e un’artista molto vera e sincera. Non ho maschere, non indosso abiti particolari per fare la star. Sono la persona della porta accanto.
I Gem Boy facevano la parodia anche delle sue canzoni, adesso fate live insieme. Com’è nata la vostra collaborazione?
E’ stata una cosa molto casuale, ci siamo incontrati in autogrill ed è nato questo grande feeling. In quel periodo mia sorella Clarissa stava lavorando per Red Ronnie, stavano organizzando dei concerti per il Roxy Bar, e Red aveva chiesto che ci fossi anch’io. In quel momento, però, io non avevo una band e mia sorella mi suggerì di provare con i Gem Boy. Abbiamo fatto delle prove e stilato una scaletta. I concerti hanno registrato sold out e allora abbiamo deciso di continuare.
C’è una sigla alla quale è più affezionata?
Sicuramente Kiss me Licia perché è il cartone animato che mi ha dato popolarità e perché io ero la Licia nel telefilm.
Ha mai pensato di smettere con sigle dei cartoni animati e fare qualcosa di completamente diverso, a parte Magia di Natale?
Non ci ho mai pensato ma, se volessi, potrei farlo. Mi piacerebbe ma, dopo aver cantato queste canzoni di Natale rese anche un po’ pop, non ne sento l’esigenza e il bisogno.
Il fatto di aver segnato l’infanzia e l’adolescenza di diversi ragazzi, ha fatto sì che fosse colpita dalla sindrome di Peter Pan?
Nel mio cuore, sicuramente, c’è e credo che faccia bene a tutti rimanere un po’ bambini. Ci aiuta, ci dà la forza che a volte manca, così come il sorriso che a volte si perde.

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Tutti i (Gem) Boy di Cristina D'Avena

Cristina sul palco (foto di Roberta Ciravolo)

Il sodalizio tra la regina delle sigle dei cartoni animati e gli irriverenti Gem Boy è una di quelle cose che la scienza non potrà mai spiegare, ma in compenso i detti popolari vengono in nostro aiuto, perchè  è proprio vero che “gli opposti si attraggono”. Sabato 28 settembre all’Alcatraz di Milano l’inedita coppia che scoppietta ma non scoppia ha aperto le danze dell’appuntamento revival Welcome To The Jungle. Cristina e i suoi “ragazzacci” hanno acceso la serata con il loro ormai consolidato spettacolo, fatto di sigle dei cartoni animati (con relative rivisitazioni in chiave gemboyesca), gag tra lei e CarlettoFX, e alcuni attimi di vero delirio musicale. Note Spillate ha incontrato Cristina poco prima di salire sul palco e la ha intervistata.

Cristina, di nuovo all’Alcatraz con i Gem Boy: ci descrive in breve la natura del vostro sodalizio?
E’ la quarta volta che siamo qui, chi l’avrebbe mai pensato! Comunque, come disse qualcuno in occasione del nostro primo concerto insieme, siamo come il diavolo e l’acqua santa, ma è un connubio che per quanto strano funziona.
Senza dubbio, e a confermarlo ci sono migliaia di persone che vengono a vedervi ogni volta. Restando in tema di collaborazioni, con quale altro artista le piacerebbe collaborare?
Sicuramente Lorenzo Cherubini, adoro la sua musica. Se dovessi fare una cover sceglierei la sua “A te”. Agli inizi delle nostre carriere (ndr, i due sono quasi coetanei) capitava spesso di incrociarci, ora purtroppo è molto raro, ma mi piacerebbe tantissimo collaborare con lui.
A fine novembre uscirà “30 e poi… Parte Seconda”, il secondo capitolo della celebrazione dei suoi trent’anni di carriera: qualche anticipazione?
No, non posso, ci sono grandi sorprese all’orizzonte, stiamo preparando tutti nei minimi dettagli, ma non posso proprio svelare niente!
Lei è attualmente in tv sul canale Super! con il programma per bambini “Radio Crock’n’Dolls”: cosa l’ha spinta a dire di sì?
Farà ridere, ma mi piaceva tantissimo l’idea di interagire con il pupazzo Ciuffetto! Poi il punto forte del programma è il fatto che trattiamo dei temi attraverso le canzoni, che vengono interpretate da un gruppo di pupazzi simpaticissimi, i Dolls. Alla fine di ogni puntata, poi, c’è una mia canzone con la dedica. Penso sia un programma davvero ben fatto, semplice e diretto.
Lei ha iniziato quasi “per caso” quando fu chiamata a incidere la sua prima sigla, Bambino Pinocchio: quando si rese conto che cantare era quello che voleva fare nella vita?
Cantare mi è sempre piaciuto (ndr, partecipò a soli tre anni allo “Zecchino D’oro” con Il Valzer del Moscerino), ma a diciassette anni non avre

Cristina D'Avena e i Gen Boy (foto di Roberta Ciravolo)

i mai pensato di fare quello nella vita. Poi però una sigla tirò l’altra, io mi divertivo molto, mi piaceva quello che facevo, e il pubblico rispondeva benissimo, c’era davvero tanto amore. Finchè un giorno realizzai che quello che faccio tutt’ora era quello che avrei voluto fare per il resto della mia vita.
C’è mai stato un momento in cui si è sentita intrappolata nel personaggio?
No, ho sempre amato quello che ho fatto. Sono una persona estremamente positiva, per cui quello che faccio lo faccio con così tanta passione che non posso sentirmi intrappolata, anzi, mi è capitato spesso di dover difendere la mia posizione quando magari qualcuno mi diceva di fare altro. E io rispondevo: ma scusa, quello che faccio mi piace, il pubblico mi vuole bene ed è contento, perchè devo cambiare strada quando quella che ho intrapreso sento che è quella giusta per me?
I suoi fan sono davvero devoti e appassionati: la proposta più strana che le hanno mai fatto?
Un bambino di tre o quattro anni mi ha detto che voleva sposarmi e che aveva già preparato la camera da letto. Mi ha detto che non importa se è piccolo, che mi aspetta!

(Intervista di Linda Avolio)