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DANIEN & THEØ: Sono Rock, sono giramondo Metal ma con la dolce vita sono Indie-Trap

La dolce vita è il primo album delle rockstar-urban italiane Danien & Theø,  appena uscito per Urbana Label e distribuito da Sony Music. Danien, originario di Livorno, e Theø, bresciano, si catapultano dal mondo metal, con la band Upon this Dawning, al mondo trap italiano, per portare una ventata di aria nuova. Più di dieci tour in America, centinaia di palchi e una dimora mai fissa. L’approccio alla trap è avvenuto su un furgone tra un live americano e l’altro. Tornati in Italia, mantenendo un look e un’attitudine collegati al loro background rock, iniziano a pubblicare brani trap per poi evolversi in qualcosa di più personale. La dolce vita manifesta il connubio tra mondo urban e il rock, valorizzando anche l’anima da musicisti che caratterizza Danien & Theø. Le sonorità americane, immagini pop, il linguaggio diretto della trap, un look più glam che street, rende questo album prorompente. Dieci i brani contenuti, con testi in cui viene raccontata la loro dolce vita tra notti nei club, alcool e groupie. Oltre al disco è anche disponibile una versione DELUXE, a tiratura limitata, che conterrà anche altri nove brani finora mai pubblicati con due featuring d’eccezione come Samuel Heron e Darksine del collettivo Dark Polo Gang. Abbiamo intervistato Danien.

La cover di Danien & Theø

La cover di Danien & Theø

di Irene Venturi

Primo album da “Rockstar urban”, cosa vuol dire?
Veniamo da una band metal. Abbiamo vissuto 4 anni in America con una vita frenetica e 5 day off al mese. Alternavamo momenti nei superhotel e momenti nei ghetti. Possiamo dire di aver fatto una vita da rockstar in giro per il mondo.
In Italia esistono ancora rockstar?
É uno stile di vita. mi vengono in mente Morgan e Vasco.
Possiamo definirlo un album trap o preferite non ghettizzarvi?
É un disco che può dare tanto di nuovo. Non è un disco trap, è un disco pop, con sonorità più morbide, a tratti indie. Possiamo chiamarlo indie-trap.
Un indie-trap dalle sonorità molto americane.
Si, abbiamo vissuto in America e l’abbiamo girata con la band. Ora ci piace fare una musica americana con i testi in italiano ma non escludo un singolo in inglese in futuro.
Il fatto che molti volti della trap (per primo Sfera Ebbasta) si definiscano Rockstar fa pensare che ci sia un legame con il Rock. Voi venite dal mondo rock effettivamente.
É un altro mondo. La trap è piena di dissing mentre nel rock è molto più pacifico. Da questo punto di vista preferiamo il rock. Non abbiamo mai risposto ai dissing che ci hanno fatto.
É un album pensato a 360 gradi perchè costruito per essere suonato dal vivo. C’è un grande attenzione al live, dopotutto siete musicisti.
Si, io suono chitarra batteria e tastiera. Vogliamo essere una band. Odiamo come il filone trap si esibisce live. Non vogliamo utilizzare basi e cantarci solosopra. Vogliamo far vedere che i nostri brani live possono suonare anche meglio del disco.
La vostra dolce vita è quella raccontata in questo album? É molto frenetica.
Alterniamo momenti in cui non ci va di fare niente e momenti di super felicità dove andiamo per locali. Mi piace definire questo album come un diario dove raccontiamo tutti i momenti.
Non vi siete mai fermati
Ho sempre avuto un vita frenetica. Sempre in tour fin da piccoli, poi l’America, prima i tour in Europa e in Russia. Non avevamo mai una casa fissa.
Non temete che le tematiche che trattate portino ad emulazione soprattutto dei più giovani?
Più che di droga parliamo di marijuana, siamo contro qualsiasi altro tipo di droghe.
Che consigli dareste ai giovani?
Se volete prendere la strada da musicisti o cantanti dovete dare tutto, non farlo diventare un piano B. Bisogna fare sempre che il tuo piano B sia il tuo piano A.