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La stanza intelligente di Boosta parte dal 1993

Esce oggi, venerdi 14 ottobre in radio e in digitale, il nuovo singolo di Boosta, “1993”, che anticipa l’album “La Stanza Intelligente”. L’eclettico tastierista dei Subsonica – all’anagrafe Davide Dileo – debutta come solista con un disco di inediti, in uscita per Sony Music, il 28 ottobre. E’, inoltre, disponibile il pre-order su iTunes di questo “viaggio”, ricco di collaborazioni con tanti amici: Malika Ayane, Nek, Luca Carboni, Raf, Giuliano Palma, Cosmo, Briga, Enrico Ruggeri e Diodato.

Boosta e 1993

Boosta e 1993

Il brano “1993” è una fermata d’autobus fuori città, a mezza strada: un posto alle spalle e solo una lingua d’asfalto verso un meta segnata a matita su una mappa. Nella canzone (d’amore) c’è un posto in cui sedersi, guardare alla vita e alle sue battaglie tracciando segni e assoldando ricordi. La musica è scritta dallo stesso Davide, una melodia leggera, un racconto morbido all’inizio che cammina diritto fino all’esplosione finale, quella della consapevolezza. Il testo, di Stefano Sardo, cantante dei Mambassa e sceneggiatore della serie tv Sky “1992” e “ 1993″), è il frutto di un’amicizia con tratti di sensibilità comune. Il video, girato da Giacomo Triglia tra il Piemonte e la Calabria, è ispirato al film “Se mi lasci, ti cancello” e ha come protagonista Boosta in due versioni: Davide che interpreta se stesso nei giorni nostri e lui vent’anni prima, alle prese con il suo grande amore. A dare voce e volto al giovane Boosta è l’attore Andrea Sorrentino, mentre la giovanissima youtuber star Greta Menchi, per la prima volta nelle vesti di attrice, interpreta la sua fidanzata. Davide è un artista “poliedrico”: musicista, compositore, tastierista e fondatore dei Subsonica, ma anche scrittore, DJ e produttore discografico. Ha deciso di togliere la “maschera” nuova e, in qualità di autore e interprete, comporre un disco che è un appunto a mezza vita e il desiderio di raccontarlo, e di dare “una piccola medicina, che lavora sull’osmosi degli elementi alla base di ogni sentimento”.

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Erika Mou va contro le onde

Erica Mou durante lo show case di presentazione di "Contro le onde"

La giovane artista pugliese pubblica “Contro le onde”. E’ il disco della maturità. Al suo fianco Boosta dei Subsonica. Per la prima volta gioca con l’elettronica. Il risultato è un elettro-rock rivoluzionario. Note Spillate la ha incontrata e intervistata a Milano.

Erika un disco che sembra un viaggio.
Ci lavoriamo da settembre. Non è stata una scelta precisa ma i temi erano sempre comuni e legati allo spostamento per la mia propensione al viaggio, fisico e mentale. Dovevo uscire dalle situazioni di stallo della mia vita.
E’ attratta molto dal mare?
Mi piace anche se non sono una buona nuotatrice: lo ho sempre visto come un pericolo ma anche una soluzione. Il disco mi è servito pure per risolvere i miei problemi atletici.
Che intende?
Il nuotare: se vuoi fuggire dai problemi devi andarci incontro. Ecco perché il mio viaggio passa per il mare.
Il mare è anche tempesta.
Vero. Sul mare cadono i fulmini. Sono pronta a un fulmine in testa ma bisogna comunque provarci, la dinamicità di andarci incontro è salvifica. Anche se non ne vieni fuori devi provarci.
Una bella frattura col passato.
Musicalmente non rinnego niente ma questa volta mi sento particolarmente a mio agio, lo devo molto a Davide Dileo (Boosta, ndr). Le canzoni sono nate in vari modi ma questo disco le ha rese vive, Davide mi ha tanto guidata.
Ce ne è qualcuna che preferisce?
“Non dormo mai” e “Il ritmo” sono le due che più legano al viaggio. Mi sono sentita libera di scriverle lontano da casa mia, a Torino, a casa di Davide.
Come lo ha conosciuto?
Ci ha presentato la signora Caselli. Ci aggiungo che i Subsonica è il gruppo che ho visto live più volte. Sono i miei punti di riferimento insieme a Iron Maiden, e Gun’n’Roses.
Che racconta in “Mentre mi baci”?
Capita che nei momenti di felicità penso già al dopo. All’inizio l’ho scritta col senso di colpa di quando maltratti una persona. Ma quando ti

Erica Mou durante lo show case

senti sicuro ti annulli nella persona.
Col senno di poi tornerebbe a Sanremo (c’è stata nel 2012, ndr)?
Il Festival è stato utilissimo, non mi ha dato una popolarità invadente e ne sono uscita molto più forte. Ho ricordi belli. Mi ha aiutato a liberarmi da certe paure.
Sperava di vincere?
Non abbiamo vinto perché porta sfiga (ride, ndr). Il premio della critica però mi ha aiutato molto.
Ha mai pensato di partecipare a un talent?
Mai anche perché Caterina Caselli è arrivata presto. Ho cominciato studiare tanto a 17 anni e poi,a fare concerti nei locali. Non ho rispettato le regole da studio, avrei dovuto continuare e invece mi sono concentrata sull’approccio live.
Come sarà il suo live?
Non deve essere il disco. Per la prima volta suono con una band, tutti giovanissimi. Suono la chitarra ma non sempre, a volte canto solo. Vorrei riprodurre tutti i suoni del disco senza utilizzare sequencer. Ci sono degli incroci col passato: in fin dei conti sono tutte canzoni mie.
La Puglia è una fucina di talenti.
La Puglia resta una regione creativa, la musica va tutelata, devi potertici dedicare. La regione Puglia lo permette e dunque non è una cosa che si esaurirà domani: ci sono tanti gruppi e tanto talento perché ti mettono in condizione di essere un artista. Loro hanno investito in artigianato, la musica può creare posti di lavoro.
Anche in futuro scriverà di mare?
Sempre scritto vagamente di mare per andare avanti, magari per il prossimo vado a Vipiteno.
La canzone che più la rappresenta?
Il punto di partenza di “Contro le onde” è stato “Infiltrazioni”, una amore invasivo come l’umidità sul muro. E’ il punto di contatto tra i due momenti della mia vita.