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Il weekend arriva con Deja Vù di Bouchra

E’ in radio e su tutte le piattaforme digitali  il nuovo singolo di Bouchra “Deja Vu”. Il brano è stato scritto e composto in lingua francese da Bouchra ed è prodotto da Fish.

Bouchra

Bouchra

“Deja Vu” è un brano nato per caso. E’ la consapevolezza che la vita  spesso ci fa rivivere le stesse situazioni: le gioie e gli ostacoli si ripresentano allo stesso modo in ogni ambito e spazio.  Sta a noi  decidere se vivere sempre tutto al massimo come fosse sempre la prima volta, nonostante le ripetizioni. (Bouchra). Bouchra torna con un nuovo brano in francese , sua seconda lingua,  dopo il successo di “Blanc ou Noir”, cantato in lingua francese (oltre un milione e ottocentomila di visualizzazioni del video) e “Yallah”, scritto dall’artista in inglese con l’inciso in lingua araba (oltre un milione di visualizzazioni). Bouchra, di nazionalità marocchina, è cresciuta in Italia, a Livorno. Fin da piccola ha manifestato una grande passione per la musica e un forte desiderio di cantare che si è presto concretizzato grazie al suo impegno costante. Dopo un primo periodo passato a registrare e pubblicare cover che le hanno permesso di crearsi una sua dimensione sul web e una solida fanbase, arriva la vera svolta grazie all’incontro con Francesco De Benedittis, autore e produttore italiano, che ha scritto appositamente per lei, insieme ad Antonio Toni, il brano in lingua francese “Blanc ou Noir” che segna l’inizio del suo percorso discografico.

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Giorgio Moroder, il ritorno di un mito si chiama “Dèjà Vu”

Milano. All’alba delle 75 primavere, dopo trent’anni di latitanza, torna Giorgio Moroder, il papà della disco music. In realtà la sua era una latitanza anomala in quanto ha lavorato senza apparire troppo, basti pensare la canzone con i Daft Punk, ma resta il fatto che da tre decenni non pubblicava un disco da solista. Ed ora arriva, accompagnato da una curiosità unica, Dèjà vù, dodici canzoni e un rosario di featuring da far invidia a chiunque: da Sia a Charli XCX, da Mikky Ekko a Kylie Minogue, da Matthew Koma a Britney Spears, da Foxes a Kelis fino a Marlene.

La cover di "Déjà Vù" di Giorgio Moroder

La cover di “Déjà Vù” di Giorgio Moroder

Signor Moroder come sta?
Bene. Soo pronto per questa nuova avvenura.
Dove vive?
Da circa tre anni sono rientrato a Los Angeles dopo un periodo in Italia: là il clima è buono, a Ortisei fa spesso freddo e se si è abituati alla California è difficile adattarsi. Inoltre ho una moglie messicana che ama il caldo…
E’ tornato nel business della disco.
Non ho scelto io di tornare ma qualcun altro.
Che intende?
Ho lavorato con i Daft Punk, ho scritto e registrato con loro Giorgio by Moroder per il loro quarto album Random Access Memories e subito dopo tre case discografiche mi hanno offerto un budget per un disco. Io ho optato per Sony Music.
E’ vero che ha ripreso a fare il deejay?
Sì e sarò in Italia il 24 luglio a Roma e il 25 a Milano nell’ambito dell’Estahé Market Sound.
Avrà trovato un mondo nuovo.
Cinquant’anni fa giravo per la Germania, cantavo, mettevo dei nastri. Oggi quasi tutti i cantanti sono anche compositori e parolieri. E poi si lavora a distanza.
Potere della tecnologia.
Le faccio un esempio: Sia non la ho mai incontrata, le ho dato una traccia con la melodia, poi è stato fatto il testo, la ha cantata, ha fatto il coro e mi ha presentato brano solo da mixare.
Perché non ci si incontra più? Mancano il tempo o la volontà?
I cantanti oggi sono così occupati tra duetti e televisione che farli entrare in studio nel momento giusto è difficilissimo. Poi ci sono i filtri.
Filtri?
Tra manager e discografici è impossibile arrivare a loro. Questo disco lo ho iniziato due anni fa, con Donna Summer facevo un disco in quattro settimana. E ne vendevo molti di più.
Qual è il ruolo dei deejay oggi?
Fanno tutto, sono anche produttori ne sono un esempio importante Calvin Harris e Zedd.
Il palco rende tutti uguali?
Direi di sì anche se i tempi differiscono: Tiesto e Avicij lavorano da molto ma sono star da pochi anni.
La musica dance così omologata continua a piacerle?
Mi è sempre piaciuta e mi piacerà sempre. Ora l’elettronica garantisce molti suoni buoni. Certo per me ci sono strofa e ritornello oggi si fanno otto battute poi altre otto e la connection non è mai ideale. Ma Wake me up di Avicij segna un ritorno alle basi con la chitarra e anche Davide Guetta è più strutturato.
La metodologia di lavoro è proprio un’altra cosa.
Come lavorano le star è interessantissimo: Rihanna ha 3, 4 studi, invita dei produttori e tutti lavorano per lei. Dopodiché il suo produttore sceglie le cose migliori e fa gli assemblaggi.
La Disco dei primi anni Settanta era un altro mondo.
Non era solo musica, erano vestiti, pantaloni, era un movimento fashion. Oggi nell’EDM, electronic dance music, a parte Calvin Harris sono tanti i deejay famosi ma non credo abbiamo la qualità di Donna Summer. Era un movimento che è sparito.
Lei negli anni ’70 viveva in Germania e ha creato il Munich Sound.
I feel love you baby di Donna Summer lo rappresenta. Ho sempre usato gli stessi musicisti tra cui Boney M e Dave King. Era un sistema che è sbocciato nel disco Munich Machine.
Non teme che Dèjà vù che la accusino di essere un nostalgico dei bei tempi andati?
E’ una cosa che ho già fatto e ora la rifaccio.
Kelis ricorda la “sua” Donna Summer.
Ha una voce molto rythm & blues: ad ascoltarla a occhi chiusi potrebbe essere Donna.
Ora che farà?
Un film, un musical, televisione. Ho costruito una macchina a 16 cilindri: ne hanno prodotto 8 esemplari, costa 600mila euro. Io ho il prototipo, due le ha comprate il sultano del Brunei: si chiama CZ Moroder ed è bellissima.
Musicalmente e oltre l’attività di deejay?
Forse lavorerò con Lana Del Rey: ci sentiamo ma non riusciamo mai combinare. C’è nell’aria qualcosa con Lady Gaga. Anche Chris Martin e Pharrell Williams vorrebbero fare qualcosa con me ma devo trovare la formula per superare i filtri che li circondano.
E nel tempo libero?
Sto con mia moglie e gioco a golf!

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Il gioco dei Negrita anticipa la prova del “9″

Il Gioco anticipa il nuovo disco di inediti 9, prodotto da Fabrizio Barbacci e in uscita il prossimo 24 Marzo per Universal Music Italia. Il nuovo album, che arriva dopo il successo di Dannato Vivere (Disco di Platino) e del progetto acustico Déjà Vu, è stato registrato al Grouse Lodge (Rosemount, Irlanda), masterizzato da Ted Jensen allo Sterling Sound (New York, Usa) e contiene 13 brani che recuperano le radici più rock della band.

Negrita

Negrita

“Il gioco è un viaggio nelle strade tortuose della vita –racconta Pau- un uragano emotivo che travolge ricordi ed intenzioni, nel gioco più complesso col quale ogni essere umano è alle prese: la sua stessa esistenz”. Tracklist: 1.Il gioco, 2.Poser, 3.Mondo politico, 4.Que será, será, 5.Se sei l’amore, 6.1989, 7.Ritmo umano, 8.Il nostro tempo è adesso, 9.Baby I’m in love, 10.Niente è per caso, 11.L’eutanasia del fine settimana, 12.Vola via con me, 13.Non è colpa tua.

Dal 10 aprile parte da Firenze il tour dei Negrita che, oltre ai loro grandi successi, presenteranno i brani del nuovo disco nei più importanti palasport italiani. Questo il calendario completo: il 10 aprile al Mandela Forum di Firenze; l’11 aprile all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna); il 14 aprile al Palafabris di Padova; il 17 aprile al Pala Alpitour di Torino; il 18 aprile al Mediolanum Forum di Assago (Milano); il 21 aprile al Palalottomatica di Roma; il 23 aprile al Pala Giovanni Paolo II di Pescara; il 25 aprile al Palasport di Pordenone di Pordenone.