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Elisa infiamma Bari con i suoi Diari Aperti

Al PalaFlorio dopo esattamente tre anni torna Elisa, questa volta con il suo nuovo tour Diari Aperti.

Elisa a Bari

Elisa a Bari

di Gegé Cifinelli

Il palazzetto è strapieno, me ne rendo conto ancor prima di entrarci, osservando la fila di persone in attesa di entrare. Il pubblico, che man mano riempie ogni spazio, viene tenuto caldo dalla bella voce di Michael Leonardi. Elisa si fa attendere, l’esordio è molto sobrio, esce fuori dal sipario, quasi come se volesse osservare il pubblico per cui si esibirà, d’improvviso attacca cantando a cappella Quelli che restano, canzone sua e del grande Francesco De Gregori. Il pubblico si accende quando alla voce di Elisa le si aggiungono gli strumenti e il sipario viene aperto mostrandoci tutto il palco. Sulle ali dell’entusiasmo si và con Promettimi eseguita al piano, ecco allora che Elisa si prende il palco e consolida il forte rapporto che la lega al suo pubblico, si posiziona con una sedia a ridosso degli spettatori, come se volesse parlare direttamente con le migliaia di persone che sono lì per ascoltarla, è l’ora di Anche Fragile subito seguita da Tua per sempre, uno dei brani piu apprezzati dell’ultimo album, il pubblico esplode completamente, le tante coppie presenti si lasciano andare a dolci effusioni trascinati dalle note della canzone. Si cambia, è l’ora di Blu parte II, brano di Elisa e di Rkomi, ora riesco finalmente a comprendere il senso dei fogli blu lasciati su ogni posto a sedere e distribuiti ai presenti, il PalaFlorio si dipinge interamente di blu costruendo un gioco di luci con questi piccoli foglietti, il tutto rende l’esibizione davvero suggestiva. Arriva il momento di tre brani storici Eppure sentire, Heaven out of hell e Luce, messi in scaletta in questa successione sono in grado di trasformare un pubblico caldo in una fiamma viva, in grado di riscaldare i cuori anche dei fan meno affezionati, tutti cantano e ballano all’unisono il palazzetto diventa una bolgia.

Dopo questa sequenza incandescente ecco The Waves, brano che da molto tempo mancava nella scaletta di un live, subito succeduto da Ogni Istante, accompagnata da un video composto da un collage di fan intenti a cantare, è molto emozionante ed emerge ancora una volta lo stretto rapporto che lega Elisa ai suoi fan. Ecco un ‘altro brano inglese, My America, canzone nuova di un progetto nato a maggio di quest’anno, un invito forse a trovare in ognuno di noi le motivazioni per cambiare e rivoluzionarsi, in continuità con la canzone precedente  è il momento di In piedi un messaggio a tutte le donne vittime di violenza ad alzarsi in piedi e lottare, un momento forte, emozionante, denso di speranza, sullo schermo scorrono immagini di vita quotidiana di donne di tutto il mondo mentre assurgono ai compiti che la società ha assegnato loro, ed ecco che vi è una rottura, un invito a ribellarsi a prendere coscienza del proprio ruolo sociale, sullo schermo, seguendo anche l’andamento della canzone, ci vengono mostrate le imponenti manifestazioni di Non una di meno e di altri movimenti femministi che lottano per il raggiungimento di una uguaglianza sostanziale fra uomo e donna nella nostra società. Probabilmente questa grande carica emotiva è causa di un malessere nel pubblico, niente di grave, ma con grande umanità e sensibilità Elisa interrompe momentaneamente la sua esibizione, fatto passare qualche istante una delle sue coriste, Jessica Childress, si esibisce con il suo nuovo singolo Walk with me.

Dopo questa breve pausa l’emozioni tornano a farla da padrone, Se piovesse il tuo nome e L’anima vola sono i brani scelti per tornare sul palco, scelta saggia, i migliaia di fan ballano ovunque sono incontenibili, la serata si conferma un trionfo. I ritmi restano serrati con Stay, A parallel World e Rainbow, un momento ulteriore di riflessione ci viene restituito da A prayer, che inizia con un assolo di chitarra elettrica, il video che accompagna la canzone è un esplicito richiamo a interrogarsi e ad agire sui temi ambientali, compaiono Greta Thunberg e i cortdei di FFF, che sono stati in  grado di riaprire il dibattito su tale materia, è dunque una preghiera per il mondo quella di Elisa. Il clima raccolto che accompagnava il brano di cui sopra viene sostituito da uno più allegro e leggero, tocca a Vivere tutte le vite con un Carl Brave che compare in mega impressione nello schermo. Non poteva mancare il medley che tiene dentro brani come Broken, Labyrinth, Cure  me e No hero, il pubblico è in trance e viene colpito nel profondo dell’anima da Together, in cui Elisa ci illumina con un suo assolo trascinante, che va ad alimentare il fuoco interiore dei presenti prima delle ultime due fiammate; Ostacoli del cuore canzone epica di Elisa, in cui il legame artistico con Ligabue emerge prepotentemente, la fine del brano è seguita da un momento intimo, in cui la cantante si lascia andare ad una tenera dedica alla nonna originaria di questa terra, la Puglia. Si arriva alla fine, A modo tuo è un invito per tutti a vivere secondo le proprie volontà, a non farsi bloccare o spaventare da nessuno, a crescere e seguire la propria strada,  durante l’esecuzione i gesti d’amore uniscono madri e figlie coppie innamorate, anche questo brano è scritto da Ligabue e per Elisa rappresenta un piccolo regalo del Liga. E’ un trionfo.