0

Marco Mennillo e un EP sull’adolescenza che profuma di maturità

Mm ovvero Marco Mennillo. Venticinque anno attraversati con euforia ed entusiasmo. La musica lo ha sempre accompagnato. Quando ci siamo conosciuti, a un Festival di Giffoni, una delle prime cose che ha raccontato è stata la sua passione per la musica. Poco importa se magari non sempre erano passioni comuni, quel che fa la differenza è come vivi le tue emozioni quanto di piovono addosso sotto forma di note. E poche settimane fa, sempre a Giffoni, mi ha donato il suo EP, che consiglio di avere con se in questa estate. Perché può piacere o non piacere, è una questione di gusti, ma ha un requisito oggi raro: la cura. Lascio che sia lui a parlarcene.

Marco Mennillo

Marco Mennillo

di Marco Mennillo

Il Titolo. Si chiama Marco perchè il mio nome di battesimo è bellissimo, e usando sempre il mio soprannome fin dagli 11 anni l’ho un po’ messo da parte. Marco è come mi chiamano i miei genitori e fratelli, mi riporta alla mia dimensione infantile, quella senza sovrastrutture, quella del vero me che è poi chi ha scritto le canzoni di questo disco.

La Copertina, Il Progetto Grafico, Le Edizioni Fisiche. In copertina, nel mio nome ci sono i miei occhi in una foto con Celestino, mio fedele pupazzo regalatomi il giorno dopo la mia nascita, una specie di alter-ego in forma di orsetto. È blu, e ha determinato la mia passione per questo colore, ed è ormai un compagno di viaggio e consigliere, oltre che simbolo della mia età bambina. L’intero progetto fa sembrare il disco come un vinile, con i graffi e la copertina rovinata dalla polvere, volevo sembrasse un disco vecchio, qualcosa da toccare, anche se solo ascoltandolo su Spotify o iTunes. Le foto sono nate grazie all’incontro con Loredana Mad Desiato, talentuosa fotografa casertana, che ha trovato il modo migliore di raccontare il mio modo di amare la musica anche da ascoltatore: come se i dischi fossero i miei giocattoli, che guardo, colleziono con fare incantato, infatti doveva essere un EP digitale, ma io colleziono CD e Vinili, sono un amante e feticista dell’oggetto fisico, quindi non ho resistito e ho pensato di fare una piccola tiratura di copie fisiche: 111 CD (trattati e stampati come fossero vinili) e 11 audiocassetta handmade, fatte a mano una ad una, una scelta un po’ hipster e un po’ nostalgica, quindi perfetta per questo EP.

La Scaletta E La Produzione. Le canzoni sono 7, e sono in ordine di scrittura, in alcuni casi ho tenuto pezzi di arrangiamento della versione prodotta 6 o 7 anni fa, in altri casi direttamente la voce, che è diversa da quella mia attuale, e sono state riscritte in occasione dell’EP. La produzione è avvenuta tutta nell’HungryFoolish Studio (che poi è il mio piccolo home-studio) e me ne sono occupato interamente io: credo che la produzione sia parte integrante della scrittura delle canzoni, al pari del testo e della musica. Nel caso di Marco., ho inserito piccoli frammenti di canzoni che ascoltavo in quel periodo, celati e nascosti, oppure ispirazioni e citazioni varie. Sono molto citazionista. Ho suonato molti strumenti dal vivo, unendoli a varie diavolerie tecniche di cui sono un fissato, dall’iPad (con cui ho registrato una intera canzone) a migliaia di campioni e suoni particolari cercati sul web, ma volevo fosse prevalentemente un disco concreto, fatto di suoni reali e semplici, anche sporchi e imprecisi volendo, volevo che suonasse quasi come una demo prodotta bene, volevo che si sentisse il suono della mia stanza.

La Cover. TZN è, insieme a Morgan, i Queen e alcuni altri, tra i capisaldi della mia crescita musicale, nonché fonte di ispirazione soprattutto durante la mia adolescenza. È citato in PTS ma spesso, come tutti, cercavo anche un po’ di imitarlo. Il Bimbo Dentro è la mia canzone preferita e la versione del disco è quasi senza editing, un po’ storta, ma reale, perchè mi interessava si sentisse quanto mi emoziona cantarla molto più della precisione tecnica.

Dopo Marco. C’è un album che si chiama Play e prende polvere nel mio computer, le canzoni ci sono, l’idea c’è. Chiuso l’Ep lavorerò a quello, che avrà 11 tracce e un respiro diverso, oltre ad essere ovviamente più maturo e più vicino al mio stile di scrittura.

0

Diego Esposito canta che…è più comodo se dormi da me

Dopo aver conquistato la giuria di Area Sanremo e partecipato agli Home-visit di X Factor 2015, l’artista toscano, milanese d’adozione, sfida il futuro con un piccolo capolavoro di cantautorato pop. ..è più comodo se dormi da me è l’album d’esordio di Diego Esposito uscito per l’etichetta Rusty Records con la collaborazione e la direzione artistica di Zibba.

Diego Esposito

Diego Esposito


L’esordio discografico è stato anticipato dall’uscita del singolo Come fosse primavera e celebrato da uno spettacolo al Teatro del Popolo di Castelfiorentino (FI) con una performance di musica e teatro che nasce da un’idea, ma soprattutto dalle canzoni di Diego Esposito, e da 10 anni di chilometri mangiati, scommesse ed esperienze formative. Dopo le emozioni date da Musicultura, Premio De André, Tenco Ascolta, e dopo la partecipazione ad Area Sanremo, arriva un disco che sogna, racconta, scherza, piange, viaggia e prende per mano chi lo ascolta.

0

Vostok insegna la geometria delle abitudini

La geometria delle abitudini è il nuovo album dei pugliesi Vostok, esce a quattro anni di distanza dal debutto Lo spazio dell’assenza. Conterrà nove brani. Nove nuove storie che parlano di ritorno, confidenza, intimità, sicurezza. E memoria. E dovere. Uscirà il 31 gennaio 2017 per la neonata Nonomori: “Dovere, l’impegno che prendi con ciò che ami. La geometria delle abitudini è questo”.

Vostok

Vostok

 

Vostok (“est”, fu il primo progetto sovietico di missioni spaziali umane che riuscì, per la prima volta nella storia, a portare un uomo nello spazio) è un progetto artistico nato alla fine del 2011 da un idea di Giuseppe Argentiero improntato a diversi generi: cantautoriale, ethereal neofolk, smooth jazz, neoclassica. Il progetto ha previsto sin dall’inizio la collaborazione di diversi artisti, con la figura di Mina Carlucci come secondo membro stabile. Nel 2013 pubblicano Lo spazio dell’assenza (Golden Morning Sounds), i brani originali proposti dall’ ensemble raccontano il contrasto tra ilvuoto ed il pieno, utilizzando la vita di tutti i giorni. Nel 2015 partecipano al tributo ai Novembre “A treasure to find” (Mag-Music Productions) presentando una cover riarrangiata insieme adAustralasia, in compagnia di band come Arctic Plateau, Shores of Null e Lenore S. Fingers. I Vostok non hanno un’intensa attività live, degna di nota è però la partecipazione nell’agosto del 2012 allo YEAHJASI! Brindisi Pop Fest in compagnia di Claudio Rocchi, Gianni Maroccolo e Amerigo Verardi. Il secondo album dei Vostok, La geometria delle abitudini, uscirà a gennaio 2017 per Nonomori