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Fratelli Bennato, per la prima volta insieme ed è…Domani!

È in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i digital store “Domani”, il brano che vede per la prima volta insieme i fratelli Edoardo, Eugenio e Giorgio Bennato.

I Fratelli Bennato

I Fratelli Bennato

Artefice dell’impresa è Gino Magurno, autore della canzone, che spiega: “Si tratta di un ritorno al passato, alla fanciullezza dei ragazzi di Bagnoli, quando nacquero artisticamente insieme formando il Trio Bennato. Ho avuto, ed ho tuttora, la fortuna di lavorare con tutti e tre e diventare loro amico – racconta Magurno – e ho subito pensato a loro per interpretare questo pezzo perché ben rappresentano il messaggio positivo che vorrei che arrivasse ascoltando la canzone. I sogni possono diventare realtà: domani è il giorno più bello della settimana perché domani può succedere di tutto, anche realizzare i propri sogni, a qualunque età, e se domani non cambiasse niente c’è subito un altro domani in arrivo che fa sognare”. Il brano è accompagnato da un videoclip che è un vero e proprio documento che, alternando immagini inedite della loro infanzia con quelle di oggi, racconta l’incredibile storia dei tre ragazzi di Bagnoli, periferia di Napoli. Alla realizzazione di “Domani”, arrangiata da Magurno nel suo Abbi Dub studio, hanno collaborato Tony Cercola ai bonghetti e Gennaro Porcelli alle chitarre ed armonica.

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Il ritorno dei Milagro

Milagro è una band emiliana composta da Francesco Cavazzuti, Antonio Capolupo e Tommaso Stanzani che, dopo aver partecipato a Sanremo nel 2006 con il brano Domani, ha deciso di fermarsi per un po’ per poi tornare con questo secondo disco dal titolo Fino a toglierci la sete.
Li abbiamo intervistati.

Milagro

Milagro

di Camilla Abrusci

Come mai la scelta di fermarvi?
Avevamo la necessità di fermarci e rimetterci a fare musica come un bisogno primario. Continuare sarebbe stata una forzatura e quindi lo abbiamo fatto per rispettarci ed essere anche credibili. In quel momento non sentivano di dare altro alla musica. Non sentivamo dentro un’ispirazione che ci permettesse di metterci a scrivere. Avevamo bisogno di fermarci e fare il punto della situazione su quello che avevamo vissuto.
Adesso siete pronti per ripartire?
Assolutamente sì e siamo convinti al cento per cento. In questo disco abbiamo portato tutto il bagaglio di esperienze maturate in questi anni e la necessità di metterlo in musica, per noi, era fondamentale.
Vi piacerebbe tornare a Sanremo?
Visti i presupposti sì, poi soprattutto per noi che siamo degli artisti emergenti, è un palcoscenico che ancora fa comodo e che rispettiamo. E’ una tradizione della musica italiana.
L’incontro con Ben Harper?
E’ stata la soddisfazione, a livello personale, più bella del Festival. Lui faceva parte della nostra stessa casa discografica, la Emi. Il suo camerino era accanto al nostro e durante il backstage, nella serata finale in cui era ospite di Jovanotti per cantare Fango, i nostri discografici ci hanno presentati. Dopo l’esibizione lui è andato a cena. Era l’1.30 e noi eravamo appena saliti sul palco per cantare. Ci ha visto in tv e gli siamo piaciuti così tanto da chiedere ai discografici di riportarlo da noi per complimentarsi e avere una copia autografata del nostro disco.
I testi sono scritti da voi?
Sì. I testi, gli arrangiamenti musicali e la strumentazione. Adesso ci auto produciamo pure, non volevamo influenze esterne e quindi abbiamo deciso di staccarci dalla Emi anche perché, dato il momento che sta passando la discografia, ci viene più facile gestire tutto da soli.
Chi è Viola?
Analizzando il testo, Viola è una ragazza che ha avuto un passato difficile dal quale riesce e vuole, soprattutto, uscire. Ma aldilà della storia che può raccontare il testo della canzone, ha due significati: Viola è il colore che vogliamo prendere come simbolo della nostra ripartenza; e poi, il messaggio più grande che racchiude tutto il resto del significato dell’album, è quello proprio di ripartire e di riuscire a trovare le forze per ricominciare e reagire dopo qualsiasi tipo di situazione. Che sia quella di Viola, la protagonista descritta in questo singolo, o quella in cui ognuno si può ritrovare.
Quale criterio avete seguito per la scelta singolo del lancio dell’album?
Dal punto di vista emozionale, Viola è molto forte e il testo, estremamente incisivo, va in contrasto con la melodia che è totalmente solare al contrario di quello che, invece, viene trattato come tema all’interno del pezzo. Folk è il simbolo della musicalità di questo pezzo, perché rappresenta un po’ la rinascita e il cambiamento che c’è stato in questi anni a livello musicale e strumentale. E’ un pezzo energico e fresco, in cui le chitarre lo fanno da padrona. Quindi è stato scelto perché, stilisticamente, rappresenta il contenuto nella forma più energica di Fino a toglierci la sete e perché ci interessava questo contrasto forte fra il testo e l’armonia che va da un’altra parte.
All’interno di Fino a toglierci la sete, sono presenti due tracce strumentali…
Sono pezzi che sono nati così e secondo noi trovavano compimento, a livello emozionale, così com’erano, senza bisogno di aggiungere niente. Rappresentano degli stati d’animo e quindi abbiamo deciso di lasciarli senza testo per creare questi due momenti di riflessione e di spazio all’interno del disco.
Adesso siete in giro per promuovere il vostro disco?
Sì, sabato 20 settembre abbiamo suonato al Palazzo Reale di Torino; sabato 27 saremo al Mei di Faenza, la Fiera Nazionale delle case discografiche indipendenti con uno show case di una quarantina di minuti; il 4 ottobre al Buena Vista Social Club di Novellara e il 7 ottobre al Bravo Caffè di Bologna, data importante perché è un locale storico di Bologna per la musica dal vivo in cui si ritrovano, spesso, anche musicisti di varie estrazioni e di vario genere. Le date sono in aggiornamento quindi per essere sempre informati, è possibile consultare il sito.