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Il Made in Italy di Ligabue arriva il 18 novembre

Il 18 novembre esce Made in Italy, l’atteso ventesimo disco, undicesimo di inediti, della carriera di Luciani Ligabue.

Luciano Ligabue fotografato da Jarno Iotti

Luciano Ligabue fotografato da Jarno Iotti

“È una dichiarazione d’amore “frustrato” verso il mio Paese raccontata attraverso la storia di un personaggio – afferma Ligabue – Si tratta di un vero e proprio concept album (il mio primo) ma è comunque composto di canzoni. Canzoni che godono di una vita propria ma che in quel contesto, tutte insieme, raccontano la storia di un antieroe”. Oltre al primo singolo “G COME GIUNGLA”, che questa settimana è ancora al 1° posto della classifica dei brani più trasmessi in radio (dati diffusi da EarOne), Ligabue ha presentato in anteprima assoluta 3 nuovi brani estratti da “MADE IN ITALY” durante “LIGA ROCK PARK”, l’evento live che l’ha visto protagonista il 24 e 25 settembre al Parco di Monza davanti a 130.000 persone! Nei due concerti, il pubblico ha potuto ascoltare per la prima volta “LA VITA FACILE” (brano che apre il nuovo disco), “HO FATTO IN TEMPO AD AVERE UN FUTURO (che non fosse soltanto per me)” e “DOTTORESSA”.

È disponibile in tutte le librerie “SCUSATE IL DISORDINE” (Einaudi), la nuova raccolta di racconti di Ligabue. Nei 16 folgoranti e misteriosi racconti, sono l’amore, il sesso e la musica a fare da filo conduttore in ogni storia. Così diversi gli uni dagli altri, ma allo stesso tempo così inseparabili, ognuno dei racconti è come una scoperta, un’epifania di quel mistero che è la magia del quotidiano.

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Ligabue, tra racconti e realtà

Il racconto di una serata con Ligabue scrittore. Note Spillate c’era e vi racconta in esclusiva la cronaca di una serata dove le parole hanno vinto anche senza musica.

Siamo a Lodi e sono le ore 20 di un giovedì sera di primavera. Si spalancano le porte e centinaia di persone si catapultano nell’Auditorium della Banca Popolare di Lodi dove Luciano Ligabue presenta il suo libro “Il rumore dei baci a vuoto”. Il rocker emiliano è il primo ospite della rassegna “Il Festival dei Comportamenti Umani”.

Ci sono ragazzi e ragazze che seguono il cantante ovunque, giornalisti, fan pronti a immortalare il momento, quelli del Bar Mario, curiosi ma anche chi è lì perché è interessato al libro. La sala è gremita, l’attesa viene deliziata con canzoni di Luciano che tutti, o quasi, prontamente canticchiano, mentre fuori i “ragazzi” si godono l’evento sul maxischermo montato per l’occasione.

Tutto è pronto: fotografi, pubblico, palco…e alle 21 arriva Luciano introdotto dalla presentazione dei due relatori Manuelita Maggio e Fabio Francione. Il cantante, o meglio, data l’occasione, l’autore, con jeans, stivali e camicia d’ordinanza, si mette subito a suo agio e chiede al fonico di sistemare l’audio della sala. Poche parole e già il pubblico è in delirio. Prende la parola Manuelita Maggio che spiega il titolo: abbiamo fantasticato e pensato al possibile significato, ma in realtà “Il rumore dei baci a vuoto” è “il verso che si fa per richiamare il gatto, facendo riferimento al gesto di affettuosità”, proprio come viene spiegato nel racconto omonimo incluso nella raccolta. La cover, proposta da Einaudi e accettata da Luciano, richiama la metafora della strada come percorso di vita che ognuno di noi segue , in cui a volte sono previsti degli incroci; mentre la striscia che non continua alla spalle del bambino indica, forse, un distacco dal passato. O la preoccupazione di stare sempre in equilibrio.

Chiusa l’introduzione si comincia a parlare dei racconti e ci si addentra su tematiche molto più personali e autobiografiche, come la morte del padre avvenuta mentre a Modena si svolgeva l’annuale raduno del fan club (8 Dicembre 2001). Il cantante, emozionato, racconta questa esperienza dolorosa. Alla domanda “Come hai vissuto il fatto di convivere un dolore così intimo con i tuoi fan?”  Luciano risponde: “Mio padre doveva morire con il boom…e così è stato…da buon ateo è morto il giorno della Madonna mentre settemila persone cantavano le mie canzoni in suo onore”.

La relatrice, molto preparata, pone domande sui vari racconti ma è durante l’analisi di “Ristretto vuol dire ristretto” che il rocker confessa che la scena dell’Autogrill doveva essere inserita nel film “Da zero a dieci” ma non potendo ne ha fatto un racconto. Approfittando poi di “La puzza non passa” racconta il rapporto di fiducia e collaborazione che lo lega a Claudio Maioli (storico manager) e Luca Guerra (assistente personale di Luciano) con i quali lavora da anni, che lo seguono e lo aiutano nei rapporti con il pubblico.

Nella chiacchierata vengono toccati molti altri argomenti, il suo rapporto con il mito americano e con i social network che ormai rubano la scena ai veri mezzi di informazione. Non mancano parole sul difficile ruolo degli insegnanti nella scuola. Dopo circa un’ora l’incontro si conclude e Luciano è pronto per buttarsi tra la folla per accontentare i presenti con foto e autografi. Anche questa volta per il rocker emiliano è stato un successo. C’era un palco, c’era il suo pubblico, mancavano solo la sua chitarra e le sue canzoni, ma è bastata la sua voce per ipnotizzare centinaia di persone…che non esiteranno a seguirlo anche per il suo prossimo tour in giro per il mondo, dove “i luoghi e la musica saranno lo spettacolo”. Chissà se intanto deciderà di pubblicare qualche altro racconto e condividere con noi la sua creatività, dato che, come ha dichiarato “non mi lascio mai stare, sento sempre il bisogno di dire qualcosa a qualcuno”.

(Racconto a cura di Arianna Salvadeni)