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NOMADINCONTRO – XXV Tributo ad Augusto: c’è Enzo Iacchetti

L’appuntamento con Nomadincontro, un evento patrocinato da Comune di Novellara, avrà luogo presso il PALA ENEL ENERGIA situato in Via Motta (zona artigianale di Novellara) sabato 18 e domenica 19 febbraio. Ogni anno, dal 1993 quando ebbe inizio, migliaia di persone arrivano a Novellara e popolano, con pacifico entusiasmo, la Cittadina della bassa Reggiana per partecipare a questo evento che si snoda in due giornate scandite da numerosi appuntamenti e da due concerti dei Nomadi ( sabato sera e domenica pomeriggio). L’importanza di questo evento è tangibile dalla partecipazione di pubblico e dai sempre numerosi ospiti, musicali e non, che partecipano ogni anno e salutano ognuno a modo proprio una realtà musicale unica, quella dei Nomadi, che dura da 54 anni. Per l’Edizione 2016 sono state registrate 15.000 presenze.

I Nomadi

I Nomadi

“Enel Energia è presente sul territorio emiliano valorizzando le sue eccellenze e le iniziative che promuovono la grande musica e i grandi artisti. In questo contesto Enel Energia è, per il secondo anno, partner ufficiale della doppia tappa a Novellara dei Nomadi, in programma sabato 18 e domenica 19 febbraio. Per l’occasione la società ha allestito il Pala Enel Energia, nella zona industriale La Motta, pronta ad accogliere migliaia di fan provenienti da tutta Italia. All’interno dell’area adibita all’evento, Enel metterà a disposizione del pubblico un punto di ricarica per smarthone e tablet.

Il cuore del Nomadincontro è la domenica con l’assegnazione del “Tributo ad Augusto”Il Tributo non è un «premio» fine a se stesso, ma il riconoscimento del valore artistico e umano di musicisti italiani che si siano particolarmente messi in luce  attraverso il loro lavoro a favore di cause sociali e di solidarietà. Il premio consiste in una somma di denaro che l’artista vincitore girerà direttamente ad un’Associazione umanitaria a sua scelta. Nelle precedenti edizioni, il «Tributo» è stato attribuito a: Jovanotti (‘93); Gang (‘94); nel ’95 l’emissione del cd «Tributo ad Augusto» (con la partecipazione di Francesco Guccini, Ligabue, Timoria + Gianna Nannini, Teresa De Sio, Alice, Modena City Ramblers, C.S.I., Gang, Elio Revé, Inti Illimani, Enrico Ruggeri, Dennis & The Jets…) ha permesso di raccogliere 120 milioni di lire (netti) divisi in parti uguali fra i bambini palestinesi di un villaggio nei pressi di Hebron (tramite «Salaam Ragazzi dell’Olivo»), i bambini dell’orfanotrofio di San Paolo del Brasile (tramite la «Comunità Nuova»di don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile «Beccaria» di Milano) e i bambini tibetani del monastero di Sera Je (India), tramite l’Istituto «Lama Tzong Khapa» di Pomaia (PI);  Bisca-99Posse (‘96); Agricantus (‘97); Massimo Bubola (‘98); Alberto Fortis (‘99); Daniele Silvestri (2000); Piero Pelù (2001); alla Nazionale Italiana Cantanti (2002); Pooh (2003); Paolo Belli (2004); Elisa (2005); Francesco Renga (2006), Samuele Bersani (2007), Roberto Vecchioni (2008), Giusy Ferreri  (2009), Zucchero “Sugar” Fornaciari (2010); Biagio Antonacci (2011); Franco Battiato (2012); Alice (2013): Nek (2014); Luca Carboni (2015); Fiorella Mannoia (2016)

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Segni (e) Particolari per la coppia Mirò-Patrucco

Il 25 febbraio, esce Segni (e) particolari, l’album che racconta l’emozionante percorso di Alberto Patrucco tra le parole e la musica di  martedì 25 febbraio, esce Segni (e) particolari, l’album che racconta l’emozionante percorso di Alberto Patrucco tra le parole e la musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso.

Alberto Patrucco e Andrea Mirò

Alberto Patrucco e Andrea Mirò

 

Il disco racchiude tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano e preservati da una trasposizione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, ed è l’espressione della necessità di far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.

Segni (e) particolari contiene alcune collaborazioni eccezionali con esponenti della grande canzone d’autore come Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e Ricky Gianco oltre a Enzo Iacchetti, profondo conoscitore e interprete del teatro canzone, e Ale e Franz, rappresentanti della miglior comicità di classe.

La lettura musicale è affidata ad Andrea Mirò, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra, che con Daniele Caldarini, musicista di riferimento di Patrucco che da anni affianca il percorso brassensiano, che grazie ad arrangiamenti freschi e originali, restituiscono ai brani la loro profondità musicale.

Un insieme di suoni e colori inusuale, che raccontano un viaggio alla ricerca di quei piccoli tesori presenti nell’opera di Brassens. Un percorso che mette in risalto una sorprendente sintonia col presente, nonostante alcuni brani siano stati scritti più di mezzo secolo fa. Un punto d’equilibrio individuato nell’immutabile incongruenza della società.

, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso. Il disco racchiude tredici brani, per lo più mai tradotti in italiano e preservati da una trasposizione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, ed è l’espressione della necessità di far conoscere, in taluni casi riscoprire, emozioni forse dimenticate o semplicemente perse di vista.

Segni (e) particolari contiene alcune collaborazioni eccezionali con esponenti della grande canzone d’autore come Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e Ricky Gianco oltre a Enzo Iacchetti, profondo conoscitore e interprete del teatro canzone, e Ale e Franz, rappresentanti della miglior comicità di classe.

La lettura musicale è affidata ad Andrea Mirò, elegante cantautrice, musicista e direttrice d’orchestra, che con Daniele Caldarini, musicista di riferimento di Patrucco che da anni affianca il percorso brassensiano, che grazie ad arrangiamenti freschi e originali, restituiscono ai brani la loro profondità musicale. Un insieme di suoni e colori inusuale, che raccontano un viaggio alla ricerca di quei piccoli tesori presenti nell’opera di Brassens. Un percorso che mette in risalto una sorprendente sintonia col presente, nonostante alcuni brani siano stati scritti più di mezzo secolo fa. Un punto d’equilibrio individuato nell’immutabile incongruenza della società.