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Telestar torna con Purosangue

Purosangue” è il nuovo album di Telestar disponibile da oggi 10 gennaio su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Vetrodischi.

Telestar (foto di Lorenzo Stefanini)

Telestar (foto di Lorenzo Stefanini)

Telestar è un progetto nato nel 2008 nel profondo della Toscana, la loro musica è la sintesi perfetta tra la New Wave e la tradizione cantautore italiana. Dopo la pubblicazione di due album “Telestar” (2012) e “Così Vicini Così Lontani” (2015) sulla fine del 2018 pubblica i singoli “Quanto sei bella“, “A vita nuova” e “Qualcosa è cambiato“. Ad anticipare l’uscita di “Purosangue” sono stati pubblicati diversii singoli, l’ultimo dei quali è “Non Vuoi Rinascere“, un brano che presenta alla perfezione l’intento del progetto. “Purosangue” è stato lavorato in studio assieme al produttore Matteo Cantaluppi (ThegiornalistiEx OtagoCanova e molti altri). L’intero album poggia su un concetto molto presente nella vita di Telestar: il cambiamento. “Purosangue” rappresenta la presa di coscienza di una diversa percezione della vita, dovuta a una maggiore maturità e responsabilità nell’affrontare una quotidianità fatta di difficoltà ma anche di gioie e momenti di pura felicità. Lo stile di Telestar riesce a conciliare due diversi mondi musicali, unendo in unico flusso la new wave e la tradizione cantautorale.

“Purosangue è un disco di una spiccata fedeltà di appartenenza al luogo di origine e a quello che sono sempre stato.’’

Purosangue” è stato scritto da Edoardo Bocini. La produzione e il mix sono a cura di Matteo Cantaluppi presso il Mono Studio, mentre il master è a cura di Giovanni Versari presso La Maestà StudioVetrodischi è un etichetta indipendente di musica italiana, di base a Milano. Nel contesto della complessa e variegata scena musicale in cui ci troviamo, Vetrodischi si inserisce come una realtà fresca e alternativa, il cui scopo principe è individuare artisti e progetti con idee forti ed originali, affiancandoli passo passo nella realizzazione di un prodotto che esprima nel modo più sincero possibile l’identità dell’artista.

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Mika fa pace con la sua identità: “My name is Michael Holbrook” è il suo nuovo album

A dodici anni dal grandioso debutto di Life In Cartoon Motion lanciato dall’indimenticabile Grace Kelly, il nuovo progetto di Mika arriva – dopo grande attesa – sull’onda del successo di Ice Cream, hit estiva indiscussa del 2019, e dei brani Tiny Love, Sanremo, Dear Jealousy e Tomorrow che hanno fatto da apri- pista al nuovo disco.

Mika

Mika

di Alberto Dotti

My Name Is Michael Holbrook ci porta a scoprire l’essenza dell’identità di Mika: l’uomo dietro l’artista. Mika apre il proprio cuore e spalanca le porte sulla propria vita a chi ascolta la sua musica: colori forti e un messaggio intimo ci accompagnano in un disco che è molto più che un semplice disco: si parla di crescere, di prendere in mano la propria vita, mantenendo però viva la semplicità, la genuinità e la vitalità che è in ognuno di noi. L’album è il risultato di un’evidente maturazione artistica di Mika che – attraverso drammi familiari e gioie personali che l’hanno portato ad aprirsi di più – riesce ora a dare una vera e propria svolta alla propria carriera, prendendosi anche qualche rischio e voltando nettamente pagina rispetto al passato. Ma non finisce qui: altre gemme dell’album sono Paloma, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata Ready To Call This Love in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima Blue, e poi Cry, Platform Ballerinas, I Went To Hell Lastnight e Stay High.

Che rapporto c’è tra Mika e Michael?
Ho sempre avuto un brutto rapporto con il mio nome. L’ho sempre associato alle multe, alle cose burocratiche. Ma è comunque il nome di mio padre: forse è anche per questo se ne ho preso le distanze…Avevo bisogno di liberarmi, di prendere il volo. Ma sapevo che prima o poi avrei dovuto fare i conti con me stesso.
Questo disco ha risolto il conflitto?
Assolutamente sì. All’inizio non pensavo nemmeno di chiamarlo così. Mio padre ha sempre nascosto la sua storia: io diciamo che ho cercato di tirarla fuori. Attraverso il pianoforte ho riscoperto chi sono e da dove vengo. Questo album mi ha permesso di rimettere a posto le cose, ecco.
Cosa è per te il successo?
Pagarmi le bollette. Lo so, sembra strano. Ma è così. Il successo è vero quando puoi proiettarti con distanza. È libertà di esprimersi senza esser controllato, senza esser vincolato. È autonomia artistica. So che spesso appare come una contraddizione, ma non per me.
Sanremo è un brano molto romantico, come ti è venuto? E perché proprio Sanremo?
È il primo posto dove sono stato in italia. Da piccolo ricordo che si partiva con la famiglia dal sud della Francia e si scendeva in Liguria, tra Bordighera e Sanremo. Ci venivamo spesso. La canzone non parla del festival, ma del mio ricordo dell’Italia: un paese nel quale improvvisamente mi sono ritrovato e che improvvisamente ha iniziato ad amarmi. Sanremo era qualcosa che volevo avere ma che non sapevo come avere. Per quanto sia in difficoltà in questo periodo, sono felice di poter affermare che questa sarà la prima volta che in tour canterò completamente senza ansia almeno la metà delle canzoni della track list… un successo “Mika” da ridere!
Qualche dettaglio sulle date in Italia?
Sia le grafiche che le transizioni saranno in italiano. Inoltre, il Revelation tour mi permetterà di avere un rapporto diretto e molto intimo con il pubblico. La scenografia sarà come un’installazione, un’opera d’arte: volevo qualcosa di puro e intenso. È un’estrazione del mio mondo. Avrò anche un pianoforte magico che farà cose spettacolari, ti dico solo questo.
Hai qualche progetto in tv?
La voglia c’è. Casamika avrei potuto portarlo anche in Spagna, America e Sud America. Ma ho rifiutato perché dovevo scegliere se fare tv o dedicarmi all’album. Ho fatto la decisione giusta, ne sono sicuro. Rispetto al futuro in televisione c’è un’idea… ma non posso ancora dire niente!
Sei felice di venire in Italia?
Alla follia. Per me sarà una emozione viaggiare da un estremo all’altro della Penisola. Con Stasera CasaMika vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò io a venire a casa vostra. Verrò bussando alla vostra porta, città per città.  Spero mi accoglierete!

Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in ben 12 tappe nelle grandi arene di altrettante città, un record per un artista internazionale di grosso calibro:
Dom 24 Novembre, TORINO (Pala Alpitour); Mar 26, ANCONA (PalaPrometeo); Mer 27, ROMA (Palazzo dello Sport); Ven 29, CASALECCHIO DI RENO, BOLOGNA, (Unipol Arena); Sab 30, MONTICHIARI, BRESCIA (PalaGeorge); Lun 2 Dicembre, LIVORNO (Modigliani Forum); Mar 3, ASSAGO, MILANO (Mediolanum Forum); Sab 1 Febbraio 2020, PADOVA (Kioene Arena); Dom 2, BOLZANO (PalaOnda); Mer 5, NAPOLI (Teatro PalaPartenope); Ven 7, BARI (Palaflorio); Sab 8, REGGIO CALABRIA (Palacalafiore).

Il giro proseguirà nella primavera del 2020 negli Stati Uniti, in Canada, Sud America, Giappone, Cina e
Korea.

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International Jazz day Unesco, la regia è di Paolo Fresu

Si celebra il 30 aprile la Giornata Internazionale del Jazz Unesco, nata nel 2011 con l’intento non solo di celebrare la più sofisticata forma d’improvvisazione musicale, ma anche di sottolineare l’importanza storica che il jazz ha avuto nell’evoluzione dei diritti civili, nonché nel dialogo tra culture lontane e diverse, vedrà anche quest’anno, il 30 aprile, l’Italia in prima fila nel mondo a festeggiare un’arte, di cui il nostro paese è stato dal dopoguerra capitolo essenziale, coniugandola con un altro indubbio primato tutto italiano: la quantità e qualità di siti d’arte Unesco.

Paolo Fresu (foto Manuela Abis)

Paolo Fresu (foto Manuela Abis)

Dieci regioni Italiane coinvolte con importanti siti Unesco e altri, in via di riconoscimento, aperti straordinariamente al pubblico anche in un suggestivo scenario notturno, per coniugare eccellenza storica ed artistica e musica, grazie alla partecipazione di artisti di indubbio talento e riconoscimento internazionale.

Castel del Monte

Castel del Monte

Un’occasione unica di turismo di altissimo profilo, ma sempre popolare, nel ponte primaverile del Primo Maggio, con visite guidate, degustazioni enogastronomiche e grande jazz in alcuni dei luoghi fondamentali della grande bellezza italiana, quali la Reggia di Caserta, il Sacro Monte di Varallo Sesia, il Castello Reale di Moncalieri, il Parco delle Incisioni Rupestri di Luine in Val Camonica, l’Orto Botanico a Padova, il centro storico di Urbino, Castel del Monte nelle Murge, il Nuraghe di Tanca Manna a Nuoro, il sito archeologico di Barumini Su Nuraxi nel sud della Sardegna, Alghero e il suo centro storico,le isole di Asinara e Tavolara, le Ville Medicee attorno a Firenze, il Palazzo Platamone o della Cultura a Catania, il Teatro Farnese e l’Abbazia di Valserena a ParmaLe regioni coinvolte nel progetto sono Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania, Sardegna, Veneto, Sicilia ed ospiteranno solisti ed ensemble in un programma ricco di appuntamenti.
Programma in definizione sul sito e social www.italiajazz.it