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Carroponte, serata con Lissie ed Erica Romeo

Elisabeth Maurus, a.k.a. Lissie, cantautrice statunitense classe 1982 nata a Rock Island (Illinois) annuncia il suo arrivo in Italia con il suo terzo lavoro in studio, My Wild West.

Lissie

Lissie

L’album, pubblicato lo scorso 12 Febbraio via Cooking Vinyl, celebra un nuovo capitolo della vita della cantautrice, che canta delle avventure vissute da quando si è trasferita nel Midwest lasciandosi alle spalle la propria vita in California. Una miscela di rock e folk molto fresca, immediata ma sempre credibile sono le chiavi del successo di Lissie. Il nuovo lavoro, anticipato dai singoli Hero e Don’t You Give Up On Me, è stato prodotto a Nashville da Bill Reynolds (Band of Horses). Appassionata di musica sin da bambina, Lissie abbandona ben presto gli studi per dedicarsi alla sua vera passione. Dopo la pubblicazione nel 2007 di un primo omonimo Ep, nel 2009 ne pubblica un secondo intitolato Why You Runnin. Prodotto da Bill Reynolds e pubblicato dall’etichetta discografica Fat Possum Records, l’EP è stato inserito nella lista degli otto debutti musicali più beneauguranti del 2009 della rivista Paste. In quegli anni collabora anche con DJ Harry con il quale crea il brano All My Life, che verrà inserito nelle serie televisive Dr. House – Medical Division, The O.C., Veronica Mars e Wildfire. Dopo aver firmato per la Columbia Records, nel 2010 pubblica il suo album di debutto, Catching a Tiger e nel 2013 Back to Forever. Entrambi gli album entrano nella Top 20 nel Regno Unito. Negli Stati Uniti i due album raggiungono la Top 5 nella classifica Billboard Heatseekers, il #5 e #11 posto, rispettivamente, nella U.S. Folk ed entrambi si guadagnano un posto nella Top 40 della Indie chart. My Wild West è il terzo album in studio per Lissie, il suo lavoro più una personale: un tributo alla sua vita in California, dal suo arrivo in città come cantautrice fino alla sua partenza per il Midwest più saggia e sicura di sé. “Le canzoni si sono rivelate più personali perché non ho seguito una piano rigido” dice, “Scrivendo ‘Hero’ e ‘Wild West’, non avevo idea, in quel momento, che avrei lasciato di lì a poco la California per tornare nel Midwest. Credo che la loro creazione abbia predetto i cambiamenti che stavano per accadere. Nel momento in cui ho deciso di non fare un album, ho iniziato a scriverlo. Quando tutta la pressione se ne è andata”. L’album è stato registrato con il produttore Curt Schneider – che ha supervisionato il progetto, ha prodotto 8 brani del disco e aggiunto il materiale registrato da Lissie con la sua band a Ojai – e con Bill Reynolds (Band of Horses ) a Nashville.

Ad aprire la serata è Erica Romeo col suo suono e uno stile compositivo molte newyorkese, con una netta impronta pop/folk.

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Just Music Festival, una rassegna stellare

Just Music Festival è giunto alla seconda edizione dopo il successo dello scorso anno con artisti del calibro di Bjork, Burt Bacharach, Pet Shop Boys e altri.

Massive Attack

Massive Attack

La nuova edizione del festival porterà in esclusiva nazionale a Roma, nomi di spessore come Jean Michel Jarre, Disclosure, Public Enemy, Rosin Murphy, Travis, Thievery Corporation e St.Germain. Ci saranno inoltre altri tre appuntamenti di grande richiamo con Massive Attack, James Morrison e Carl Cox. In partenza il 9 giugno, JMF si presenta con dieci live d’eccezione e si pone come piattaforma di musica pop ed elettronica di nuova generazione con origini blues e digitali, nelle venue più caratteristiche della città. Attraverso una stimolante e suggestiva rassegna di eventi, contaminati da eterogenee incursioni artistiche, Just Music Festival coglie e accoglie la dinamica vitalità delle nuove tendenze musicali internazionali con un calendario unico.

CALENDARIO JUST MUSIC FESTIVAL
9th June  PUBLIC ENEMY  - Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
14th June ST.GERMAIN  – Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
15th June  JAMES MORRISON – Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
1st July  CARL COX – Salone delle Fontane, Eur
6th July 6 DISCLOSURE  – Stadio Centrale del Tennis, Foro Italico
9th July JEAN MICHEL JARRE – Auditorium Parco della Musica
12th July ROISIN MURPHY – Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
14th July TRAVIS  – Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
20th July THIEVERY CORPORATION  – Terrazze Palazzo dei Congressi, Eur
26th July MASSIVE ATTACK – Auditorium Parco della Musica

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Roberto Binetti accende l’Universo Fantasia

Roberto Binetti è un autore, arrangiatore e produttore di musiche originali che dopo tanti anni ha deciso di pubblicare il suo disco d’esordio. Dieci composizioni per piano solo che danno vita a un album in cui le musiche sono state interamente composte ed eseguite da lui, con la partecipazione di Marco Decimo al violoncello. Il 25 febbraio l’artista sarà in concerto al MaMu-Magazzino Musica di Milano (cortile interno di via Soave 3 – ore 19.30 – ingresso libero)per la presentazione di “Universo Fantasia”. Lo abbiamo intervistato in anteprima.

Roberto Binetti

Roberto Binetti

di Milly Abrusci

Lei suona dall’età di sei anni e ha composto molte musiche per diversi spettacoli teatrali, ma ha deciso solo ora di incidere il suo primo disco. Come mai ha aspettato così tanto tempo?
Fondamentalmente perché dopo tante collaborazioni sentivo il bisogno di propormi con la mia musicalità. Per me ha rappresentato una sfida e un’opportunità sfida perché un disco piano solo significa che non hai sonorità sulle quali appoggiarti e quindi il modo di suonare è diverso; opportunità perché è il modo di fare ascoltare la mia essenza musicale.
Come mai ha chiamato il disco “Universo Fantasia”?
E’ l’insieme di quello che dovrebbe intendere la musica e la vita. Penso che ognuno leggendo un libro, guardando un dipinto o, come nel mio caso, ascoltando la musica debba poter volare con le emozioni. Mi piace l’idea che quando io suono propongo un tema o un passaggio che può essere poi sviluppato a livello personale a seconda della propria fantasia.
Anche la cover è tutta colorata, lo è per riprendere il titolo?
E’ il mio modo di intendere la vita, sono sempre positivo e vedo le cose sempre a colori. Mi piaceva dare un connotato di gioia e belle emozioni di me stesso e della mia musica. Il colore penso sia adatto a questo sfogo, oltre a essere bello anche graficamente.
Mentre il videoclip del brano “It Rains Outside” è tutto in bianco e nero.
Con la mia grafica abbiamo deciso di farlo in bianco e nero perché ci sembrava più adatto al tipo di brano intimo e melanconico.
Il 25 febbraio suonerà al MaMu-Magazzino Musica di Milano, che concerto sarà?
Sarà il concerto di presentazione del CD. Su diversi brani sarò accompagnato al violoncello da Francesca Ruffilli e cercheremo di ricreare quelle atmosfere dinamiche e anche contemplative di cui è piena la mia musica.
Come nasce un brano piano solo?
La composizione è un momento magico perché sei davanti al pianoforte e automaticamente ti può venire in mente un frammento musicale. Non è semplice perché delle volte può essere una melodia che cogli subito al volo, ti fermi e la scrivi, ma tante altre, invece, è solo un fraseggio e quindi devi lavorarci del tempo per evolverlo. Alcuni brani nascono di getto chiudendo gli occhi davanti al pianoforte, altre volte parte da una piccola idea e quindi poi devi svilupparla secondo il tuo stato d’animo.
In base a che cosa sceglie il titolo del brano?
Io mi baso sulle sensazioni che mi dà la musica mentre la suono e la ascolto. Per esempio, mentre suonavo “Intimate Affresco” avevo l’impressione di stare davanti a un affresco; la musica di “It Rains Outside” mi rievocava delle gocce di pioggia che battono sui vetri; “The Fleeting Thought” mi ha dato l’idea di un pensiero che hai in testa, ma alle volte può sfuggire e più ci pensi e più lo perdi e magari ti torna quando smetti di pensarci. Nel mio caso, nel titolo c’è sempre una correlazione tra il tipo di musica e la sensazione.
Come mai sono quasi tutti in inglese?
Mi piaceva l’idea di potermi rivolgere a un pubblico internazionale sia nella musica sia con lo scritto.
“Universo Fantasia” è da considerarsi più un punto di arrivo o di partenza?
Entrambi. E’ un punto di arrivo perché è la summa del mio essere musicista oggi e perché la musica è sempre un divenire. E’ un punto di partenza quando ci sono collaborazioni e nuove esperienze, perché bisogna sempre essere aperti alle contaminazioni e alle nuove sonorità.
I brani hanno un filo conduttore che li unisce?
A livello musicale, sì. Il filo conduttore che li unisce è la mia musicalità, ho privilegiato i due aspetti armonici e melodici lasciando in disparte quello jazzistico nonostante lo adori. Insieme all’improvvisazione, che ce n’è molta anche se non sembra.