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Soap & Skin porta il suo sound gotico sotto le stelle di Ferrara

Introversa e tormentata, incline a creare atmosfere cupe e gotiche, Anja Plaschg compone delicate ballate pianistiche, innervate da sferzate elettroniche e da una voce algida e intensa. Il precoce talento della musicista austriaca è l’espressione musicale più compiuta dell’instabilità emotiva e della fragilità esistenziale. La forza pura e violenta che l’artista inietta nelle sue composizioni è disarmante. Nei suoi brani Anja consuma e dona se stessa sino all’ultima goccia.

Soap & Skin

Soap & Skin


“Volevo creare un mondo in cui mi sentissi al riparo. Ero alla ricerca di qualcosa che mi desse sollievo. L’album parla di separazione, perdono, guarigione e ricordi spaventosi.” Con queste parole la musicista definisce l’ultima fatica discografica From Gas To Solid/You Are My Friend, terzo album e il primo in sei anni.

Dopo la fama e la maternità, Anja ha creato un lavoro più maturo ed equilibrato rispetto ai più grezzi e arrabbiati dischi precedenti; ma che ancora riflette la ricerca di risposte e di un posto sicuro dove rifugiarsi.

La poesia e l’ambizione compositiva che fonde classica, elettronica e avant-rock trovano libero sfogo nelle tracce in cui il pianoforte è protagonista, con le proprie dinamiche eteree, ma forti.

Dagli esordi ad oggi Anja ha percorso una lunga strada: è stata invitata da John Cale a partecipare al tributo a Nico, ha collaborato con Apparat cantando la canzone Goodbyenell’album “The Devil’s Walk”, ha affrontato centinaia di concerti e affinato il suo enorme talento.

Con From Gas To Solid/You Are My Friend Anja consolida i propri punti di forza, sia nelle composizioni per piano e voce sia nella contaminazione tra questa dimensione più intima ed una più electro-industrial. Un’artista che, nonostante la giovane età, possiede una profondità creativa ed una potenza espressiva uniche nel suo genere, che senza dubbio le hanno fatto meritare la definizione di regina della scena dark-alternative.

25 giugno 2019 – Ferrara – Cortile del Castello Estense
Inizio live: 21,00
Biglietto: 23 euro +d.p.
UNICA DATA ESTIVA

Prevendite Autorizzate:
Ticketone – www.ticketone.it - 892.101
Vivaticket – www.vivaticket.it – 892.234
Do It Yourself - www.diyticket.it - 892.369
Biglietti disponibili su ticketone.it dalle 10.00 di venerdì 11 gennaio; in tutti i punti vendita Ticketone, su Vivaticket, su Do It Yourself e in tutte le rivendite autorizzate dalle ore 10.00 di venerdì 18 gennaio.

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White Lies, altri due concerti in Italia

Dopo i due intensissimi live dello scorso novembre a Milano e Roma, i White Lies tornano per coinvolgere nuovamente il pubblico italiano, in due appuntamenti: 27 luglio a Ferrara sotto le stelle – Cortile interno del Castello e il 29 luglio a Sestri Levante al Mojotic Festival – Ex-convento dell’Annunziata.

White Lies

White Lies

A ottobre 2016 è uscito il quarto album della band inglese, Friends, che è entrato subito in Top20 in molti paesi europei. Riconfermando il loro stile unico sia nella scrittura che dal vivo. A gennaio è uscito il nuovo ed energico singolo Don’t want to feel it.  Dopo il successo del disco d’esordio, To Lose My Life, accompagnato da hit come Farewell To The Fairground, Death e To Lose My Life, che ha vertiginosamente scalato le classifiche di vendita piazzandosi al numero 1 in UK, i White Lies pubblicano nel 2011 il loro secondo album, Ritual, prodotto da Alan Moulder (già collaboratore di Depeche Mode, N.I.N., Smashing Pumpkins) anch’esso conquista le classifiche inglesi, piazzandosi in pochi giorni al terzo posto.  Dal vivo il trio originario di Ealing è capace di dipingere atmosfere scure e allo stesso tempo adrenaliniche, rendendo i loro show davvero unici. I testi poetici sono scanditi dalla voce decisa e teatrale di Harry Mc Veigh e accompagnati dal basso e dalla batteria rispettivamente di Charles Cave e Jack Lawrence Brown. Si confermano una tra le live band più emozionanti della new new-wave inglese. Dopo aver girato il mondo, suonando nelle migliori location e festival, tornano finalmente nel nostro Paese per due show imperdibili.

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Arctic Monkeys, estate italiana

Artic Monkeys

Gli Arctic Monkeys sono una tra le band di maggior successo nel decennio del rock and roll tornano in Italia per due date imperdibili: il 10 a Rock in Roma e l’11 a Ferrara sotto le stelle (informazioni Vivo Concerti). Giovani, energici, innovativi e carismatici, hanno conquistato i favori di critica e pubblico soprattutto grazie al loro innato ed originale talento. Formatisi a Sheffield nel 2003, la band ha prima di tutto spopolato grazie al vorticoso passaparola di un loro demo tra conoscenti, amici e la rete, a cui ha fatto seguito un contratto discografico con la rinomata Domino Records nel 2005. È nello stesso anno che esce il primo album, Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not: oltre 600.000 copie vendute in soli cinque giorni. Hanno battuto il precedente record di vendite detenuto dai Beatles.

Ma questo è solo l’inizio: il disco raggiunge il primo posto nelle UK charts, entra in top ten in tutti i paesi europei e negli USA. Concerti ovunque sold out, a cui fa velocemente seguito il secondo altrettanto fortunato disco, Favourite Worst Nightmare (2007), che manda la band dritta al primo posto in Inghilterra. Un successo travolgente che porta Alex Turner e soci a vincere due Brit Awards come miglior rock band britannica e come miglior album inglese. Humbug, il terzo disco, quello che nell’ambiente discografico viene spesso definito come il più difficile, esce nel 2009 e conferma tutte le aspettative di coloro che inquadrano gli Arctic Monkeys come i “pionieri” del rock contemporaneo. Prodotto da Josh Homme, leader dei Queen Of The Stone Age, Humbug segue lo stesso percorso dei precedenti: n.1 in classifica UK, n.1 nelle classifiche europee e top 10 in America, Australia e Giappone.

Seguono tour mondiali sempre sold out e, nel frattempo, la band denota un cambiamento di stile attraverso una musica più matura e a tratti introversa, confermando Alex Turner come il nuovo prototipo di songwriter moderno. Due anni più tardi, nel 2011, esce Suck It And See. Prodotto da James Ford il nuovo lavoro lascia la psichedelia americana anni ’60 che contraddistingueva Humbug per riabbracciare le più consuete melodie in stile British. Suck It And See debutta al numero 1 della UK chart e conferma gli Arctic Monkeys nell’olimpo delle band con quattro dischi andati direttamente nella prima posizione delle classifiche di vendita, insieme a The Beatles, Stereophonics, Coldplay, Keane ed Oasis.

Pare che la band sia al lavoro su un nuovo disco, secondo quanto rivelato dal bassista Nick O’Malley a Spinner. Una nuova direzione artistica, più orientata verso una musica veloce, come aggiunge il batterista Matt Helders, che ha spiegato che i due ultimi brani rilasciati, R U Mine? ed Electricity, non sono canzoni che caratterizzeranno l’album ma, spesso, si parte da altro per raggiungere un risultato inaspettato.