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Fidatevi dei Ministri: l’INTERVISTA

È Fidatevi, il nuovo album dei Ministri. È un lavoro che, fin dal titolo parla di fiducia, ma anche di coraggio, positività e consapevolezze raggiunte in oltre dieci anni di carriera. Li abbiamo incontrati e intervistati.

Ministri (foto di Chiara Mirelli)

Ministri (foto di Chiara Mirelli)

di Valeria De March

Il vostro è un disco di fiducia. Non è facile oggi invitare alla fiducia quando si cammina a testa bassa e ci si parla solo attraverso i social.
Il disco è nato più come un diario di band, per raccogliere il nostro vissuto. Solo in un secondo momento è diventato un mezzo per trasmettere un messaggio: quello della fiducia reciproca tra noi e i nostri fan. I social sono uno strumento potentissimo, ma se usati male possono fare molti danni. È per questo che abbiamo deciso di fare un passo indietro e di stabilire nuovi contatti con il pubblico scrivendo via e-mail.
In cosa consiste il patto di fiducia che vi lega ai fan?
Ogni volta che ci scambiamo messaggi con qualcuno chiediamo di tenerne segreto il contenuto, di non pubblicarlo sui social. In questo modo il rapporto diventa ancora più diretto e più intimo, più autentico. È molto importante costruire questo tipo di fiducia, soprattutto per il genere musicale che facciamo: il rock è visto come qualcosa che fa paura, e il pubblico ha sempre il timore di essere tradito da qualcosa di nuovo, che stravolga il nostro repertorio. Noi però non vogliamo parlare a un pubblico ristretto, che segua solo il rock, vogliamo arrivare a sempre più persone.
Un brano si intitola Spettri: quali sono i vostri?
Con questa canzone il disco va subito nella bocca dello squalo, è come se precipitasse all’improvviso per poi risalire con le altre tracce. Lo spettro principale che ci accompagna è quello dell’abbandono, della paura che ti assale quando sei troppo grande per contare ancora sui genitori, ma troppo giovane per essere sicuro di cavartela da solo. È un sentimento che ci accomuna, che fa parte della nostra età e del momento storico che viviamo. Quando ti ritrovi da solo, cosa ti regola? A cosa ti aggrappi? A prevalere è sempre la paura di essere abbandonati su quella di invecchiare, ma anche quella di essere ostaggi del desiderio e di non saper portare avanti le proprie scelte, anche quando sono scomode.
Ascoltando il disco si percepisce anche coraggio oltre la paura.
Certamente, il nostro è un messaggio positivo: tutte le cose che ci terrorizzano in realtà non esistono, la paura è solo una valutazione ansiosa del futuro, non è una costante della vita ma un avviso. Oggi invece viene perpetuata, fanno sì che la nostra vita sia sempre accompagnata dalla paura per instillare in noi il bisogno di essere controllati.
Che ruolo ha la musica nel contrastare la paura?
Una delle funzioni del rock è quella di infondere coraggio, di esorcizzare la paura. La musica è stata per noi una terapia: tutti abbiamo passato dei momenti difficili, ma il fatto di doverci sempre riunire a suonare ci è servito per superarli.
In Due desideri su tre parlate di un fallimento generazionale: è davvero così radicato in voi questo senso di sconfitta?
Sicuramente ne siamo parte, visto che quando è stato il momento di scegliere abbiamo intrapreso la via meno sicura, quella della musica. All’epoca tutti i nostri amici hanno fatto l’università per diventare avvocati, giudici… non ce l’hanno fatta, noi ci teniamo la soddisfazione dell’azzardo! La nostra generazione si è ritrovata a dover ridimensionare all’improvviso tutte le sue aspettative, a non avere i mezzi per inseguire i sogni che la società ci ha sempre imposto. Conviviamo con orgoglio con la mancanza di prospettive, consapevoli di aver sempre portato avanti le nostre scelte. Siamo invecchiati con le nostre canzoni, abbiamo investito tutto sulla musica e il tempo ci sta dando ragione.
Il 5 aprile a Bologna avrà inizio il vostro tour. Ci date qualche anticipazione?
Siamo curiosi di vedere cosa succederà dal vivo, quale sarà la catarsi che ci aspetta. Ci sarà spazio per le canzoni nuove, ma anche per quelle che il pubblico si aspetta sempre di sentire e che noi ci divertiamo a suonare. Avremo un musicista in più, giacche nuove, e speriamo anche facce nuove: dopo dieci anni è giusto che i fan portino i loro figli! Speriamo anche che la nostra musica possa conquistare sempre più persone, siamo pronti ad abbracciare un pubblico sempre più ampio.

Tutte le date
05/04 – BOLOGNA – ESTRAGON
06/04 – PADOVA – GRAN TEATRO GEOX
09/04 – MILANO – ALCATRAZ
12/04 – TRENTO – SANBA’POLIS
14/04 – ROMA – ATLANTICO LIVE
19/04 – VENARIA REALE (TO) – TEATRO DELLA CONCORDIA
20/04 – NONANTOLA (MO) – VOX CLUB
24/04 – FIRENZE – OBIHALL
27/04 – MOLFETTA (BA) – EREMO CLUB
28/04 – NAPOLI – CASA DELLA MUSICA
30/04 – PERUGIA – AFTERLIFE LIVE CLUB