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Paola Turci, “Io sono” in tour!

Parte a giugno il tour estivo di Paola Turci, durante il quale l’artista presenterà l’ultimo disco Io sono (Warner Music) facendo tappa in alcune delle location più suggestive d’Italia, come Villa Ada a Roma e il Parco del Cavaticcio a Bologna.

Paola Turci (foto di Paola Palosci)

Paola Turci (foto di Paola Palosci)

“Mai come questa volta sono impaziente di iniziare un nuovo tour –racconta Paola Turci– sarò accompagnata dalla mia band ma per il resto ci saranno tantissime novità, a partire dalla musica, dagli arrangiamenti, dalle canzoni e anche da alcune date speciali in cui mi esibirò da sola. Abbiamo lavorato molto per dare a questo concerto il suono che avevo in mente da tanto tempo e che oggi sento mio fino in fondo. Potrei dire che Io sono questo concerto e che non vedo l’ora di portarlo in giro questa estate per chi vorrà ascoltarlo. Finalmente si parte!”. Durante questo tour, Paola Turci sarà accompagnata sul palco da Fabrizio Fratepietro (batteria), Pierpaolo Ranieri (basso) e Fernando Pantini (chitarra elettrica), presentando con la sua carica e grinta espressiva il nuovo disco e tutti i suoi più grandi successi. I suoni saranno curati dal fonico Mirko Cascio.

Queste le date del tour, prodotto e organizzato da Barley Arts (date in costante aggiornamento): il 5 giugno in Piazza Plebiscito a Lanciano (Chieti), il 6 giugno in Piazza Casu Padre a Fonni (Nuoro), il 13 giugno in Piazza Municipio ad Arpino (Frosinone), il 20 giugno alla Festa d’Estate di Vascon (Treviso), il 27 giugno al Bologna Pride al Parco del Cavaticcio di Bologna, il 9 luglio a Villa Ada a Roma, il 15 luglio al Pride Village di Padova, il 27 luglio in Piazza della Libertà a Montalbano di Fasano (Brindisi), il 15 agosto alla Rotonda Carducci di Tortoreto Lido (Teramo), il 19 agosto al Festival di Radio Onda D’Urto a Brescia. Radio Capital è la radio media partner ufficiale del tour di Paola Turci.

L’album Io sono (Effepi/Warner Music), entrato direttamente nella sua prima settimana di uscita nella top 10 dei dischi più venduti, celebra i 30 anni di carriera di Paola Turci affiancando dodici canzoni del suo repertorio completamente rivisitate in un’inedita veste acustico-elettronica a tre brani inediti: Io sono (scritta con Francesco Bianconi e Pippo Rinaldi “Kaballà”), Questa non è una canzone e Quante vite viviamo. Il disco, realizzato con la collaborazione artistica del produttore Federico Dragogna (Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica, Iori’s Eyes), ripercorre l’itinerario artistico di Paola attraverso una mirata e personale selezione di brani che ne hanno segnato le tappe principali.

 

 

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Baustelle portano il loro "fantasma" nella Baia del Silenzio

Baustelle

Si chiama Baia del Silenzio, eppure anche lei di tanto in tanto ama alzare un po’ il volume e ascoltare buona musica per tutta la sera. Ed è per questo che il Mojotic Festival l’ha eletta reginetta del ballo, scegliendola come location dei migliori appuntamenti d’estate in cartellone. Per chi ancora non conoscesse una delle realtà più interessanti della scena indie rock nostrana, Mojotic è l’associazione culturale che dal lontano 2005 promuove eventi alternativi in Liguria e che dal 2008 organizza ogni estate a Sestri Levante (Genova) la rassegna musicale che fa gola a tutti i musicofili dal palato più fino.

Dopo aver portato niente po’ po’ di meno che i Blonde Redhead, Joan As Police Woman, Patrick Wolf e Bonnie Prince Billy a mangiare trofie al pesto, testaroli e focaccia appena scesi dal palco, dopo aver fatto suonare i Verdena alla Bocciofila Rivana (in perfetto hipster style) e Dente nell’ex-Convento dell’Annunziata e dopo essersi inventati performance all’avanguardia come il gettonatissimo “Shhhh! Silent Disco” (in cui ci si dimena al ritmo della musica ascoltata in cuffia), le menti che stanno dietro al Mojotic hanno pensato bene di invitare la band più apprezzata del panorama cantautoriale alternativo made in Italy: proprio loro, i Baustelle.

Sabato 20 luglio il gruppo capitanato da Francesco Bianconi salirà sul palco montato nella Baia del Silenzio per incantare tutti i presenti con un live che già solo per la cornice varrebbe la pena non perdersi. Protagonista della serata sarà “Fantasma”, sesto disco della band senese uscito quest’inverno e già etichettato come capolavoro sia dalla critica sia dal pubblico. Un concept album di diciannove tracce per il cui arrangiamento Bianconi & Co. si sono avvalsi della collaborazione della Film Harmony Orchestra di Breslavia, che ha contribuito a rendere il brani ancora più coinvolgenti.

Nonostante la label discografica di Fantasma abbia un nome altisonante (Warner Atlantic), i Baustelle per la prima volta hanno assunto il ruolo di produttori artistici di se medesimi, curando in tutto e per tutto (assieme all’ingegnere del suono Marco Tagliola) il tappeto sonoro dell’album e mantenendo così quel retrogusto indie e alternativo tanto apprezzato da tutti coloro che ripetono come un mantra “vade retro mainstream”. Sentire “Fantasma” suonato live alla Baia del Silenzio è un’esperienza mistica. O meglio: fantasmagorica.
(Presentazione di Camilla Sernagiotto)

L’intervista di Note Spillate ai Baustelle

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Baustelle e il "fantasma" del tempo

I Baustelle

Arriva il “Fantasma” dei Baustelle. Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini pubblicano, il 29 gennaio,  il loro sesto album che è stato registrato a Montepulciano, loro paese d’origine, utilizzando, tra le altre, la Fortezza Medicea. Nelle registrazioni è stata coinvolta anche la FilmHarmony Orchestra di Breslavia, Polonia. Abbiamo incontrato i Baustelle a Milano per chiacchierare con loro di…fantasmi moderni.

Perché “Fantasma”?
Il tema cardine del disco è il tempo.
In quale accezione?
Viviamo in una società nella quale si vede tutto ma in modo sfumato.Oggi chi guarda al futuro ha una percezione completamente diversa rispetto a chi lo faceva nel 1960.
Dobbiamo rallentare o accelerare?
Rallentare sarebbe una cosa saggia.
Il brano “Il finale” parla proprio di questo.
Nella canzone ci sono riferimenti al compositore Olivier Messaien: lui, a suo modo cattolico, sosteneva che la felicità si trova con la fine del tempo.
Meglio la fine che la durata?
Per lui meglio l’apocalisse che vivere in questo modo: il tempo è da sempre portatore di infelicità.
I testi della canzoni mescolano filosofia e letteratura, umanità e favola: nessun timore di smarrirvi?
In realtà tutto si incastra perché non pensiamo troppo ai testi.
La cover incece sembra studiata meticolosamente.
La veste grafica arriva dopo.
La bambina dai capelli rossi è una citazione chiara agli horror anni Settanta.
Pensi che abbiamo anche fatto un casting per trovarla, la volevamo più simile possibile a Nicoletta Elmi, protagonista indiscussa degli horror di quel periodo.
Nel medioevo i capelli rossi erano sinonimo di stregoneria.
Il nostro è solo un riferimento, ci torna più facile pensare a un personaggio di Fellini.

La cover di Fantasma

Il disco, 13 canzoni e 6 brani strumentali, si apre con “Nessuno” che esordisce con “non credo alla Bibbia/mi chiedo perché dovrei consultarla”.
(Risponde Bianconi) Ultimamente mi hanno accusato di essere clericale. Non sono neanche anti-clericale a dire il vero e comunque ci tenevo a dire la mia. Mi riferisco a certi principi del potere temporale.
Un altro titolo è “La morte”.
E’ un tabù soprattutto nella cultura occidentale occidentale.
La storia è curiosa.
Il protagonista invecchia capisce che può anche non esistere più. Bisogna spogliarla della accezione negativa.
Voi che pensate della morte?
Speriamo sia un passaggio verso qualcosa di migliore. O anche verso un’altra dimensione.
Nell’album precedente, “I mistici dell’Occidente”, c’è “Le rane” che sembra un preludio a questo disco sul tempo.
Ha ragione. E’ il primo salto verso il fantasma.
Il tour?
Facciamo quattro concerti di presentazione il 19 febbraio a bari, il 20 a Roma, il 23 a Firenze e il 25 a Milano. L’8 marzo parte poi il tour vero.
Vi portate l’orchestra?
Magari! Siamo in formazione allargata ma l’orchestra non è possibile. Anche ci piacerebbe, seppur solo per una data.