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Il peggio della diretta ma la meglio scrittura: è Franco Bagnasco

Tutti sono capaci di raccontare e scrivere le storie dei “vip”, pochi sanno invece fare di un genere…letteratura. Uno è Franco Bagnasco.

Franco Bagnasco

Franco Bagnasco

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E’ finalmente arrivato in libreria, edito da Mondadori, Il peggio della diretta, il libro di Franco Bagnasco, giornalista fine e arguto, che racconta i suoi tanti anni trascorsi nel mondo dello spettacolo. Un attento narratore di tante stagioni televisive, un cronista all’antica, che prima cerca la notizia e poi la fa germogliare. Questa volta ha scelto di fare dei ritratti di tanti personaggi che nella sua carriera ha avuto la fortuna e il privilegio di incontrare. Chi riuscirebbe a fare salire su un albero Gianni Morandi? Chi riuscirebbe a portare Al Bano a cantare My Way in dialetto pavese (Bagnasco è anche anima e voce di quel gruppo simbolo dell’Oltrepo pavese che si chiama Beagles)? Sfogliare il suo libro è sentirsi in soggiorno, con un calice di Bonarda e chiacchierare tra amici. E per me è sempre un piacere esserci. Tra quegli amici.

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Edson Arantes do Nascimento in arte French Beagles, il Pelè della Val Versa

In origine era il Grinch e appariva solo a Natale. Poi è diventato il brunch e appare (quasi) solo la domenica. Ma dulcis in fundo è diventato il French. E appare sempre. Quando più te lo aspetti. E quando meno te lo aspetti. Ma è un amico e te lo tieni così. Anzi quando lo vedi fare il Pelè della Val Versa, lui che il pallone lo confonde col pallore (da astinenza da cibo e bonarda), ne sei fiero. Che sia un tuo amico intendo, non per come gioca. Perché io non lo vorrei come socio di futbol neanche al calciobalilla. Che i giocatori, infilzati come polli allo spiedo, neanche si guardano in faccia. Mai. Anni di sfide vinte e perse senza sapere chi ti fa un assist.

French Pelè

French Pelè

The Beagles, Vite Parallele

Assist, passaggio…su questo Franco…French…Pelé è privilegiato perché ha i Beagles alle spalle (in senso calcistico, non fraintendiamo), un team che gioca con lui e per lui. Ma, e qui è la differenza, se lui è Pelè vicino ha Maradona, anzi MaraRapi, che non è un nome e un cognome bensì il nome da praticatore della sfera del leggendario Rapaccioli, il golden boy della Versa, infaticabile manovratore di mitiche trame, che passa con massima disinvoltura da un liberatorio meteorismo beatlesiano a una paratona beaglesiana. Ma è inutile parlare…lancio lungo a French Pelè che ci pensa lui a finalizzare e comunque vada sarà una…grigliata!

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Il rock di Marco Ligabue ipnotizza la movida

Marco Ligabue ha sfidato la movida milanese per raccontare la poesia del suo primo album da solista, “Mare dentro”, e anticipare qualcosa del nuovo che uscira dopo l’estate.

Marco Ligabue, con Jonathan Gasparini, al Just Cavalli

Marco Ligabue, con Jonathan Gasparini, al Just Cavalli

Serata anomala nel modaiolo Just Cavalli di Milano. Sul palco, poco dopo le 22 è salito Marco Ligabue, fine cantautore, grintoso rocker, uno degli ultimi baluardi della musica d’autore. Al suo fianco Jonathan “Groove” Gasparini, altro uomo di Correggio con la musica sui polpastrelli. Per oltre un’ora Marco ha incantanto una platea variegata, formata da chi ci va tutte le sere e da chi, invece, ci è andato per lui. Tanti sono venuti apposta dalla sua Emilia, tanti si sono trovati lì per caso, tutti lo hanno ascoltato, hanno accompagnato con la voce i suoi ritornelli ma soprattutto lo hanno applaudito. E ricevere tanto affetto nel regno dei dj set significa che il rock è davvero buono. E sano.