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Il Vola…vola sull’Arena di Verona

La chiamano vintage, la loro musica. Perché sempre ritorna, perché sono evergreen e inediti che hanno nel dna il concetto di evergreen. Perché hanno fatto alzare più volte in piedi il popolo dell’Arnea di Verona. Il Volo sono il nuovo passaporto italiano dell’italianità nel mondo. Sono lo stimolo per i giovani a inseguire i sogni. Ho incontrato dopo Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto dopo il live scaligero.

Il Volo all'Arena di Verona

Il Volo all’Arena di Verona

Ragazzi che emozione l’Arena piena, vero?
Dopo 24 concerti in Italia questa non potevamo avere una chiusura più bella.
Avete anche presentato il nuovo album L’amore si muove.
E’ stata una responsabilità ma vederlo cantare da tutti è stato un bel sospiro.
Chi è Il Volo?
All’estero ci chiedevano se facevamo opera o musica classica: non siamo classificabili, non siamo solo quello che la gente si aspetta, siamo versatili. Luciano Pavarotti cantava con Sting e con Zucchero noi con De Gregori e Fragola. Poi ci sono gli inediti (tra cui il magico Tornerà l’amore scritto da Claudi Franchini dei Serpenti, ndr) o sorprese come un Volare a samba arrangiato da Celso Valli.
Cosa è L’amore si muove?
E’ la nostra carta di identità poi ci divertiamo dal vivo: ognuno ha le sue caratteristiche ma ci unisce la musica. Per la gente è bello trovare tre concerti in uno.
Radici?
Dean Martin, Frank Sinatra, Placido Domingo, Claudio Villa…noi decidiamo cosa vogliamo cantare. I nostri papà hanno sempre creduto in noi. e questo è stato fondamentale.
Nel disco scelto di non fare duetti: perché?
E’ la prima volta che pubblichiamo un album nostro con molti inediti. Ci abbiamo pensato ma abbiamo rimandato al prossimo anno.
So che è in arrivo una sorpresa a ottobre…
Uscirà un album di Elvis Presley per i suoi 80 anni e ci siamo noi e Michael Bublè a duettare con lui. Poi a New York parteciperemo al Colombus Day e canteremo nella stessa sera di Tony Bennet e Michael Bublè.
Ora andate di nuovo all’estero.
Con questo tour vogliamo tornare in tutti i paesi, grazie anche all’Eurovision Song Contest che ci ha dato un apporto a livello europeo il 2016 sarà un anno di grandi concerti nel mondo.
Ecco perché L’amore si muove esce in tre versioni.
Sì. Il disco nella versione americana ha solo due canzoni inedite. Caruso non lo troviamo nella versione italiana. Tutte le versioni in spagnolo per il mercato latino-americano.
Ambizioni?
Nomination ai grammy, ci puntiamo!

Il Volo durante l'intervista

Il Volo durante l’intervista

Ci pensate a Sanremo, alla vostra vittoria al Festival?
Molti pensavano quanto sarebbe durato il successo ma il tour pieno di sold out ha dimostrato che questo mondo non finirà mai, speriamo di fare questo lavoro per una vita e di portare l’Italia nel mondo fieri di essere italiani. In origine potevamo essere presi in giro per il repertorio, essere etichettati come vecchi per il genere che proponiamo e invece è vintage e il vintage ritorna.
Un esempio?
Ha mai visto eseguire Granada con una giacca di pelle e uno che muove il braccio come fosse una manovella? Cantata da ventenni dà credibilità. Giorgio Napolitano dopo il concerto al Senato durante la sua presidenza disse che siamo un esempio perché prendiamo l’iniziativa e ci diamo da fare. Siamo accolti nel lusso del mondo ma veniamo dalla provincia, i ragazzi non hanno iniziative: “che facciamo?” si dicono e si fermano. Noi parliamo ai genitori, devono essere la benzina dei figli.
Descrivetevi.
Se non si vede Il Volo in concerto non si può capire che progetto siamo. Noi vogliamo far pensare al pubblico di essere a casa ma cantiamo sempre dal vivo. Siamo veri.
In tanti vostri titoli c’è la parola amore.
E un parola che ci piace.
Il duetto dei sogni?
Con Bono degli U2.

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Matthew Lee, il genio della tastiera

Magico Matthew Lee a Milano con un concerto di un’ora e mezza costruito su gli inediti del suo album in uscita il prossimo anno, cover inserite nello stesso lavoro e arrangiamenti di brani popolari della storia della musica mondiale.

Matthew Lee

Matthew Lee

di Matteo Rossini

Il cantante, anche se sarebbe più corretto definirlo performer, ha mostrato tutte le sue capacità di musicista maneggiando con maestria ogni tasto del pianoforte. Matthew Lee ha proposto pezzi storici del rock ‘n’ roll come Johnny Be Good e si è cimentato con cover, tra cui Così celeste di Zucchero arrangiata in stile anni ’60, ma l’apice delle composizioni sperimentali è stato Il volo del calabrone in chiave rock ‘n’ roll, qualcosa che ha lasciato tutti sgomenti, ma un esperimento dal risultato monstre. La serata è continuata con E’ tempo di altri tempi, il singolo che anticipa il suo primo album e altri due inediti, tra cui Non mi credere, uno dei pochi brani in lingua italiana presentati durante la serata.

Matthew Lee

Matthew Lee

Ciò che ha colpito non è stata tanto la perfetta esecuzione dei brani, neanche una sbavatura, ma la passione messa dal cantante sul palco, una vera e propria esplosione di energia. Quante volte vi capita di assistere a concerti in cui un musicista suona il pianoforte sdraiato sullo strumento o completamente disteso al suolo e con una sola mano sui tasti? Matthew Lee è stato accompagnato da una band di tre elementi, Frank Carrara, J. J. Latini e Matteo Pierpaoli, ma in alcuni casi è sembrato di assistere all’esecuzione di un’orchestra composta da più di cinquanta persone. Il cantante aspetta il 2015 come l’anno della svolta. In circolazione ci sono molti artisti rock ‘n’ roll, ma un performer del suo calibro è davvero difficile da trovare, forse impossibile!