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Davide Peron: ”Nella musica c’è bisogno di verità”

Continuano le soddisfazioni per il nuovo album ‘Inattesi‘ del cantautore veneto Davide Peron, un progetto nato dopo l’arrivo della sua primogenita Anita. Un album che vede in primo piano le emozioni e le paure di un artista che affronta la vita con naturalezza e amore arrivando al cuore di tutti. Gli elementi naturali come l’aria, la terra, il fuoco, l’acqua a giocare un ruolo primario nei suoi brani insieme ad uno dei temi che più gli sono cari: l’amore in un contesto di esperienze semplici, genuine, nella musica come nella vita. Le sue canzoni si nutrono di semplicità, naturalezza, pulizia nella costruzione di musiche e testi. Affiora, forte, nei suoi testi anche l’impegno sociale: “La pallottola” uno dei pezzi di più marcato impegno civile, è stato scelto come inno da LIBERA (coordinamento Veneto), l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro tutti i generi di criminalità organizzate.

Davide Peron

Davide Peron

Inattesi è l’album che ti ha aperto nuove strade. Ti senti cambiato?
E’ un album che racconta di gioie, di paure, parla con grande semplicità. Parla di figli, anche se non sempre attesi, di grandi eventi. Il titolo si ispira all’unico acuto che canto in tutto il disco: sulla parola “inattesi” nel brano “Abbiamo pensato a giocare”. Segno che forse anche chi non è aspettato ha diritto di essere compreso e merita di ricevere dignità. Mi ha cambiato per il motivo per cui è nato, la nascita di mia figlia Anita Maria. Credo sia una cosa che se non si ha la fortuna di vivere non la si può capire fino in fondo. Ho spostato, tolto sempre di più il mio “io”. Se prima avevo la sensazione di essere uno strumento che la Musica utilizza, ora ne ho le certezza. Anita Maria è arrivata per dirmi che devo guardare all’altro, al domani e non più “all’adesso”, all’io. E’ una grande emozione aver letto tanto interesse per questo lavoro. Devo dire che appena finito il disco, prima che uscisse, avevo detto a tutti coloro che hanno lavorato che qualsiasi cosa si fosse detto ero tranquillo perché era stato fatto nel miglior modo per le nostre possibilità. Per questo motivo, ero sereno e pronto ad accogliere qualsiasi cosa potesse accadere. Sono felice e grato nel vedere che il disco piace e ha ottimo consenso anche da parte della critica.
Cosa ti ha spinto a dare vita a questo album?
Non avevo in programma un nuovo lavoro discografico fino alla nascita di mia figlia. Poi la musica ha bussato con forza alla mia porta e mi ha detto di tenermi pronto che di lì a poco il disco sarebbe nato. Il teatro e la musica convivono bene nella tua vita.
Quando hai deciso di intraprendere questi due percorsi?
Teatro e musica convivono nella mia vita e l’uno non toglie forza all’altra e viceversa, anzi, ne scaturisce una commistione perfetta, armoniosa. Io penso che le due forme d’arte si compenetrino in modo speciale: dove non arriva la musica, arriva la parola e viceversa. La contaminazione d’arte è a mio avviso la forma per eccellenza che si avvicina alla perfezione della bellezza. Questo matrimonio è nato dall’incontro con mia moglie, Eleonora Fontana, attrice di teatro che mi ha fatto scoprire quanta forza può avere questo matrimonio d’arte!
Come si sta evolvendo la musica?
La musica trova sempre vie imprevedibili per farsi sentire. Mi pare di vedere che non stia però nello show business che oramai ha la meglio su tutto. C’è bisogno di un ritorno alla verità, al fatto che essere un musicista è prima di tutto un impegno, un onere oltre che un onore, un lavoro profondo continuo. Quando si cerca attraverso la musica solo l’apparire allora è giusto dare un altro nome a questo mestiere.
Elimineresti qualcosa?
Non eliminerei nulla. Dico questo perché sono certo che tutto prende forma quando è la musica a deciderlo ed essendo una cosa oltre l’uomo sa bene quando parlare e quando tacere.
Stai già pensando a un nuovo disco?
Devo dire che sono nella stessa situazione di quando Anita doveva ancora nascere, senza pretese. Ma la musica mi sta pian piano già dettando nuove canzoni.
Prossimi progetti?
Ho debuttato con mia moglie con lo spettacolo teatrale-musicale sulla figura di Padre David Maria Turoldo i primi di febbraio 2019 e le date delle repliche si stanno aggiungendo man mano (le trovate tutte su davideperon.it). Prevedo di poter girare l’Italia. E poi nell’estate ci sarà il “Mi rifugio in tour” (il tour che faccio ogni anno nei rifugi delle Piccole Dolomiti, miei concerti tra prati e cime) che arriva alla sua 12a edizione. Lo spettacolo teatrale- musicale “Una calza a salire e una a scendere” sulle portatrici carniche, con cui sono in tournèe da qualche anno, prosegue anche nel 2019 con altre date e questo ci onora.