0

Con Miriam Masala è Settembre tutto l’anno

Settembre, pur essendo un brano in qualche modo separato da altre canzoni interpretate in precedenza, per il suo lato poetico è un tassello che si aggiunge ad altre creature appena nate, tutte comprese in un progetto che la giovane artista Miriam Masala raffigura come una casa sull’albero. La abbiamo intervistata.

Miriam Masala

Miriam Masala


Come è il settembre di Miriam?
E’ un mese che è una ripartenza. Dopo l’estate, dopo le vacanze la vita riparte con i suoi ritmi. Ti ritrovi a fare i conti con tutto. Una cazzone leggera e super partes.
Doppio riconoscimento al Premio Lunezia 2017: terzo posto nella sezione nuove proposte e premio della critica come miglior testo.
E’ un lavoro fatto bene, curato. Sono gli ennesimi tasselli di un percorso iniziato circa quattro anni fa e che ora, finalmente, si stanno allineando.
Cosa si aspetta dal suo lavoro?
Oggi è difficile restare sulla cresta dell’onda, l’obiettivo non è raggiungere la fama ma poter vivere di musica.
C’è una formula?
Posso dire che il primo requisito è crederci sempre.
Ha affrontato Jovanotti rifacendo con Le tasche piene di sassi.
Io credo che le canzoni siano a parte rispetto a chi le canta. Quella ho sentito che mi apparteneva un po’, è sempre stata con me, è l’inizio di tutto.
Sta scrivendo cose sue?
Molto. Sto scrivendo tanto. L’orgoglio è una melodia e un testo scritti da me.
In rete si legge che ci sono molti che condividono le sue parole.
Fa piacere se la gente si riconosce nei tuoi testi, significa che stai percorrendo la strada giusta.
Cosa rende i suoi testi speciali?
Io credo che la gente voglia sentire cose vere. Se bari prima o poi se ne accorgono.
Oggi siete tanti giovani cantautori che stanno rivitalizzando il mondo della musica.
L’indie italiano è sempre stato forte, ora però c’è più attenzione..
Le sarebbe piaciuto vivere negli anni Sessanta?
Per un breve periodo e per imparare. Ma penso che a lungo non mi farebbe bene. Sono una del mio tempo.