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Elisabetta Anselmo, un artista…mille musiche

Ha scelto, per alimentare la sua creatività, la campagna intorno a Torino, un po’ più spostata verso Ivrea. Respira, Elisabetta Anselmo, i fermenti di una Torino all’avanguardia e la freschezza dei venti che arrivano dalla Valle d’Aosta. Gioca col diaframma, e molto bene, per ammorbidire un accento piemontese che in alcuni momenti emerge prepotente. Uno spigolo di una persona che ha le idee chiare, che si divide in più progetti, che sa quel che vuole. Al suo fianco il “socio” Machy Acotto.

Elisabetta Anselmo

Elisabetta Anselmo

Il suo progetto principale cammina insieme a Sebastiano Barbagallo.
Stiamo lavorando su cinque singoli, nel momento in cui saranno pronti procederemo con alcuni ascolti mirati per capire l’interesse che può esserci intorno.
Il suo stile ricorda il trip hop.
Le sonorità sono quelle, qualcuno potrebbe obiettare che sono desuete: io ribatto che la musica è ciclica come la vita. Io mi rifaccio a Massive Attack e Casino Royale, per citare due esempi.
Come ci è entrata in sintonia?
Tanto ascolto e tanto studio.

Elisabetta e Machy

Elisabetta e Machy

Come sono divisi i ruoli creativi?
L’aspetto melodico e armonico e mio al 90 per cento e poi contribuisco ai testi con idee e spunti di riflessione.
Come si è trovata con Machy?
Per caso nonostante abitiamo nello stesso paese. C’è stata da subito la voglia di condividere la musica
La collaborazione come è scattata?
Lui è rimasto colpito dal mio suono e dal mio approccio al pianoforte. Tenga presente che all’epoca non cantavo.
Le sue origini?
Studi classici e tanti ascolti per arrivare a un approccio pop originale.
I vostri concerti come sono?
Un mix di brani originali e cover.
Perché MacBeth?
C’è la radice dei nostri nomi e poi è un’opera maledetta.
Dove vuole arrivare?
In alto ma sono conscia che l’interessa va conquistato!

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Con Rudeejay sotto lo stesso cielo: l’intervista

Rudeejay la scorsa estate ha collezionato 50 date in 90 giorni su 40 palchi diversi, condivisi con i DJ più importanti del panorama internazionale. Un successo che riempie i dance floor di ogni suo evento e che sul web dà i numeri, con decine di migliaia di followers. Sono queste le coordinate da cui è partito il singolo Under The Same Sky (distributed by Universal Music), che tratta il tema delle relazioni a distanza, argomento profondamente attuale se consideriamo l’elevato numero di rapporti che nascono dal flirt di una notte o sui social e che usano poi il web per tenere i contatti.

Rudeejay

Rudeejay

di Carlotta Sorrentino

Come si sta sotto lo stesso cielo? La musica può aiutare a ristabilire contatti più umani?
Assolutamente si, e credo che Under the same sky nasca per trasmettere questo messaggio e questa emozione. E’ un brano che nasce dalla dance ma ne supera i confini, cerchiamo di arrivare al pop senza tradire quelle che sono le nostre origini, così abbiamo unito sotto lo stesso cielo due generi musicali diversi da loro.
Come nasce il brano?
Nasce un’anno fa, in studio con Lili, la cantante. Questo per lei è un brano autobiografico, perché io ho scritto la melodia e mi sono occupato degli arrangiamenti, Lili ha scritto il testo ispirato alla relazione a distanza che sta vivendo da alcuni anni.
Perché un team di sole musiciste?
Per portare in un circuito mainstream come il nostro un’idea di girlband che non fosse quella che il circuito è abituato a vedere. Una girlband può essere anche una vera band di musiciste donne, spesso si creano girlband unendo una serie di modelle che in realtà non sanno suonare però hanno una bella presenza, noi invece ci siamo impegnati a trovare delle brave musiciste e si è creata una bellissima sinergia da subito.
Dieci anni al Papeete quanto formano e condizionano la carriera di un dj?
Formano tantissimo. Condizionano? No perché quello che facevo al Papeete non è quello che faccio oggi, là ero Dj resident oggi non ho più quel ruolo e sono spesso guest dj, questo mi concede l’opportunità di girare posti diversi e suonare davanti a gente diversa.
Perché l’Italia si è accorta così tardi rispetto ad altri paesi del carisma dei Dj?
Perché noi arriviamo sempre per ultimi, ed è un peccato perché nella dance siamo stati pionieri negli anni ’90 e in seguito non siamo più stati in grado di cogliere quello che era il nostro potenziale all’epoca.
Chi considera i tuoi maestri?
Tutti e nessuno, se devo scegliere un nome e basta è sicuramente Albertino, è la persona che mi ha formato, e grazie alle sue trasmissioni ho capito cosa volevo fare nella vita.
Ci sono sorprese in arrivo?
Ho sempre sorprese in arrivo, le sorprese devono essere sempre pronte, bisogna sempre avere un asso nella manica.
Quale sarà la musica che balleremo quest’estate?
Tutto il filone di Despacito, in Italia il fenomeno reggaeton va ancora fortissimo.

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Arianna, la Mona Lisa di Will.I.Am: l’intervista

E’ finalmente su tutte le piattaforme digitali il brano Mona Lisa Smile di Will. I. Am. che ha scelto Arianna per duettare con lui nella versione italiana. Per il video della canzone troviamo Arianna nella parte di Mona Lisa, esposta a un Louvre che prende vita grazie a Jurkovac con l’aiuto del digital artist Pasha Shapiro e Igor Kovalik. Noi abbiamo incontrato Arianna per farci raccontare meglio l’avventura di questo featuring.

Arianna durante l'intervista

Arianna durante l’intervista

di Carlotta Sorrentino

Cosa ha pensato quando si è vista nel quadro di Monna Lisa? C’è un altro quadro che vorrebbe essere?
Mi piacerebbe essere la primavera di Botticelli, sono rimasta colpita da questo quadro quando da bambina lo visi agli Uffizi. La Mona Lisa è sicuramente un’icona per tutti e questo suo sorriso misterioso, questo essere androgina, incuriosisce e affascina.
Che motivazione vede in questa figura?
La tesi più plausibile, secondo me, è che questa matrona sorridesse perché era incinta ma non poteva dirlo. Quando ho scoperto questa storia appena prima del video, ero incinta anche io e non potevo dirlo, è stata un’emozione unica e questo sorriso”sornione” viene spontaneo.
Che effetto fa duettare con Will I Am in…italiano? Ci racconta l’emozione di realizzare un video al Louvre?
Inizialmente doveva essere solo un singolo, in seguito è venuta l’idea di fare questo video, che lui definisce po’ il progetto artistico della sua carriera. E’ sicuramente un video bellissimo, dietro c’è un anno e mezzo di lavoro per rendere questi quadri viventi. Grandissimo lavoro e grandissima genialità di Will I Am.
E duettare in modo virtuale con John Lennon come le è capitato in passato?
Devo sempre ringraziare Michael Jurkovac. Sono l’unica che canta nella propria lingua, questo mi ha emozionato molto perché mi mette un po’ fuori dal gruppo e dà prestigio al nostro paese
Un’altra sua collaborazione è con Il Volo: ce lo racconta?
Io ho lavorato con loro prima che in Italia raggiungessero questo successo. Sono un trio che fa sold out sempre. E’ stato bello vedere una idea italiana all’estero avere tutto questo successo. Un po’ com’è accaduto a me al Columbus Day. Essere li a rappresentare il mio paese è stato un grande onore, probabilmente ho più riconoscimenti li che in Italia. Non penso sia un problema degli artisti ma un problema dell’Italia, per me è il paese più bello al mondo ma come riesce l’Italia a sminuirsi è impressionante.
A gennaio 2016 ha cantato, insieme a Michael Bolton, per per Hilary Clinton: purtroppo non ha vinto, come ha vissuto la sconfitta e come si vive oggi in America?
La candidatura di Trump sembrava quasi uno scherzo, poi quando ha vinto siamo rimasti tutti un po’ annichiliti, chi lo ha votato sono state quelle persone che quando ci parlavi non diceva chiaramente per chi avrebbe votato, ma stava sul vago e non dava una risposta precisa. Lo hanno votato perché tutti avevano voglia di un cambiamento, però io non voglio mettere le mani avanti e non voglio giudicare prima del dovuto.
Quanto e cosa le manca dell’Italia?
La prima cosa che mi manca è il cibo, il gusto delle cose: la frutta negli Usa è perfetta ma poco saporita. Mi manca la solarità delle persone, noi italiani non viviamo per fare soldi, siamo più “de core”, negli Stati Uniti sono costretti a vivere per i soldi perché nessuno gli garantisce nulla, gli americani si svegliano alla mattina e devono rientrare la sera con la certezza di aver prodotto soldi. Se non hai soldi non sei tenuto a fare niente.
E’ previsto un tour italiano?
Prima dovrei fare un disco,ultimamente sono uscita con dei singoli, dopo il disco si vedrà. Il mio sogno è quello di rifare Sanremo.
Nella sua carriera ha collezionato duetti prestigiosissimi: ce ne è uno che le manca?
I miei miti canori sono personaggi che facevano musica un po’ di tempo fa, Barbara Streisand è uno dei miei miti. Una volta l’ho incontrata nella hall di un hotel e mi si è fermato il cuore.