0

Elettro Acqua 3D, il rivoluzionario “app album” per viaggiatori in 3D audio di Marco Di Noia

E’ un album cantautorale, ma è anche un’applicazione per cellulari, un concept sull’acqua in 3D audio, un viaggio musicale che mischia registrazioni cittadine, suoni di aeroporti e stazioni metropolitane, sintesi sonora e strumenti elettronici rarissimi. Tutto questo è Elettro Acqua 3D, l’innovativo app album da poco pubblicato dal cantautore Marco di Noia e dal compositore di musica elettronica Stefano Cucchi, in collaborazione con il fonico ed esperto di sintetizzatori rari Andrea Messieri. Un’autentica esperienza sonora, più che un semplice album musicale.

 

Marco Di Noia

Marco Di Noia

Un disco da “viaggio” in un’app gratuita per smartphone e tablet
Partiamo dall’innovativo supporto di distribuzione: un’app per smartphone scaricabile gratuitamente da App Store (iOS – Apple) e Google Play (Android). Il download è veloce, occupa poco spazio, e offre diversi tratti di interesse per chi viaggia in aereo, treno, metropolitana o autobus. Innanzitutto funziona in modalità aerea (off-line) e in background. Quindi offre contenuti d’approfondimento, i testi dei brani, i video del “making of”, il featuring con il visual-artist delle miniatureCristian Musella, e la possibilità di passare all’audio in alta definizione. In altre parole è concettualmente più simile a un dvd, con i suoi contenuti extra, che a un cd, con il suo booklet.

L’esperienza immersiva del 3D audio per cuffie e auricolari
Gli undici “interludi” che collegano ognuno degli undici brani cantati sono stati realizzati con diverse tecniche - di sintesi sonora e mixaggio interamente binaurale - già utilizzate nella Virtual Reality dei videogame; così da permettere all’ascoltatore un’esperienza totalizzante e, letteralmente, tridimensionale con indosso cuffie o auricolari.

Da Milano alla Terra di Mezzo, passando per il Kenya…
Gli “interludi” 3D, dipingono le ambientazioni geografiche ed emotive in cui si muovono le tematiche sociali, letterarie ed esistenzialiste delle canzoni. Unviaggio sonoro vero e proprio che parte da Milano per poi farvi ritorno, passando per il KenyaRoma, la Bosnia, l’India, il mare artico. Tra le tappe del viaggio non mancano terre fantastiche quali la Terra di Mezzo di JRR Tolkien, il mare mitologico delle sirene di Ulisse, e persino una fogna metropolitana, dove viene fatto rivivere il Re dei Topi dello Schiaccianoci di Hoffman. Riferimenti alla musica classica ed etnica, al prog e all’elettronica accademica, arricchiscono questo albumdi synth-pop cantautorale, fatto di sperimentazione e una ricerca sonora durata quattro anno.

Con nove ospiti provenienti da cinque nazioni differenti (Italia, Francia, Germania, Belgio e Kenya), tra cui Dan Lacksman (Telex, Deep Forest, Hooverphonic ecc.), Thomas Bloch (Radiohead, Gorillaz, Daft Punk ecc.) e il concertista trautonista Peter PichlerElettro Acqua 3D è stato realizzato con più di quaranta strumenti per la musica elettronica, una fitta gear-list che comprende i più ricercati sintetizzatori analogici, tra cui l’Arp2600 e il VCS3, e i primi rari e storici strumenti elettroacustici, come ad esempio il mixture trautonium e le ondes martenot.

A supporto dell’innovativa e modernissima proposta, la SIAE ha concesso al progetto una licenza speciale in attesa di implementare il proprio regolamento sulla multimedialità e tutelare altri artisti che volessero pubblicare la propria opera adottando la formula dell’app album.

Il download di “Elettro Acqua 3D” è disponibile ai seguenti link per smartphone o tablet.
iOS:
https://itunes.apple.com/us/app/elettro-acqua-3d/id1411416322

Android:
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.marcodinoia.elettroacqua3d

0

Max Dedo, un viaggio tra sogni, bellezza e contrapposizioni

Terzo album da solista per Max Dedo, cantautore e polistrumentista con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera con artisti italiani del calibro di Max Gazzè, Carmen Consoli, Elio e le Storie Tese, Niccolò Fabi, Nicola Piovani, Nomadi, Mario Venuti, Arisa, Cristiano De Andrè, Fabrizio Moro e Bandabardò.

Max Dedo

Max Dedo

di Irene Venturi

Come componente dell’orchestra RAI del Festival di Sanremo e di numerosi altri programmi televisivi nazionali, ha accompagnato artisti del calibro di Sting, George Benson, James Taylor, Michael Bublè e Caetano Veloso. “Un posto vero”, è un album puro, sia musicalmente che emotivamente. Le chitarre elettriche e acustiche si muovono tra i vari generi musicali con disinvoltura, facendo arrivare ogni nota dritta al cuore. É la colonna sonora di un viaggio tra “episodi di vita vissuta, tra tutte le stranezze, cose belle e cose brutte”. Il disco (Astralmusic/Universal Music) vanta importanti featuring con Carmen Consoli, Erriquez della
Bandabardò, Ramon Caraballo e Max Gazzè. 11 le tappe e 11 i temi affrontati, interfacciandosi con luoghi comuni, persone fuori dal coro, una terra non capita e un pianeta che non ottiene il rispetto che dovrebbe. Dopo un lungo viaggio fra la mia terra e i paesi del Mediterraneo – racconta l’autore – ho fissato tutti i momenti più emozionanti e importanti in “Un Posto Vero” il comune denominatore è la ricerca della bellezza vera attraverso un turbinio di emozioni caleidoscopiche lette attraverso gli undici spartiti di questo album. “Un Posto Vero” è stato anticipato da “Inverno maledetto”, primo singolo estratto dall’album con la partecipazione di Max Gazzè e Asia Argento nel video. Il 5 gennaio live al parco della Musica di Roma.

Guarda i l video del singolo

Cos’è un posto vero?
È un momento metafisico, è un incontro con persone, luoghi, realtà vere. La musica ne ha bisogno.
Perché?
Tutto quello che ascolto in radio è semplice, fatto per accontentare i grandi network. In realtà c’è tanta sostanza che non passa in radio ma che esiste.
Colpa degli artisti o della mancanza di orecchie che vogliono ascoltare, oltre che sentire?
Entrambi, purtroppo.
È il suo album più personale, intimo e vero?
Assolutamente si. Ci sono canzoni a cui sono molto legato e in questo album c’è la mia terra, la Sicilia, e l’arte.
L’arte viene rappresentata benissimo dal brano “I Papaveri di Monet”, un inno alla bellezza.
Sono un pittore della Domenica. Ho esercitato la professione per anni, facevo mostre, poi la musica mi ha preso tutto. Ho rivisto Monet a Roma e mi ha ispirato a scrivere questo brano. Nella mia musica ogni cosa è un rimando a qualcosa che fa realmente parte di me.
É un album musicalmente vero, nonostante degli accenni di elettronica.
Ho utilizzato l’elettronica al minimo. I musicisti he hanno partecipato a questo album sono tantissimi. Ho fatto suonare poche trombe e tromboni, poi l’undicesimo brano l’ho dedicato tutto a loro e raccoglie tutta la mia vera natura.
Max Gazzè, Carmen Consoli, Ramon Caraballo ed Erriquez. Come sono nate queste collaborazioni?
Sicuramente mi ha aiutato il rapporto professionale che ci lega. É nata spontanea l’associazione tra “Piscaturi” e Carmen Consoli. É conterranea e sensibile quanto me alla tematica e quando ho composto la canzone ho sentito subito che era per lei. Anche con Max Gazzè è stato tutto molto spontaneo. Il mondo elettronico del brano è il suo, come i fonemi inconsueti.
Sanremo. A quale edizione è più legato?
L’ultimo con Baglioni è stato molto valido. Si è dato molto spazio alla musica. Accade raramente di poter accompagnare artisti del calibro di Sting.
Anche quest’anno farà parte dell’orchestra?
Certamente, e posso anticiparvi che anche quest’anno ci saranno delle belle sorprese.
Il 5 Gennaio possiamo venire ad ascoltare “Un posto vero” in uno dei più grandi templi della musica.
Eseguirò parte dell’album e del mio repertorio con ospiti e parte di coloro che hanno collaborato all’album. Ci saranno momenti in cui sul palco saremo in 40. Purtroppo non saranno con me Gazzè, Consoli, Erriques e Caraballo ma sarà una splendida serata.

0

Vincenzo Incenzo, debutta con Credo, prodotto da Renato Zero

“Scrivo per provare ingenuamente a volare, per ristabilire un equilibrio con il mondo in cui viviamo. Credo ancora che le canzoni possano avere un compito, parlare alla gente, sollecitare coscienze”, così Vincenzo Incenzo, autore di Cinque Giorni (con Michele Zarrillo) descrive la sua musica, pura e vera, tanto da lasciarci quasi interdetti in un panorama musicale spesso troppo sterile. C’è ancora chi ha qualcosa da dire, per fortuna. C’è ancora chi non si nasconde
dietro ai filtri, per fortuna.

Vincenzo Incenzo (foto di Roberto Rocco)

Vincenzo Incenzo (foto di Roberto Rocco)

di Irene Venturi

Autore affermato, Vincenzo Incenzo ha collaborato con artisti del calibro di Armando Trovajoli, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Sergio Endrigo, Michele Zarrillo e tanti altri. Una collaborazione in particolare è stata determinante per la realizzazione del suo primo album. “Renato Zero ha avuto la sensibilità di capire un disco da cantautore. Per me è un riferimento molto forte, mi fido molto di lui. Da una canzone pensata per il suo disco è nato questo album
sotto la sua produzione”. L’album, dal titolo Credo, è uscito il 19 ottobre ed è stato anticipato dal singolo Je Suis. Uno slogan, un manifesto all’esserci, alla partecipazione, sull’onda di una tragedia o di un’ingiustizia; slogan che però troppo spesso finisce per diventare solo il riflesso di uno sterile narcisismo fatto di like, di hashtag e di selfie, piuttosto che di reale e sincero interesse verso la causa. Un album vero, che non ha paura di parlare perchè “si muore di dolore anche dentro un condominio / ma l’immagine virale è il salvataggio del pinguino”. Spiazzano le parole pungenti quanto vere, e ci spiazza pensare come la musica riesca ancora a metterci davanti alle nostre responsabilità, a volte perse di vista.

“Ora è come tornare al punto di partenza, al primo credo”. Quanta paura c’è ora che ci si mette la faccia?
Paura no, c’è molto entusiasmo. Non è l’ansia di un ventenne ma ci arrivo con una maturità diversa. Chiudo un cerchio iniziato molti anni fa.
É successo solo ora però.
L’avrei fatto anche prima ma non c’è stato il tempo, questi 25 anni sono volati e avrei dovuto dire no a grandi artisti per concentrarmi su me stesso.
Sarebbe stato diverso?
Anni fa ci sarebbe stata più attenzione alla musica, ora ci sono codici diversi, però forse non ci sarei arrivato con questa maturità. Ora ho una soglia di autocritica molto alta, mi chiedo sempre se a Lucio Dalla o Sergio Indrigo sarebbero piaciute le canzoni che sto creando.
Autore musicale, teatrale, direttore artistico per “Zerovskij, solo per amore”, autore di libri… ora cantautore.
Arte è libertà ed è comunicazione, c’è amore e rispetto. Non importa come si arriva alla gente ma l’importante è arrivare. L’arte dovrebbe ristabilire la pace ed è per questo che forse fa paura al sistema, perché non è prevedibile. “Il pensiero non è recintabile” diceva Lucio Dalla.
Sente l’esigenza di fare arte?
L’arte è sparita. c’è un processo di normalizzazione inquietante per far restare la gente in uno stato di dormiveglia per poterla manipolare. L’arte è necessaria.
Grande amicizia e collaborazione con Renato Zero. Glielo avranno detto più volte, c’è anche una certa somiglianza fisica.
Sarà la vicinanza continua che ci sta plasmando. Emotivamente c’è una grande sintonia che genera grande fiducia, tanto che non è mai intervenuto nella scrittura di questi brani. É sempre stato molto rispettoso.
Nella musica di oggi non vedo lo stesso coraggio che leggo nei suoi testi.
Purtroppo oggi l’ascolto avviene in solitudine. La ragione sociale della canzone in questo momento non c’è, è tutto un colossale selfie. I rapper che potevano raccogliere l’eredità dei cantautori oggi si perdono nelle discoteche o nei temi futili.
Ci sarà qualcuno che si salva.
Maneskin, Diodato.. ascolto tutto, non sono un nostalgico. Mi dispiace che chi fa le denunce lo faccia in modo generalista, si ha paura di fare male a qualcuno. I testi si possono cantare sia in parrocchia che nei centri sociali di frangia estrema.
Nell’album lei parla di Duemilaeniente, cosa ci manca di vero e puro per dare un nome a questo millennio?
La sincerità, anche con noi stessi. Siamo ipocriti in nome della comodità.

TRACKLIST
1. Je suis
2. La mia canzone per te
3. L’elefante e la farfalla
4. Prima di qualunque amore
5. Pensiero unico
6. Il primo giorno dell’estate
7. La canzone che sta passando
8. Cinque giorni guest Renato Zero
9. I nemici dell’amore
10. L’acrobata
11. Dal paese reale
12. Salutami l’amore intro
13. Salutami l’amore