0

Decolla oggi la Paranoia Airlines di Fedez: l’INTERVISTA

Decolla oggi il nuovo album di Fedez intitolato Paranoia Airlines. Per presentarci questo nuovo progetto discografico Fedez ci ha invitato a volare con lui, o meglio all’aeroporto di Linate insieme a lui. Dove, in uno scenario di aerei in partenza, ci ha raccontato qualcosa in più su questo album.

Fedez col presidente di Sony Music Andrea Rosi

Fedez col presidente di Sony Music Andrea Rosi

di Carlotta Sorrentino

L’album contiene 16 brani inediti ricco di collaborazioni e di paranoie, infatti nelle 16 tracce Fedez analizza le sue paure, le sue paranoie. Questi brani nascono dall’esigenza di Federico di tornare a fare musica per il solo piacere di farla: “Sentivo l’esigenza di mettermi in studio, lavorare e sperimentare da solo. Questo disco nasce da una libertà che mi sono dato. Ormai dopo tanti anni di carriera nel mondo della discografia, sono riuscito a guadagnarmi la liberà di fare un disco senza badare alle logiche di mercato. Questo disco non avrà vita lunga, sentivo l’esigenza di farlo uscire velocemente ma non ho interesse a portarlo avanti per due o tre anni perché questo disco rappresenta me oggi”.

Tante sono le collaborazioni con artisti nazionali e internazionali che mostrano la versatilità di Fedez in ambito musicale. Nei brani insieme a Trippie Redd e Tedua, Dark Polo Gang e quello con Emis Killa vediamo un Federico più Trap/Rap, uno più pop nel brano Holding Out For You Feat. Zara Larsson, al cantautorato nel brano LP. A Lavorare alle produzioni dell’album sempre in volo tra Milano e Los Angeles troviamo Michele Canova e Takagi & Ketra: “Tutte le collaborazioni dell’album sono nate in studio in maniera molto spontanea. La più strana è stata con Emis, ci siamo conosciuti quando avevamo 13 anni, siamo cresciuti nel centro nevralgico del Hip Hop milanese, all’inizio eravamo nella stessa piccola etichetta, quando me ne andai lui esplose e da li ci siamo un po’ persi. Dico che è stato strano perché rivederci dopo anni, entrambi genitori e rivivere il passato insieme. Nella nostra prima collaborazione abbiamo voluto ricreare un’atmosfera sonora che richiamasse i nostri inizi, prendendo spunto dai pezzi rap fine anni ’90 inizio 2000. Tra noi due c’è sempre stata una sana competizione”.

Ad aprire l’album è il singolo Prima Di Ogni Cosa, brano già disco D’oro che Fedez dedica al figlio Leone, lasciandosi andare ad un’intimità che non credeva fosse così capita e apprezzata dal pubblico: “Ci tenevo fosse un brano unico, diverso dagli altri. Potevo scriverlo in mille altri modi ma ho deciso di fare una cosa esclusiva per me e mo figlio. Il riscontro che c’è stato mi ha stupito molto”. Il tour inizia il 15 marzo da Verona e tocca le principali città italiane, è il primo tour nel palazzetti per Fedez solista, che ha già girato i palasport di Italia ma dividendo sempre il palco.

0

La Themagogia di The André è un viaggio nella vita

Il nuovo che avanza è un album di esordio intitolato Themagogia tradurre, tradire, traspare ed è  firmato The André, cantautore senza volto nato sul web. Nonostante sperassimo di conoscere il volto dell’artista il controverso cantautore si è presentato a volto coperto per mantenere segreta la sua identità. Per chi ancora non lo conoscesse, The André è un vero e proprio fenomeno del web, diventato tale grazie alle straordinarie versioni di cover d’autore in cui omaggia il grande maestro immaginando come si sarebbe cimentato ai giorni nostri cantando i testi trap e indie. In Themagogia The André propone una sola cover gli altri saranno tutti singoli inediti nei quali il cantautore sviluppa alcuni temi trattati nella musica trap a modo suo. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio.

The André

The André

di Carlotta Sorrentino

Come è nato The André?
Io nasco sul web, cantavo le canzoni trap cambiando il contesto musicale. Oggi mi sto evolvendo, “traduco” nel senso che i testi sono legati ai testi trap. Come se avessero dato un tema io lo svolgo a modo mio, tenendo parole che richiamino alla canzone di riferimento.
Come mai hai deciso di nascondere la tua identità? Per quanto tempo la terrai nascosta?
Nei miei primi video io non comparivo, c’era la mia voce e sullo schermo si muovevano diapositive. Dovendo portare fuori la mia musica ho preferito continuare a tenermi nascosto. Vorrei che passasse prima la musica. Non so per quanto la nasconderò, questo progetto è partito meno di un anno fa e sta procedendo molto velocemente. Al momento non ho intenzione di mostrarmi, non penso sia realmente interessante sapere chi sono!
Quale è il tuo legame con De André?
Sono cresciuto ascoltando De André, ho imparato a suonare la chitarra grazie a lui. Molti dei suoi messaggi mi sono entrati dentro e per come l’ho capito io lo condivido a pieno. Con il mio progetto musicale non voglio “scimmiottarlo” ma omaggiarlo immaginando come si sarebbe posto nei confronti di questo “cantautorato trap”.
Con che criterio scegli i testi e che legame hai con essi?
Inizialmente cantavo i brani che conoscevo, Non giudico assolutamente nessun genere musicale. Dovendo frequentare il mondo della trap ho capito che non è il solito prodotto, fa parte di un modo di esprimersi di un gruppo culturale. Il mio non è un lavoro di traduzione letterario ma una traduzione da un mondo a un altro. I testi che scelgo sono quelli che mi permettono di dire qualcosa.
Cosa significa il titolo dell’album?
Gioca sul mio nome d’arte: The André, Themagogia.
Cosa offre al pubblico?
Sto dando al pubblico quello che vuole, il trash, facendo musica come piace a me.
Ti vedremo presto live?
Quando abbiamo iniziato era l’ultima cosa che volevo fare, abbiamo concluso una stagione estiva molto importante. Ora in programma ci sono alcuni appuntamenti più teatrali che iniziano il 30 marzo a Roma.
Poi?
Per la prossima estate vediamo cosa succederà, sicuramente qualche festival.

0

Fruit Joint + Gusto: un viaggio nella musica di Dani Faiv

L’album d’esordio del rapper Dani Faiv, ricco di collaborazioni, si intitola Fruit Joint + Gusto ed è composto da 11 inediti che ci fanno conoscere a pieno il mondo musicale (e non solo) del rapper. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Dani Faiv (foto di Moab Villain)

Dani Faiv (foto di Moab Villain)

di Carlotta Sorrentino

Raccontaci come mai questa scelta dei colori e quale è il tuo colore preferito?
Il mio colore preferito è il verde, verde come la pace e la speranza. In questo album ci sono tutti i colori dai più sgargianti ai più cupi, non è un album allegro e giocoso solo perché “colorato” ci sono anche dei colori scuri, c’è il nero che trasmette un mio stato d’animo più malinconico. Ognuno di noi ha i suoi problemi.
Come è nato questo album?
Siamo partiti da singoli che hanno avuto un successo inaspettato, visto questo riscontro positivo abbiamo voluto costruirci un progetto intorno.
Paure?
All’inizio avevo paura di non essere preso sul serio, come sta succedendo per tanti in Italia. Non ci aspettavamo il successo di Game Boy Color, la gente l’ha capita e questo ci ha dato la voglia di strutturare questo progetto. Nell’album sono totalmente me stesso. Mi va di essere felice, mi va di essere incazzato, sono me stesso.
Tante le collaborazioni in questo album…ne hai di preferite?
Nel disco ci sono tanti featuring e tanti grandi produttori come Takagi & Ketra e Frankie G.
Tra le collaborazioni vediamo sia ragazzi della Machete che persone totalmente esterne.
Madman l’ho contattato perché avevo questo freestyle, lui ci ha creato una strofa ed il ritornello, per questo motivo c’è il doppio titolo.
Con Shade?
Ci siamo trovati in studio per creare una traccia ma non sapevamo di che parlare, quindi abbiamo deciso di ironizzare su questo tema. Il testo è pieno di riferimenti a quello che entrambi viviamo e abbiamo attorno mentre creiamo la canzone.
Nitro?
Il brano Pollo rmx è perfetto per Nitro, è il featuring dell’album più adatto a lui.
Lo stile che hai ora, musicalmente e visivamente, sarà la tua firma?
Questo disco non è la mia firma, con questo disco racconto il mio vissuto fino a oggi e il mio stato d’animo attuale. In futuro potrei sicuramente cambiare. Ora amo molto i colori ma è un periodo. Non voglio essere troppo appariscente non voglio confermarmi per questo. Io cambierò sempre, mi evolvo man mano.