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Achille Lauro stavolta scrive: Sono Io Amleto è il suo primo libro

Il 2019 è appena iniziato, ma siamo sicuri che per Achille Lauro sarà un anno ricco di novità! Dalla partecipazione a Sanremo, la pubblicazione del suo primo libro autobiografico fino all’uscita di Achille Lauro No Face 1 la prima parte di un documentario diviso in 3 capitoli che ci fa entrare nel mondo del rivoluzionario trapper e dei suoi collaboratori. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare tutti questi progetti.

Achille Lauro fotografato da Daniele Cambria

Achille Lauro fotografato da Daniele Cambria

di Carlotta Sorrentino

E’ da pochi giorni uscito il suo libro autobiografico intitolato: Sono Io Amleto. Contiene tutto l’immaginario di Lauro: un mondo lirico e non convenzionale, le lucide visioni di un anima forgiata dalla solitudine e la strada.
In questo libro racconto la vera storia che ci ha portato fino qui. Il libro parla di chi siamo e di chi eravamo, parla tanto della periferia di Roma, da dove siamo cresciuti, parla di droga dalla quale noi siamo usciti.
All’interno del libro troviamo le immagini di alcune opere, come mai sono state inserite?
Si, ci sono alcune opere di artisti contemporanei. Mi piace l’arte e mi piace mescolare tra loro varie forme d’arte.
Per preparati a questo libro hai letto le biografie dei rapper che ne hanno pubblicati prima di te?
Non volevo fare il classico libro da rapper, non ho letto quelli dei miei colleghi. La mia idea è quella di raccontare il mio vissuto come fosse un romanzo.
Spiegaci la scelta di questo titolo?
Il titolo è ispirato a Shakespeare, mi piaceva riprendere il concetto di una tragedia che diventa un’opera di successo e paragonarlo alla mia vita.
Presto ti vedremo in una cornice totalmente nuova, il palco del Festival di Sanremo che ti vedrà in gara con il brano Rolls Royce. A dirigere l’orchestra è il maestro Enrico Melozzi. Sei pronto per questa esperienza?
A Sanremo porteremo una cosa bella frizzante, credo che piacerà sia ai più giovani che hai più grandi, comunque dalle statistiche il nostro pubblico è molto vasto e questo a noi fa sicuramente molto piacere.
Chi porterai con te al festival?
Per me Sanremo è un esame, mi porto professionisti che mi aiutino a superare al meglio questa prova. Sul palco con me vorrei un attore, ma si vedrà… Mi piacerebbe per seguire l’evoluzione particolare che ha avuto la nostra musica.
Dopo Sanremo uscirai con un nuovo disco, cosa dobbiamo aspettarci?
Sarà un disco molto diverso da ciò che avete sentito fin ora, il nostro percorso è stato un continuo mutamento e continuiamo così. In questo momento siamo su  vibes molto Rock n Roll, qualche pezzo sarà trap però sarà un album più suonato e più maturo. Il nostro obiettivo è l’olimpo della musica italiana.
Temi il palco di Sanremo?
Noi non siamo personaggi da Sanremo, ma nonostante questo non penso verrò normalizzato. Non sono preoccupato per il palco mi sono e mi sto preparando molto. Ci saranno belle sorprese, vi farò divertire!
Concluso il tour ti rivedremo messo a nudo nel primo di una serie di docufilm che ti vedono come protagonista.
Il libro e il film son stati pensati in momenti differenti, ma si sono uniti molto bene insieme, sembra quasi che siano stati pensati nello stesso momento.

In totale i docufilm saranno tre, con la regia di Sebastiano Bontempi e lo stesso Lauro. Il primo che uscirà in autunno si intitola Achille Lauro No Face 1 e racconta del passato di Lauro, da quando è nato fino ad oggi, Il secondo e il terzo parleranno rispettivamente del presente e del futuro. Sicuramente il futuro di Achille Lauro sarà pieno di sorprese, e noi, non possiamo perdercele!

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Da sanremo all’Italia, ecco La Zero che canta Nina è Brava

Manuela Zero, in arte La Zero è un’artista poliedrica che già abbiamo visto al cinema e in televisione. La Zero è stata una delle voci più interessanti di Sanremo Giovani. Il suo brano Nina è Brava è molto teatrale e affronta un tema sociale molto forte di cui si parla molto poco, riscuotendo molti commenti positivi e sensibilizzando la gente sulle condizioni dei carceri minorili. L’abbiamo incontrata per conoscerla meglio e farci raccontare qualcosa in più sui suoi progetti futuri.

La Zero ovvero Manuela Zero

La Zero ovvero Manuela Zero

di Carlotta Sorrentino

La Zero e Zero è il tuo cognome: c’è un altro significato dietro questo nome?
No, La Zero è un nome che ho scelto solo per il mio cognome, non volevo darmi un nome d’arte.
A chi ti ispiri, che musica ascolti?
Io sono una fan accanita di Gabriella Ferri e, in generale, delle cantautrici di un certo tipo. Di attuale mi piace molto Ultimo per come scrive, e per come usa le parole.
Il brano Nina E’ Brava ha un significato molto forte, chi è Nina e perché la scelta di raccontare questa storia?
Nina è una bambina che vive in carcere con la madre, Nina ho ha fatto nessun reato, vive li perché la madre è li. Questa è una storia che mi ha raccontato un regista, ci aveva scritto una sceneggiatura, non è una storia che ho vissuto, io l’ho resa mia, mi piace raccontare storie che trovo significative anche se i contenuti sono “scomodi”. Nina è una canzone complicata.
Come hai vissuto l’esperienza delle selezioni per Sanremo, che emozioni hai provato e cosa ti sta portando questa esperienza?
Il palco di Sanremo giovani è un palco molto importante, io avevo delle aspettative molto alte, la cosa più bella è stata sicuramente portare la mia canzone. Molto bello è il confronto con gli altri ragazzi, mi sento ancora con molti di loro e si è creato un bellissimo rapporto d’amicizia. Dopo Sanremo tante persone mi scrivo tutti i giorni, mi chiedono se è una storia vera, nelle scuole fanno cantare la ia canzone e questo mi lusinga molto. Un’associazione di Milano mi ha contattato. La gente fatica a parlare di certi argomenti, noto molta omertà dietro questo tema.
Si aspettava tanto clamore?
L’obiettivo quando l’ho scritta non era questo ma sono molto felice che la mia canzone sia d’insegnamento e soprattutto che piaccia ai bambini che cantandola fanno domande su questa Nina. Tante sono appunto le mamme che mi scrivono.
Hai maturato tante esperienze al cinema e in televisione, come mai hai deciso di intraprendere questo percorso da cantautrice? Ti rivedremo mai nelle vesti di attrice?
In questo momento voglio concentrarmi sulla musica e sui testi. La musica mi rende felice e io voglio fare ciò che mi piace, se un domani dovesse arrivare una bella cosa dal cinema chi lo sa…
Perché hai scelto di interpretare in modo teatrale la tua musica?
Io non l’ho assolutamente programmato, la storia di questa canzone mi ha portato a interpretarla in questo modo. Tutte le parole sono venute di getto, probabilmente l’esibizione è molto teatrale perché io sono così.
Perché il video di Nina E’ Brava è stato girato con l’I-Phone, come mai questa scelta?
Ho provato a commissionare il video a dei video maker ma il risultato non mi soddisfaceva era troppo statico, il testo di questa canzone non ho ha bisogno di fronzoli, questo video andava fatto nel modo più semplice possibile.
Nelle tue canzoni la parte più importante è sicuramente il testo, hai mai pensato di scrivere per altri artisti?
Me lo hanno chiesto, un domani chi lo sa, per il momento lavoro per me stessa e per i miei progetti.
C’è in programma il tuo primo album, cosa puoi dirci a riguardo?
Secondo me sarà molto bello. Con questo album affronto tanti argomenti con un punto di vista differente, come vedo io la musica senza troppe regole ma con molto coraggio. Nell’album affronto tanti argomenti scomodi e personali, mi espongo parlando a 360 gradi di ciò che mi interessa.
Ti vedremo presto live?
Certo, le mie canzoni sono canzoni da vedere, anche l’album verrà presentato live come un racconto. Vorrei esibirmi con il mio album nei teatri, il teatro è una parte fondamentale di me.

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Elettro Acqua 3D, il rivoluzionario “app album” per viaggiatori in 3D audio di Marco Di Noia

E’ un album cantautorale, ma è anche un’applicazione per cellulari, un concept sull’acqua in 3D audio, un viaggio musicale che mischia registrazioni cittadine, suoni di aeroporti e stazioni metropolitane, sintesi sonora e strumenti elettronici rarissimi. Tutto questo è Elettro Acqua 3D, l’innovativo app album da poco pubblicato dal cantautore Marco di Noia e dal compositore di musica elettronica Stefano Cucchi, in collaborazione con il fonico ed esperto di sintetizzatori rari Andrea Messieri. Un’autentica esperienza sonora, più che un semplice album musicale.

 

Marco Di Noia

Marco Di Noia

Un disco da “viaggio” in un’app gratuita per smartphone e tablet
Partiamo dall’innovativo supporto di distribuzione: un’app per smartphone scaricabile gratuitamente da App Store (iOS – Apple) e Google Play (Android). Il download è veloce, occupa poco spazio, e offre diversi tratti di interesse per chi viaggia in aereo, treno, metropolitana o autobus. Innanzitutto funziona in modalità aerea (off-line) e in background. Quindi offre contenuti d’approfondimento, i testi dei brani, i video del “making of”, il featuring con il visual-artist delle miniatureCristian Musella, e la possibilità di passare all’audio in alta definizione. In altre parole è concettualmente più simile a un dvd, con i suoi contenuti extra, che a un cd, con il suo booklet.

L’esperienza immersiva del 3D audio per cuffie e auricolari
Gli undici “interludi” che collegano ognuno degli undici brani cantati sono stati realizzati con diverse tecniche - di sintesi sonora e mixaggio interamente binaurale - già utilizzate nella Virtual Reality dei videogame; così da permettere all’ascoltatore un’esperienza totalizzante e, letteralmente, tridimensionale con indosso cuffie o auricolari.

Da Milano alla Terra di Mezzo, passando per il Kenya…
Gli “interludi” 3D, dipingono le ambientazioni geografiche ed emotive in cui si muovono le tematiche sociali, letterarie ed esistenzialiste delle canzoni. Unviaggio sonoro vero e proprio che parte da Milano per poi farvi ritorno, passando per il KenyaRoma, la Bosnia, l’India, il mare artico. Tra le tappe del viaggio non mancano terre fantastiche quali la Terra di Mezzo di JRR Tolkien, il mare mitologico delle sirene di Ulisse, e persino una fogna metropolitana, dove viene fatto rivivere il Re dei Topi dello Schiaccianoci di Hoffman. Riferimenti alla musica classica ed etnica, al prog e all’elettronica accademica, arricchiscono questo albumdi synth-pop cantautorale, fatto di sperimentazione e una ricerca sonora durata quattro anno.

Con nove ospiti provenienti da cinque nazioni differenti (Italia, Francia, Germania, Belgio e Kenya), tra cui Dan Lacksman (Telex, Deep Forest, Hooverphonic ecc.), Thomas Bloch (Radiohead, Gorillaz, Daft Punk ecc.) e il concertista trautonista Peter PichlerElettro Acqua 3D è stato realizzato con più di quaranta strumenti per la musica elettronica, una fitta gear-list che comprende i più ricercati sintetizzatori analogici, tra cui l’Arp2600 e il VCS3, e i primi rari e storici strumenti elettroacustici, come ad esempio il mixture trautonium e le ondes martenot.

A supporto dell’innovativa e modernissima proposta, la SIAE ha concesso al progetto una licenza speciale in attesa di implementare il proprio regolamento sulla multimedialità e tutelare altri artisti che volessero pubblicare la propria opera adottando la formula dell’app album.

Il download di “Elettro Acqua 3D” è disponibile ai seguenti link per smartphone o tablet.
iOS:
https://itunes.apple.com/us/app/elettro-acqua-3d/id1411416322

Android:
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.marcodinoia.elettroacqua3d