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Thema, il loro disco è Incredibile

Il primo album della band milanese THEMA è Incredibile. Prodotto da Vladi Tosetto e arrangiato da Mano Belleno racchiude 12 brani tutti molto positive e freschi. “Incredibile è un nome nato per raccontare la sensazione che stiamo provando da un anno a questa parte: l’esperienza dell’Arena di Verona, Riccione, Padova e tante altre”, racconta Luca Ferrara, batterista e voce della band. Ebbene si, Thomas Moschen (voce, piano, chitarra acustica), Stefano Parmigiani
(chitarre, voce) Mattia Missaglia (basso), Luca Ferrara (batteria, percussioni e voce) hanno appena concluso un anno Incredibile calcando palchi importanti. Lo scorso anno la band si è esibita a Riccione per la finale di “Deejay on stage 2017”, evento estivo di Radio Deejay presentato da Rudy Zerbi e dedicato alla scoperta dei nuovi talenti della musica italiana, e si è classificata terza al Festival Show Giovani 2017, concorso del festival itinerante dell’estate italiana rivolto ai
giovani emergenti, calcando il palco dell’Arena di Verona lo scorso 4 settembre. Inoltre, i Thema sono stati finalisti ad Area Sanremo ma sono stati eliminati a un passo dalla selezione finale di Sanremo Giovani 2018. Il nostro giorno ha anticipato l’album. Abbiamo incontrato Thomas, la voce della band.

Thema

Thema

di Irene Venturi

Il progetto nasce del 2013 per caso.
Si, ho incontrato i fancazzisti del gruppo, Luca e Mattia, in un locale mentre suonavo. Abbiamo cominciato a parlare ed è cominciato tutto. Poi è arrivato Stefano.
Nascono i Thema, chi ha scelto il nome?
Insieme. Volevamo un nome corto e immediato. In realtà riprende la costante ricerca di un tema melodico e letterario nelle nostre canzoni.
Non solo slogan…
Assolutamente non solo slogan. Mettiamo anche qualità, intimità e un po’ di voglia di sognare e danzare.
Anche il vostro ultimo singolo, Il nostro giorno, è molto positivo.
In realtà sono super negativo, ed è solo per questo che riesco a scrivere canzoni positive. Il nostro giorno è un inno alla vita. In realtà ce lo vedo bene come slogan pubblicitario.
Come slogan pubblicitario?
Si, per le auto sarebbe perfetto. Da un lato ci spero.
Nel videoclip ognuno di voi è un aspirante fotomodello. É stato facile sembrare impacciati?
Sia io che il chitarrista non abbiamo dovuto recitare. Non ci siamo proprio sforzati. Meglio che facciamo altro. La ragazza è più brava e più bella.§
Thomas, riprendevi anche il balletto di Se ci stai che devo dire vi ha portato fortuna la scorsa estate. É diventato un rito scaramantico?
Mi piace ballare, mi diverte molto. Nella prossima vita chissà… Se ci stai è più ballabile mentre questo è più rock, però è vero, nell’ultimo videoclip ho ripreso la mossa.
Il sogno Sanremo si è concluso all’ultima selezione di Area Sanremo con il brano Inevitabile, presente nell’album. Col senno di poi eravate pronti?
Sono sincero, eravamo pronti, per quanto sia soggettivo. Pensiamo potessimo essere nel posto giusto al momento giusto. Allo stesso tempo credo nel destino.
Il destino ha favorito altri?
Non siamo critici verso gli altri. Sono la persona meno invidiosa del mondo. Mi abbatto solo quando perdo per demeriti miei ma è un continuo “oggi vinco io e domani vinci te”. Si corre per vincere.
Com’è la vita di una band oggi? É ancora border line (e oltre) o se bussiamo alla vostra porta vi troviamo davanti a un film?
La vita rock n roll è più una finta. Siamo ragazzi della porta accanto. É più figo essere sani. Drogarsi è passato di moda.
Però non ci credo che dai tour non vi portiate a casa aneddoti da raccontare solo agli amici più stretti.
Assolutamente! Ti potrei raccontare di docce insieme e di quando giriamo per gli alberghi nudi nei corridoi. Per ora niente denunce, però. Puliamo sempre le camere. Il vero problema è che io sono sonnambulo e insulto.
Il nostro giorno anticipa l’album Incredibile, cosa ci sarà di incredibile?
L’ultimo anno è stato incredibile. Siamo orgogliosi di non aver dovuto mettere tracce “riempibuchi”. Sono tuti pezzi per noi a fuoco.

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Le foglie di un tempo di Anthony e Vittorio Conte: IL VIDEO

Foglie di un tempo è il singolo dei fratelli Anthony e Vittorio Conte. Classe 1993 e 1990, hanno alle spalle un passato da compositori e autori che li ha portati anche a un disco d’oro con l’album Oggi più che mai di Thomas, giovane, rivelazione di Amici 16. Il 28 Luglio 2017 hanno pubblicato il loro primo singolo insieme, Faccio senza di te, distribuito da Warner Music Italy e che ha ottenuto oltre 43 000 visualizzazioni. Ora stanno lavorando al loro album d’esordio, distribuito da Universal Music Italia e anticipato dal singolo Foglie di un tempo. Il singolo, scritto e composto dai due autori, affronta attraverso un testo indiretto una tematica molto delicata e attuale: la violenza sui minori. É un brano fresco che va ascoltato con molta attenzione per poter cogliere le sue sfumature più dirette.

Anthony e Vittorio Conte fotografati da Alessandro Sisti

Anthony e Vittorio Conte fotografati da Alessandro Sisti

di Irene Venturi

Foglie di un tempo purtroppo parla di una tematica attuale e frequente.
Si, purtroppo è una storia vera accaduta ad una persona cara.
Ora che non si usano più mezzi termini per raccontare di attentati e violenza cosa vi ha spinto a scegliere un testo indiretto?
É stato difficile all’inizio. Avevamo paura di cadere nella strumentalizzazione e nella retorica. É stato un modo per rivolgerci ai ragazzi nel modo più incisivo.
Loro come hanno reagito?
Molti ci hanno confidato che all’inizio avevano paura ad ascoltarla per paura di sé stessi e di scoprire lati negativi della realtà. Sono ragazzi che stanno vivendo la fase dell’adolescenza e hanno paura dei lati del mondo che non conoscono. Spero l’abbiano comunque ascoltata.
Si, e sono rimasti molto contenti.
Il video invece è tutt’altro che implicito.
Il video è più diretto ma allo stesso tempo abbiamo mantenuto lati romanzati.
Vittorio, com’è stato passare da un progetto solista ad un duo? Alle spalle vanti già due album.
V: La fortuna è che siamo fratelli e ci completiamo. Conoscendo i lati positivi e negativi dell’altro si risolvono i problemi più velocemente. Io sono quello emotivo che voleva fare musica da quando aveva 12 anni mentre Anthony ha scoperto la musica più tardi, è la parte pragmatica.
Ascoltandovi si sentono anche influenze musicali diverse
V: io sono più jazz e blues mentre Anthony viene dall’hip hop. Ci siamo contaminati molto.
Invece quali sono i vostri ascolti comuni?
Tantissimi. Toto, Eric Clapton e tutti gli anni ’80, ma anche Shawn Mendes, Justin Bieber, Mengoni, Michielin, Michele Bravi e ovviamente anche Thomas.
Il singolo è estratto dall’album d’esordio che uscirà a breve. Che album sarà?
Prevediamo un altro singolo prima dell’uscita dell’album. Sarà un brano d’amore legato ai ricordi e quindi al deja vu. Sarà un brano fresco che tratterà l’amore in modo realista.
E tornando all’album, ci sarà più amore o più sociale?
L’album sarà come Foglie di un tempo, racconterà storie vere. Volevamo rappresentare la forza dei sentimenti vista da molteplici prospettive. Tratteremo molte tematiche tra cui la tematica del suicidio.
Racconterà anche di voi?
A volte anche di noi ma vogliamo che sia un album che parli di tutti.
Progetti futuri?
Saremo impegnati con vari radio tour e al Festival Show presenteremo il nuovo singolo. L’obiettivo però è Sanremo.
Avete le idee chiare, immagino ci sia già un singolo nel cassetto.
Esatto, sarà comunque presente nell’album.

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Myss Keta e Una vita in capslock: l’INTERVISTA

Anticipato dal singolo Botox è uscito Una Vita In Capslock, il primo album per Universal Music/La Tempesta di Myss Keta.

L’album è stato prodotto da alcuni fra i migliori producer in circolazione come RIVA, Populous, Clap Clap, Bot, Zeus! e il misterioso H-24; il disco vede la partecipazione di Birthh ai cori di Inferno e di Ultima Botta A Parigi. Al fianco dalla Myss Keta vediamo ancora una volta il collettivo di creativi milanesi, Motel Forlanini, ideatori del personaggio di Myss Keta fin dagli esordi. Con l’uscita dell’album parte l’ #UVIC Tour (informazioni sul sito di DNA Concerti)

Myss Keta

Myss Keta

di Carlotta Sorrentino

Com’è nato il personaggio di Myss Keta e perché questo nome?
In una caldissima notte d’agosto, io e i ragazzi di Motel eravamo tutti un po’ alticci, è nato in maniera molto naturale è nato tutto così.
Quando hai iniziato ti aspettavi il successo che stai ottenendo, ed è quello che volevi?
È iniziato tutto in maniera casuale, è stato fatto il video di Milano Sushi E Coca e ci è scoppiato in mano, è una cosa che non mi aspettavo assolutamente.
Come mai  la scelta di tenere nascosto il tuo volto, mentre le altre ragazze di porta Venezia no?
Il personaggio è nato con il video di Milano Sushi E Coca nel quale non si vedeva il mio volto. La mia ė alla fine una maschera che vela e svela, se ti metti gli occhiali da sole e la mascherina diventi anche tu Myss Keta, è per identificarsi. Le ragazze non si mascherano perché nascono così. Se ti metti gli occhiali e la maschera diventi Myss Keta, è un po’ teatrale e performativo. Myss Keta è con la maschera.
Per la città di Milano ormai sei una icona, a chi ti ispiri?
Ci sono un sacco di ispirazioni, Madonna in primis, che io amo. Poi altre ispirazioni come Peaches, i Sexy Sushi, persone come Monica Vitti, Monica Bellucci. Mi ispiro a tante figure femminili, anche Miss Kitty, sono tutte donne che si presentano in una maniera super strong. Icone super forti che si presentano in una maniera molto potente ma non aggressiva: sembra che quando una donna si presenta in maniera forte debba essere per forza aggressiva. Spesso questa forza e carica nell’esprimersi viene presa come aggressiva, come voler andar contro… in realtà uno si vuole semplicemente presentare così.
Oltre a porta Venezia quale è il tuo posto preferito di Milano? Quale è il tuo rapporto con questa città?
Il tribunale di Milano perché ci ho passato intere notti di after. Con Milano ho un rapporto di amore amore, questa è la mia città, sono nata qui, sono cresciuta qui e allo stesso tempo è stata la mia base. Se vedo la Madonnina sono felice, è da casa mia la vedo molto vicina.
Quale è il tuo rapporto con i club?
Sono stata concepita al Cocoricò, non credo che Miss sarebbe potuta nascere senza i club, un po’ come la TV è presente nel mio cervello, lo sono anche i club e gli after, sono cose che ti segnano e ti fanno mantenere un certo immaginario. I riferimenti non sono casuali, ma ci sono tante teste che ci lavorano.
Con questo tour dici che inizia una nuova era, cosa è cambiato dalla Myss Keta di Milano sushi e coca alla Myss Keta di oggi?
C’è stata sicuramente una crescita su vari livelli, come styling, come la musica c’è un bel salto di qualità ci siamo sempre evoluti, se fai una cosa ti viene voglia di farla sempre al meglio. Ci sta un’evoluzione!
Perché nella copertina dell’album allatti una scimmietta?
È mi figlia! La scimmia è l’animale che rappresenta l’album, l’umano è il razionale che nutre l’irrazionale, c’è sia la parte più razionale che una più irrazionale. La scimmia è lo stato primitivo degli umani, quindi la sua irrazionalità.
Dici che bisogna vivere ogni giorno come fosse capodanno a Courmayeur, ma come sono questi capodanni?
È l’unico vero capodanno che ti possa capitare di fare! Ogni giorno va vissuto a pieno senza timori senza paure, vivi ogni giorno al massimo come vuoi tu, dominando!
Come nasce un tuo brano e l’idea di questo album?
Da ispirazioni fugaci e momentanee, magari abbiamo il titolo è poi ci ragioniamo sopra. Magari una lo dice, ho il cellulare pieno di appunti, da un piccolo spunto poi creiamo la canzone.
A chi è rivolta la tua musica?
A tutti, non mi rivolgo a qualcuno in particolare, sono consapevole che è un prodotto che va a tutti. Ci sono tanti livelli di lettura, non è nel mio stile dare solo una chiave di lettura, come un pittore non da una chiave di lettura per capire i suoi quadri, sta all’ascoltatore farsi un’idea.
Cosa dobbiamo aspettarci di nuovo da questo tour?
Eccesso, lusso, sensualità e ragazze libidinose, la carica punk del live è sempre quella degli esordi. Lo stiamo modellando dall’immaginario visivo dell’album. Ci saremo io e le ragazze, un dj è un mondo visuale che ci serve per comunicare un certo tipo di messaggio. Avremo tante altre date estive.
Hai tatuaggi?
Solo Sul mio cuore perché quelli durano per sempre.