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Un vento senza nome tour spinge Irene Grandi su un nuovo pianeta

Dimenticatevi la Irene Grandi che scalcia e salta sul palco, ora ci troviamo davanti a una cantante più raffinata, cresciuta, con sound molto più morbido e armonioso. Per questo motivo, la scelta di esibirsi in un tour in un luogo intimo e raffinato come il teatro. Un assaggio della sua evoluzione ce l’aveva data al Festival di Sanremo presentandosi con la ballata romantica che ha dato il nome al suo ultimo lavoro discografico e quindi al tour. Lo abbiamo visto e ve lo raccontiamo.

Irene Grandi

Irene Grandi

di Milly Abrusci

Un concerto grintoso, ma allo stesso tempo delicato in cui quasi tutte le canzoni sono state arrangiate in versione acustica e altre accompagnate solo da chitarra e tastiere. Due nuovi elementi arricchiscono la band: la tromba e il trombone che rendono ancora più sofisticato il tutto. In canotta dorata coperta da un cardigan nero lasciato aperto e una calzamaglia argentata, Irene Grandi ha fatto il suo ingresso sulle note di A memoria seguito da Settimo cielo, brani inseriti nel suo ultimo album uscito a febbraio. Un veloce benvenuto a Bari e poi ha proseguito con uno dei tanti testi scritti per lei da Vasco Rossi, Prima di partire per un lungo viaggio, accompagnato dal suono meraviglioso del violoncello. In Cuore Bianco sono stati i due fiati a rendere il tutto più soft. La scaletta è proseguita con la cover di uno dei brani più celebri di Mina, Sono come tu mi vuoi, Una canzone che non ricordo più, In Vacanza da una vita e Se perdo te di Patty Pravo. Dopo il brano presentato a Sanremo, Un vento senza nome, in cui il pubblico ha improvvisato una bellissima coreografia di luci bianche realizzate con il flash dei cellulari, Irene ha spiegato che questa canzone la emoziona molto perché tocca qualcosa di più intimo. Casomai è il nuovo singolo  ma lo sta facendo ascoltare in anteprima: una ballad romantica con venature rock caratterizzata da un crescendo di chitarra elettrica e batteria. La prima parte del concerto termina con La cometa di Halley che, nella parte finale, è stata arricchita dal ritornello di Hello, goodbye dei Beatles.

Irene Grandi nel suo tour teatrale

Irene Grandi nel suo tour teatrale

Irene e la band lasciano il palco, un display e un divano arancione si aggiungono alla scenografia. Vengono proiettate alcune immagini di backstage, è il momento di Roba Bella, una performance che unisce video e musica ideata dai Pastis (Marco e Saverio Lanza). I due fratelli Lanza abbandonano il palco e fanno il loro ingresso tutti gli altri elementi della band. Dopo Alle porte del sogno, Irene Grandi si rivolge al pubblico: “Bisogna dimenticare di aver sofferto. Abbiate sempre fiducia perché la nostra vita può migliorare. Fidatevi del vostro cuore come quella ragazza che si è fidata ed è ancora qua”. La tua ragazza sempre e Bum Bum scatenano il pubblico e mettono fine al concerto. Qualche minuto e, incitata dai presenti, torna sul palco per il bis: un omaggio a Pino Daniele con il quale ha avuto l’onore di duettare in Se mi vuoi. Nel frattempo, tutti hanno abbandonato i propri posti per raggiungere la cantante sotto il palco e cantare insieme a lei le ultime due canzoni della serata: Bruci la città e Lasciala andare.

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La seconda pelle di Irene Grandi

Intimista, calda e vellutata, questa è il nuovo animo di Irene Grandi. Abbandonati i graffi rock, decide di portare un messaggio che canta dolcemente. Dopo cinque anni torna al Festival Irene Grandi con Un vento senza nome, un brano che mette in luce una Irene intimista che scava nel profondo dell’animo della cantante toscana per riversarsi su una voce meno graffiante ma sicuramente più vellutata. La abbiamo intervistata.

Irene Grandi

Irene Grandi

di Elena Rebecca Odelli

A cinque di distanza come affronta il suo quarto Festival?
Non ho l’ansia di vincere e non sento la competizione. Il Festival rappresenta l’ occasione di presentare qualcosa di mio. E’ arrivato il tempo giusto. Non voglio più spaccare lo schermo, voglio arrivare con l’emozione e con la serietà del messaggio: dopo la sofferenza si può voltare pagina, perché solo in quel momento si può migliorare e fare un passo avanti.
Un brano che parla di donne
Mi sono ispirata a tutte le donne, alle loro storie, vicine o lontane a me. Volevo rivolgermi a tutte quelle che hanno coraggio, anche solo di crescere, di cercare e capire se quello che stanno facendo porta a un miglioramento personale.
La parentesi Bollani è stato lo start up per questo viaggio dentro te stessa?
Sicuramente sì, suonare con lui e seguire i suoi consigli, cercando un timbro più caldo e vellutato mi è sicuramente servito. Anche la tournée con Saverio Lanza mi ha aiutato a cercare questa nuova armonia. Questo brano sanremese sembra una naturale continuazione, anche se è stato composto un anno e mezzo fa circa.
Il Videoclip di Un vento senza nome è stato girato all’isola d’Elba, ha rappresentato il rifugio di questi cinque anni?
Per me l’Elba è stata come un’iniziazione, ogni volta che ci vado torno con maggior consapevolezza, il suo essere selvaggio, la sensazione di essere in un luogo protetto. Da lì è nato il brano Paura non ho per Tiziano Ferro che lui poi ha inserito nel suo album”.
A maggio parte il nuovo tour nei teatri.
Esatto, è un po’ una seconda Irene, il teatro è una bellissima scoperta che va di pari passo con questa nuova atmosfera, anche più femminile. E questa evoluzione musicale va di pari passo col mutamento caratteriale, dove ho smussato alcuni lati del mio carattere.

Elena Rebecca Odelli

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Irene Grandi porta a Sanremo “un vento senza nome”

A cinque anni di distanza dal suo ultimo album di inediti, Irene Grandi torna col nuovo progetto discografico Un vento senza nome, in uscita il prossimo 12 febbraio per Sony Music. L’artista fiorentina, in gara al 65mo festival di Sanremo, racconta il suo percorso di rinascita, una nuova Irene, attraverso undici brani particolarmente intensi ed emozionanti. La abbiamo intervistata.

Irene Grandi

Irene Grandi

di Silvia Marchetti

Irene come sta?
E’ un po’ che non ci vediamo ma io  non ho mai smesso di lavorare e non mi sono nascosta.
Che ha fatto?
Ho solo deciso di prendermela con più calma, senza ansie e senza più paure.
Cosa è accaduto in questi ultimi cinque anni?
Ho raggiunto una sorta di maturità artistica. Ho cambiato tutto. Stile di vita, management, casa discografica, staff. Ho iniziato a scrivere un nuovo capitolo della mia vita, personale e professionale.
Cosa la ha spinta a questi cambiamenti?
Mi hanno sempre definita un animale da palcoscenico, capace di dare il meglio durante i live. A un certo punto ho sentito l’urgenza di cambiare qualcosa, di ritrovare l’autenticità dei sentimenti. Ho troppe volte trascurato le amicizie e gli affetti. Dunque mi sono messa in gioco, ho lasciato che i contratti scadessero, ho staccato il telefono, ho vissuto.
Il brano sanremese racconta questo cambiamento?
Un vento senza nome è un brano che ho scritto durante un momento di liberazione. E’ una ballad nella quale immagino una vita senza frenesia, non una fuga totale ma un plasmare la propria identità. Libero la mia anima.
Cosa si aspetta dal Festival?
Porto una donna libera dai cattivi pensieri e dai sensi di colpa, più serena. E’ un pezzo meno rock rispetto al mio passato ma che non punta nemmeno all’amore romantico.
Anticipazioni sull’album?
Un vento senza nome conterrà undici canzoni inedite, frutto di un percorso ricco di scoperte e di incontri. Ho lavorato con Saverio Lanza, il quale mi ha aiutato a valorizzare e a interpretare al meglio gli spunti musicali. Fondamentali anche Cristina Donà e Marco Parente, che con i loro testi hanno saputo dare un valore aggiunto al disco, descrivendo i miei pensieri e i miei sentimenti.
Concerti?
Stiamo lavorando per definire un percorso acustico. Il tour sarà minimale ma senza rinunciare al rock, soprattutto nei vecchi pezzi.
Novità?
L’aggiunta dei fiati. Un desiderio che avevo da tempo. Gli arrangiamenti saranno completamente rivisti. I musicisti saranno tutti fiorentini. Anche da questo punto di vista ho voluto riscoprire le mie origini e sentirmi a casa.