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Se cadono saponette c’è la musica di Romina Falconi

Negli ultimi giorni, davanti al carcere di San Vittore, allo Stadio San Siro, alla Borsa di Milano, a Cadorna e per tutta la città di Milano sono stati avvistati ironici cartelli di pericolo con la scritta: Caduta Saponette. È il segnale che dal 22 settembre, sarà in rotazione radiofonica e disponibile in digital download Cadono Saponette (Freak & Chic/Artist First), il nuovo singolo di Romina Falconi, l’unica cantautrice italiana a poter essere definita per stile e sound la Lady Gaga del Belpaese.

Romina Falconi

Romina Falconi

“È una vita che sorrido, quando arriva il mio regalo?” inizia così uno dei singoli più sferzanti della cantautrice romana che ironizza sulle sventure della vita “Cadono saponette ormai so piegarmi bene, tu che eviti il dolore dimmi un po’ come si fa”. Note amare che si accompagnano però a una visione autoironica di sé stessi “Sei cresciuto con l’amore, io con un paio di querele”«Cadono saponette è un’istantanea sulle difficoltà e sulla prudenza che ti blocca proprio quando è arrivato il momento di lasciarti andare, come un freno su una strada in discesa. – commenta Romina Falconi – Ho voluto usare una figura retorica per dare un senso popolare e quotidiano un testo che invece vuole esprimere un disagio oscuro ma molto diffuso fra le persone. Voglio incoraggiare chi appunto si sente così. Perché esiste sempre una seconda possibilità. Ogni lasciata è persa? Devi decidere se rimanere (sempre) alla stazione sbagliata con il vestito migliore, oppure cominciare a gestire pure la felicità. Questo testo e questa musica mi rappresentano, c’è tutto: ironia, origini popolari, il mio lato sensibile e intellettuale.»

Il singolo ha un sound moderno di livello internazionale realizzato grazie alla produzione di Maximilian Rio e Marco Zangirolami con la straordinaria partecipazione del batterista di fama internazionale Gary NovakRomina Falconi, cresciuta nel quartiere romano di Torpignattara, si interessa alla musica fin da bambina, studiando canto ed esibendosi nella realtà locale. Nel 2007, Romina presenta al Festival di Sanremo nella Sezione Giovani il brano “Ama”. Tra il 2009 e il 2010 è corista nell’”Ali e Radici World Tour” di Eros Ramazzotti. Incontra Immanuel Casto con cui nasce una proficua collaborazione artistica: firmano singoli molto amati dal pubblico web come “Crash”, “Sognando Cracovia”, “Eyeliner” e “Horror Vacui” e nel 2014 condividono un tour nei maggiori club d’Italia, come l’Alcatraz di Milano e l’Estragon di Bologna. Il disco di esordio Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio è uscito a fine 2015 e contiene i singoli “Il Mio Prossimo Amore”, “Sotto il Cielo di Roma”, “Attraverso”, “Maniaca”“Playboy” ed è entrato direttamente nella top20 della Fimi degli album più venduti e ad oggi ha raggiunto le 3.000 copie fisiche e oltre 4.000 download digitali. Romina Falconi, insieme ad Immanuel Casto, fa parte della factory creativa Freak & Chic.

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Nicoletta Pagliarini e la dance in Italia

Nicoletta Pagliarini è una giovane artista che ha iniziato la carriera dal pianobar per poi arrivare al suo grande amore la musica dance. La cantante ha rilasciato brani, tutti in inglese, con l’obiettivo di riportare in Italia un genere ormai preso poco in considerazione. L’abbiamo intervistata.

Nicoletta Pagliarini

Nicoletta Pagliarini

di Matteo Rossini

Quando nasce la sua passione per la musica?
La musica è sempre stata parte di me, da piccola sapevo di avere una certa attitudine, canticchiavo sempre. Un giorno, a diciotto anni, andai in un locale con alcuni miei amici. Quella sera c’era un cantante che si stava esibendo al pianobar, i miei amici mi dissero di salire sul palco per cantare con lui, all’inizio fui un po’ titubante, ma ruppi il ghiaccio, gli applausi mi diedero coraggio, furono uno stimolo. Questo è stato il mio inizio.
Un momento della sua carriera che ricorda con grande piacere?
Quando sono andata a Roma per fare uno stage, una full immersion con lezioni di tecniche vocali, dizione e molto altro. In quell’occasione conobbi tantissima gente, e il contatto con persone nuove fu davvero emozionante. Ricordo con molta gioia quell’esperienza.
Negli ultimi anni stiamo assistendo a un ritorno della musica dance in Italia, come mai secondo lei?
La discografia italiana è morta, noi siamo lontani anni luce dalla musica internazionale. I nostri grandi italiani sono indietro rispetto al mondo, qui da noi manca il sound. Solitamente i produttori prendono un arrangiamento e ci mettono dentro sintetizzatori, archi e violini che coprono la voce, ma in realtà la voce dovrebbe essere al centro di tutto. Gli unici successi dance in Italia sono di artisti stranieri.
Nonostante in Italia i brani con testi in inglese non abbiano vita facile, lei ha comunque scelto questa lingua, perchè?
Perché in inglese riesco a trasmettere di più, in italiano sono bloccata, quando mi riascolto in inglese, mi sento proprio diversa, riesco a entrare maggiormente nei testi.
Influenze musicali?
Amo tutti i generi, ma il mio forte amore è per la dance e artiste come Lady Gaga, Rihanna e Shakira.
C’è una canzone che la rappresenta?
Oddio, ce ne sarebbero tante, non è facile trovare una canzone in particolare. Io amo alla follia Francesco Sarcina e due sue canzoni, Pagine e Odio le stelle, mentre un brano inglese a cui sono particolarmente affezionata è Bring me to life degli Evanescence, più volte lo portai ai casting.
Le piacerebbe provare una carriera nel teatro?
No, nel teatro no, non lo sento nelle mie corde, neanche i musical, ma mi interesserebbe far l’attrice, magari in una fiction tv.
Un artista con cui vorrebbe collaborare?
Assolutamente Francesco Sarcina! Se me lo chiedesse ora, accetterei immediatamente! Inoltre anche con dj di fama nazionale e internazionale.
Progetti per il futuro?
Vorrei continuare a collaborare con la SMC, la mia etichetta discografica. In progetto c’è il lancio di due nuovi singoli e anche in questo caso li proporremo a Hit Mania che in passato ha già incluso alcuni miei brani nei suoi dischi, poi tutto quello che arriverà, andrà benissimo. Sono una persona molto positiva. Per altro il singolo Take me away prodotto dal dj Roby laville e distribuito da SMC è entrano, lo scorso dicembre, nella compilation Hit Mania 2015.

 

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Lady Gaga e ArtRAVE: The ARTPOP Ball Tour: tanta gioia e un po’ di noia

Lady Gaga e i suoi Little Monsters invadono Milano con la sola data italiana dell’ArtRAVE: The ARTPOP Ball Tour. Undicimili fan al Forum di Assago, biglietti esauriti da tempo per un concerto-festa che non ha convntno tutti: Lady Gaga parla troppo, cambi abito, anzi costume, troppo lunghi, canzoni accorciate e medley discutibili. Ma ciò non toglie che la sua voce quando parte fa scendere un brivido lungo la schiena. Ho visto, nel tempo, i tre concerti italiani di Lady Gaga, il primo a Torino e poi i due a Milano e quest’ultimo è di certo il meno coinvolgente.

Lady Gaga al Forum di Assago con abito disegnato da Jeff Koons

Lady Gaga al Forum di Assago con abito disegnato da Jeff Koons

L’appuntamento è annunciato alle ore 20.30 ma si fa desiderare fino alle ore 21.20: arriva anche qualche fischio. Anche perché l’attesa è accompagnata da una deejay che storidcse con una techno esasperata e poi va in onda, aspettando che si apra il sipario, una sonorizzazione che al confronto Skrilex è uno che suona ai raduni scout. Nessun fotografo sotto il palco: Lady Angelina Germanotta non ne ha voluto. Via libera a cellulari e tablet ma nessun professionista, forse che tra gli oltre 27 milioni di dischi venduti possa nascondersi qualche imperfezione.

Lady Gaga al Forum di Assago con l'abito da "polpo-dalmata"

Lady Gaga al Forum di Assago con l’abito da “polpo-dalmata”

La festa inizia alle 21.20 quando sul palco si materializza un villagio stile africano che ricorda i villaggi turistici arricchito da due passerelle che la porteranno in mezzo ai suoi Little Monsters: appaioni i ballerini e poi eccola vestita un angelo (l’abito è stato disegnato da Jeff Koons) sorgere dalle viscere del palco. Si parte con ARTPOP cui seguono G.U.Y e Donatella che balla con un caschetto biondo e una andatura basculante alla Carrà. Il pubblico è una onda senza sosta, magari non perfetta ma di certo gioiosa, come non sono perfetti i suoi medley oppure certe canzoni che propone in versione accorciata.  Tra un blocco di canzoni e l’altro le pasua sono lunghe, anche 3, 4 minuti e poi lei appare in cistume. nel senso da bagno: reggiseno e perizoma per buona parte del live. Questi vuoti e la sua propensione a parlare hanno fatto sì che non sia mai decollato del tutto il concerto. TraVenus e Manicure trova il tempo per dedicare il conceto ai giovani talenti e sottolinea il momento sventolando la bandiera italiana.

Lady Gaga al Forum di Assago saluta i Little Monsters

Lady Gaga al Forum di Assago saluta i Little Monsters

Si va avanti con Just dance e l’energetica Poker Face. Subito appare con un abito da polpo ma con le macchie dei dalmata ed esegue Paparazzi. Sembra di vivere in una favalo, tra colori, bolle di sapone, palme che appaiono e scompaiono e Lady Gaga che sulle note di Do what U want è accocolata su una sedia argentata a forma di mano che si alza da terra per qualche metro. Poi si sposta al piano, ricorda le sue origini umili italiana, ringrazia mamma e papà, il nonno calzolaio e poi mostra le chiappe in You and I, brano che chiude suonando con i denti la chitarra del suo chitarrista ad altezza pubica. Poi invita sul palcoun Little Monster e spende un fucking proud per l’orgoglio gay. Tiene un discorso da politicante, qualcuno sbuffa, credeva di essere a un concerto. Poi, finalmente, si ricorda di essere una popstar e, sempre in perizoma ma con chiodo addosso, canta Judas. Si va verso il finale di un concerto che non ha troppi vuoti, pause e parole non lo fanno mai esplodere. Solo il finale è potente con costanza: Lady Gaga è in latex con Mary Jane Holland, si concede uno intenso strusciamento sessuale con un ballerino di colore su Alejandro emoziona con una acustica Bang Bang e si ciongeda con Bad Romance, Applause, Swane e Gypsy. Tutti a casa felici ma qualcuno anche (s)contento.