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Negramaro, sorpresa di fine anno: per la prima volta sui social Lele Spedicato

Lele Spedicato, il chitarrista dei negramaro colpito da un’emorragia celebrale lo scorso 17 settembre, appare per la prima volta in video insieme alla band per un augurio speciale di buon anno a tutti i loro fan sui social:
La pagina fecabook dei negramaro

La pagina facebook dei negramaro

«È stato un 2018 denso di storie bellissime, difficili, nuove, impegnative, condivise ed affrontate tutte sotto il segno dell’amicizia, quella vera che ci insegna, ancora una volta, che insieme agli altri i sogni si realizzano davvero. Noi siamo qui a raccontarvelo, urlando con tutto il fiato che abbiamo in corpo, che sia per tutti un nuovo anno meraviglioso!»

Il 2019 sarà anche l’anno anche del ritorno live della band che da febbraio sarà in tour nei palazzetti, dopo un momento di pausa dalle scene in cui si erano stretti attorno a Lele.

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Lele dei Negramaro: "Casa 69 un grande disco, lo dirà il tempo". E ora il tour

Lele Spedicato in una foto presa dal suo facebook

Tornano i Negramaro. Prima stoppati da un infortunio alle corde vocali di Giluiano Sangiorgi, poi l’Heineken Jammin’ Festival 2011, quindi un tour nei palazzetti che ora riprende. Per toccare quelle città che in inverno sono restate fuori itinerario. Giuliano Sangiorgi, Emanuele Spedicato, Danilo Tasco, Ermanno Carlà, Andrea Mariano e Andrea De Rocco caricano le pile nella loro Puglia. In questa intervista Emanuele “Lele” Spedicato, chitarrista della band, ci racconta la vigilia del tour.

Come va nel vostro Salento?
Siamo in una masseria del ‘500. Con le famiglie a pochi chilometri:
Vi coccolano?
La mia a dire il vero vive a reggio Emilia, comunque sì siamo coccolati:
Come?
In tutti i modi, compresi cime di rape, puntarelle e purea di fave.

Ma la Casa 69 di Parma, la vostra comune esiste sempre?

Certo. E’ la residenza.
Come sono le vostre giornate?
Da atleti.
In che senso?
La mattina corse in spiaggia e poi palestra. Il pomeriggio prove.
Vita notturna?
Poca e a casa nostra con amici di vecchia data.
Che concerto proporrete?
La continuazione di quello invernale. Stessa scaletta e stesso spettacolo: c’è voluto un anno a costruirlo.
Nessuna novità?
Poche. Entrerà qualche canzone di Casa 69 che live non abbiamo ancora fatto e magari qualche cover.
Tipo?
Scelete ogni sera seguendo l’istinto di Giuliano.
State lavorando a un nuovo disco?
Siamo sempre creativi. Le idee non mancano: il nostro è un cantiere sempre aperto.
Tempi?
Prematuri.
C’è qualche canzone che ormai l’annoia?
“Estate” la abbiamo fatta millanta volte. Continuo a farla volentieri ma evito di ascoltarla per gustarmela in concerto.
E una che meriterebbe più attenzione?
“Sing-hiozzo” all’inizio mi è semprato che non colpisse il cuore della gente.
Perché?
Molti pensavano ancora troppo a “La finestra” e hanno faticato a comprenderla.
Il tempi vi ha poi dato ragione.
Il tour ha marciato a colpi di tutto esaurito e dunque è stata recepita.
Certo che è un disco diverso dal precedente.
Conoscevamo i rischi ma non ci piace fare fotocopie.
Coraggiosi.
Va ascoltato e apprezzato nel tempo. Il tempo gli darà il giusto valore.
Che ascolta in queste giornate pugliesi?
Led Zeppelin, Rage against the Machine, Queen of the Ston Age. Niente di italiano. Ma ascolto musica sempre.
Finito questo tour?
Entreremo in studio di registrazione.
Niente date estive?
Non al momento anche se i concerti in estate sono fantastici.
Autunno nei club?
Ci stiamo ragionando.
E meno male che eravate in crisi.
La gente parla sempre ed è comunque un bene.
Siete super energici.
Non sappiamo stare fermi. Mai