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Laura Bono, una lunga notte rock…per lei non c’è “Segreto”

Domenica 29 novembre a Milano, nell’accogliente cornice della Salumeria della Musica, Laura Bono è ufficialmente tornata a spaccare. Intendiamoci: non che si sia mai fermata, ma negli ultimi anni l’artista di Arcisate è andata incontro a una serie di cambiamenti professionali non da poco che, giustamente, hanno richiesto tempo, pazienza, e molte riflessioni. Sì, perché Segreto è il primo disco di Laura autoprodotto e finanziato dal basso, cioè dai fan, quelli della “vecchia guardia” che la seguono fin dal 2005, e quelli che magari la seguono da meno tempo, ma che la amano con la stessa intensità. Laura Bono non riempirà gli stadi, ma di sicuro riempie i cuori: ha chiesto una mano ai suoi “pezzi di cuore” per terminare un disco che era in gestazione da un po’, e loro hanno risposto subito.

Laura Bono

Laura Bono

di Linda Avolio

Il risultato di questo “leap of faith” lo sto ascoltando adesso. Raccontare  un concerto o un disco è una cosa che, personalmente, trovo senza senso: al concerto ci vai e basta, devi vivertelo in prima persona, e lo stesso discorso vale per il disco, cuffie sulle orecchie e via. Mi prendo però la libertà di dire due parole due sia sulla serata alla Salumeria della Musica, sia su Segreto. Laura va vista dal vivo, punto. I suoi fan la chiamano affettuosamente scricciolo, ma non fatevi
ingannare: tiene il palco come pochi. E dà tutta se stessa come pochi. Il live è stato l’occasione per presentare il nuovo album, ma non sono mancati i pezzi storici, alcuni raccolti in un bel medley semi-acustico, altri leggermente riarrangiati per uniformarli al sound attuale. Mi permetto di sottolineare che Laura ha coraggiosamente inserito in scaletta anche Cinture di Pelle, tratta dall’album La Mia Discreta Compagnia. Un pezzo che non lascia indifferenti, in cui affiora in
superficie l’essenza della scrittura dell’artista. Un pezzo coraggioso, che non ti aspetti di sentire durante una serata all’insegna del divertimento. Ascoltatela, poi ditemi se non vi vengono i brividi. Parlando di scrittura, ecco che, finalmente, arrivo anzhe a parlare di Segreto, dieci tracce originali più una cover (Fortissimo, di Rita Pavone). Per ogni brano ho scelto una frase che mi ha colpito e che, a mio personalissimo parere, centra pienamente lo stile di Laura, che non si perde dietro grandi concetti (e meno male!), ma racconta per immagini e per “momenti di vita”. E’ una scrittura molto diretta la sua, e ai fan piace proprio per questo: perché arriva dritta dove deve arrivare, non solo al cuore, ma anche allo stomaco.

STO PENSANDO A TE
Sto pensando a te
Occhi solo andata
Sto pensando a me che ho fatto scena muta
Non capisci che ero emozionata, ero emozionata
Sto pensando a te perché non so far altro
E più ti penso e più mi viene il fiato corto
Sto pensando che ti vorrei sposare, ti vorrei sposare
Io vengo a prenderti

Un ottimo pezzo d’apertura, a me personalmente ha ricordato fin da subito All’infinito, la prima  traccia del secondo album, S’intitola Così. Qui si gioca sulla ripetizione, sull’ossessione, sulla reiterazione. Perché alla fine è proprio così: quando ci si innamora, un po’ ossessivi si diventa!

SEGRETO
Forse la luce fioca dei lampioni
Non è bastata a illuminarci il cuore
Troppo buio fa paura
Tra i miei rimpianti c’è che non ti ho avuto
Fuori da queste mura sotto il sole
Troppa luce fa paura

La title track dell’album non è solo una delle migliori ballad del repertorio di Laura, ma è proprio una delle sue canzoni migliori in assoluto. Malinconica, nostalgica e incazzata come non mai.

UN MINUTO DOLCISSIMO
Perché credo sempre agli angeli, agli alieni, agli ufo
Alle anime gemelle e mio malgrado a un paio d’occhi
Che non scorderò mai più
Che non scorderò mai più

Musicalmente è una traccia molto potente, e senza dubbio diventerà una delle più amate dai fan. A ragione, peraltro. Anche questo pezzo, infatti, è un perfetto mix di tutto quello che è Laura Bono, dalla melodia al testo.

CANZONE SEMPLICE
Ho sorpreso la mia diffidenza
Scomparire sotto i raggi del tuo ombrello
Un mattino che aspettava
Che prendessimo la stessa metropolitana

Come dice il titolo, questa è effettivamente una canzone semplice. Perchè basta poco per dire certe cose, non c’è bisogno di grandi giri di parole o di note. Molto bello il testo, “lauraboniano” al cento per cento.

DOPOTUTTO E’ NORMALE
Dopotutto è normale
Ritrovarsi con l’affitto che diventa rapina
La casa i soldi poi li vale ma non è come prima
Anche a lei manca una metà ma non prova dolore

La mia preferita. Laura racconta con pennellate di vita vissuta i postumi non di una sbornia, ma di una storia finita. Dopotutto sarà anche normale “bere a gara con gli amici”, “litigare col vicino che annaffia le piante” e “vagare senza meta fino alle 6 del mattino”, ma fa comunque male. Bellissimo arrangiamento, il basso e la batteria vanno dritti dritti in pancia, e in effetti è giusto così: questa è una canzone che, oltre che ascoltata, va sentita.

VOGLIO TE
Stai con me
Di notte quando sogni è vero
Siamo bellissimi noi
Di notte illuminiamo il cielo

Ed ecco la traccia co-firmata con la Gianna Nazionale. In effetti ascoltandola si riconosce subito l’impronta della Nannini, nel testo e nello stile, ma Laura riesce a fare sua questa ballad che trasuda romanticismo da ogni nota. Da dedicare alla vostra dolce metà.

PIETRO TORNA INDIETRO
E Pietro torna indietro
Che giran voci strane
Tu non sei mica pazzo
Ma c’hai un dolore che è senza fine

Non fatevi ingannare dall’arrangiamento. Come già fatto in passato – prendo come esempio la già citata Cinture di Pelle e Guardo in Faccia la Realtà, da S’intitola Così –, anche qui Laura parla (per immagini) di un mostro e di una tragedia purtroppo molto più comune di quanto non si pensi.

ANGOLAZIONE DIFFERENTE
La vita ti ha sorriso poche volte
Ti ricordi su quel ponte
La paura che ti divorasse il mare
Ma tu hai corso ad occhi chiusi e senza respirare
Tu hai cavalcato il mare

Anche qui non siamo proprio in territorio felicità, margheritine e arcobaleni, e qualcuno storcerà il naso e dirà “Aridatece Rosso Porpora e Meglio della Coppa dei Campioni!”, ma il risultato è una canzone che non può lasciare indifferenti. Personalmente ho notato una grande evoluzione nei testi di Laura, e mi piace la decisione di andare al dì là del trinomio “sole, cuore, amore” e di scrivere anche di tematiche non proprio facilissime.

I PESCECANI
Adesso faccio a meno della stima
Di certa gente qua
La gente che ti lecca il culo prima
Delle difficoltà
Perché succede che inciampi
Cerchi una mano e ti arrangi
Ed in un attimo intorno c’è il vuoto e dentro ci sei tu

Questa è la canzone “fuck you” dell’album. E’ una Laura Bono decisamente disillusa quella che si sente qui, ma è anche una Laura incazzata, che non vuole darla a vincere a nessuno. E fa bene.

DILUVIO
Siamo solo vizi e spiccioli
Ciechi e poveri
Siamo in astinenza di emozioni che
Non sai più vivere
Siamo diventati interpreti
Di una vita che
Solo noi possiamo ancora scrivere

Altra ballad, altra canzone che fa venire la pelle d’oca, specialmente la parte parlata dopo il primo ritornello. La Laura più matura che si sia mai ascoltata. Chapeau.