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Marco e Basta, Iaco fa un disco da (dj) Squalo

Marco e basta è il nuovo progetto di Iaco (dj Squalo), cui hanno collaborato Luca Carboni e tanti amici. Abbiamo assistito al suo live al Moon House Studio di Milano. A presentarlo c’era Francesco Facchinetti grazie al quale Marco ha iniziato la sua carriera in radio. L’album si intitola Marco e basta, l’artista “ci mette la faccia e il nome” in questo progetto totalmente suo, vuole essere una nuova strada non influenzata dal percorso passato. Il concerto non voleva essere solamente una presentazione del nuovo album ma anche il compleanno di Iaco, infatti sul palco e tra il pubblico si respirava un’atmosfera di amicizia e festa.

Iaco

Iaco

di Carlotta Sorrentino

Dopo Il mio cuore fa ciock feat. Luca Carboni ecco Marco e Basta (pubblicato da Universal), l’album d’esordio di Iaco, noto anche come Dj Squalo: una raccolta di 11 brani dalle venature pop-rock che raccontano della sua maturazione artistica e ci restituiscono il ritratto di un artista poliedrico. Raccoglie 11 tracce suonate dal vivo con la collaborazione di molti musicisti formidabili tra cui Gary Wallis, Alex Meadows, Stef Burns, Mario Riso, Diego Spagnoli, Paolo Marrone e Luca Carboni. Con questo album Iaco presenta al pubblico una nuova immagine di se stesso, un’immagine più intima, più matura, sicuramente più vicina alla sua vera indole. L’album rappresenta il frutto di questa maturazione, è un progetto musicale pop-rock nato nel 2014 dall’ unione di tre artisti e musicisti molto diversi tra loro, ma con la stessa voglia di comunicare e sperimentare: Marco Iaconianni in arte Iaco, Domenico Castaldi e Danilo Di Lorenzo. Proprio grazie all’incontro di questi grandi musicisti e produttori Iaco, infatti, ha deciso di seguire l’altra sua grande passione, oltre alla radio e, dopo due dischi e vari singoli come “Squalo”, ha deciso di svestirsi dei panni di dj per essere semplicemente Iaco….Marco e basta.

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Se parte così…andrà tutto(molto) bene il tour di Nesli

È partito al Fabrique di Milano, dopo la data zero di Asti del 3 maggio, l’Andrà Tutto Bene Tour 2015, che ha come (hashtag ufficiale #AndràTuttoBeneTour2015, di Francesco Tarducci, in arte Nesli. Il tour di dodici concerti, che segue l’uscita del disco e la partecipazione al Festival di Sanremo, toccherà alcuni dei principali club della penisola, dove il cantante di Senigallia sarà accompagnato da una band di cinque musicisti. Ve lo raccontiamo

Nesli

Nesli

di Marco Liuzzi

Dopo l’assalto dai fan del cantante, famoso per avere un nutrito seguito di fedelissimi. La prima cosa che è saltata all’occhio è l’eterogeneità del pubblico presente, figlia della crescente popolarità seguita alla kermesse sanremese. Il concerto è iniziato alle 21.30 circa, quando tutte le luci si sono spente e Nesli, elegantissimo in pantaloni e giacca neri (sì, senza camicia), è salito sul palco. Dopo un brevissimo saluto è iniziato il concerto vero e proprio. La canzone di apertura è stata Dimmi che vuoi che sia. Fin dalle primissime battute del concerto il pubblico si è mostrato molto partecipativo, mostrando di aver assimilato a pieno le tracce del nuovo album, di cui sono state eseguite subito altre quattro canzoni, tra cui quella che dà il titolo all’ultima fatica discografica di Nesli, Andrà tutto bene. È stata poi la volta di Davanti agli occhi, canzone del penultimo album, Voglio, prima della canzone presentata al Festival di Sanremo e primo singolo tratto dal nuovo album, Buona fortuna amore. Breve passo indietro nel tempo con quello che forse è stato il pezzo che ha segnato il definitivo passaggio da artista rap a cantautore rap e che ha consacrato Nesli al grande pubblico, Un bacio a te, presentata al serale di Amici di Maria di Filippi nel 2013.

Il climax è proseguito con la canzone iconica e vero manifesto di Nesli, famosa anche per essere stata reinterpretata da Tiziano Ferro, La fine: qui, incitato dallo stesso cantante, il pubblico “ha fatto venire giù il Fabrique”, mostrando in modo inequivocabile qual è la canzone più amata dai fan. Il concerto è proseguito con una sapiente alternanza tra i pezzi storici e quelli del nuovo album, compresa la cover di Mare mare di Luca Carboni, cantata anch’essa al Festival e che ha coinvolto anche i presenti un po’ più attempati. Dopo una breve parte “parlata”, è stata la volta di Ti sposerò, primo singolo tratto dall’album uscito nel 2012 è che ha iniziato a far conoscere Nesli al grande pubblico e non solo a quello un po’ più di nicchia dell’ambiente rap. Dopo un breve slam di Nesli, con un pezzo che è l’ideale per concludere un concerto e che tutti i cantanti, prima o poi, dovrebbero comporre e avere nel repertorio, Arrivederci e grazie Nesli ha presentato la sua band, quasi una seconda famiglia dalle sue parole, ha ringraziato il suo produttore, Brando, e tutto il pubblico presente, mostrando un attaccamento quasi viscerale per il suo seguito, la sua community, sempre pronta a mostrargli un immenso e altrettanto ricambiato affetto. Il bis è con tre canzoni tra cui la replica di Andrà tutto bene e, a conclusione del concerto, Un bacio a te, che ha visto il cantante, concludere il concerto a torso nudo, mostrando il corpo abbondantemente tatuato per il delirio delle numerosissime fan presenti, giovani e meno giovani, che per tutto il concerto hanno gridato il loro amore per Francesco.

E’ evidente la notevole trasformazione e maturazione artistica che il cantante di Senigallia ha subito negli ultimi tre anni, figlia soprattutto del suo passaggio dalla musica rap nuda e cruda alla musica pop e più cantautorale, che ha portato a far conoscere il nome di Nesli al grande pubblico, tanto da farlo arrivare ad esibirsi sul palco dell’Ariston. Meritevole di nuova menzione è il legame viscerale che c’è tra l’artista e il suo pubblico, sempre molto partecipativo e pronto a sostenere il suo poeta, capace di mixare atmosfere diverse tra loro, dal pop rock alle ballate romantiche, passando anche per la dance rock, così da coinvolgere i fan con parole e musiche sempre diverse tra loro ma sempre capaci di entrare nel cuore.

 

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Nomadi, a Luca Carboni il Tributo ad Augusto 2015

Luca Carboni è il vincitore del XXIII Tributo ad Augusto, manifestazione ideata nella primavera del 1993 dai giornalisti Stefano Ronzani e Fausto Pirìto con il consenso e il sostegno di Beppe Carletti (co-fondatore e leader de I Nomadi) e Rosanna Fantuzzi (compagna di Daolio, storica voce della band emiliana, scomparso il 7 ottobre 1992).

Beppe Carletti

Beppe Carletti

Il cantautore bolognese riceverà il riconoscimento durante il concerto-fiume previsto domenica 22 febbraio (dalle ore 16) a Novellara (Reggio Emilia) nell’ambito del NOMADINCONTRO 2015 che si aprirà sabato 21. Carboni ha deciso di destinare il premio in denaro ad AMANI onlus, associazione no-profit impegnata dal 1995 nella istituzione di case di accoglienza, centri educativi, scolastici e professionali in Kenya, Zambia e Sudan e nella difesa del diritto di bambini e giovani di questi Paesi ad avere un’identità certa, cibo, istruzione, salute e l’affetto di un adulto.

Sono passati oltre due decenni e il Tributo è diventato un appuntamento prestigioso che tutti gli anni, intorno al 18 febbraio, giorno del compleanno di Daolio, richiama a Novellara, paese di nascita del cantante, più di 10mila persone da tutta Italia. Il Tributo ad Augusto consiste in una Targa d’autore personalizzata in memoria di Daolio e in un premio in denaro che viene assegnato ogni anno come “riconoscimento del valore artistico e umano di musicisti che hanno fatto grande la canzone italiana”. Luca Carboni riceverà il Premio da Rosanna Fantuzzi, Beppe Carletti e Fausto Pirìto e si esibirà sul palco insieme con Carletti, tastiere (dal 1963); Daniele Campani, batteria (dal 1990); Cico Falzone, prima chitarra e voce (dal 1990); Massimo Vecchi, basso e voce (dal 1998); Sergio Reggioli, violino, percussioni e voce (dal 1998); Cristiano Turato, voce solista e chitarra (dal 2012).

Ecco l’elenco di tutti i premiati: Jovanotti (1993), Gang (1994), Bisca-99Posse (1996), Agricantus (1997), Massimo Bubola (1998), Alberto Fortis (1999), Daniele Silvestri (2000), Piero Pelù (2001), Nazionale Cantanti (2002), Pooh (2003), Paolo belli (2004), Elisa (2005), Francesco Renga (2006), Samuele Bersani (2007), Roberto Vecchioni (2008), Ligabue e Giusy Ferreri (2009), Zucchero (2010), Biagio Antonacci (2011), Franco Battiato (2012), Alice (2013), Nek (2014). Nel 1995 il “Tributo ad Augusto” si concretizzò nella pubblicazione di un cd/lp omonimo con la partecipazione di artisti italiani e stranieri attraverso la reinterpretazione di canzoni del repertorio de I Nomadi. In ordine di apparizione nell’album: Francesco Guccini, Ligabue, Teresa De Sio, Gang, Gianna Nannini & Timorìa, Coro dell’Antoniano, Elio Revé y Su Charangon, Inti Illimani, Alice, Enrico Ruggeri, Modena City Ramblers, Dennis & The Jets, CSI, Pubblico Nomade live. I proventi furono devoluti ad Associazioni umanitarie impegnate nella difesa dei diritti dei bambini tibetani, palestinesi e brasiliani.