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Abbandonandosi all’alba con i Perimetro Cubo

Abbandonandosi all’Alba è il quarto singolo estratto dall’album Il Dubbio, dopo Tipo Come Quando, brano realizzato con la collaborazione di Beppe Carletti, Il Dubbio e Sei Scappata.

Perimetro Cubo

Perimetro Cubo

“E’ un brano dalle atmosfere particolari, meno acustiche e più pop, rispetto ad altri pezzi dell’album. E’ un viaggio tra le sensazioni e i colori che segnano il passaggio dalla notte all’alba. Uno spazio temporale che diventa il luogo in cui  riescono a trovare la giusta dimensione quegli incontri e quelle emozioni che speso finiscono in disparte nella vita di tutti i giorni”. Il testo è di Luigi Santilli, mentre le musiche sono scritte a quattro mani da Luigi Santilli e Andrea
Orsini. Il brano vede la partecipazione, come per il resto dell’album, anche di Pierpaolo Ranieri (basso), Pasquale Angelini (batteria) e Alessandro Forte (tastiere). I Perimetro Cubo sono un duo romano, nato dall’incontro tra il cantautore per passione, Luigi Santilli, ed il chitarrista, polistrumentista e arrangiatore Andrea Orsini. Il primo album, “L’Ultima Ovvietà”, è valso la candidatura alla Targa Tenco 2015 come album d’esordio, mentre il secondo lavoro, “Il Dubbio” ha visto la partecipazione e collaborazione straordinaria del leader dei Nomadi, Beppe Carletti.

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Perimetro Cubo, l’ossimoro del cantautore

Perimetro Cubo è un duo romano nato dall’incontro tra il cantautore Luigi Santilli e Andrea Orsini, chitarrista, arrangiatore e polistrumentista, con numerose collaborazioni al suo attivo. È del 2015 il loro album d’esordio, L’ultima ovvietà, con brani scritti da Luigi Santilli (e con musiche firmate insieme ad Andrea Orsini, che ne ha curato anche gli arrangiamenti), che è risultato tra l’altro tra i candidati alla Targa Tenco nella sezione “opera prima”. Il secondo album è Il dubbio. Abbiamo intervistato Luigi Santilli.

Perimetro Cubo

Perimetro Cubo

Che significa Perimetro Cubo?
E’ un ossimoro. Gioco con i numeri, mi piace la matematica. Ho la fissa per abbinare numeri e parole. Questo segna un po’ la distanza tra me e Andrea.
Chi è cosa?
Io sono il perimetro.
Siete stati ospiti del raduno dei Nomadi a Novellara lo scorso febbraio: avete la stima di Beppe Carletti.
Beppe è un grande che ho conosciuto tramite amici. Ha ascoltato il primo disco e gli è piaciuto, si è incuriosito. Ha proposto di andare a Novellara prima ancora che nascesse una collaborazione.
Come è arrivata?
Gli ho mandato un demo prima di chiudere il disco, lui si è offerto di suonare il piano e mettere la voce in un brano, Tipo Come Quando. La cosa che mi ha stupito è che un professionista ha studiato il pezzo, si è preparato. Nulla ha lasciato al caso.
Lei nella vita fa il manager. Come si è avvicinato al cantautorato?
Ho sempre avuto la passione per la scrittura ma musicalmente non sono eccelso. La scrittura era la mia rivincita chiusa in un cassetto.
Si percepisce, molti sono poetici.
Vero. Certi brani nnascono come poesia, tipo Sei Scappata. Racconta due mondi che non si incontreranno mai, se non in un’altra vita o nelle canzoni.
Come le arrivano le idee?
Pancia e sensazioni. Evito le citazioni banali o se non posso farne a meno che siano sfacciatamente banali!
Chi vuole seguirvi?
La pagina FacebOok e il canale youtube sono i social più aggiornati?
Sogni?
Dopo quello con Carletti un duetto con Fiorella Mannoia. E una volta poter cantare buon compleanno a Vasco Rossi.