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Meraviglioso Modugno, notte di stelle a Polignano

Per celebrare Modugno, il prossimo 6 agosto, Polignano a Mare quest’anno parla proprio di Mare accendendo i riflettori sul tema dell’Immigrazione per raccontare con la musica le contraddizioni del nostro tempo, tra Bellezza e Male. E con ventuno canzoni interpretate dai big della scena italiana ricorda anche il paroliere Riccardo Pazzaglia (cittadino onorario della località adriatica) nel decennale della scomparsa. Tuttavia sarà Scioscia popolo, un brano del 1963 nato dalla collaborazione tra Eduardo De Filippo e il cantautore pugliese per l’opera musicale su Masaniello, Tommaso D’Amalfi, ad aprire Meraviglioso Modugno, la serata-evento di sabato 6 agosto organizzata nella città natale di Mister Volare.

Giovanni Caccamo

Giovanni Caccamo

Per la sesta edizione, organizzata dall’amministrazione comunale con il sostegno di Puglia Sounds, i direttori artistici Stefano Senardi e Maria Cristina Zoppa hanno chiesto a Morgan, Enrico Ruggeri, Dolcenera, Orchestra di Piazza Vittorio, Mama Marjas, Francesca Michielin, Francesco Gabbani e Giò Sada di farsi guidare nella scelta dei brani dai significativi versi «Ti hanno inventato il mare» della canzone-manifesto Meraviglioso: parole che hanno ispirato anche il logo realizzato da Nico Miulli, partendo da una citazione del grande artista polignanese Pino Pascali, le visioni fluttuanti delle animazioni firmate da Giuseppe Laselva e Luigi Lo Console e il palco «Mare&Musica» ideato da Fabio della Ratta, che poggia idealmente su un’onda di vinili in blu. Agli «angeli vestiti da passanti» è dedicata tutta la selezione dei brani. La multietnica Orchestra di Piazza Vittorio aprirà l’omaggio a Modugno con Scioscia popolo  attraverso la voce di Mama Marjas, poi incontrerà in una versione in arabo e italiano di Nel blu, dipinto di blu il giovane Giovanni Caccamo, chiamato ad affiancare la conduttrice Maria Cristina Zoppa insieme con Ermal Meta, atteso a sua volta in Amara terra mia, canzone che ha saputo raccontare con straordinaria poesia il tema dell’immigrazione.

Dolcenera

Dolcenera

L’omaggio a Riccardo Pazzaglia arriverà con Un calcio alla città di Francesco Gabbani e Meraviglioso nell’originale lettura di Morgan, che con Enrico Ruggeri è stato protagonista di due scelte raffinate dal repertorio Modugno-Pazzaglia. Morgan si cimenterà, infatti, anche con Sole malato, brano citato nella colonna sonora del film Bronx con Robert De Niro, mentre Ruggeri proporrà una cover di La neve un anno fa. Non potevano mancare i classici Tu si ‘na cosa grande Cosa sono le nuvole, affidati alla voce di Dolcenera, mentre il pubblico ascolterà Vecchio Frack nell’interpretazione di Ruggeri, che già trent’anni fa si era confrontato con questa canzone-capolavoro nell’album Presente. E in quest’edizione caratterizzata dalla presenza di tanti giovani artisti, se Francesca Michielin rivisiterà con il proprio stile Notte di luna calante, Giò Sada affronterà una doppia sfida cantando L’avventura e il brano Io, quest’ultimo sia in italiano che nella versione inglese Ask me resa leggendaria da Elvis Presley. Non mancheranno i successi tratti dal repertorio degli ospiti, che accanto alle canzoni di Modugno proporranno alcune loro hit. Nel corso della serata, che avrà la regia di Giovanni Buonomo, verranno assegnati due riconoscimenti: all’attore Riccardo Scamarcio andrà il Premio Città di Polignano, mentre alla giovane cantautrice di Bisceglie, Erica Mou, verrà consegnato il Premio Federautori dall’avvocato Maria Grazia Maxia. 

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Mama Marjas, quando il sound non ha confini

Arriva dalla Puglia una delle più internazionali delle nostre artiste. Mama Marjas accantona, almeno per ora, il reggae e vola verso nuovi sound. Lo racconta nel suo disco Mama e io lo racconto in questa intervista a Maria Germinario, come si chiama quando scende dal palco e si spoglia della musica.

Mama Marjas

Mama Marjas

Maria è un viaggio lontano dal reggae e verso la musica dei Sud del mondo.
Non è stata una scelta imposta le contaminazioni, ho fatto, a oggi, tre dischi e non ero autrice né produttrice, mi limitavo a scrivere il testo in base alle emozioni.
Oggi che è successo?
Sarà che mi avvicino ai 30 anni, ma ho sentito l’esingenza di fare un disco dove c’è l’Africa ma ci sono anche io che mi metto a nudo musicalmente.
Soddisfatta?
Ci sono tutti i generi che mi piacciono. Certo ci voleva un doppio disco per metterci tutto quello che amo. Non ci ho pensato più di tanto, ci ho messo quello che mi veniva in mente.
Un salto nel buio.
Ho lasciato la Giamaica e sono andata verso altri riti: la metrica per il raggamufin è strategica, mi servono basso e batteria per creare il groove.
C’è un bella vena Blues.
Abbiamo il Blues grazie all’Africa, la schiavitù ha dato profondità e visceralità estreme. Io prima del reggae ho amato il Blues, il reggae è un derivato del soul e del blues.
Ci sono limiti alle contaminazioni?
Tutte le musiche sono mescolabili. Bisogna usare l’Africa come musica non come marketing. E comunque non potevo fare un quarto disco reggae, dovevo mettermi alla prova affacciarmi su altri generi che amo tipo cumbia, damboo o rumba catalana. Il desert blues è stato una illuminazione, mi ha fatto capire quale è l’anello di congiunzione tra Africa e Blues.
E’ stata protagonista della Carmen secondo l’Orchestra di piazza Vittorio.
La considero una conferma, un chiudere un cerchio, sono dieci anni faccio reggae music. Per me fare Carmen, una donna forte, indipendentente e sola è coraggio, lei fa una brutta fine: il femminicidio ci sarà sempre, difficile eliminarlo ma bisogna combatterlo e bisogna giudicare una donna non per come balla ma per quello che è.
E’ stata un Carmen straordinaria.
Sono tutte Carmen le fiere donne del sud e lavoratrici, con la testa sulle spalle, che da casa mandano avanti una famiglia. Fare Carmen è stato notevole, Mario Tronfio mi ha definita perfetta, vera e autentica.
Insomma siete molto simili lei e Carmen.
Non mi faccio mettere i piedi in tesa da uomini né dall’amore. Al primo posto c’è essere una persona che fa cose positive.
Essere padroni della propria musica è difficile?
Oggi vivere della propria musica è sempre più difficile, la musica è sempre più un prodotto. Io ci metto il cuore. Devi però pensare a numeri, visualizzazioni. Il tour sarà divertente. Il 19 dicembre a Cassano delle Murge farò una serata per la sensibilizzazione dell’uso della canapa. Bisogna abbattere i pregiudizi. Poi un altro live sarà nella mia Taranto il 27 dicembre.
Vacanze?
Sto al Sud in questo periodo, io non vado al freddo. Adoro guardare il cielo di puglia, la amo la mia regione. Penso a Bruxelles e Berlino e il freddo mi blocca.
Chi è Mama?
Una persona molto emotiva e affettiva, parlo molto dal palco, faccio le foto con tutti, parlo con tutti. Canto per dire delle cose, dico delle verità: non sono un profeta però ho dei valori. La reggae music era one love, ora non più ma io mi sfogo. E’ brutto vedere con Facebook e twitter tutti sono liberi di dire quello che gli pare e contestano a prescindere. Questo è il ruolo pubblico poi c’è Maria Germinario che su twitter ha un profilo privato.
Nel disco c’è anche la Merengue.
Una sera acoltavo in televisione un concerto di James Brown e mi è venuto pensiero: la merengue è rythm’n’blues più veloce, che ti fa sudare. Sono collegabili, è un delirio ritmico. Il merengue come lo faceva James Brown è improvvisazione.
Ai suoi concerti si salta?
Ormai alle dancehall la gente non si fa trascinare dalla musica: sta a braccia conserte, osserva, è più chiusura che apertura: io voglio far ballare la gente! Noi con tarantelle e pizziche esorcizziamo la stanchezza e ricordiamo che la vita è bella e bisogna volersi bene. Sono per la positività.
I suoi non sono semplici concerti, sono feste.
Spesso vedo mamme che chiedono di far salire la figlia, sul mio palco faccio salire chiunque abbia una attitudine positiva, è bello vedere gente di ogni età che balla con me. L’importante è sapersi comportare e pensarla in un certo modo.
Sui social come si muove? Chi vuole seguirla che deve fare?
Mi ci sto avvicinando ma ho tutto e aggiornato. E c’è anche la Love University Records, etichetta che parla di vari fratelli.

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Puglia Sounds Records fa record di nuova musica!

Erica Mou, Raffaele Casarano, Cff, Matteo Bortone, Crifiu, Minafric Orchestra e Faraualla, Ensemble 05, Carolina Bubbico, Josè Barros e Mimmo Epifani, Los Impossibles, Mutante, Mama Marjas, Gianluca De Rubertis, K-ant Combolution, Mirko Signorile Trio, Rino Arbore, Roberto Ottaviano, Stefania Di Pierro e Ivan Iusco sono gli artisti che pubblicheranno una nuova produzione discografica tra il 1 luglio e il 15 ottobre 2015 con il sostegno di Puglia Sounds Record, l’unico fondo in Italia che sostiene la creazione e promozione di nuovi dischi. 19 nuove produzioni discografiche che diffondono la cultura musicale pugliese finanziate da Puglia Sounds attraverso la seconda tranche 2015 dell’avviso pubblico, la prima tranche ha finanziato 16 nuove produzioni e complessivamente sono 157 i dischi sostenuti.

Carolina Bubbico (foto Bursomanno)

Carolina Bubbico (foto Bursomanno)

Saranno creati e promossi con il sostegno di Puglia Sounds i nuovi dischi della cantautrice Erica Mou (etichetta Jazz Engine), quarto disco in studio dedicato al tema del cambiamento, del sassofonista Raffaele Casarano (Tuk Music), un nuovo progetto ambizioso e di respiro internazionale, dei C.F.F. (Etichetta Maxsound) Anna Maria Stasi, Anna Surico e Vanni La Guardia rinnovano il precedente progetto Cff e il Nomade venerabile, del contrabbassista Matteo Bortone (etichetta jazz Engine), lavoro sul possibile incrocio tra jazz e rock, dei salentini Crifiu (Etichetta Dilinò), secondo disco per una delle band salentine più lanciate del momento, Minafric Orchestra e Faraulla (Etichetta MT), un nuovo progetto che sintetizza il lavoro svolto nel corso degli ultimi anni intorno a jazz, musica popolare e musica classica,Ensemble 05 (Etichetta S.M.C Records), un disco dedicato al compositore pugliese Mauro Giuliani, della pianista, cantante e compositrice Carolina Bubbico(Etichetta Laboratorio Musicale L’Orchestrina), disco con numerosi ospiti composto da brani originali e cover, del duo Josè Barros e Mimmo Epifani (etichetta Kurumuny), progetto dedicato alle affinità tra la cultura portoghese e quella del Sud Italia.

Erica Mou

Erica Mou

E ancora del duo Los Impossibles (etichetta Velut Luna) composto da Luca Tarantino e Vito de Lorenzi, del duo Mutante (Etichetta La Rivolta Records) composto da Valentina Grande e Aldo Natali, progetto tra rock, elettronica e pop, della cantante Mama Marjas (Etichetta Love University), quarto disco che vede una delle voci più apprezzate della Puglia impegnata anche come autrice delle musiche, del salentino Gianluca de Rubertis (Etichetta Martelabel), secondo album da solista che sviluppa un interessante progetto tra musica e immagini, il gruppo K-Ant Combolution (Etichetta La Grande Onda), disco sul concetto di tempo impreziosito da numerosi ospiti, del pianista Mirko Signorile in trio con Marco Bardoscia eFabio Accardi (Etichetta Jazz Engine), un nuovo progetto rivolto al mercato giapponese con un sound più legato agli standard, del chitarrista Rino Arbore (Etichetta Dodicilune), progetto che si muove tra sonorità della tradizione popolare legate ai riti e suoni scarni e attuali, del sassofonista Roberto Ottaviano (Etichetta Dodicilune), nuovo progetto che esplora il repertorio antico e popolare ed è impreziosito dalla presenza di musicisti d’eccezione; della cantante Stefania Dipierro (etichetta Intersuoni), progetto che spazia dalle sonorità della cultura club attuale ai suoni anni ’70 e infine del compositore Ivan Iusco (Etichetta Minus Habens), secondo album da solista del compositore, una raccolta di brani inediti di periodi diversi tutti ispirati dalla condizione contemporanea della postmodernità.