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Maneskin, Il Ballo della Vita: il commento

I Maneskin pubblicano Il ballo della Vita, un album che ne dimostra la crescita umana e una maturità artistica e autoriale importante. Il commento brano per brano e una riflessione finale.

Maneskin

Maneskin

di Chiara Gatti

New song: brano che realizza le aspettative del gruppo cui si è abituati.
Torna a casa: capolavoro assoluto, canzone-racconto che mette a nudo la sensibilità, toccando picchi di intensità forse inaspettati da parte di un gruppo così vigoroso, sulla scia di note dal gusto un po’ classico. “Il freddo si fa sentire, Marlena torna a casa, che non voglio più sparire”.
L’altra dimensione: brano breve, stanchezza davanti al mondo usuale, quello senza amore vero. Marlena è ancora protagonista. Idea di una nuova dimensione, dove si impara anche a volare, un mondo rosa, dove Marlena incarna il ballo della vita.
Sh*t Blvd: orecchiabile, ma forse più “spento” rispetto a ciò cui ci hanno abituati. Forse anche un po’ troppo ripetitivo.
Fear for nobody: brano breve; ritornello che aspetta ad arrivare, reticenza voluta per caricare l’attesa.
Le parole lontane: tempo che porterà via tutto, senza nemmeno accorgersene, fino a che si arriverà a cantare mentre saremo muti, “perché ti sento lontana, lontana da me”. Maschera in poche parole la voglia di vivere una persona, l’attimo, l’amore, hic et nunc, prima che arrivi l’inverno, prima che il tempo bruci tutti i fogli che parlano di lei, di Marlena, ancora una volta.
Immortale (feat. Vegas Jones): pezzo in parte rap, inusuale. “Se mi senti è perché lo so fare, sono diventato immortale, lotto per diventare leggenda”. Una punta di presunzione o consapevolezza di sé?
Lasciami stare: “Voglio entrare nel cuore della gente, scrivo le canzoni perché durino per sempre, lasciami stare, lasciami volare via”. Simile alla canzone precedente nel significato. Voglia di andare avanti a testa alta senza badare a età (giovinezza): forza di rinascere e continuare a crescere. Musicalmente? Rancori contro chi ha provato a mettere i bastoni tra le ruote? Contro chi ha provato a tarpare le ali?
Are you ready: lascia poco a livello contenutistico, forse un pezzo più “ballabile”.
Close to the top: classica canzone inglese, ritornello orecchiabile e piacevole.
Niente da dire: “Curare ferite date dai morsi: è possibile farsi male e sorridere?” Marlena è anche qui, il momento è ora. Voglia di vivere il momento presente, reale.
Morirò da re: qualcosa di familiare. “prepara la valigia, splendiamo in questa notte grigia”. Marlena è qui, “apri la vela, dai viaggia leggera, mostra la bellezza”.

Album vario, piacevole, connotato anche da più generi musicali, ma molto deciso e conciso sul messaggio da trasmettere: vivere la vita ora, nel suo massimo splendore. D’altronde lo dice il titolo stesso dell’album: Il ballo della vita. Il ballo, ovvero la gaiezza, la spontaneità, l’improvvisazione, la sana spensieratezza, della vita. Capacità di comunicare idee così forti attraverso la figura di una venere-Marlena, figura di riferimento in toto. Inaspettato forse da un gruppo musicale pop rock come il loro, ma questo album sembra voler far breccia negli animi degli ascoltatori, toccando concetti universalmente conosciuti e condivisi. Non è forse un throwback all’antico ma celeberrimo motto oraziano del carpe diem? Orazio prima, Poliziano dopo (“cogliàn la bella rosa del giardino”), i Maneskin ora sembrano dirci la stessa cosa: balliamo la vita!

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Maneskin, arrivano Morirò da Re e il tour autunnale: li abbiamo incontrati a Milano

Il primo singolo in italiano dei Maneskin si intitola Morirò da re ed è stato presentato, per la prima volta a Milano, il 21 marzo al Santeria Social Club. Abbiamo partecipato alla conferenza stampa e assistito al concerto.

Maneskin

Maneskin


di Antea Morbioli

Dopo il successo  a X Factor, i Maneskin sono partiti per un tour nei club, pieno di sold out, con l’obiettivo di far sentire la loro musica e rafforzare il contatto con il pubblico. Nei giorni off del tour i ragazzi hanno creato questo nuovo brano nato dal bisogno di scrivere, di raccontarsi e di mostrare la loro spontaneità. Il singolo, creato partendo da alcuni accordi di chitarra, è frutto di una ricerca di un suono più fresco, che a detta loro ricorda un po’ la chitarra di Frusciante nei Red Hot Chilly Peppers dei primi anni ’90. Il testo è opera di Damiano, il cantante, ma nella creazione dell’opera finale c’è il contributo di ogni singolo componente del gruppo, poiché i ragazzi cercano sempre di arrivare a un volere comune e quindi di mantenere una direzione collettiva. In altre parole, grazie anche al fatto che ognuno di loro ascolta artisti diversi, vogliono servirsi dei contributi di ciascuno per arrivare a creare il vero e proprio sound Maneskin, in modo da essere riconosciuti tra vari musicisti. Morirò da re rappresenta la redenzione: secondo Damiano, dal male o da qualcosa di sbagliato può nascere del buono, senza però farsi spaventare dal mondo esterno e senza quindi mai arrendersi. Questo pensiero lo vogliono esprimere anche nel loro comportamento e in quella sorta di arroganza che è stata loro attribuita.

Maneskin

Maneskin

Durante il live questo brano ha ricevuto subito un convincente consenso dei fans, che hanno potuto inoltre apprezzare gli altri loro singoli come Chosen e Ricovery e molte cover che li hanno spinti al successo, tipo Io vengo dalla luna, Master Blaster e Beggin. Lo show si è svolto in classico stile Maneskin: il look sfacciato che ormai li caratterizza, una forte carica e una presenza scenica invidiabile, a dispetto della giovane età; ovviamente non è mancata neanche la famosa lap dance di Damiano in tacchi a spillo. Il nuovo singolo fa da apripista per il loro prossimo tour che partirà in autunno e ha già in programma una decina di date. Avverrà qualche cambiamento per quanto riguarda l’allestimento, la scaletta e la location, in quanto si svolgerà in luoghi più grandi, come il Fabrique di Milano o l’Atlantico di Roma. La band ha intenzione di eseguire per la maggior parte pezzi e non più cover; i giovani hanno infatti qualche brano già pronto, scritto sia in italiano che in inglese, ma contano di lavorare tutta l’estate per
completare l’album.